Novità fiscali del 20 aprile 2012: le verifiche antiriciclaggio della Guardia di Finanza

Pubblicato il 20 aprile 2012



servizi di telefonia da comunicare al Fisco entro il 30.9.2012; affrancamento delle plusvalenze latenti: istituiti i codici tributo per il Mod. F24; disegno di legge riforma del mercato del lavoro: tabella di sintesi, norma e criticità; è ok il Decreto sulle semplificazioni fiscali alla Camera: ecco le ultime novità; il programma delle verifiche Inps nei confronti degli invalidi; conciliazione monocratica: la sua attuazione estingue il procedimento ispettivo; flussi di lavoratori non comunitari stagionali nel territorio dello Stato per l’anno 2012: da oggi l’inoltro telematico delle domande; GdF controllerà programmi contabilità e tenuta registro antiriciclaggio degli studi professionali

 

Indice:

1) Servizi di telefonia da comunicare al fisco entro il 30.09.2012

2) Affrancamento delle plusvalenze latenti: Istituiti i codici tributo per il Mod. F24

3) Disegno di legge riforma del mercato del lavoro: Tabella di sintesi, norma e criticità

4) E’ ok il Decreto sulle semplificazioni fiscali alla Camera: Ecco le ultime novità

5) Il programma delle verifiche Inps nei confronti degli invalidi

6) Conciliazione monocratica: La sua attuazione estingue il procedimento ispettivo

7) Flussi di lavoratori non comunitari stagionali nel territorio dello Stato per l’anno 2012: Da oggi l’inoltro telematico delle domande

8) GdF controllerà programmi contabilità e tenuta registro antiriciclaggio degli studi professionali

 

1) Servizi di telefonia da comunicare al fisco entro il 30.09.2012

I dati sulle utenze telefoniche (area business, utenze domestiche e ad uso pubblico) dovranno essere comunicate al Fisco dagli operatori (prima, invece, erano richiesti solo i dati dell’area business).

Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 18.04.2012 ha, infatti, fornito le istruzioni per inviare all’Anagrafe tributaria, attraverso il servizio telematico Entratel, le informazioni sui servizi di telefonia fissa, mobile e satellitare relativi alle utenze in atto, ai consumi fatturati e al credito acquistato.

Comunicazioni sul 2011 fino al prossimo mese di settembre

Scadrà il 30.09.2012 il termine per trasmettere all’Anagrafe Tributaria le comunicazioni relative al 2011.

A regime (partire dal 2012), invece, la scadenza per l’invio dei dati è anticipata al 30 aprile.

Ricevuta disponibile entro 5 giorni

L’Agenzia delle Entrate attesta la corretta comunicazione dei dati con un’apposita ricevuta telematica, che è disponibile generalmente entro cinque giorni successivi all’invio e resta “in linea” per almeno trenta giorni lavorativi.

In particolare, la ricevuta riporta la data e l’ora di ricezione del file, l’identificativo e il protocollo ad esso attribuito, il numero delle comunicazioni contenute.

Comunicazione sostitutiva entro 30 giorni

Gli operatori che vogliono sostituire il file già inviato possono presentare una comunicazione sostitutiva, purché siano trascorsi trenta giorni dalla ricezione del file originario.

Viene, quindi, concessa la possibilità di inviare una comunicazione sostitutiva una volta che sia decorso il termine utile per l’annullamento, cioé dopo 30 giorni dalla ricezione del primo file.

Obbligo dell’invio di comunicazione negativa

Altra novità è data dall’obbligo di comunicazione negativa in assenza di dati da trasmettere per l’anno di riferimento.

Quindi, in mancanza di dati da trasmettere per l’anno, i soggetti interessati devono comunque inviare una comunicazione negativa.

 

2) Affrancamento delle plusvalenze latenti: Istituiti i codici tributo per il Mod. F24

Sono stati istituiti i codici tributo per il versamento, con il Modello F24, dell’imposta sostitutiva del 12,50%, per affrancare i maggiori valori degli strumenti finanziari posseduti al di fuori dell’esercizio di impresa commerciale al 31.12.2011 (D.L. n. 138/2011).

Ha, infatti, provveduto a ciò l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 36/E del 19.04.2012.

