Novità fiscali del 22 dicembre 2011: arriva la proroga dell spesometro

 Indice:

 1) Contributo dovuto all’Ordine dei Commercialisti per il 2012 ridotto a € 162,00

 2) Il tributo unico su rifiuti e servizi locali (RES) debutta dal 1′ gennaio 2013

 3) Inflazione: indice Istat stabile al 3,2%

 4) Responsabile aziendale per i rapporti con l’Inps: “Gestione Deleghe” per i gruppi aziendali

 5) Iscrizione all’albo informatico delle agenzie per il lavoro

 6) Sono false le fatture se i pagamenti non trovavano conferma e coincidenza tra le due contabilità (cliente/fornitore)

 7) Convenzione per la trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità (INVCIV – AS – PS)

 8) Abilitazione ai servizi telematici del fisco per i cittadini: nuovi indirizzi operativi per il rilascio del codice PIN

 9) CNDCEC: pronti i principi di vigilanza e controllo dell’organo di revisione degli enti locali

 10) Prorogata la scadenza dello “spesometro” al 31 gennaio 2012

 

 

 1) Contributo dovuto all’Ordine dei Commercialisti per il 2012 ridotto a € 162,00

La categoria “Entrate contributive” è in massima parte costituita dalle contribuzioni degli Ordini.

Dalla relazione (nella parte delle “Entrate contributive”) del Consigliere Tesoriere al bilancio di previsione 2012 del CNDCEC è emerso che il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili, nella seduta del 21 settembre 2011, ha deliberato una riduzione della quota contributiva dovuta, per l’anno 2012, da tutti gli iscritti all’Albo ed all’Elenco Speciale, nella misura del 10% rispetto a quella fissata per l’anno 2011.

Pertanto, per l’esercizio 2012, la quota a carico di ciascun iscritto, che gli Ordini territoriali, in applicazione del combinato disposto degli art. 12 e 29 del D.Lgs. 28 giugno 2005 n. 139, dovranno riversare al Consiglio Nazionale in due rate di pari importo con scadenza al 15 maggio ed al 15 luglio di ciascun anno, è stata determinata in € 162,00.

(CNDCEC, nota informativa sul bilancio di previsione n. 83 del 20/12/2011)

 

2) Il tributo unico su rifiuti e servizi locali (RES) debutta dal 1 gennaio 2013

A decorre dal 1 gennaio 2013, l’art. 14 del D.L. n. 201 del 06 dicembre 2011 (cd. Decreto Monti) ha disposto l’istituzione, da parte di tutti i Comuni, di un tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, relativo alla gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, dovuto dai soggetti che possiedono o detengono a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani.

La tariffa relativa alla gestione dei rifiuti sarà commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base di criteri da determinare con un apposito Regolamento da emanare entro il 31 ottobre 2012.

I Comuni potranno poi prevedere riduzioni, nella misura massima del 30%, al ricorrere di particolari casistiche (ad es., per gli immobili con unico abitante, ad uso stagionale o discontinuo).

In particolare, a decorrere dal 1° gennaio 2013 il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi copre:

– i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni;

– i costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni.

Soggetto attivo dell’obbligazione tributaria è il comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili al tributo (comma 2).

Il tributo, è dovuto – con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Sono escluse dalla tassazione le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

In caso di utilizzi temporanei di durata non superiore a sei mesi, il tributo è dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie, mentre per i locali in multiproprietà e i centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento del tributo dovuto per i locali ed aree scoperte di uso comune.

La tariffa è commisurata all’anno solare, cui corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria, nonché alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte.

La superficie assoggettabile al tributo è pari all’80% della superficie catastale.

La tariffa, che deve assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio, è composta da:

– una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti;

– una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione;

– i costi dello smaltimento dei rifiuti nelle discariche.

La definizione dei criteri per l’individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti e per la determinazione della tariffa è demandata ad un regolamento da emanarsi entro il 31 ottobre 2012.

In via transitoria, a decorrere dal 1° gennaio 2013 si applicano le disposizioni del D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158 recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani.

