Novità fiscali dell’11 giugno 2012: IRAP e concetto di autonoma organizzazione

Pubblicato il 11 giugno 2012



sono aumentate le aliquote di accisa sulla benzina; variazione aliquote di accisa sulle benzine e sul gasolio usato come carburante; parità di accesso agli organi di amministrazione e controllo delle società quotate; deposito appello incidentale in Commissione Tributaria Provinciale; deduzione delle spese per l’assistenza domiciliare all’infanzia; IRAP: concetto di autonoma organizzazione da definire meglio; il legale rappresentante non può ricorrere contro l’avviso di accertamento societario a lui notificato; disponibili le massime 2010 e 2011 del CNDCEC; sisma in Emilia: aiuti immediati per la ripresa delle zone colpite; la disciplina dell’ACE (aiuto alla crescita economica) spiegata da Assonime; polo specialistico ex Enpals; corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare: nuovi livelli reddituali per il periodo da luglio 2012 a giugno 2013; iscrizione all’Albo provinciale delle imprese artigiane: chiarimenti sull’obbligo contributivo

 

Indice:

1) Sono aumentate le aliquote di accisa sulla benzina

2) Variazione aliquote di accisa sulle benzine e sul gasolio usato come carburante

3) La parità di accesso agli organi di amministrazione e controllo delle società quotate

4) Deposito appello incidentale in Commissione Tributaria Provinciale

5) Deduzione delle spese per l’assistenza domiciliare all’infanzia

6) Irap: concetto di autonoma organizzazione da definire meglio

7) Il legale rappresentante non può ricorrere contro l’avviso di accertamento societario a lui notificato

8) Disponibili le massime 2010 e 2011 del CNDCEC

9) Sisma in Emilia: aiuti immediati per la ripresa delle zone colpite

10) La disciplina dell’ACE (aiuto alla crescita economica) spiegata da Assonime

11) Polo specialistico ex Enpals

12) Corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare: nuovi livelli reddituali per il periodo da luglio 2012 a giugno 2013

13) Iscrizione all’Albo provinciale delle imprese artigiane: chiarimenti sull’obbligo contributivo

 

1) Sono aumentate le aliquote di accisa sulla benzina

Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane ha disposto l’aumento (pari a 2 centesimi al litro) delle aliquote di accisa sulla benzina, ciò per fare fronte alle necessità che si sono venute a creare a seguito dell’evento sismico che ha interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, lo scorso 20 e 29.05.2012.

In particolare, si tratta della Determinazione, Prot. 69805/RU del 07.06.2012, del Direttore dell’Agenzia delle Dogane., la cui pubblicazione sul sito delle Dogane equivale a quella sulla Gazzetta Ufficiale.

Detta Determinazione dispone che le aliquote di accisa sulla benzina, sulla benzina con piombo e sul gasolio usato come carburante, a decorrere dal 8 giugno e fino al 31 dicembre 2012, sono fissate nella misura di seguito indicata:

- benzina e benzina con piombo: Euro 724,20 per mille litri;

- gasolio usato come carburante: Euro 613,20 per mille litri.

In base all’art. 61, comma 4, del D.L. n. 1/2012, convertito in Legge n. 27/2012, il maggior onere conseguente al predetto aumento dell’aliquota dell’accisa sul gasolio usato come carburante verrà rimborsato agli esercenti le attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, nonché agli esercenti le attività di trasporto persone di cui all’art. 5, comma 2 della Legge n. 16/2002.

 

2) Variazione aliquote di accisa sulle benzine e sul gasolio usato come carburante

L’art. 2, comma 3, del D.L. 06.06.2012, n. 74, recante “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 131 del 07.06.2012, ha previsto l’aumento delle aliquote di accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo nonchè sul gasolio usato come carburante, di cui all’Allegato I del testo unico approvato con D.Lgs. n. 504/95.

La medesima disposizione, inoltre, fissa la misura del predetto aumento in 2 centesimi di Euro al litro di prodotto e prevede, al contempo, che la variazione dell’aliquota venga disposta con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle dogane.

Con Determinazione n. 69805/RU del 07.06.2012, pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle Dogane il giorno 08.06.2012, il Direttore dell’Agenzia delle dogane ha dato attuazione alla suddetta disposizione primaria fissando le nuove aliquote di accisa sui menzionati prodotti, aumentate nella misura di Euro 20,00 per mille litri di prodotto.