 

Questi i codici tributo:

- 1133 - Imposta sostitutiva sui redditi diversi - art. 1, c. 3, lett. a) del Decreto 13.12.2011;

- 1134 - Imposta sostitutiva sui redditi di capitale;

- 1135 - Imposta sostitutiva sui redditi diversi - art. 1, c. 3, lett. b) e c), del Decreto 13/12/2011;

- 1064 - Ritenuta sui redditi di capitale.

 

Come è noto dal 01.01.2012 la tassazione delle plusvalenze e rendite finanziarie è passata al 20%.

Il Legislatore ha, quindi, concesso la possibilità ai contribuenti di tassare le eventuali plusvalenze latenti, cioè non ancora realizzate, con la vecchia aliquota del 12,50%, ottenendo così il riconoscimento fiscale dei valori rivalutati a fine 2011.

In particolare, l’art. 2, commi da 29 a 34, del D.L. n. 138 del 13.08.2011, convertito dalla Legge n. 148 del 14.09.2011, prevede per i contribuenti la possibilità di affrancare i valori degli strumenti finanziari, posseduti al di fuori dell’esercizio di impresa commerciale alla data del 31.12.2011, mediante l’esercizio di un’opzione per l’applicazione di un’imposta sostitutiva sui redditi maturati fino alla medesima data.

L'opzione (disciplinata dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze del 13.12.2011) si esercita:

- Per i contribuenti in regime dichiarativo (e per le quote o azioni di organismi di investimento collettivo non incluse in un rapporto di custodia, amministrazione o altro stabile rapporto), direttamente nel Modello Unico 2012. Il 12,50% deve essere versato entro il termine per il saldo delle imposte sui redditi dovute in base alla dichiarazione;

- per le quote o azioni di organismi di investimento collettivo incluse in un rapporto di custodia, amministrazione o altro stabile rapporto, mediante apposita comunicazione scritta resa entro il 31.03.2012 all’intermediario con cui il contribuente intrattiene il rapporto. In tal caso, il prelievo è applicato dall’intermediario depositario per essere versato entro il 16.05.2012;

- per i contribuenti in regime amministrato, entro il 31.03.2012, mediante comunicazione scritta resa all’intermediario abilitato con cui è intrattenuto il rapporto, che poi applicherà e verserà l’imposta secondo le ordinarie modalità e gli ordinari termini previsti (entro il 15° giorno del secondo mese successivo a quello in cui è applicata la ritenuta).

 

3) Disegno di legge riforma del mercato del lavoro: Tabella di sintesi, norma e criticità

E’ stato pubblicato ieri (19.04.2012) il documento del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, presentato in Senato dalla Presidente Calderone il 17.04.2012, il quale analizza alcuni profili di criticità del disegno di legge AS 3249 recante “disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”.

Nel documento viene sottolineato, in via preliminare, come il citato DDL non intervenga su nessuna delle reali cause ostative all’incremento dell’occupazione.

Da un’indagine svolta dalla Fondazione Studi, su un campione significativo di iscritti all’Ordine che nella loro complessità gestiscono circa 7 milioni di rapporti di lavoro, è infatti emerso che è l’elevato costo del lavoro il principale ostacolo, visto che esso ammonta a circa il 115% in più rispetto alla retribuzione netta da corrispondersi al lavoratore.

Altre cause di freno all’occupazione sono il peso della burocrazia, la lentezza della giustizia, la criminalità organizzata e, solo per ultimo, la rigidità dei licenziamenti.

Nel testo all’esame del Parlamento manca dunque una spinta propulsiva verso chi il lavoro dipendente lo genera; manca cioè una politica di incentivazione per le piccole e medie imprese che invece da questa riforma vedono aumentare sensibilmente costi e oneri.

Basterebbe rendere fruibili due incentivi già previsti in materia: Il credito di imposta sulle assunzioni e le agevolazioni per l’occupazione femminile, entrambi in attesa da molti mesi di decreti attuativi.

 

4) E’ ok il Decreto sulle semplificazioni fiscali alla Camera: Ecco le ultime novità

Dopo la trattazione degli ordini del giorno l’Assemblea della Camera ha approvato, con modifiche, il provvedimento che torna ora all’esame del Senato.

