I controlli sulle imprese minori per il 2012

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 5 giugno 2012



come tutti gli anni l'Agenzia ha emanato le linee guida ai controlli da effettuare nel corso del 2012; gli elementi che verranno utilizzati per scegliere i contribuenti soggetti a controllo

La circolare n. 18 del 31 maggio 2012 ha fornito le attese indicazioni di prassi sulle modalità di svolgimento dell’attività di controllo per il corrente anno.

La circolare, in apertura, rileva che ai fini dell’espletamento delle attività di controllo nel corso del 2012, gli specifici indirizzi forniti con le circolari n. 13/E del 2009, n. 20/E del 2010 e n. 21/E del 2011 rimangono sostanzialmente confermati, pur con delle implementazioni di seguito evidenziate.

 

IMPRESE DI MINORI DIMENSIONI E LAVORATORI AUTONOMI

Nel comparto imprese di minori dimensioni e lavoratori autonomi rileva l’Amministrazione finanziaria che si sono registrati progressi qualitativi assai rilevanti nell’ultimo triennio.

Nel biennio 2009-2010, le pur ingenti risorse impegnate su questo fronte hanno sviluppato una mole di controlli che si è rivelata sproporzionata rispetto all’esigenza di garantire, per ciascun controllo, un adeguato livello qualitativo e, conseguentemente, risultati significativi in termini di individuazione di evasione pregressa di ammontare significativo. Più in particolare, l’elevato numero di controlli programmati determinava, inevitabilmente, che molti di essi si concludessero con la constatazione di violazioni di minimo ammontare, spesso non adeguatamente provate e fonte, pertanto, di inutile contenzioso. Ciò ha comportato l’inversione di rotta, operata nel 2011, con il ridimensionamento dell’obiettivo numerico e la conseguente, forte spinta a migliorare la qualità dei singoli controlli, che si è poi effettivamente tradotta in un rilevante incremento (considerato il numero dei controlli) della MIA media e di quella mediana.

Per il 2012 l’obiettivo numerico assegnato è stato quindi stabilizzato sul livello di quello consuntivato per il 2011, allo scopo di garantire l’ulteriore aumento della MIA media (che dovrebbe ottimalmente attestarsi intorno ai 100 mila euro) e di quella mediana (che, a propria volta, dovrebbe tendere al superamento dell’importo di 15.000 euro)”.

 

I rilievi da constatare

In maniera netta e puntuale osservano gli estensori della nota d’Agenzia che “ per la platea dei contribuenti in parola rileva, poi, in modo specifico l’esigenza di individuare, nei singoli controlli, le operazioni attive non contabilizzate, dato che la forma tipica di evasione in tale comparto deriva proprio dall’occultamento dei corrispettivi effettivamente percepiti, nonché la presenza di costi non deducibili ai fini dell’imposizione reddituale, o non detraibili ai fini dell’IVA.

Il miglioramento dei risultati atteso deve quindi derivare soprattutto da un consistente aumento della maggiore IVA accertata e definita, posto che ad esso è tendenzialmente connesso l’incremento dei risultati sul fronte della imposizione reddituale”.

 

L’analisi del rischio

Per quanto attiene all’analisi di rischio, si enucleano di seguito le quattro direttrici di fondo da seguire nell’analisi di rischio e conseguente selezione delle posizioni da sottoporre a controllo.

 

1. Utilizzo dell’applicativo RADAR

L’applicativo va utilizzato per l’individuazione delle categorie economiche e, all’interno delle stesse, dei soggetti a maggior rischio nell’ambito delle seguenti sottoplatee:

- soggetti non congrui rispetto alle risultanze degli studi di settore;

- soggetti congrui e “appiattiti” rispetto alle risultanze degli studi di settore;

- soggetti congrui a seguito di adeguamento totale significativo alle risultanze degli studi di settore;

- soggetti che, seppure rientranti nel campo di applicazione degli studi di settore, non hanno presentato il relativo modello (da considerare in modo specifico);

- soggetti che esercitano attività per le quali non risultano applicabili gli studi di settore.