Alla tariffa così determinata, si applica una maggiorazione pari a 0,30 euro per metro quadrato, a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni, i quali possono, con deliberazione del consiglio comunale, modificare in aumento la misura della maggiorazione per un importo massimo di 0,40 euro, anche graduandola in ragione della tipologia dell’immobile e della zona ove è ubicato.

Il consiglio comunale determina, con apposito regolamento, la disciplina per l’applicazione del tributo e approva le tariffe del tributo entro il termine fissato da norme statali per l’approvazione del bilancio di previsione, in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani (commi 22 e 23).

I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con regolamento, prevedere l’applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo del tributo.

A decorrere dal 1° gennaio 2013 sono quindi soppressi tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria.

 

3) Inflazione: Indice Istat stabile al 3,2%

L’indice Istat per il mese di novembre 2011 è fissato a 3,2%.

Lo ha reso noto l’Istituto di statistica con il comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 19 dicembre 2011.

Tali dati, che rappresentano gli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, sono utilizzati per aggiornare il canone di locazione.

 

4) Responsabile aziendale per i rapporti con l’Inps: Rilascio della funzionalità dell’applicazione “Gestione Deleghe” per la gestione dei gruppi aziendali

Con circolare Inps n. 28 del 8 febbraio 2011 è stato delineato il nuovo sistema di identificazione dei soggetti abilitati ad operare nei confronti di tale Istituto, in qualità di datori di lavoro o intermediari autorizzati ai sensi dell’art. 1, commi 1 e 4, della legge n. 12/1979.

Con Messaggi Hermes nn. 18367 del 27/09/2011 e 20474 del 28/10/2011 sono stati precisati i criteri per l’identificazione dei consulenti del lavoro, degli altri professionisti abilitati ad operare ai sensi dell’art. 1, comma 1, della legge n. 12/1979, nonché dei servizi o centri di assistenza fiscale istituiti dalle associazioni di categoria delle imprese artigiane e delle altre piccole imprese. Sono stati inoltre forniti chiarimenti in ordine alla procedura per il rilascio del PIN per l’accesso ai servizi destinati ai datori di lavoro.

È stato infine precisato che, pur considerandosi conclusa la fase di sperimentazione del nuovo sistema, l’Istituto continuerà, fino al mese di dicembre 2011, ad accettare i flussi Uniemens anche da parte degli intermediari operanti con le vecchie modalità.

Nel confermare le istruzioni già impartite, il neo  messaggio dell’Inps n. 24153 del 20 dicembre 2011 è adesso finalizzato a regolare l’accesso ai servizi da parte dei dipendenti muniti di delega generale ad operare nei confronti dell’Inps, ed a dare notizia del rilascio della funzionalità dell’applicazione “Gestione Deleghe” per la gestione dei gruppi aziendali.

Accesso ai servizi da parte dei dipendenti muniti di delega generale

La tipizzazione oggi in uso per le modalità di accesso ai servizi per le aziende prevede, per i datori di lavoro che gestiscono in proprio (senza intermediari) i rapporti con l’Inps, la possibilità che il titolare dell’impresa individuale o il legale rappresentante della società operino direttamente o che, accedendo personalmente all’applicazione di gestione deleghe, subdeleghino a tali compiti un dipendente.

Tuttavia accade sovente, soprattutto nelle organizzazioni di dimensioni medie e grandi (che più frequentemente gestiscono senza intermediari gli adempimenti nei confronti dell’Inps), che i rapporti con l’Inps siano delegati in via generale ad un dipendente, solitamente quale corollario della competenze in materia di gestione del personale.

Per la gestione di tali casi è dunque possibile che la possibilità di operare in nome e per conto di un datore di lavoro da parte di tali soggetti sia gestita dalle sedi, mediante verifica della delega da parte del titolare o del legale rappresentante.

In tali casi il soggetto interessato presenterà domanda di abilitazione compilando il modulo di nuova istituzione SC72 (Richiesta di abilitazione ad operare responsabile rapporti con l’Inps), pubblicato sul sito internet dell’Istituto, nella sezione modulistica.