Per conseguenza, a decorrere dall’08.06.2012, data di entrata in vigore del medesimo D.L., e fino al 31.12.2012, le aliquote di accisa afferenti la benzina e la benzina con piombo nonchè il gasolio usato come carburante vengono incrementate nella misura di seguito indicata:

- benzina e benzina con piombo da Euro 704,20 per mille litri ad Euro 724,20 per mille litri;

- gasolio usato come carburante da Euro 593,20 per mille litri ad Euro 613,20 per mille litri.

Il maggior onere conseguente all’aumento dell’aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante, a norma dell’art. 61, comma 4, del D.L. 24.01.2012, n. 1, convertito, in Legge 24.03.2012, n. 27, sarà rimborsato, secondo le prescritte modalità, agli esercenti le attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate nonché agli esercenti le attività di trasporto persone menzionati all’art. 5, comma 2, del D.L. n. 452 convertito, con modificazioni, in Legge n. 16/2002.

(Agenzia delle Dogane, nota n. RU/69809 del 07.06.2012)

 

3) La parità di accesso agli organi di amministrazione e controllo delle società quotate

La circolare n. 16/2012 di Assonime descrive il contenuto, le modalità e i termini di applicazione della disciplina in materia di equilibrio tra i generi negli organi delle società quotate introdotta dalla Legge n. 120 del 2011.

Dopo un’analisi del quadro normativo, la citata circolare illustra gli aspetti applicativi della nuova disciplina e le eventuali modifiche statutarie anche alla luce dell’art. 144-undecies del Regolamento Emittenti n. 11971/1999, introdotto dalla delibera n. 18098, e il relativo regime sanzionatorio.

(Assonime, nota del 07.06.2012)

 

4) Deposito appello incidentale in Commissione Tributaria Provinciale

Nell’ambito della disciplina del processo tributario, l’appello è regolato dagli artt. 53 e seguenti del D.Lgs. n. 546/92.

Come il ricorso introduttivo anche l’appello, una volta notificato alla controparte, deve essere depositato presso la commissione tributaria competente per territorio.

A seguito delle modifiche introdotte dall’art. 3 bis, comma 7, del D.L. n. 203 del 30.09.2005, convertito dalla Legge n. 248 del 2.12.2005, ove l’appello non sia stato notificato a mezzo ufficiale giudiziario, l’appellante deve, a pena di inammissibilità, depositarne una copia presso l’ufficio di segreteria della commissione tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4679 del 23.03.2012, ha stabilito che l’appellato che presenti a sua volta appello incidentale agisce in via surrogatoria rispetto all’appellante con riferimento all’obbligo di deposito in Commissione Tributaria Provinciale, dal momento che, in caso contrario, quest’ultima potrebbe rilasciare indebitamente il certificato di passaggio in giudicato della sentenza, essendo ignara sia dell’appello principale che di quello incidentale.

 

5) Deduzione delle spese per l’assistenza domiciliare all’infanzia

Spese per l’assistenza domiciliare all’infanzia, se assimilabili alle spese sostenute per gli asili nido sono detraibili.

Ai fini dell’applicazione delle disposizioni sulla detrazione , in caso di assistenza domiciliare all’infanzia, occorre verificare se il servizio fornito dagli assistenti domiciliari all’infanzia abbia le caratteristiche di una prestazione erogata presso un asilo nido privato.

(Interrogazione Camera dei deputati n. 5-07001 del 06.06.2012 - Commissione Finanze)

 

6) Irap: concetto di autonoma organizzazione da definire meglio

Irap e autonoma organizzazione, nessuna novità all’orizzonte per professionisti, artisti ed esercenti attività ausiliarie dell’imprenditore commerciale

In assenza di una disposizione normativa che delimiti l’ambito dell’autonoma organizzazione, l’Agenzia delle entrate con le circolari n. 45/E del 2008 e n. 28/E del 2010, recependo i principi sanciti dalla giurisprudenza di legittimità, ha evidenziato che sussiste autonoma organizzazione quando ricorre almeno uno dei seguenti presupposti:

- Impiego in modo non occasionale di lavoro altrui;

- utilizzo di beni strumentali eccedenti per quantità e valore, le necessità minime per l’esercizio dell’attività.

