Novità fiscali del 6 dicembre 2011: la Finanziaria del governo Monti

 

 Indice:

 1) Pacchetto di misure urgenti per assicurare la stabilità finanziaria (cd. Decreto salva Italia)

 2) Benefici contabili e di controllo fiscale per imprese e professionisti

 3) Benefici contabili e fiscali per i soggetti sottoposti agli studi di settore

 4) Verifica del canone RAI: le imprese dovranno indicare i dati dell’abbonamento nel Modello Unico

 5) Riallineamento delle partecipazioni esteso al 2011

 6) IMU e rivalutazione delle rendite degli immobili

 7) Istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi

 8) Nuovo Ccnl per i dipendenti degli studi professionali: Circolare della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro

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1) Pacchetto di misure urgenti per assicurare la stabilità finanziaria (cd. Decreto salva Italia)

Il Consiglio dei Ministri, che si è riunito il 4 dicembre 2011 a Palazzo Chigi, sotto la  presidenza del Presidente del Consiglio, Mario Monti (comunicato n. 5 del 4 dicembre 2011), ha approvato un decreto legge  che contiene un pacchetto di misure urgenti per assicurare la stabilità finanziaria, la crescita e l’equità.

L’intervento urgente, come è risaputo, è stato emanato al fine di affrontare una crisi finanziaria  gravissima che ha investito in queste settimane l’area dell’euro e specificamente il debito sovrano, anche italiano.

Il Governo ha deliberato un complesso pacchetto di interventi che  tuttavia, pur nell’emergenza, danno il via a una fase di riforma strutturale dell’economia

italiana e determinano una prima fase di significativa riduzione dei costi della politica.

L’insieme degli interventi ammonta a circa 20 miliardi di euro strutturali per il triennio  2012- 2014 con una forte componente permanente di risparmi conseguiti.

La correzione  lorda è di oltre 30 miliardi poiché sono previsti interventi di spesa a favore della crescita, del sistema produttivo e del lavoro per oltre 10 miliardi. All’interno del pacchetto è inclusa e consolidata in norme la correzione dei saldi pari a 4 miliardi previsti quale “clausola di salvaguardia” nella manovra di agosto 2011.

I risparmi conseguiti in parte sono destinati a un considerevole pacchetto di  interventi a favore della crescita, del sistema produttivo e del lavoro.

Attraverso la  deducibilità integrale dell’IRAP-lavoro vengono favorite le imprese che assumono lavoratori e lavoratrici per un importo di 1,5 miliardi nel 2012, e 2 miliardi nel 2013 e nel  2014.

Vengono previsti con l’IRAP interventi a favore di donne e giovani per 1 miliardo di  euro per ciascuno degli anni del periodo considerato; con l’introduzione del meccanismo denominato ACE di favore fiscale alla raccolta di capitale di rischio, in modo da favorire la  patrimonializzazione delle imprese, si interviene con un’azione di 1 miliardo di euro nel 2012, 1,5 nel 2013 e 3 nel 2014.

Viene rifinanziato il trasferimento alle regioni per il  trasporto pubblico locale; viene finanziato un programma per accelerare l’utilizzo dei fondi  strutturali europei, che altrimenti l’Italia rischia di perdere; viene rifinanziato il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con l’obiettivo di mettere a disposizione delle PMI  garanzie per circa 20 miliardi di credito.

Vengono resi duraturi nel tempo tutti gli incentivi per le ristrutturazioni e per il risparmio energetico estendendoli alle aree colpite da calamità naturali.

E’ stato deciso il completamento della riforma della previdenza con l’estensione dal primo gennaio 2012 a tutti del metodo contributivo per il calcolo delle pensioni per le anzianità future.

Viene istituito un sistema flessibile per l’età di pensionamento, che viene  elevata a 62 anni per le donne con una fascia di uscita flessibile incentivata fino a 70 anni,  per gli uomini la fascia di flessibilità è tra 66 e 70 anni.

