IMU: caos legislativo e scadenze in arrivo

Il cantiere IMU è ancora aperto: la norma approvata col decreto Salva-Italia (DL 201/2011 convertito il L. 214/2011) fa sempre più discutere ed ogni giorno (quasi ogni ora) sta arrivando un’ipotesi di correzione che tenga conto sia dell’equità sociale, ma soprattutto che garantisca il gettito erariale previsto (pari a 9 miliardi di euro).

 

Siamo ancora in una fase in cui l’applicazione del nuovo tributo appare nebulosa, in quanto le ipotesi di applicazione del nuovo tributo paiono provocare effetti distorsivi (ad esempio vi sarebbe un piccolo aiuto alle seconde sfitte ed una piccola penalizzazione per le seconde case concesse in locazione, applicando la normativa ad aliquote standard) e, perchè, essendo state eliminate molte agevolazioni previste dalla vecchia normativa ICI, il nuovo tributo rischia di penalizzare alcune categorie di contribuenti considerate deboli.

E mentre si valuta e si discute, il tempo corre e si avvicina il temine del pagamento dell’acconto Imu (scadenza 2012 al 18 di giugno). Al momento un primo pacchetto di correzioni è stato infilato nel maxiemendamento al DL sulle semplificazioni fiscali (DL 16/2012 al momento in fase di conversione in Legge); inoltre solo pochissimi Comuni hanno già approvato le delibere relative all’applicazione della nuova imposta patrimoniale.

 

Per evitare problemi nel calcolo dell’acconto, la soluzione proposta dal Governo (se di soluzione si può parlare) è di far slittare il saldo dell’Imu a dicembre 2012, facendo utilizzare ai contribuenti per il calcolo dell’acconto di Giugno le aliquote standard previste dal citato DL 201/2011; solo al momento del saldo (scadenza al 17 dicembre) i contribuenti applicheranno le aliquote definitive. Tale soluzione dovrebbe essere approvata nel pacchetto IMU insieme alla conversione del DL 16/2012

La tempistica definitiva sarà la seguente:

  • 18 giugno, pagamento acconto;

  • 31 luglio, ultima data utile per il Governo per modificare le disposizioni relative all’applicazione dell’Imu;

  • 30 settembre, ultima data utile per i Comuni per deliberare le aliquote di competenza;

  • 10 dicembre (una settimana prima della scadenza del saldo!), ultima data per il Governo per emanare le ultime correzioni.

 

Se tale scelta governativa appare prevedibile, tuttavia, pur spostando il problema Imu a metà dicembre, risulta essere un mero palliativo. Ad oggi e, probabilmente fino al prossimo mese di settembre (col rischio di arrivare con le ultime modifiche a dicembre!), i contribuenti italiani non conosceranno in quale misura dovranno pagare l’Imu; l’unica certezza, a questo punto sembra essere la misura dell’acconto di Giugno.

 

Non si discute sull’opportunità o meno della scelta di un aggravio dell’imposizione patrimoniale sull’intero patrimonio immobiliare; tuttavia appare molto discutibile la modalità in cui si sta arrivando alla definizione della nuova imposta. In spregio ad ogni logica di certezza del diritto tributario un imposta legificata a fine 2011 , verrà definita nelle modalità di calcolo solo a settembre 2012, quando i contribuenti avranno già provveduto a versare l’acconto.

Inoltre la misura dell’acconto rischia di non essere proporzionata al saldo definitivo; in via teorica è che è possibile che contribuenti che non sarebbero tenuti al pagamento (si parla soprattutto del caso in cui i Comuni potranno – se dispongono delle risorse finanziarie necessarie – garantire agevolazioni alle fasce più deboli della popolazione), dovranno comunque versare un acconto.

 

Infine, tale gestione legislativa sta impedendo (ad oggi 6 aprile sono ancora in corso di discussione le modifiche legislative al provvedimento ed ulteriori modifiche potranno arrivare entro il 31 luglio) a tutti a tutti i contribuenti di poter pianificare il proprio futuro economico finanziario: il saldo Imu peserà sui conti di famiglie ed imprese già nel 2012 e, in caso di forti necessità di cassa da parte dei Comuni, potrà essere un saldo pesante. La lentezza legislativa impedisce quello che è il dovere di ogni buon padre di famiglia e di ogni imprenditore l’accorta ed oculata gestione del proprio patrimonio e delle proprie disponibilità finanziarie. Quali decisioni di spesa o di investimento potrà prendere una famiglia od un’impresa se non può conoscere con ragionevole certezza le proprie spese (tributarie) prossime venture?

Abbiamo elaborato un’utilissima applicazione per il calcolo dell’IMU, clicca qui per maggiori informazioni…

6 aprile 2012

Commercialista telematico


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