Scheda carburante anche per le macchine semoventi

Con sentenza n. 24930 del 25 novembre 2011 (ud. 4 ottobre 2011) la Corte di Cassazione ha sancito l’obbligatorietà della scheda carburanti per le macchine semoventi.

 

Il motivo specifico

La questione – oggetto di motivo specifico di ricorso da parte dell’Agenzia delle Entrate – investe la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 444 del 1997, art. 1. L’Ufficio aveva richiesto alla CTR – a fronte della pronuncia negativa della CTP sul punto – la conferma dell’atto impositivo con riferimento all’indebita deduzione di costi relativi all’acquisto di carburante, non avendo la contribuente istituito, per ciascuno degli automezzi dell’azienda, l’apposita “scheda carburante” prevista dal D.P.R. n. 444 del 1997, art. 1.

Ad avviso dell’Amministrazione, in ordine a tale doglianza il giudice di appello avrebbe erroneamente ritenuto – in accoglimento del gravame incidentale della contribuente – inapplicabile la disposizione suindicata, trattandosi, nella specie, di acquisto di carburante, non per autotrazione come richiesto dalla norma suindicata, bensì per “macchinari di cantiere, muletti, pale meccaniche“, ossia per veicoli, seppure semoventi, tuttavia non destinati alla circolazione su strada, ma esclusivamente all’interno di un cantiere.

 

La decisione della Suprema Corte

La Suprema Corte aderisce alla tesi dell’Amministrazione finanziaria, osservando, innanzitutto, che ai fini della deducibilità dei costi connessi all’acquisto di carburanti e gasolio, il presupposto per la deduzione di tali componenti negativi del reddito è ancorato, dall’art. 1, del D.P.R. n. 444 del 1997, alla predisposizione da parte del contribuente di apposite schede, nelle quali annotare gli acquisiti di carburanti per autotrazione, effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione.

Nel caso di specie, è incontroverso tra le parti che dette schede carburanti non erano state istituite per gli acquisti di carburanti e gasolio effettuati per i veicoli adoperati dalla contribuente per la sua attività.

A giudizio della Corte, “in difetto di ulteriori specificazioni normative, il concetto di autotrazione è da ritenersi riferibile a tutti i veicoli semoventi, ossia a quei veicoli nei quali il motore imprima al mezzo un movimento autonomo, che prescinde, cioè, da spinte o da sollecitazioni esterne. Di conseguenza, nel novero dei carburanti per autotrazione vanno logicamente ricompresi, non soltanto quelli impiegati in macchine circolanti su strada, ma anche quelli destinati a veicoli (muletti, pale meccaniche, carrelli elevatori e trasportatori, ecc.) che, seppure adoperati soltanto all’interno di un cantiere, sono, nondimeno, caratterizzati dall’identica presenza di un motore idoneo ad imprimere al veicolo un movimento autonomo (cfr. Cass. 5721/77)”.

Di conseguenza, ne deriva, con riferimento al caso di specie, l’indeducibilità dei costi relativi all’acquisto di carburanti per i suindicati mezzi di cantiere, in difetto di annotazione nelle apposite schede carburanti.

 

Brevi note

Le schede carburanti da un po’ di tempo a questa parte sono sotto i riflettori.

Il pensiero della Corte è facilmente sintetizzabile: sia i mezzi di autotrazione interna che esterna necessitano della scheda carburante, per poter dedurre i relativi costi.

La scheda carburante è il documento che consente a chi acquista carburante di poter esercitare il diritto alla detrazione della relativa Iva, qualora sia oggettivamente detraibile, oppure la deduzione del costo ai fini della determinazione delle imposte sul reddito e dell’Irap.

La norma base è l’art. 2 della legge n. 31/1977, con il quale è stato previsto che decreti ministeriali successivi avrebbero stabilito le norme dirette a disciplinare la documentazione relativa agli acquisti di carburante da parte di soggetti passivi Iva, i quali comunque dovevano attenersi ai seguenti criteri direttivi:

  • la scheda, registro, bollettario o altro, è sostitutiva della fattura;

  • il documento deve contenere tutti gli…

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