Votata la fiducia al decreto in materia tributaria. La Camera, con 459 voti a favore e 71 contrari, ha votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del Disegno Di Legge, già approvato dal Senato, di conversione del Decreto Legge n. 16 del 02.03.2012, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento (C. 5109-A/R).

Via libera della Camera dei Deputati. Il testo è ora tornato al Senato per l’approvazione definitiva.

Ecco gli ultimi emendamenti approvati dalla VI Commissione Finanze (come viene chiarito nel Dossier della Camera del 18.04.2012):

Blocco pagamenti dalla pubblica amministrazione (art. 1)

L’Amministrazione pubblica è comunque tenuta a procedere al pagamento, in favore del beneficiario, delle somme che eccedono l’ammontare del debito per cui si è verificato l’inadempimento, comprensivo delle spese e degli interessi di mora dovuti.

Il mancato pagamento di detta eccedenza costituisce violazione dei doveri d’ufficio.

In tema di pagamenti da parte delle PA delle somme eccedenti l’ammontare del debito d’imposta, qualificando quale violazione dei doveri d’ufficio il mancato pagamento delle somme eccedenti il debito comunicato (ai sensi dell’art. 48-bis del D.P.R. n. 602 del 1973) per cartelle di pagamento superiori a diecimila euro. Tale violazione è integrata anche nel caso in cui, successivamente alla segnalazione, l’agente della riscossione evidenzi che a seguito di provvedimento di sgravio o sospensione il debito a ruolo sia dovuto in misura inferiore ovvero non proceda al pignoramento delle somme bloccate nel termine di legge e il soggetto pubblico non provveda al pagamento dovuto.

Comunicazioni e adempimenti formali (art. 2)

Si modifica il comma 3 (il quale interviene sull’art. 43-ter del D.P.R. n. 602 del 1973) eliminando la limitazione dell’operatività della norma al caso in cui il concessionario sia lo stesso consolidante.

Pertanto la cessione delle eccedenze nel consolidato, in caso di incompleta indicazione degli estremi, si considera efficace anche quando il soggetto cessionario sia una qualunque delle società appartenenti al gruppo.

E’ stato aggiunto il comma 3-bis volto ad estendere la disciplina introdotta dal comma 3 anche alle cessioni di eccedenze diverse dall’Ires all’interno del consolidato.

In tal modo la mancata indicazione degli estremi del soggetto concessionario, dell’importo ceduto o della tipologia di tributo oggetto di cessione non determina l’inefficacia della cessione nei confronti dell’amministrazione finanziaria, ma solo il pagamento della sanzione (pari a 2.065,83 euro).

Si aggiunge il comma 4-bis che, con una norma interpretativa, circoscrive l’esenzione dall’Iva disposta dall’art. 1, comma 604, della Legge n. 296 del 2006, ai soli collegi universitari gestiti da enti che operano esclusivamente con la finalità di ospitare gli studenti universitari, nonché di offrire anche agli altri iscritti alle università servizi di supporto alla didattica e alla ricerca e attività culturali e ricreative (art. 1, comma 4, della Legge n. 338 del 2000).

Aggiunto il comma 5-bis che sostituisce il comma 28 del D.L. n. 223 del 2006, in tema di responsabilità in solido dell’appaltatore con il subappaltatore della effettuazione e del versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dei contributi previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti.

In tal modo si:

- estende la responsabilità in solido anche al committente imprenditore o datore di lavoro e a ciascuno degli eventuali subappaltatori;

stabilisce il limite dei due anni dalla cessazione dell’appalto;

- limita l’oggetto dalla responsabilità solidale al versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell’IVA;

fa salva la possibilità di dimostrare di aver messo in atto tutte le cautele per evitare l’inadempimento.

Aggiunto il comma 6-bis, che estende anche alle cessioni di contratti di locazione finanziaria l’applicazione dell’IVA sul cd. “margine”, ovvero sulla differenza tra il prezzo dovuto dal cessionario del bene e quello relativo all'acquisto, a specifiche condizioni.