Previa verifica ed archiviazione della documentazione presentata, la sede competente provvederà a fornire il PIN di accesso ai servizi, qualora il richiedente non ne sia già in possesso, e ad abilitarlo ad operare per conto del datore di lavoro, con le modalità operative normalmente utilizzate per la gestione dei “Soggetti Collegati” tramite la funzione “Iscrizione e Variazione Aziende” della Intranet.

L’operatore dovrà quindi:

– selezionare la funzione di “variazione” e digitare la matricola

– selezionare, all’interno della la pagina “dati anagrafici”, la funzione “soggetti collegati” e, quindi, “inserimento”;

– immettere il codice fiscale del soggetto richiedente;

– completare la successiva pagina con i dati Anagrafici dello stesso, selezionando come Tipo Relazione “Altro Responsabile”.

Una volta censito sulla “Anagrafica Azienda”, il Soggetto “Altro Responsabile”, opportunamente dotato di idoneo PIN (Aziende), potrà utilizzare in via telematica tutte le applicazioni previste per la gestione dei dati relativi alla/alle Matricole Azienda su cui è stato inserito, con le stesse autorizzazioni riservate ai “Rappresentanti Legali”.

Conseguentemente l’Inps riporta la tavola sinottica dei moduli da utilizzare e della classe utente del Pin da rilasciare in funzione della categoria di soggetti richiedenti.

Categoria di soggetti

modulo da utilizzare

classe utente del PIN

Titolari di impresa individuale

Legali rappresentanti di società

SC65

Azienda

Responsabili aziendali dei rapporti con l’Inps

SC72

Azienda

Consulenti del lavoro, Avvocati,

Dottori commercialisti,

Ragionieri e periti commerciali

SC64

Consulente

Responsabili di servizi o centri di assistenza fiscale istituiti dalle associazioni datoriali di imprese artigiane o piccole imprese

SC63

Associazione di categoria

Dipendenti o collaboratori degli intermediari o dei datori di lavoro, che saranno sub-delegati ad operare per conto degli stessi

SC62

Operatore servizi azienda

Rilascio della funzionalità dell’applicazione “Gestione Deleghe” per la gestione dei gruppi aziendali

Come già chiarito al punto 2.2 della circolare n. 28/2011, i gruppi di impresa (individuati ai sensi dell’art. 2359 del codice civile e del decreto legislativo 2 aprile 2002, n. 74) possono delegare lo svolgimento degli adempimenti nei confronti dell’Inps alla società capogruppo o ad altra società del medesimo gruppo.

Per la gestione di tali situazioni è stata rilasciata, nell’ambito dell’applicazione di gestione deleghe, una apposita funzionalità, il cui funzionamento è descritto di seguito.

Il soggetto abilitato ad operare per conto della società delegante dovrà accedere alla funzionalità di “Delega a Dipendente”, selezionando l’opzione “Delega ad azienda del gruppo”.

Nella prima sezione sarà necessario specificare la matricola della propria società, mentre nella sezione “Dati Azienda del gruppo” si dovranno specificare i dati dell’azienda che si intende delegare ad operare.

Alla pressione del tasto “Verifica” sarà controllata l’associazione tra ogni matricola ed i CF inseriti.

Attraverso il tasto “Conferma” si procederà con l’acquisizione della delega in stato “Da Attivare” (la delega sarà attiva solo a seguito dell’accettazione da parte dell’azienda Delegata).

Perché la procedura operi correttamente è necessario che la società delegata abbia preventivamente attivato la delega a proprio dipendente prima di accettare le deleghe ricevute dalle aziende del gruppo.

Tale azione è possibile tramite la funzionalità di “Delega a Dipendente” nella quale è necessario selezionare in questo caso l’opzione “Delega a proprio dipendente”.

Nella prima sezione dovranno essere specificati i dati anagrafici del proprio dipendente ed alla pressione del tasto Verifica sarà controllata l’associazione tra il dipendente e la matricola aziendale relativa al titolare/Rappresentante Legale.

Il giorno successivo all’inserimento della delega sarà possibile procedere con l’attivazione della stessa.

Attraverso la sezione di “Ricerca/Visualizza Dettagli Delega” sarà mostrato un messaggio di avviso che notificherà all’utente collegato la presenza di eventuali “Deleghe da aziende del gruppo” che necessitano di attivazione.