Nell’ambito dei predetti soggetti a maggior rischio vanno in specie utilizzate le variabili che consentono di selezionare:

- i soggetti che hanno evidenziato una perdita per più periodi d’imposta consecutivi;

- i soggetti che hanno dichiarato (anche per più periodi d’imposta consecutivi) componenti negativi di reddito, rientranti nella categoria dei “costi residuali”, di ammontare significativo;

- i soggetti per i quali l’applicazione degli studi di settore evidenzi valori degli indicatori di coerenza particolarmente anomali, segnaletici di possibile infedeltà dei dati dichiarati ai fini della detta applicazione.

 

2. Utilizzo dell’applicativo INTERSECO

L’applicativo va utilizzato per l’estrazione dei soggetti titolari di partita IVA a forte rischio di avere omesso di dichiarare in tutto o in parte compensi di lavoro autonomo certificati dai sostituti di imposta nei modelli 770.

 

3. Utilizzo dell’applicazione PANDORA

L’applicativo va utilizzato per l’estrazione delle posizioni a forte rischio di avere omesso di dichiarare, in tutto o in parte, ricavi o compensi a fronte di attività di ristrutturazione o consulenza edilizia.

 

4. Utilizzo di specifiche liste d’ausilio prodotte centralmente

Le liste d’ausilio diramate dalla Direzione Centrale Accertamento vanno sempre attentamente considerate e, tra le medesime, una specifica analisi va riservata alle seguenti:

- lista dei soggetti a rischio elaborata incrociando le informazioni acquisite con le comunicazioni “clienti e fornitori”, trasmesse nel periodo di vigenza dell’art. 8-bis, comma 4-bis, del d.P.R. n. 322/1998, e i dati dichiarati ai fini IVA ;

- lista dei soggetti a rischio in quanto hanno evidenziato comportamenti anomali nella gestione delle rimanenze di magazzino;

- lista dei soggetti a rischio di omessa dichiarazione di compensi da parte di Strutture Sanitarie Private nel 2007, 2008 e 2009;

- soggetti che hanno realizzato, in qualità di gestori ed esercenti, la raccolta delle somme incassate nel 2007 per mezzo degli apparecchi da intrattenimento ex art. 110 c. 6 del TULPS e hanno omesso di dichiarare, in tutto o in parte, le somme spettanti come remunerazione della loro attività ;

- soggetti che, destinatari nel corso del 2011 delle apposite comunicazioni concernenti la rilevata esistenza di anomalie, relative al triennio 2007-2009, degli indicatori economici ricostruiti dai dati dichiarati ai fini degli studi di settore, risultano – dai dati dichiarati per il periodo d’imposta 2010 – non aver mutato il comportamento ritenuto anomalo.

 

Particolare attenzione è dedicata dalla CM. N.18/2012 alle indagini finanziarie, che va sempre vanno sempre più privilegiate, con particolare riguardo ai conti correnti bancari, le cui movimentazioni consentono la ricostruzione presuntiva dell’effettivo volume degli affari conseguito dai contribuenti in parola e l’auspicata individuazione delle omesse contabilizzazioni di ricavi e compensi.

Il ricorso al detto strumento istruttorio, ricorrendone i presupposti, deve in specie avvenire nei controlli riguardanti gli esercenti arti e professioni e gli esercenti attività di impresa aventi ad oggetto prevalente la prestazione di servizi ed il commercio al dettaglio (in quest’ultimo caso, considerando specificamente i rapporti cui affluiscono i pagamenti ricevuti mediante carte di credito e di debito).

 

Attività di verifica

Le attività istruttorie esterne, salvo i casi in cui gli esiti dell’analisi di rischio impongano un’azione di controllo su anni di imposta diversi, vanno indirizzate sull’anno di imposta 2009 e, nel secondo semestre, anche sull’anno di imposta 2010.

 

5 giugno 2012

Roberta De Marchi