Aggiunto il comma 13-ter il quale, tramite la modifica dell’art. 22 del D.P.R. n. 633 del 1972, esonera dall’obbligo di emissione della fattura l’attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici, gite ed eventi similari, effettuate dalle agenzie di viaggi e turismo.

La norma, inserendo un nuovo comma 3 all’art. 2, modifica l’art. 22 del DPR n. 633/1972 al fine di stabilire che l'emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente al momento di effettuazione dell’operazione, per le attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici ed eventi similari, effettuate dall’agenzia di viaggi e turismo.

Si tratta di una norma semplificativa degli adempimenti che consente una modalità di certificazione dei corrispettivi (scontrino o ricevuta fiscale) più facilmente gestibile, attese le modalità di resa del servizio (il cliente acquista il servizio al momento di inizio della prestazione).

Si aggiunge, infine, il comma 13-ter (comma 13-quater dell’A.C. 5109-A) il quale, tramite la modifica dell’art. 10 del D.L. n. 201 del 2011, in tema di regime premiale per favorire la trasparenza, estende la possibilità di usufruire degliintermediari abilitati anche per le liquidazioni periodiche IVA e per la compilazione del modello 770 semplificato, del modello CUD e dei modelli di versamento periodico delle ritenute.

L’art. 10 del D.L. n. 201/2011 ha introdotto, con decorrenza 2013, la facoltà di applicare un regime premiale della trasparenza.

L’opzione è consentita ai lavoratori autonomi, alle imprese individuali, alle società di persone e alle altre associazioni di cui all’art. 5 del TUIR che si impegnano a trasmettere all’Amministrazione finanziaria in via telematica tutte le fatture e che attivano un apposito conto corrente dedicato all’attività svolta.

L’opzione per il regime della trasparenza comporta i seguenti benefici:

- semplificazione degli adempimenti amministrativi;

- assistenza dell’Amministrazione finanziaria negli adempimenti amministrativi;

- accelerazione del rimborso o della compensazione dei crediti IVA;

- esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici per i contribuenti non soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore;

- riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento.

Facilitazioni per imprese e contribuenti (art. 3)

Viene fissato in 15.000 euro l’importo massimo dei pagamenti in contanti effettuabili, per l’acquisto di beni al dettaglio e di prestazioni di servizi legate al turismo, da parte di cittadini extraeuropei non residenti in Italia.

L’emendamento modifica le condizioni per l’applicazione di tale deroga alle ordinarie disposizioni in materia di uso del contante, subordinandola - tra l’altro - alla consegna di specifica documentazione agli operatori finanziari presso i quali sono attivati i conti correnti su cui versare i proventi delle predette operazioni.

Inoltre, con l’aggiunta del comma 1-bis si stabilisce che i cedenti o i prestatori di servizi debbano comunicare all’Agenzia delle entrate le operazioni di importo unitario pari o superiore a 1.000 euro.

E’ stato aggiunto il comma 4-bis, il quale, con la modifica dell’art. 32 del DPR n. 633 del 1972, eleva le soglie per essere considerati contribuenti minori ai fini delle semplificazioni degli obblighi di fatturazione e registrazione.

Tali soglie sono allineate a quelle previste per poter accedere alla contabilità semplificata (art. 7, comma 2, lett. m), D.L. n. 70 del 2011) e per effettuare i versamenti IVA con periodicità trimestrale (art. 14, comma 11, L. 183 del 2011).

La norma amplia l’ambito di applicazione del c.d. regime per i contribuenti minori disponendo l’incremento del limite del volume d'affari al di sotto del quale è ammesso il regime semplificato:

- da 309.874 euro a 400.000 euro, per le imprese che effettuano prestazioni di servizi e per gli esercenti arti e professioni;

- da 516.457 euro a 700.000 euro, per gli esercenti altre attività.

Il regime in argomento consente ai contribuenti interessati di adempiere gli obblighi di fatturazione e di registrazione mediante la tenuta di un bollettario madre e figlia. Tale bollettario assolve le funzioni di fattura (parte figlia) e di registro delle fatture emesse (parte madre) previsto dall'art. 23 del D.P.R. n. 633 del 1972.

Nel caso in cui i contribuenti esercitino contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività senza effettuare una distinta annotazione dei corrispettivi, si applica il limite di 700.000 relativamente a tutte le attività esercitate.