Tale operazione di attivazione sarà possibile attraverso la pressione del pulsante “Attiva” posto in corrispondenza di ogni delega (tale pulsante sarà disponibile solo in presenza di deleghe a proprio dipendente già attivate).

Prossimo rilascio della funzionalità dell’applicazione “Gestione Deleghe” per la gestione dei consorzi di società cooperative

In modo analogo, i consorzi di società cooperative possono svolgere gli adempimenti nei confronti dell’Inps per conto delle società consorziate o delegarne l’esecuzione a una società consorziata (punto 2.3 della citata circolare n. 28/2011).

Per la gestione di tali evenienze è in corso di rilascio l’apposita funzionalità della procedura “Gestione Deleghe”.

 

5) Iscrizione all’albo informatico delle agenzie per il lavoro

Il Ministero del Lavoro, con la nota protocollo n. 6154 del 20 dicembre 2011, ha chiarito che l’iscrizione online all’albo informatico delle agenzie per il lavoro non sostituisce la comunicazione cartacea d’inizio attività, ma rappresenta una mera semplificazione delle raccolta di informazioni.

Il welfare, si è soffermato sul DM 20 settembre 2011 (in G.U. n. 282/2011) che ha stabilito i dettagli operativi per l’esercizio dell’attività d’intermediazione da parte dei nuovi soggetti autorizzati dalla legge n. 111/2011.

Si tratta, tra l’altro, di università (statali e non) e relativi consorzi, degli istituti di scuola secondaria di secondo grado (statali e paritari), dei comuni (singoli o associati), delle comunità montane, delle camere di commercio, delle associazioni dei datori di lavoro, dei sindacati, degli enti bilaterali, dei patronati, dei gestori di siti internet.

Per tali soggetti, all’interno del portale cliclavoro, il ministero del lavoro ha messo in linea un “form on line” di comunicazione d’inizio attività.

Dopo essere stato compilato, il “form” va stampato, firmato, bollato (applicando la marca da bollo di € 14,62) ed inviato al Ministero del Lavoro, con la copia del documento di identità.

La trasmissione di tale copia cartacea viene ritenuta necessaria poiché la procedura online non sostituisce la comunicazione cartacea ma rappresenta unicamente una semplificazione della raccolta delle informazioni nel sistema.

 

6) Sono false le fatture se i pagamenti non trovavano conferma e coincidenza tra le due contabilità (cliente/fornitore)

L’imprenditore non ha diritto a detrarre l’Iva sugli acquisti di beni e servizi se i pagamenti non coincidono con la contabilità del fornitore.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 27547 del 19 dicembre 2011, ha respinto il ricorso di un commerciante al quale l’ufficio delle Entrate aveva contestato fatture false perché non aveva trovato riscontri nella contabilità del fornitore.

Inoltre, il mezzo di trasporto utilizzato deve risultare coerente con la quantità di merce che il contribuente dichiara di aver acquistato.

In particolare, ai fini Iva, nel caso di contestazione di indebita detrazione di fatture, perché relative a operazioni inesistenti, la prova della legittimità e della correttezza delle detrazioni Iva deve essere fornita dal contribuente con l’esibizione dei documenti contabili legittimanti, in mancanza della quale la detrazione va ritenuta indebita e, conseguentemente, l’ufficio può recuperare a tassazione l’imposta irritualmente detratta.

 

7) Convenzione per il servizio di raccolta e di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità al fine dell’erogazione di prestazioni assistenziali (INVCIV – AS – PS)

I professionisti abilitati all’assistenza fiscale, possono stipulare convenzioni singole per il servizio di raccolta e di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità al fine dell’erogazione di prestazioni assistenziali (INVCIV – AS – PS) presso le Direzioni provinciali.

Lo ha reso noto l’Inps con la circolare n. 159 del 21 dicembre 2011.

Con Determinazione del Presidente n.427 del 9 novembre 2011 è stato approvato lo schema di convenzione per il servizio di raccolta e di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità al fine dell’erogazione di prestazioni assistenziali (INVCIV – AS – PS) per gli anni 2011, 2012 e 2013.