(Interrogazione Camera dei deputati n. 5-07003 del 06.06.2012 - Commissione Finanze)

 

7) Il legale rappresentante non può ricorrere contro l’avviso di accertamento societario a lui notificato

Il legale rappresentanze di una persona giuridica non può impugnare l’avviso di accertamento dei redditi dell'azienda a lui personalmente notificato.

Può, invece, in seguito contestare il successivo avviso di mora recapitatogli al fine di bloccare la riscossione esecutiva.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9282 del 07.06.2012. Secondo la Suprema Corte, il legale rappresentante di una società non è legittimata, per difetto di interesse, a impugnare l’atto notificatogli, poiché emesso nei confronti di un diverso soggetto giuridico.

 

8) Disponibili le massime 2010 e 2011 del CNDCEC

Sul sito del CNDCEC, sono state pubblicate prima le Massime 2011 e poi (in data 08.06.2012) quelle del 2010 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.

Tra le Massime del 2011, la mancata presentazione di bilanci, dichiarazioni e adempimenti fiscali per conto clienti, l’appropriazione di somme consegnate da clienti per adempimenti di oneri fiscali, previdenziali e contributivi, fino alla morosità del pagamento del contributo e la pendenza di procedimento penale a carico dell’iscritto.

 

9) Sisma in Emilia: aiuti immediati per la ripresa delle zone colpite

Dal Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate allo stop dei termini per la notifica delle cartelle, in un Dl le disposizioni per superare lo stato di emergenza.

Sono operativi gli interventi urgenti a favore dei Comuni delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo colpiti dal sisma del 20 maggio.

Tra le misure, niente Imu per gli immobili danneggiati e sostegno economico ai lavoratori.

Le disposizioni, nel D.L. n. 74/2012 pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 131 del 07.06.2012.

Fino al 31.07.2012 sono sospesi i processi civili, penali, amministrativi e tributari pendenti alla data del 20.05.2012 presso gli uffici giudiziari che hanno sede nei Comuni colpiti dal sisma (fatta eccezione per alcune cause specifiche, indicate nell’art. 6, comma 1, come quelle di competenza del tribunale dei minori, le cause per alimenti, procedimenti cautelari, di interdizione, ecc.).

Oltre allo stop dei tributi e cartelle esattoriali in scadenza tra il 20 maggio e il 30 settembre (stabilito con D.M. del 01.06.2012), sono sospesi, tra l’altro, fino al 20 settembre, i termini per gli adempimenti e versamenti dei contributi previdenziali, assistenziali e dell’assicurazione obbligatoria; i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme da accertamento (di cui all’art. 29, D.L. n. 78/2010), il pagamento dei canoni di locazione degli immobili inagibili di proprietà dello Stato.

Non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini Irpef e Ires, i redditi dei fabbricati, distrutti o oggetto di sgombero, che si trovano nelle zone danneggiate dal sisma.

Gli stessi immobili, inoltre, sono esonerati dal pagamento dell’Imu. Le agevolazioni sono valide fino al completo ripristino o alla definitiva ricostruzione dei fabbricati.

Sostegni economici, inoltre, ai lavoratori (impiegati nel settore privato, co.co.co, rappresentanti commerciali, autonomi) che, se impossibilitati a svolgere l’attività a causa del sisma, potranno fruire, fino al 31.12.2012, di un’indennità che sarà definita con un decreto del ministro del Lavoro di concerto con il ministro dell'Economia.

 

10) La disciplina dell’ACE (aiuto alla crescita economica) spiegata da Assonime

L’ACE è un incentivo al rafforzamento patrimoniale delle imprese che opera attraverso la deduzione del rendimento nozionale riferibile all’immissione di nuovo capitale di rischio da parte dei soci sotto forma di apporti in denaro o di accantonamento di utili a riserva.

La circolare di Assonime n. 17/2012 ne illustra la disciplina così come risultante dall’art. 1 del D.L. n. 201 del 2011 (cd. “Salva Italia”), convertito con modificazioni dalla legge 22.12.2011 n. 214, e dal D.M. 14.03.2012 che detta le relative norme di attuazione.

L’analisi viene condotta affrontando le principali questioni interpretative che si pongono sul piano applicativo, con particolare riguardo a quelle che coinvolgono i soggetti IRES.