Ammortamento dei beni materiali

Si aggiunge il comma 16-quinquies il quale modifica l’art. 102 del TUIR in tema di ammortamento dei beni materiali.

Viene eliminata la disposizione che, con riferimento alla determinazione su base forfetaria della quota deducibile delle spese di manutenzione, fa riferimento agli acquisti e alle vendite dei beni materiali ammortizzabili intervenuti nel corso del periodo di imposta.

Deduzione spese manutenzione e riparazione

La norma interviene sulla disciplina relativa alla deduzione delle spese di manutenzione e riparazione che, nella normativa vigente, è ammessa in misura non superiore al 5% annuo del costo dei beni cui si riferiscono; l’eventuale eccedenza è deducibile negli anni successivi in cinque quote costanti.

La modifica introdotta amplia l’ambito di deducibilità poiché sopprime la disposizione che prevede che, nel caso di beni acquistati o venduti nel corso dell’esercizio, il limite del 5% deve essere proporzionato al numero dei mesi di possesso effettivo del bene.

Viene osservato che la norma appare suscettibile di determinare effetti negativi di gettito per le casse erariali.

In particolare, mentre nel caso di acquisto del bene la norma determina effetti in soli termini di cassa (infatti, nel medio periodo l’intero onere viene comunque dedotto), nell’ipotesi di cessione del bene viene consentita una deducibilità maggiore di quella complessivamente spettante in base alla normativa precedente le modifiche in esame e, pertanto, la norma determina effetti anche in termini di competenza.

Tassa annuale sulle unità da diporto

Si aggiunge il comma 16-quinquies il quale, modificando l’art. 13 del D.L. n. 201 del 2011, prevede un’esplicita esclusione del pagamento della tassa annuale sulle unità da diporto per le unità in uso da parte dei soggetti affetti da patologie che richiedono l’utilizzo permanente delle imbarcazioni stesse.

Accise autotrasportatori

L’emendamento, sopprimendo le parole ”a pena di decadenza”, contenute nell’art. 61 del DL 1/2005, consente agli autotrasportatori di non decadere dal beneficio (restituzione delle accise applicate ai consumi di gasolio) anche nel caso di mancata presentazione della domanda di compensazione o di rimborso entro il termine fissato dall’art. 61 del DL 1/2005 (ossia entro il mese successivo alla scadenza di ciascun trimestre solare).

Modifiche in materia di sanzioni amministrative (art. 11)

Con l’aggiunta del comma 3-bis, che modifica l’art. 13, comma 1, secondo periodo del D.Lgs. n. 471 del 1997, si prevede la cumulabilità della riduzione della sanzione in caso di versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni, con le riduzioni ottenibili anche in caso di ravvedimento circa la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, nonché l'omissione della presentazione della dichiarazione (previste all’articolo 13, comma 1, del D.Lgs. n. 472 del 1997), oltre al caso di mancato pagamento del tributo o di un acconto.

Infine, con la modifica del comma 5 viene ridotto l’incremento delle sanzioni amministrative previste dal testo unico in materia di accise per le infrazioni in sede di dichiarazioni nei settori dei prodotti energetici, dell'alcool e delle bevande alcoliche e dell'energia elettrica.

In particolare l’importo minimo viene ridotto da 3.000 a 500 euro e quello massimo da 30.000 a 3.000 euro.

Regime del margine per le cessioni di contratti leasing (art. 2 comma 6-bis)

In atto, l’art. 36 del D.L. n. 41/1995 disciplina un regime speciale IVA (c.d. regime del margine) che si applica nelle attività di cessione di beni usati, oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione.

In base a tale regime, ferma restando la facoltà per il contribuente di optare per l’applicazione del regime ordinario di IVA, l’imposta dovuta è calcolata in base alla differenza tra il prezzo di vendita al lordo IVA e il prezzo di acquisto al lordo IVA maggiorato delle spese accessorie e di riparazione. Se la differenza è positiva, da tale valore si scorpora l’imposta calcolata in base all’aliquota applicata ai beni oggetti di vendita; se la differenza è negativa il contribuente non deve versare l’imposta ma non può chiedere a rimborso l’eccedenza.