Con la medesima delibera i Direttori provinciali sono stati autorizzati alla sottoscrizione delle singole convenzioni, con i soggetti compresi tra quelli abilitati all’assistenza fiscale, di cui al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modifiche.

Le convenzioni per l’invio telematico dei modelli ICRIC vengono sottoscritte a livello centrale dai CAF e da alcune associazioni professionali a livello nazionale, le quali si impegnano a trasmettere l’elenco dei propri iscritti alla D.C. Sistemi informativi e tecnologici per l’abilitazione.

In attuazione delle disposizioni di cui alla Legge 13 agosto 2010, n. 136 “Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia” l’Istituto, ai fini della richiesta tracciabilità dei flussi finanziari, provvederà alla stipula della convenzioni con le Associazioni professionali a livello centrale esclusivamente qualora la fatturazione all’Istituto sia prevista a livello accentrato.

In tale caso, per l’inserimento del proprio nominativo nelle liste degli abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità, i professionisti che sono in possesso dei requisiti richiesti e che fanno riferimento alle suddette associazioni, devono pertanto prendere contatto con le stesse.

In caso contrario, i singoli soggetti abilitati dovranno stipulare autonome convenzioni presso le Direzioni provinciali dell’Inps, territorialmente competenti.

Le associazioni professionali di cui sopra sono:

– Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro;

– Istituto Nazionale Revisori Contabili;

– Associazione Nazionale Commercialisti;

– per i Consulenti Tributari: ANCIT; – ANCOT; – INT; – LAPET.

Possesso dei requisiti

Il professionista, che voglia stipulare con l’Istituto la convenzione per la trasmissione dei Modelli ICRIC-AS-PS, deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

a) abilitazione alla certificazione del reddito;

b) iscrizione nel Registro delle chiavi pubbliche degli utenti del “fisco telematico” del Dipartimento delle Entrate del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dunque il possesso di un certificato di autenticazione Entratel;

c) possesso di un certificato per la firma digitale in corso di validità emesso da una delle seguenti Autorità di Certificazione: “Agenzia delle Entrate”, “InfoCamere”, “Actalis”, “Postecom”, “CNIPA”; tale certificato verrà utilizzato per la firma dei file da inviare;

d) possesso di un qualsiasi PIN per l’accesso ai servizi telematici dell’INPS, anche con profilo “cittadino”, utilizzato per l’identificazione dell’operatore incaricato alla trasmissione;

La sussistenza dei suddetti requisiti dovrà essere verificata dai Direttori di Sede all’atto della stipula della convenzione.

Le operazioni di autenticazione sono effettuate attraverso il certificato di autenticazione “Entratel” e il PIN dell’INPS. La firma dei file da trasmettere verrà effettuata con il certificato di firma digitale di cui al precedente punto c).

I Direttori provinciali, e i loro eventuali delegati, per poter sottoscrivere una nuova convenzione dovranno utilizzare il “Portale delle convenzioni” accessibile al seguente percorso intranet.inps.it -> Servizi -> “Gestione e assistenza servizi internet” -> “Amministrazione convenzioni per utenti esterni”.

L’accesso al portale è consentito a tutti i Direttori e agli eventuali delegati autorizzati attraverso il sistema IDM.

I CAF e i professionisti che intendono sottoscrivere la convenzione devono comunicare gli estremi identificativi del certificato di autenticazione Entratel in loro possesso che utilizzeranno per l’accesso.

Il Direttore, o il suo delegato, verificherà la validità del certificato attraverso le funzionalità messe a disposizione dal “Portale delle convenzioni”.

Nel caso di più professionisti associati ad uno stesso studio, la convenzione deve essere stipulata dal rappresentante dello studio dichiarando il proprio certificato “Entratel”, mentre gli associati possono chiedere, dichiarando i propri certificati “Entratel”, l’aggiunta di autorizzazioni alla convenzione stipulata dal rappresentante dello studio.

Attraverso il “Portale delle convenzioni”, dopo avere acquisiti e confermati i dati necessari alla stipula, è possibile procedere alla stampa personalizzata della convenzione.

Copia della convenzione verrà consegnata al professionista firmatario.

