IMU, applicazione problematica per la detrazione

L’ulteriore detrazione di 50 euro per ogni figlio non superiore a 26 anni di età comporta notevoli difficoltà applicative, atteso che la formulazione testuale della disposizione non consente di stabilire le modalità di ripartizione della stessa nell’ipotesi in cui competa a più soggetti passivi.

 

Detrazione base di 200 euro per l’abitazione principale

Con l’articolo 13 del DL 201/2011 (c.d. decreto “salva Italia”) è stata anticipata al 2012 l’introduzione dell’IMU, già prevista, però per il 2014, dal decreto sul federalismo fiscale municipale (articoli 8 e 9 del D.Lgs. 23/2011).

Diversamente da quanto previsto dall’originaria formulazione, l’IMU uscente dal DL 201/2011 si applica anche alle abitazioni principali, sebbene con un’aliquota ridotta dello 0,4%, che può essere aumentata o ridotta dai comuni sino a 0,2 punti percentuali, ed una detrazione base di 200 euro spettante a ciascun soggetto passivo che ha adibito l’immobile a propria abitazione principale (art. 13, comma 10, del DL 201/2011).

È appena il caso di ricordare, a tal proposito, che per abitazione principale s’intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente (articolo 13, comma 2, del DL 201/2011).

 

Ulteriore detrazione di 50 euro per ogni figlio

Per effetto delle modifiche apportate dalle Commissioni riunite V e VI della Camera e Senato al provvedimento, per i soli anni 2012 e 2013, la detrazione base di 200 euro è aumentata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

L’importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l’importo massimo di euro 400. I comuni possono disporre l’elevazione dell’importo della detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio.

Lo stesso comma 10 del già menzionato articolo 13, che reca il dettato normativo poc’anzi esposto, dispone altresì che se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.

Con tale previsione, la disciplina IMU ricalca sostanzialmente quella ICI, che conteneva già una norma dello stesso tenore (articolo 8, comma 2, del D.Lgs. 504/1992). Per cui per entrambe le imposte, se più soggetti passivi hanno adibito l’immobile ad abitazione principale, la relativa detrazione spetta a ciascuno in parti uguali, a prescindere dalla quota di possesso di detto immobile.

Naturalmente, la quota di detrazione di ognuno deve essere rapportata al periodo dell’anno per cui l’immobile in oggetto ha costituito abitazione principale, se ciò non si è verificato per tutto l’anno.

 

Il problema della ripartizione dell’ulteriore detrazione

Per la detrazione base il meccanismo applicativo appare chiaro, anche perché proviene dall’esperienza pregressa dell’ICI, ma per la nuova maggiorazione di 50 euro per ogni figlio non maggiore di ventisei anni d’età, che dimora e risiede presso l’immobile adibito ad abitazione principale, sussistono alcuni problemi applicativi derivanti dalla non chiara formulazione testuale della norma: ci si domanda, infatti, come deve essere suddivisa tale detrazione di 50 euro nel caso in cui anche il figlio stesso fosse un comproprietario dell’immobile, insieme ad un genitore? E se fossero comproprietari entrambi i genitori, oltre al figlio?

L’ipotesi più accreditata è che tale ulteriore detrazione di 50 euro sia di spettanza dei soli genitori, che dovrebbero suddividerla in parti uguali, però non si può escludere che la stessa spetti, in parte, anche al figlio, essendo anch’egli soggetto passivo.

Occorrerà, quindi, attendere un intervento ministeriale che definisca in modo puntuale la…

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