L’articolo prevede anche dei calcoli forfetari per la determinazione dell’IVA dovuta in alcuni casi particolari quali, ad esempio, quelli nei quali il prezzo di acquisto manca o è irrilevante.

L’emendamento estende l’ambito di applicazione del regime IVA del margine alle cessioni di contratti di leasing:

- acquistati da privati;

- acquistati da soggetti che non hanno potuto detrarre l’IVA sull’acquisto o sull’importazione;

- relative a beni ceduti da soggetto passivo d’imposta comunitario in regime di franchigia nel proprio Stato membro;

- relative a beni ceduti da soggetto passivo d’imposta che abbia assoggettato l’operazione al regime del margine.

Deroga in materia di limitazione dell’uso del contante (art. 3, commi 1 e 2)

Attualmente, l’art. 49, comma 1, del D.Lgs. n. 231/2007 vieta il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o il trasferimento di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuati a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento sia complessivamente pari o superiore a 1.000 euro.

Il D.L. in esame nel testo originario (art. 3, commi 1 e 2) dispone che il predetto limite non trovi applicazione per l’acquisto di beni e di prestazioni di servizi legate al turismo, effettuati dalle persone fisiche con cittadinanza diversa da quella italiana e comunque diversa da quella di uno dei paesi dell’Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo, che abbiano residenza fuori dal territorio dello Stato. Tale esclusione è subordinata a specifici adempimenti.

- L’emendamento sostituisce i commi 1 e 2 dell’art. 3 del D.L. in esame, reintroducendo il limite relativo all’esenzione dal divieto di trasferimento in contante del denaro, elevandolo tuttavia - rispetto a quello previsto dall’art. 49, comma 1, del D.Lgs. 231/2007 - da 1.000 a 15.000 euro. Inoltre è ribadito l’obbligo di provvedere ad una serie di adempimenti per usufruire dell’esenzione dal divieto, ai quali è aggiunto l’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle operazioni di importo unitario non inferiore a 1.000 euro, effettuate dalla data di entrata in vigore del decreto in esame.

Reddito da lavoro dipendente (art. 3 comma 6-quinquies)

L’emendamento interviene sulla disciplina concernente la determinazione del reddito da lavoro dipendente.

In particolare, sostituendo la lettera f-bis del comma 2 dell’art. 51 del TUIR stabilisce che non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente anche i servizi e le prestazioni (oltre alle somme) erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti.

L’emendamento potrebbe determinare effetti di minor gettito poiché esclude dalla formazione del reddito da lavoro dipendente ai fini fiscali i servizi e le prestazioni erogate dal datore di lavoro.

A tal fine, il servizio studi della Camera segnala che la norma determina effetti negativi di gettito anche ai fini delle addizionali regionali e comunali IRPEF e andrebbe, pertanto, coordinata con la disciplina sul federalismo fiscale.

Imposta comunale sulla pubblicità su marchi e loghi apposti su gru e macchine da cantiere (art. 3, comma 16-quater)

La norma prevede che, con D.M., sia disciplinata l’applicazione dell’imposta comunale sulla pubblicità, di cui al D.Lgs. n. 507/1993 sui marchi apposti sulle gru e sulle macchine da cantiere.

Esenzione dall’accisa per prodotti energetici (art. 3-ter)

L’emendamento reca l’interpretazione autentica relativa alla Tabella A, punto 3, allegata al D.Lgs. n. 504/1995, che dispone l’esenzione dall’accisa per i prodotti energetici impiegati come carburanti per la navigazione nelle acque marine comunitarie, compresa la pesca - con esclusione delle imbarcazioni private da diporto - e parimenti per quelli utilizzati come carburanti per la navigazione nelle acque interne, limitatamente al trasporto delle merci, e per il dragaggio di vie navigabili e porti.

Le disposizioni in esame precisano che tra detti carburanti è compresa la benzina.

L’emendamento intende estendere l’ambito di applicazione dell’agevolazione relativa all’esenzione dall’accisa sui prodotti energetici per determinate attività legate alla navigazione, compresa la pesca.