L’accesso, da parte dei CAF e professionisti, ai servizi in convenzione avviene seguendo il percorso: http://www.inps.it/ -> “Servizi Online -> “Per tipologia di utente” -> “Servizi in Convenzione” -> “Accesso ai Servizi in Convenzione”.

Selezionando “Istruzioni per la configurazione del sistema”, si accede ad una pagina sulla quale sono riportate tutte le informazioni necessarie per lo scarico e l’installazione dei programmi client occorrenti per la trasmissione; selezionando invece “Risoluzione problemi” si accede ad una pagina sulla quale sono riportate le risposte ad alcuni quesiti.

Si rammenta l’obbligo, a carico del professionista firmatario della convenzione presso la struttura territoriale INPS, dell’apposizione di una marca da bollo di € 14,62 ogni quattro facciate dell’originale della convenzione stessa, che viene custodito a cura della detta struttura.

Il professionista firmatario si impegna, altresì, alla stretta osservanza degli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari previsti dalla legge del 13 agosto 2010, n. 136 (“Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia”) e del decreto legge 187 del 12/11/2010 (Misure urgenti in materia di sicurezza) convertito, con modificazioni dalla legge del 17 dicembre 2010, n. 217, e relative modifiche, integrazioni e provvedimenti di attuazione sia nei rapporti verso l’Istituto che nei rapporti con la filiera delle imprese.

La Convenzione è corredata dalla prova dell’avvenuto pagamento della contribuzione, ove dovuta, da parte del soggetto abilitato all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, ai sensi dell’art. 1, comma 67°, della l. n. 266 del 23 dicembre 2005 e della Deliberazione della predetta Autorità del 3 novembre 2010.

Il pagamento delle fatture presentate dai professionisti convenzionati è effettuato dalle strutture territoriali, con le modalità indicate nello schema di convenzione.

 

8) Abilitazione ai servizi telematici del fisco per i cittadini: Nuovi indirizzi operativi per il rilascio del codice PIN

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 54/E del 21 dicembre 2011, ha evidenziato i nuovi indirizzi operativi per il rilascio del “Pincode”, il codice di accesso a Fisconline.

Il Pin può essere richiesto:

– direttamente online dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it seguendo il percorso Servizi online > Servizi con registrazione e compilando una domanda di abilitazione. Nella richiesta deve essere specificato il codice fiscale e alcuni dati personali, come ad esempio il tipo di dichiarazione dei redditi (730, Unico), il soggetto a cui è stata presentata e alcuni dati indicati nella dichiarazione stessa o nel Cud. Il sistema fornisce subito le prime 4 cifre del Pin, mentre le ultime 6 vengono spedite entro 15 giorni al domicilio del contribuente, insieme alla password per il primo accesso   per telefono, al numero 848.800.444, selezionando il servizio di assistenza automatico, al costo della tariffa urbana. Anche in questo caso, per motivi di sicurezza, le ultime 6 cifre del Pin e la password per il primo accesso saranno recapitate per posta entro 15 giorni dalla richiesta;

– presso gli uffici territoriali dell’Agenzia che, a partire dai prossimi giorni, proporranno le prime 4 cifre del Pin “in pronta consegna” a tutti i contribuenti che si presenteranno per un qualsiasi motivo allo sportello. Un modellino ad hoc consentirà di gestire le richieste in tutta rapidità e sicurezza.

Tutti i contribuenti dovrebbero essere a conoscenza dei vantaggi offerti dai servizi telematici dell’Agenzia

Per questo, è al via una campagna d’informazione che prevede anche la distribuzione di una brochure che illustra i servizi attivi online, spiega come richiedere il Pin e come contattare l’Agenzia. Un vero “memorandum” tascabile, disponibile sia sul sito internet dell’Agenzia sia nei front office.

Scegliere il web è una scelta che paga anche se non si è ancora in possesso del codice Pin

Sul sito www.agenziaentrate.gov.it, infatti, sono comunque disponibili una serie di servizi “ad accesso libero”, come ad esempio quello per calcolare il bollo auto inserendo la targa o la potenza del veicolo; determinare il numero di rate per pagare il dovuto in seguito a un controllo automatizzato e formale della dichiarazione; verificare la regolarità dei contrassegni telematici; controllare gli importi per la tassazione degli atti giudiziari; verificare la validità di codici fiscali e partite Iva comunitarie (archivio Vies).

