Novità fiscali del 21 marzo 2012: ACE e studi di settore un riassunto dei nuovi provvedimenti

Pubblicato il 21 marzo 2012

studi di settore: le risposte dal fisco ai quesiti; pagamenti in contanti per incentivare gli acquisti dei turisti: procedura complessa; niente sostituzione del dipendente con un co.co.pro.; agevolazione “prima casa” per l’usucapione: il beneficio spetta per il registro; ACE: decreto attuativo in G.U.; stretta sulle partite IVA: critiche dalla Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro; Camera: posta la fiducia al Decreto sulla concorrenza e la competitività; trasmissione dei dati ICI e ISCOP: secondo flusso 2011 in scadenza

 

Indice:

1) Studi di settore: Le risposte dal fisco ai quesiti

2) Pagamenti in contanti per incentivare gli acquisti dei turisti: Procedura complessa

3) Niente sostituzione del dipendente con un co.co.pro. ?

4) Agevolazione “prima casa” per l’usucapione: Il beneficio spetta per il registro

5) ACE: Decreto attuativo in G.U.

6) Stretta sulle partite Iva: Critiche dalla Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro

7) Camera: Posta la fiducia al Decreto sulla concorrenza e la competitività

8) Trasmissione dei dati Ici e Iscop: Secondo flusso 2011 in scadenza

 

1) Studi di settore: Le risposte dal fisco ai quesiti

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 8/E del 16.03.2012, ha, infine, fornito una rassegna delle varie risposte ai quesiti posti sulla disciplina fiscale degli studi di settore.

Applicazione degli studi di settore: Periodo di non normale svolgimento dell’attività

L’art. 1, comma 2, del Decreto del 11.02.2008 dispone che gli studi di settore si applicano ai contribuenti che svolgono in maniera prevalente le attività indicate nei decreti di approvazione degli studi medesimi.

Viene, inoltre, stabilito che in caso di esercizio di più attività d’impresa, per attività prevalente, con riferimento alla quale si applicano gli studi di settore, si intende quella da cui deriva nel periodo d’imposta la maggiore entità dei ricavi.

Riguardo la causa legata all’inizio attività nel corso dell’anno, la previsione del comma 4, lettera b) dell’art. 10 della legge 146 del 1998 deve essere riferita all’attività d’impresa svolta nel suo complesso dal contribuente.

Nel caso di specie, le circostanze esposte dal contribuente nel quesito portano a ricondurre la situazione della società ad una modifica nel corso del periodo d’imposta dell’attività esercitata, in quanto la nuova attività iniziata nel corso dell’anno sostituisce, in termini di prevalenza dei ricavi, l’attività precedente.

Al riguardo, come ha già chiarito la C.M. n. 29/E del 2009, la modifica nel corso del periodo d’imposta dell’attività esercitata si configura come una causa di esclusione riconducibile a quella prevista per i contribuenti che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività, ai sensi dell’art. 10, comma 4, lettera c), della legge n. 146 del 1998.

Nel caso di specie, dunque, la società non è soggetta all’applicazione degli studi di settore, in quanto si trova in un periodo di non normale svolgimento dell’attività per quanto concerne lo strumento presuntivo.

Tuttavia, l’art. 1, comma 19, della Legge n. 296 del 2006 ha previsto la compilazione del modello per l’applicazione degli studi di settore anche per i soggetti esclusi dall’applicazione degli stessi in conseguenza di un periodo di non normale svolgimento dell’attività.

Il modello che tali soggetti devono presentare è quello afferente lo studio di settore relativo all’attività per la quale si sono conseguiti i maggiori ricavi/compensi durante il periodo d’imposta considerato, prescindendo dalla circostanza che detta attività sia quella iniziata o cessata.

Società che si è scissa a dicembre 2011 in due società

Come ha già chiarito la C.M. n. 31/E del 2007, con la previsione relativa alla mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti il legislatore ha inteso ricondurre nell’ambito di applicazione degli studi di settore anche quelle attività che, seppur formalmente configurabili come “nuove”, costituiscono sostanzialmente la continuazione di attività già precedentemente in essere.

Con riguardo a tale ipotesi (vale a dire quando l’attività costituisce mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti), come già chiarito anche con la

C.M. n. 11/E del 2007, la fattispecie si verifica quando l’attività presenta il carattere della novità unicamente sotto l’aspetto formale, ma che viene svolta, ancorché da un altro soggetto, in sostanziale continuità.

In quest’ottica, sono considerate comunque “mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti” alcune tipologie di inizio di attività quali quelle derivanti da:

- acquisto o affitto d’azienda;

- successione o donazione d’azienda;

- operazioni di trasformazione;

- operazioni di scissione e fusione d’azienda.

L’attenzione del legislatore si è pertanto soffermata sulle attività che costituiscono la sostanziale continuazione di attività già precedentemente in essere senza avere riguardo al soggetto che la esercitava precedentemente.

I soggetti che iniziano una attività costituente “mera prosecuzione” di una precedente, come nel caso di una scissione, di conseguenza, sono tenuti all’applicazione degli studi di settore anche se il soggetto di cui si prosegue l’attività ne era escluso per una delle cause previste dal comma 4 dell’art. 10 della Legge 146 del 1998.

In questo caso, per stabilire se viene superata la soglia dei 5.164.569 euro ai fini dell’esclusione dall’applicazione degli studi di settore, l’ammontare dei ricavi conseguiti nel primo periodo d’imposta va ragguagliato al periodo di svolgimento dell’attività o alla durata del periodo.

Compilazione del quadro degli elementi contabili del modello per la comunicazione dei dati rilevanti per l’applicazione degli studi di settore

E’ stato chiesto da parte di una società che esercita un’attività di gestione di una struttura alberghiera, tenuta all’applicazione dello studio di settore VG44U, che nel corso dell’anno sostiene dei costi relativi ai compensi/corrispettivi dovuti ad agenzie di intermediazione turistica per la segnalazione e/o vendita di pacchetti turistici, se tali costi debbano essere indicati all’interno del quadro degli elementi contabili del modello studi di settore, in particolare in quale rigo.

Per indicare la corretta collocazione dei suddetti costi nel Quadro F del Modello studi di settore VG44U, viene prima rilevato che gli stessi non possono essere inseriti nel rigo F15 tra i Costi per la produzione di servizi, atteso che in tale rigo vanno indicati i costi per l’acquisto di beni strettamente correlati alla produzione del servizio oggetto dell’attività dell’impresa; a titolo esemplificativo, possono essere considerati tali le spese per i carburanti e i lubrificanti sostenute dalle imprese di autotrasporto o le spese per l’acquisto dei prodotti utilizzati dai barbieri e dai parrucchieri per lo svolgimento della loro attività (ad esempio, per il lavaggio e la cura dei capelli).

I costi relativi ai compensi/corrispettivi dovuti ad agenzie di intermediazione turistica per la segnalazione e/o vendita di pacchetti turistici non rappresentano dei costi direttamente afferenti la produzione di ricavi, ma dei costi specifici legati ad una delle modalità attraverso le quali viene offerta l’attività alberghiera, come evidenziato nello stesso modello VG44U, nei righi da D26 a D30, nei quali sono elencate le modalità di vendita specifiche di tale attività.

Tali costi devono, pertanto, essere inseriti nelrigo F16 tra le Spese per acquisto di servizi, coerentemente con quanto già indicato nelle istruzioni per la compilazione del mo