(Assonime, nota del 07.06.2012)

 

11) Polo specialistico ex Enpals

Nelle more dell’emanazione dei decreti di trasferimento all’Inps delle risorse umane, strumentali e finanziarie del soppresso Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo (ENPALS), le strutture territoriali ex Enpals di Milano, Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Cagliari, Catania e Palermo saranno integrate, dal punto di vista logistico, nelle corrispondenti Direzioni provinciali Inps ed assumeranno la configurazione di “Polo specialistico per la gestione della previdenza dei lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico”.

La struttura territoriale di Roma continuerà ad operare all’interno della sede che ospita le strutture centrali dell’ex Enpals, in attesa della prevista riorganizzazione logistica delle sedi Inps dell’area urbana di Roma.

La circolare dell’Inps n. 78 del 08.06.2012 descrive le nuove competenze territoriali delle varie sedi e il loro assetto organizzativo nella fase transitoria.

Conseguentemente, per tutto il periodo transitorio, il costituendo Polo manterrà, limitatamente ai soli processi primari (prestazioni, entrate), le attuali strutturazione organizzativa e dotazione di risorse umane, mantenendo inalterate le funzioni presidiate, i ruoli ricoperti, le responsabilità e la propria competenza territoriale, così come di seguito riportata:

 

Dir. provinciale INPS

POLO

Competenza territoriale

Torino

Piemonte e Valle d’Aosta

Milano

Lombardia

Genova

Liguria

Venezia

Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia

Bologna

Emilia Romagna

Firenze

Toscana

Roma

Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria

Napoli

Campania, Molise, Calabria (province di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia)

Bari

Puglia e Basilicata

Catania

Sicilia (province di Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa) e Calabria (provincia di Reggio Calabria)

Palermo

Sicilia (province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani)

Cagliari

Sardegna

 

12) Corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare: nuovi livelli reddituali per il periodo da luglio 2012 a giugno 2013

A decorrere dal 01.07.2012 sono rivalutati i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei.

La Legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall'ISTAT, intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell’assegno e l'anno immediatamente precedente.

In base ai calcoli effettuati dall'ISTAT, la variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo tra l’anno 2010 e l'anno 2011 è risultata pari al 2,7%.

In relazione a quanto sopra, sono stati rivalutati i livelli di reddito in vigore per il periodo 1° luglio 2011 – 30 giugno 2012 con il predetto indice.

Vengono pertanto allegate le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali, nonchè i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2012 al 30 giugno 2013, alle diverse tipologie di nuclei familiari.

Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.

(Inps, circolare n. 79 del 08.06.2012)

 

3) Iscrizione all’Albo provinciale delle imprese artigiane: chiarimenti sull’obbligo contributivo

L’Inps con la circolare n. 80 del 08.06.2012 ha illustrato i seguenti argomenti:

- Obbligo di copertura contributiva correlata all’effettivo esercizio dell’attività artigiana;

- iscrizione alla gestione artigiani;

- istruzioni operative;

- requisiti tecnico–professionali.

Il D.L. n. 70/2011, convertito dalla Legge n. 106/2011, all’art. 6, comma 2, lettera f-sexies) ha introdotto l’art. 9-bis al D.L. n. 7/2007, convertito dalla Legge n. 40/2007.

La norma fornisce ulteriori precisazioni in merito all’iscrizione presso l’albo provinciale delle imprese artigiane e conferma, inoltre, che l’imposizione contributiva è sostanzialmente connessa all’esercizio effettivo dell’attività.

Obbligo di copertura contributiva correlata all’effettivo esercizio dell’attività artigiana

Nel ribadire l’applicazione delle disposizioni già vigenti in materia di requisiti per la qualificazione di impresa artigiana e la competenza della legislazione regionale per quanto concerne le procedure per gli accertamenti, controlli e quant’altro attenga alla tenuta dell’albo delle imprese artigiane, si stabilisce che, per l’avvio di un’impresa artigiana, l’interessato deve presentare, tramite ComUnica, una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti di qualifica artigiana.

Tale dichiarazione determina l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane con la decorrenza prevista nella dichiarazione medesima, ossia dalla data di inizio dell’attività dichiarata dal richiedente.