 

9) CNDCEC: Pronti i principi di vigilanza e controllo dell’organo di revisione degli enti locali

Il documento del CNDCEC si pone in continuità con i principi precedentemente emanati dai due consigli nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, dei quali rappresenta l’evoluzione e l’integrazione anche alla luce del mutato quadro normativo

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha approvato i Principi di vigilanza e controllo dell’organo di revisione degli Enti locali.

Il documento, trasmesso preventivamente al Ministero dell’Interno, alla Ragioneria Generale dello Stato e alla Corte dei Conti, individua i nuovi standard di riferimento per lo svolgimento delle attività del revisore negli Enti locali.

I principi, elaborati dal gruppo di lavoro Principi di revisione e controllo dell’organo di revisione degli Enti locali della Commissione di Studio dell’Area Enti Pubblici, scaricabili da questo sito nella sezione studi e ricerca dell’area istituzionale “Principi di revisione ee.ll.”, si pongono in una prospettiva di continuità con i principi precedentemente emanati dai due consigli nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, dei quali rappresentano l’evoluzione e l’integrazione anche alla luce del mutato quadro normativo.

Gli standard affrontano le tematiche più rilevanti della disciplina del sistema di controllo interno affidato all’organo di revisione, tracciando il comportamento professionale da adottare per svolgere diligentemente le funzioni di vigilanza, controllo e collaborazione previste dall’ordinamento finanziario e contabile degli Enti locali, nonché dalle principali norme di finanza pubblica in materia.

Tali standard intendono fornire ai commercialisti, unitamente ai più rilevanti riferimenti normativi e giurisprudenziali, indicazioni tecnico-operative utili per svolgere la propria attività in modo sistematico e puntale. Oltre a costituire un supporto per le funzioni svolte dal revisore, i principi forniscono un orientamento da ritenersi vincolante nei casi di dubbia interpretazione.

Nell’elaborazione dei principi, articolati in 15 documenti, è stato adottato un approccio di tipo modulare che, attraverso il monitoraggio dell’evoluzione normativa e delle prassi operative, ne consentirà il costante aggiornamento e il progressivo completamento anche con riferimento all’emersione di innovative aree e tematiche pertinenti allo svolgimento delle funzioni affidate all’organo di revisione.

Nell’attuale contesto caratterizzato da rilevanti riforme e da numerosi mutamenti legislativi, che riguardano anche la Finanza pubblica, i principi elaborati intendono, dunque, fornire ai professionisti un utile strumento operativo volto ad orientare la loro attività.

Gli aggiornamenti e l’integrazioni ai quali i nuovi Principi saranno sottoposti nel tempo, saranno la testimonianza dell’impegno costante del Consiglio su questo tema.

(CNDCEC, nota del 21 dicembre 2011)

 

10) Prorogata la scadenza dello “spesometro” al 31 gennaio 2012

Per la comunicazione delle operazioni rilevanti Iva del 2010 rimane ancora tempo per segnalarle al Fisco che ha concesso un mese in più di tempo.

E’, quindi, slittato al 31 gennaio 2012 il termine ultimo per la presentazione della comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva di importo non inferiore a 25mila euro.

La nuova scadenza è stata determinata dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, protocollo n. 2011/186218 del 21 dicembre 2011, che ha prorogato il vecchio termine del 31 dicembre 2011 entro cui era fissata la segnalazione al Fisco delle operazioni riferite al periodo d’imposta 2010, come previsto dal D.L. n. 78/2010.

Il differimento del termine per la comunicazione si è reso indispensabile per consentire i necessari adeguamenti di tipo tecnologico e per superare le difficoltà operative segnalate dai soggetti titolari di partita Iva che devono presentare, entro tale data, la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva di importo non inferiore a euro venticinquemila.

La proroga è ufficiale: Difatti, il citato neo Provvedimento è stato regolarmente pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate il 21 dicembre 2011, che, è come è noto, equivale a pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

 

Vincenzo D’Andò


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