I controlli sulle imprese minori per il 2012

La circolare n. 18 del 31 maggio 2012 ha fornito le attese indicazioni di prassi sulle modalità di svolgimento dell’attività di controllo per il corrente anno.

La circolare, in apertura, rileva che ai fini dell’espletamento delle attività di controllo nel corso del 2012, gli specifici indirizzi forniti con le circolari n. 13/E del 2009, n. 20/E del 2010 e n. 21/E del 2011 rimangono sostanzialmente confermati, pur con delle implementazioni di seguito evidenziate.

 

IMPRESE DI MINORI DIMENSIONI E LAVORATORI AUTONOMI

Nel comparto imprese di minori dimensioni e lavoratori autonomi rileva l’Amministrazione finanziaria che si sono registrati progressi qualitativi assai rilevanti nell’ultimo triennio.

Nel biennio 2009-2010, le pur ingenti risorse impegnate su questo fronte hanno sviluppato una mole di controlli che si è rivelata sproporzionata rispetto all’esigenza di garantire, per ciascun controllo, un adeguato livello qualitativo e, conseguentemente, risultati significativi in termini di individuazione di evasione pregressa di ammontare significativo. Più in particolare, l’elevato numero di controlli programmati determinava, inevitabilmente, che molti di essi si concludessero con la constatazione di violazioni di minimo ammontare, spesso non adeguatamente provate e fonte, pertanto, di inutile contenzioso. Ciò ha comportato l’inversione di rotta, operata nel 2011, con il ridimensionamento dell’obiettivo numerico e la conseguente, forte spinta a migliorare la qualità dei singoli controlli, che si è poi effettivamente tradotta in un rilevante incremento (considerato il numero dei controlli) della MIA media e di quella mediana.

Per il 2012 l’obiettivo numerico assegnato è stato quindi stabilizzato sul livello di quello consuntivato per il 2011, allo scopo di garantire l’ulteriore aumento della MIA media (che dovrebbe ottimalmente attestarsi intorno ai 100 mila euro) e di quella mediana (che, a propria volta, dovrebbe tendere al superamento dell’importo di 15.000 euro)”.

 

I rilievi da constatare

In maniera netta e puntuale osservano gli estensori della nota d’Agenzia che “ per la platea dei contribuenti in parola rileva, poi, in modo specifico l’esigenza di individuare, nei singoli controlli, le operazioni attive non contabilizzate, dato che la forma tipica di evasione in tale comparto deriva proprio dall’occultamento dei corrispettivi effettivamente percepiti, nonché la presenza di costi non deducibili ai fini dell’imposizione reddituale, o non detraibili ai fini dell’IVA.

Il miglioramento dei risultati atteso deve quindi derivare soprattutto da un consistente aumento della maggiore IVA accertata e definita, posto che ad esso è tendenzialmente connesso l’incremento dei risultati sul fronte della imposizione reddituale”.

 

L’analisi del rischio

Per quanto attiene all’analisi di rischio, si enucleano di seguito le quattro direttrici di fondo da seguire nell’analisi di rischio e conseguente selezione delle posizioni da sottoporre a controllo.

 

1. Utilizzo dell’applicativo RADAR

L’applicativo va utilizzato per l’individuazione delle categorie economiche e, all’interno delle stesse, dei soggetti a maggior rischio nell’ambito delle seguenti sottoplatee:

– soggetti non congrui rispetto alle risultanze degli studi di settore;

– soggetti congrui e “appiattiti” rispetto alle risultanze degli studi di settore;

– soggetti congrui a seguito di adeguamento totale significativo alle risultanze degli studi di settore;

– soggetti che, seppure rientranti nel campo di applicazione degli studi di settore, non hanno presentato il relativo modello (da considerare in modo specifico);

– soggetti che esercitano attività per le quali non risultano applicabili gli studi di settore.

Nell’ambito dei predetti soggetti a maggior rischio vanno in specie utilizzate le variabili che consentono di selezionare:

– i soggetti che hanno evidenziato una perdita per più periodi d’imposta consecutivi;

– i soggetti che hanno dichiarato (anche per…

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