Dalla medesima data decorre l’obbligo contributivo anche nel caso in cui l’Organismo a cui è affidata la tenuta dell’Albo deliberi una diversa decorrenza (ciò potrebbe verificarsi, a titolo esemplificativo, a causa dello svolgimento di altra attività lavorativa contestuale part-time, che sia considerata ostativa ai fini della verifica della prevalenza, o a causa del mancato possesso, all’atto dell’invio della domanda d’iscrizione, delle autorizzazioni o abilitazioni previste dall’Albo delle imprese artigiane, per lo svolgimento dell’attività); infatti, la competenza attribuita alla legislazione regionale non pregiudica l’autonomia dell’Istituto nell’imposizione dell’obbligo contributivo, correlato all’effettivo esercizio dell’attività, conformemente al principio di tutela della posizione previdenziale di tutti coloro che effettuano una prestazione lavorativa.

Inoltre, si stabilisce che qualora, a seguito di accertamento o di verifica ispettiva, emergano le condizioni per l’iscrizione di un soggetto alla gestione previdenziale degli artigiani, l’ente accertatore deve comunicare all’ufficio del registro delle imprese gli elementi utili per l’iscrizione del soggetto all’albo provinciale delle imprese artigiane.

Tale comunicazione comporterà l’iscrizione all’albo delle imprese artigiane con decorrenza immediata, fatti salvi gli accertamenti e controlli che potranno essere effettuati in base alle procedure, alle modalità ed ai termini previsti dalla normativa regionale e fatti salvi i rimedi amministrativi e/o giurisdizionali avverso l’atto di accertamento o il verbale ispettivo secondo le disposizioni di legge vigenti.

Viene ribadito che la norma pone l’accento sull’effettivo esercizio dell’attività artigianale da parte del destinatario del provvedimento: Ove sussista tale elemento fattuale, l’interessato sarà tenuto al versamento contributivo per l’intero periodo di svolgimento dell’attività stessa, a nulla rilevando l’eventuale carenza dei requisiti tecnico–professionali.

Pertanto, anche se tale carenza fosse rilevata ex post dagli Organismi regionali competenti, l’iscrizione ai fini previdenziali potrà essere effettuata con la decorrenza riscontrata dall’ente accertatore, anche per periodi pregressi, indipendentemente dall’iscrizione all’Albo; conseguentemente qualora da controlli e verifiche dei suddetti Organismi derivino provvedimenti di variazione o cancellazione dall’albo artigiani per carenza di tali requisiti, gli stessi non comporteranno – per il periodo di esercizio effettivo accertato - il venir meno dell’obbligo contributivo alla gestione artigiani, che permarrà fino alla data della delibera di cancellazione del soggetto dall’Albo.

Viene presunto, infatti, che a tale data – stante l’avvenuta verifica della carenza dei requisiti richiesti dalla legge – abbia luogo l’immediata cessazione dell’attività.

Rimane sempre ammessa, naturalmente, la prova da parte dell’interessato in ordine al mancato esercizio di attività artigianale, tramite i predetti rimedi avverso l’accertamento amministrativo o ispettivo.

Tale procedimento si applica alle verifiche ispettive ed accertamenti d’ufficio successivi al 13.07.2011.

Iscrizione alla gestione artigiani

Viene poi precisato che la norma nel dettare nuove regole per l’iscrizione all’AIA (Albo delle Imprese Artigiane), nulla dispone in merito alla valenza dell’iscrizione stessa ai fini previdenziali ed assistenziali.

A tali fini, viene pertanto illustrata l’evoluzione normativa in materia di iscrizione alla gestione artigiani.

Infine, per l’iscrizione del collaboratore o coadiutore familiare, viene rammentato che la semplice partecipazione di questi all’amministrazione dell’azienda, purché in forma abituale e prevalente, è fattore sufficiente ai fini della sua iscrivibilità alla gestione previdenziale artigiani non essendo previsto espressamente dalla legge istitutiva della stessa (L. n. 463/1959) il requisito della partecipazione manuale nello svolgimento del lavoro tecnico – professionale dell’azienda.

Pertanto, qualora, a seguito di accertamento o verifica ispettiva, emerga la suddetta partecipazione - in qualunque forma, purché abituale e prevalente - di un collaboratore o coadiutore familiare all’attività dell’azienda, si procederà all’assoggettamento contributivo dello stesso, ottemperando alla prescritta comunicazione.

Istruzioni operative

Per conseguenza, le determinazioni delle C.P.A. - ovvero degli altri Organismi cui compete la tenuta dell’Albo delle imprese artigiane (ovvero dei registri equipollenti) - non hanno valore vincolante per l’Istituto che, dopo aver acquisito il provvedimento emanato dalle suddette CPA o altro organismo equipollente, potrà riscontrare la sussistenza o meno, in capo ad un soggetto, dell’obbligo contributivo alla gestione artigiani.

