Scheda carburante anche per le macchine semoventi

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 24 febbraio 2012



la scheda carburante è necessaria anche per le macchine semoventi, per poter detrarre i costi e l'IVA derivanti dai carburanti acquistati

Con sentenza n. 24930 del 25 novembre 2011 (ud. 4 ottobre 2011) la Corte di Cassazione ha sancito l’obbligatorietà della scheda carburanti per le macchine semoventi.

 

Il motivo specifico

La questione – oggetto di motivo specifico di ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate - investe la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 444 del 1997, art. 1. L'Ufficio aveva richiesto alla CTR - a fronte della pronuncia negativa della CTP sul punto - la conferma dell'atto impositivo con riferimento all'indebita deduzione di costi relativi all'acquisto di carburante, non avendo la contribuente istituito, per ciascuno degli automezzi dell'azienda, l'apposita "scheda carburante" prevista dal D.P.R. n. 444 del 1997, art. 1.

Ad avviso dell'Amministrazione, in ordine a tale doglianza il giudice di appello avrebbe erroneamente ritenuto - in accoglimento del gravame incidentale della contribuente - inapplicabile la disposizione suindicata, trattandosi, nella specie, di acquisto di carburante, non per autotrazione come richiesto dalla norma suindicata, bensì per "macchinari di cantiere, muletti, pale meccaniche", ossia per veicoli, seppure semoventi, tuttavia non destinati alla circolazione su strada, ma esclusivamente all'interno di un cantiere.

 

La decisione della Suprema Corte

La Suprema Corte aderisce alla tesi dell’Amministrazione finanziaria, osservando, innanzitutto, che ai fini della deducibilità dei costi connessi all'acquisto di carburanti e gasolio, il presupposto per la deduzione di tali componenti negativi del reddito è ancorato, dall’art. 1, del D.P.R. n. 444 del 1997, alla predisposizione da parte del contribuente di apposite schede, nelle quali annotare gli acquisiti di carburanti per autotrazione, effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione.

Nel caso di specie, è incontroverso tra le parti che dette schede carburanti non erano state istituite per gli acquisti di carburanti e gasolio effettuati per i veicoli adoperati dalla contribuente per la sua attività.

A giudizio della Corte, “in difetto di ulteriori specificazioni normative, il concetto di autotrazione è da ritenersi riferibile a tutti i veicoli semoventi, ossia a quei veicoli nei quali il motore imprima al mezzo un movimento autonomo, che prescinde, cioè, da spinte o da sollecitazioni esterne. Di conseguenza, nel novero dei carburanti per autotrazione vanno logicamente ricompresi, non soltanto quelli impiegati in macchine circolanti su strada, ma anche quelli destinati a veicoli (muletti, pale meccaniche, carrelli elevatori e trasportatori, ecc.) che, seppure adoperati soltanto all'interno di un cantiere, sono, nondimeno, caratterizzati dall'identica presenza di un motore idoneo ad imprimere al veicolo un movimento autonomo (cfr. Cass. 5721/77)”.

Di conseguenza, ne deriva, con riferimento al caso di specie, l'indeducibilità dei costi relativi all'acquisto di carburanti per i suindicati mezzi di cantiere, in difetto di annotazione nelle apposite schede carburanti.

 

Brevi note

Le schede carburanti da un po’ di tempo a questa parte sono sotto i riflettori.

Il pensiero della Corte è facilmente sintetizzabile: sia i mezzi di autotrazione interna che esterna necessitano della scheda carburante, per poter dedurre i relativi costi.

La scheda carburante è il documento che consente a chi acquista carburante di poter esercitare il diritto alla detrazione della relativa Iva, qualora sia oggettivamente detraibile, oppure la deduzione del costo ai fini della determinazione delle imposte sul reddito e dell'Irap.

La norma base è l'art. 2 della legge n. 31/1977, con il quale è stato previsto che decreti ministeriali successivi avrebbero stabilito le norme dirette a disciplinare la documentazione relativa agli acquisti di carburante da parte di soggetti passivi Iva, i quali comunque dovevano attenersi ai seguenti criteri direttivi:

  • la scheda, registro, bollettario o altro, è sostitutiva della fattura;

  • il documento deve contenere tutti gli elementi necessari ad identificare l'operazione;

  • per le violazioni degli obblighi relativi alla compilazione, tenuta e conservazione della documentazione si applicano le sanzioni previste per le violazioni dei corrispondenti obblighi concernenti la fatturazione.