Finanziamento di infrastrutture mediante defiscalizzazione (art. 3-quater)

In atto, l’art. 18 della L. 183/2011 (Legge di stabilità 2012) dispone che, al fine di favorire la realizzazione di nuove infrastrutture stradali e autostradali, anche di carattere regionale, con il sistema della finanza di progetto, nonché di nuove opere di infrastrutturazione ferroviaria metropolitana e di sviluppo ed ampliamento dei porti e dei collegamenti stradali e ferroviari inerenti i porti nazionali riducendo ovvero azzerando l’ammontare del contributo pubblico a fondo perduto, possono essere previste, per le società di progetto, le seguenti misure:

- le imposte sui redditi e l'IRAP generate durante il periodo di concessione possono essere compensate totalmente o parzialmente con il predetto contributo a fondo perduto;

- il versamento dell'IVA può essere assolto mediante compensazione con il predetto contributo pubblico a fondo perduto, nonché, limitatamente alle grandi infrastrutture portuali, per un periodo non superiore ai 15 anni, con il 25% dell'incremento del gettito dell’IVA relativa alle operazioni di importazione riconducibili all'infrastruttura oggetto dell'intervento;

· l’ammontare del canone di concessione, nonché, l’integrazione prevista dall’art. 19, comma 9-bis, del D.L. n. 78/2009, possono essere riconosciuti al concessionario come contributo in conto esercizio.

L’emendamento modifica il suddetto art. 18, estendendo l’applicazione delle misure ivi previste, oltre che alle società di progetto, anche alle società concessionarie.

Regime fiscale degli immobili di interesse storico o artistico (art. 4, commi 5-septies e 5-octies)

L’emendamento interviene sui commi 5-septies e 5-octies in materia determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi per gli immobili ritenuti di interesse storico o artistico.

In particolare, rispetto al testo approvato dal Senato:

- viene elevata dal 25% al 35% la misura della deduzione forfetaria dei canoni di locazione in caso di immobili sono locati. Tale reddito rileva ai fini delle imposte dirette se risulta maggiore del reddito medio ordinario;

- viene precisato che la nuova misura introdotta rileva anche ai fini dell’acconto d’imposta dovuto per i redditi 2012.

Tracciabilità dei flussi finanziari nel settore dei giochi pubblici (art. 10, comma 2, lett. a-ter)

L’emendamento, espressamente finalizzato ad assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari nel settore dei giochi pubblici, dispone l’obbligo – per i titolari di gestioni di concorsi pronostici e scommesse – di utilizzare conti correnti dedicati in via esclusiva alle predette attività.

 

5) Il programma delle verifiche Inps nei confronti degli invalidi

Inps: Programma di verifiche straordinarie da effettuare nell’anno 2012 nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, sordità, cecità civile ed handicap.

E’ su questo tema che verte il messaggio dell’Inps n. 6796 del 19.04.2012.

L’art. 20, comma 2, del D.L. n. 78/2009, modificato dall’art. 10, comma 4, del D.L. n. 78/2010, convertito in Legge n. n. 122 del 2010, dispone che “per il triennio 2010-2012 l’INPS effettua, con le risorse umane e finanziarie previste a legislazione vigente, in via aggiuntiva all’ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, un programma di 100.000 verifiche per l’anno 2010 e di 250.000 verifiche annue per ciascuno degli anni 2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile”. L’art. 20 comma 2, della Legge 102/2009 dispone inoltre che: “L’INPS accerta altresì la permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità”.

In conformità al dettato normativo, l’Istituto sta procedendo anche nell’anno in corso all’attuazione di un piano di verifiche, gestito dalla procedura informatica INVER secondo le modalità illustrate nella circolare n. 76 del 2010 e con modalità innovative nella individuazione del campione.

Il programma di verifiche straordinarie dell’anno 2012 comprenderà anche l’accertamento della permanenza dei requisiti di legge previsti dall’art. 3, comma 3, della Legge n. 104/1992.

Per l’anno 2012 è stata prevista la gestione automatica, prima della scadenza, della convocazione a visita di tutti i titolari di prestazioni economiche di invalidità civile, cecità civile e sordità.

Nel confermare il procedimento descritto nell’allegato al messaggio Inps n. 6763/2011 viene ricordato che tutti verbali definitivi - a cura delle UOC/UOS territoriali - andranno comunicati tempestivamente e con modalità manuali alle ASL competenti per consentire le opportune valutazioni in ordine alla attuazione delle procedure di revisione.