Tale riscontro deve incentrarsi sulla verifica della sussistenza dei requisiti di cui alla Legge n. 443/1985.

Comunque, l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane da parte delle C.P.A. (o Organismi equipollenti), costituisce un elemento che, in assenza di diversa evidenza, avrà efficacia anche ai fini della iscrizione alla gestione previdenziale artigiani.

Ne consegue che l’INPS, ai fini dell’attività di classificazione di un’impresa ai sensi dell’art. 49 della l. n. 88/1989, in caso di discordanza con le risultanze dell’Albo, è tenuta ad attivare la procedura di impugnazione di cui all’art. 7 della L. n. 443/1985.

Resta assodato che, a seguito dell’abrogazione dell’art. 1 del D.L. 6/1993 ad opera dell’art. 9 della L. 40/2007, l’eventuale delibera difforme non riveste carattere vincolante ai fini previdenziali ed assistenziali.

Con riferimento alle domande d’iscrizione, variazione o cancellazione presentate dall’interessato tramite ComUnica, viene evidenziato che nulla cambia rispetto alle modalità di gestione dei flussi finora utilizzate: Le iscrizioni, variazioni o cancellazioni avranno efficacia diretta anche ai fini previdenziali, nella presunzione che i soggetti siano in possesso dei requisiti di legge dichiarati all’atto della domanda e che gli Enti abilitati alla ricezione delle domande stesse abbiano ottemperato ad un preventivo controllo formale; ciò vale a meno che risultino elementi di informazione contrari a quelli dichiarati nella domanda ovvero che si tratti di delibere inopponibili all’Istituto,ai sensi dell’art. 43 della L. n. 183/2010.

In quest’ultimo caso, benché si tratti di delibere inopponibili, l’Istituto ha comunque l’onere di valutare, ai fini della loro eventuale applicazione, oltre che le “eventuali ed ulteriori evidenze documentali”, come già precisato nella circolare Inps n. 47 del 2011, anche l’eventuale esercizio effettivo dell’attività (richiedendo, se ne ricorre il caso, apposite dichiarazioni ai soggetti interessati), attese le intervenute modifiche legislative in parola.

Viene precisato che qualora la delibera inopponibile abbia ad oggetto il venir meno del requisito tecnico-professionale, con conseguenze modificative sulla posizione contributiva, l’obbligo contributivo persisterà fino all’effettiva cessazione dell’attività.

Con riferimento, invece, alla variazione o cancellazione adottata dalla C.P.A. -concernente una posizione assicurativa aperta a seguito di accertamento d’ufficio o ispettivo dell’Istituto e comportante l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane - il provvedimento della C.P.A. non potrà avere efficacia automatica, ma dovrà essere sottoposto ad opportune verifiche come di seguito indicate.

Nel caso in cui il motivo della variazione o cancellazione derivi da carenza dei requisiti tecnico–professionali, si procederà con la permanenza dell’obbligo contributivo per l’esercizio di fatto dell’attività fino alla data della delibera di cancellazione del soggetto; qualora, invece, le motivazioni siano di diversa natura, il provvedimento della C.P.A potrà essere considerato come elemento cui attribuire rilevanza ai fini dell’esercizio del potere di autotutela.

Requisiti tecnico–professionali

Con tale locuzione si fa riferimento ai requisiti personali e professionali, la cui sussistenza è richiesta da alcune specifiche leggi di settore in capo all’imprenditore, che eserciti attività che richiedono una peculiare preparazione ed implicano responsabilità a tutela e garanzia degli utenti.

Vengono citati a titolo esemplificativo:

- Diploma di laurea in materia tecnica, conseguito presso una università statale o legalmente riconosciuta;

- diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria, con successivo periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore;

- attestato di idoneità tecnico-sanitaria;

- prestazione lavorativa svolta, per un periodo non inferiore a tre anni, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività a cui si riferisce la prestazione dell'operaio installatore.

In definitiva, la verifica sulla sussistenza o meno del requisito tecnico-professionale rimane in capo all’Organismo a ciò deputato sulla base della normativa regionale.

(Inps, circolare n. 80 del 08.06.2012)

 

Vincenzo D’Andò