Bollino rosso per i commercialisti: comincia il periodo “caldo”


Sappiamo bene che con aprile si apre la stagione delle dichiarazioni dei redditi e dei bilanci e per i commercialisti questo vuol dire stress, tanto stress. E se in questo ci mette del suo anche il Legislatore con norme criptiche, vaghe e con cambi di rotta repentini, beh allora siamo a cavallo. Sì, ma di un cavallo impazzito. Che fare dunque? Molti si arrendono di fronte alla situazione e lavorano sulla quantità, di tempo intendo. Si saltano le pause pranzo, si lavora fino a tardi la sera, ci si porta il lavoro a casa il week end. La sensazione è che non basti mai, che non si veda mai la fine, che la pressione e l’incertezza regnino sovrane. E qualunque discorso non vale in questa situazione: “non posso fare diversamente” è ciò che sento rispondere più di frequente; “non c’è una soluzione”, “è così, lo sappiamo e basta”, “vorrei fare diversamente ma non posso”, “oggettivamente c’è troppo lavoro e poco tempo”, “i clienti pretendono tutto e subito”. Insomma sembra una situazione a cui ci si può solo rassegnare.

Ma siamo sicuri che sia proprio così? Che non ci siano alternative praticabili? Siamo sicuri che il nostro modo di pensare e organizzare sia il migliore? Siamo certi di aver davvero provato altre strategie di gestione delle attività e che non hanno sortito effetto?

Pochi giorni fa ero in uno studio di consulenti del lavoro a fare coaching e avevo davanti a me due generazioni a confronto: padre e figlia. Il primo dichiara autorevolmente di avere esperienza per risolvere in un certo modo una situazione che si era venuta a creare con un cliente, mentre la figlia propone una nuova soluzione. Il papà sottolinea i suoi trent’anni di esperienza mentre la figlia controbatte che sono trent’anni in realtà che ripete sempre la stessa esperienza… Vi risparmio com’è continuato il confronto. Ma è stato istruttivo, per tutti! Trent’anni di esperienza, oppure una sola esperienza ripetuta trent’anni?

Il tempo è la risorsa più democratica che esista. È uguale per tutti. Abbiamo ogni giorno lo stesso tempo che aveva in una giornata Steve Jobs, Leonardo da Vinci, Enzo Ferrari. Allora la differenza dov’è? È nella sua organizzazione, nella programmazione delle attività, nella chiarezza di intenti, nel saper distinguere le priorità, le urgenze dalle cose importanti, nel saper delegare, nel saper coinvolgere e motivare, nel sapersi circondare dai collaboratori giusti.

Avere consapevolezza delle proprie reali risorse, personali, ambientali, organizzative, relazionali, economiche; avere cognizione degli ostacoli, da quelli legati agli schemi mentali fino a quelli fuori dal nostro controllo come le leggi fatte da altri. Avere la capacità di fermarsi e vedere le cose con calma e distacco. Imparare a fissare un momento della giornata per programmare le attività e un momento per effettuare la verifica di ciò che si è fatto. Sapersi confrontare con i collaboratori con una mente aperta ascoltando davvero ciò che hanno da dirci, saper creare un team di collaboratori efficiente e compatto con cui fare strada insieme; saper delegare le attività opportune ai collaboratori giusti; abbandonare la sindrome del “so fare tutto io”, oppure “come lo faccio io non lo può fare il mio collaboratore” sono tutti passi avanti verso la pianificazione di una strategia efficace di gestione del proprio tempo (meglio sarebbe dire di gestione delle proprie attività nell’arco di tempo).

Immaginiamo che da domani ci dicessero che la nostra giornata è di 25 ore invece di 24. Sapete cosa accadrebbe? Tenderemmo a spalmare le attività che ora svolgiamo in 24 ore nelle 25 che ci sono date. Allo stesso modo, se ci dicessero che da domani la nostra giornata è di 23 ore, riusciremmo a farci stare ugualmente tutte le attività che oggi svolgiamo in 24 ore.

Se ci convocasse una multinazionale per un incontro professionale che ci impegna una giornata, troveremmo il modo di organizzarci per andare senza che la nostra attività ne risenta. Ma se ci invitassero ad un convegno o un corso di una giornata o anche di mezza, risponderemmo che non possiamo proprio perchè non abbiamo tempo. Non è quindi una questione di tempo, bensì di valutazione di costi/benefici e di organizzazione.

In gran parte la gestione del tempo e delle attività è innanzitutto una questione mentale e di volerlo fare. Ricordiamoci che nulla funzionerà se non lo faremo funzionare. Le chiacchiere restano chiacchiere e ciò che conta sono solo i fatti, le azioni concrete. Queste portano cambiamenti e benefici, il resto no.

Di questo parleremo nella prima edizione del 2012 nel webinar “La gestione del tempo nell’attività professionale” organizzata da Commercialista Telematico, che si terrà giovedì 5 aprile dalle 15,30 alle 18,30.

Non ditemi che non avete tempo….e i buoni propositi non servono a nulla, agite! Iscrivetevi ora, è il miglior investimento di tempo!

24 marzo 2012

Mario Alberto Catarozzo


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