Qualora non risultino applicabili le previsioni del DM 02.08.2007 un accertamento sugli atti potrà essere effettuato solo in casi eccezionali, motivati da esigenze terapeutiche tali da rendere oggettivamente impossibile un accesso domiciliare, previa autorizzazione da richiedere attraverso la casella di posta elettronica della CMS.

Poiché in tale contesto saranno coinvolti nelle operazioni di verifica straordinaria i soggetti la cui revisione sanitaria è prevista per l’anno in corso, occorrerà anticipare la visita rispetto alla scadenza fissata.

Al fine quindi di consentire, in tempo utile gli adempimenti necessari del complesso iter (acquisizione del fascicolo dalle ASL, avviso all’assicurato, calendarizzazione ecc.), dal piano di verifica straordinaria resteranno escluse le visite di revisione rilevate in procedura con scadenza inferiore a due mesi, che continueranno a essere gestite con le modalità ordinarie per mezzo della procedura INVCIV2010.

 

6) Conciliazione monocratica: La sua attuazione estingue il procedimento ispettivo

L’attuazione della conciliazione estingue il procedimento ispettivo.

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 7165 del 16.04.2012, ha fornito le indicazioni sulla conciliazione monocratica, alla luce della modifiche apportate dal Decreto Legge n. 183/2010, che consente di attribuire al verbale di conciliazione efficacia esecutiva su istanza di parte, ha stabilito che, in caso di richieste di intervento da parte del lavoratore, l'Ufficio non è tenuto necessariamente ad avviare l’attività ispettiva sul fatto denunciato, in quanto non scatta nessun obbligo di vigilanza alla semplice richiesta avanzata.

L’attuazione della conciliazione estingue il procedimento ispettivo.

Il Ministero ipotizza e analizza tre casistiche: Richiesta d’intervento da cui non emerga lavoro irregolare, fallimento della conciliazione, conciliazione positiva senza corretto adempimento degli accordi.

(Ministero del Lavoro, circolare n. 7165 del 16.04.2012)

 

7) Flussi di lavoratori non comunitari stagionali nel territorio dello Stato per l’anno 2012

Dal 20.04.2012 ore 8.00 l’inoltro telematico delle domande, in G.U. il decreto.

Flussi di lavoratori non comunitari stagionali nel territorio dello Stato per l’anno 2012.

Attiva dalle ore 8.00 del 20.04.2012 la procedura per l’inoltro telematico delle domande.

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 19.04.2012 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13.03.2012 concernente la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari stagionali e di altre categorie nel territorio dello Stato per l’anno 2012.

I datori di lavoro potranno presentare le domande per i lavoratori non comunitari residenti all’estero, dalle ore 8.00 del 20.04.2012 e fino alle ore 24.00 del 31.12.2012, utilizzando il servizio di inoltro telematico disponibile nella sezione dedicata del sito web del Ministero dell’Interno.

 

8) GdF controllerà programmi contabilità e tenuta registro antiriciclaggio degli studi professionali

Per adempimenti di lavoro obbligo registrazione conferimento incarico.

Con la circolare n. 83607 del 19.03.2012, il Comando generale della Guardia di Finanza informa, in relazione ai controlli degli studi legali e contabili e, più in generale, all'attività della Gdf a tutela del Mercato dei capitali, che analizzerà, negli studi professionali, come i programmi di contabilità adottati dal professionista ispezionato - Dottore commercialista, Consulente del lavoro, avvocato, Notaio, ecc. - possano rilevare i pagamenti in contanti ultrasoglia.

Selezionerà poi, tra un campione di clienti, operazioni commerciali e finanziarie, nelle scritture contabili obbligatorie, che abbiano un importo elevato, rispetto alle quali indagare sulle modalità di pagamento.

Particolare attenzione la GdF dedicherà, infine, alla verifica della corretta tenuta del registro antiriciclaggio, chiedendo la stampa analitica delle registrazioni effettuate, durante il periodo oggetto di controllo, dal professionista ispezionato.

 

Vincenzo D’Andò