 

Pertanto, coloro che nell'esercizio di impresa, arte o professione, acquistano carburanti per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione, hanno l'onere di utilizzare la scheda carburante, conforme al modello allegato al Dpr 444/1997.

La scheda carburante deve essere istituita per ciascun veicolo a motore utilizzato nell'esercizio dell'attività d'impresa, arte e professione, con cadenza mensile o trimestrale, e intestata al soggetto passivo d'imposta (ente, società, titolare della ditta individuale o professionista).

La scheda carburante deve contenere, anche a mezzo di apposito timbro, i seguenti elementi:

  • estremi di individuazione del veicolo;

  • ditta, la denominazione o ragione sociale, ovvero il cognome e il nome, il domicilio fiscale e il numero di partita Iva del soggetto d'imposta che acquista il carburante.

Il lavoratore dipendente che utilizza la propria vettura per conto del datore di lavoro, deve indicare nella scheda anche i propri dati identificativi oltre che quelli dell'impresa.

All'atto di ogni rifornimento, l'addetto della distribuzione di carburante deve indicare sulla scheda carburante:

  • la data del rifornimento;

  • l'ammontare del corrispettivo al lordo dell'Iva;

  • la denominazione o la ragione sociale dell'esercente l'impianto di distribuzione, ovvero il cognome e il nome se persona fisica, l'ubicazione dell'impianto stesso (queste ultime anche a mezzo di apposito timbro).

L'addetto della distribuzione deve convalidare tali annotazioni apponendo la propria firma sulla scheda.

Tutti gli elementi appena indicati sono obbligatori. In particolare, l'apposizione della firma dell'addetto convalida la regolarità dell'operazione di acquisto. Per questo motivo, l'addetto deve preventivamente accertarsi della corrispondenza della scheda con il veicolo da alimentare.

L'intestatario del mezzo di trasporto deve annotare sulla scheda il numero dei chilometri rilevabile alla fine del mese o trimestre, dall'apposito contachilometri in dotazione sul veicolo.

Dalla registrazione devono risultare il mese o il trimestre, il veicolo cui si riferisce la scheda, il numero progressivo attribuito, l'ammontare complessivo delle operazioni ovvero l'ammontare imponibile e l'ammontare della Iva relativa detraibile.

La Corte di Cassazione – cfr. sentenza n. 21769 del 16 giugno 2005 (dep. il 9 novembre 2005) – ha sempre subordinato la deduzione delle spese per il carburante utilizzato dagli autoveicoli aziendali alla annotazione dei rifornimenti sulla scheda mensile prevista dal D. M. 7 giugno 1977, contenente gli estremi identificativi dei mezzi, tra i quali è essenziale l'indicazione del numero di targa.

Successivamente, con sentenza n. 21941 del 4 luglio 2007, dep. il 19 ottobre 2007, la Corte di Cassazione ha ribadito che gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali da parte di soggetti tenuti al pagamento dell'imposta sul valore aggiunto debbono essere documentati attraverso un'apposita annotazione sulla scheda di cui ogni veicolo deve essere munito e tale annotazione deve essere convalidata attraverso la sottoscrizione apposta, all'atto di ogni rifornimento, dall'addetto alla distribuzione. La sottoscrizione costituisce poi elemento essenziale, senza del quale la scheda non può assolvere alla finalità prevista dalla legge, e quindi legittimare la detrazione dell'Iva assolta sull'acquisto di carburante. Inoltre, “l'addetto alla distribuzione di carburante indica nella scheda di cui all'articolo 2 all'atto di ogni rifornimento, con firma di convalida, la data e l'ammontare del corrispettivo al lordo dell'imposta sul valore aggiunto, nonché, anche a mezzo di apposito timbro, la denominazione o la ragione sociale dell'esercente l'impianto di distribuzione, ovvero il cognome e il nome se persona fisica, e l'ubicazione dell'impianto stesso”.

Ricordiamo, da ultimo, che la scheda carburante, per effetto di quanto previsto dall’art. 7, c. 2, lett. p, del D.L. Sviluppo, può essere omessanel caso in cui il contribuente utilizzi esclusivamente carte di credito, carte di debito o carte prepagate.

Per chi, invece, continua ad utilizzare il contante, resta in vigore.

 

24 febbraio 2012

Roberta De Marchi