Le regole per le lavoratrici del  settore privato raggiungono l’equiparazione ai lavoratori nel 2018.

Malgrado la situazione estremamente difficile, è stata garantita l’indicizzazione  piena delle pensioni minime e parziale per quelle fino a due volte il minimo in circostanze  estremamente difficili.

Viene anticipata l’introduzione sperimentale dell’IMU. Tale intervento accresce il contributo che viene chiesto al patrimonio e alla ricchezza allo sforzo per superare la crisi.

A ciò si aggiunge l’intervento fiscale una tantum con una aliquota dell’1,5% a carico dei capitali rientrati in Italia con il cosiddetto “scudo fiscale”.

Si aggiungono altresì le imposte su taluni beni di lusso (auto di grossa cilindrata,  barche, aerei).

L’aumento dell’IVA è deliberato in 2 punti percentuali a decorrere dal primo  settembre 2012, a copertura della clausola di salvaguardia e da attuare solo nel caso in  cui sia necessario.

In tal modo si evita che scatti la riduzione automatica di tutte le  deduzioni e detrazioni fiscali in particolare sulla famiglia.

La ridefinizione delle agevolazioni andrà a finanziarie il Fondo per la Famiglia istituito dal presente decreto.

Viene attuato un pacchetto antievasione che prevede il divieto di uso del contante per pagamenti superiori ai 1000 euro; i pagamenti telematici per la PA; una fiscalità di favore per le imprese individuali e artigiane che consenta l’emersione.

E’ stato deliberato un insieme di liberalizzazioni per la vendita di farmaci, per i  trasporti, e per gli orari degli esercizi commerciali; vengono potenziate le funzioni dell’Antitrust.

Il Governo ha avviato un’azione di selezione e di riordino dei programmi di spesa  con l’abolizione di una serie di enti ritenuti non più utili.

In particolare, le Province vengono riportate alla funzione di organi di indirizzo e coordinamento. Vengono abolite le giunte, ridotti a 10 i consiglieri provinciali, e ridotte drasticamente le spese in funzioni già svolte da altri enti territoriali.

Poi il Consiglio ha approvato uno schema di decreto legislativo per l’attuazione della direttiva 2008/104, che disciplina la tutela dei lavoratori dipendenti dalle agenzie di lavoro interinale (“agenzie di somministrazione” secondo il decreto Biagi) per migliorare la qualità del lavoro svolto da questi impiegati presso imprese utilizzatrici.

Sul testo verranno acquisiti i pareri della  Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari.

Sono stati anche prorogati stati d’emergenza già dichiarati nella città di Roma e nelle province di Sassari, Olbia e Tempio (strada statale SS-OL) per problemi legati al  traffico ed alla mobilità, nonché nella Provincia de L’Aquila e nell’intera Regione Abruzzo per il terremoto del 6 aprile 2009.

Ecco, di seguito, i provvedimenti più rilevanti:

IVA

Da settembre 2012 potranno essere aumentate le aliquote dell’Iva.

A decorrere dal 1° settembre 2012 le aliquote Iva del 10% e del 21% sono incrementate di 2 punti percentuali. A decorrere dal 1° gennaio 2014 le predette aliquote sono ulteriormente incrementate di 0,5 punti percentuali.

IRAP

Introdotta la piena deducibilità dell’Irap sul costo del lavoro, ai fini Ires e Irpef.

ACE

Per  rafforzare la struttura patrimoniale delle imprese si prevede che, ai fini della determinazione del reddito complessivo netto dichiarato, sia ammesso in deduzione un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, il quale ( rendimento nozionale del nuovo capitale proprio) viene valutato mediante applicazione dell’aliquota percentuale, individuata con provvedimento entro il 31 gennaio di ogni anno, alla variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio.

La parte del rendimento nozionale che supera il reddito complessivo netto dichiarato verrà computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi.

Il capitale proprio esistente alla chiusura dell’esercizio in corso nel primo anno di applicazione della disposizione è costituito dal patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, senza tener conto dell’utile del medesimo esercizio.

Rilevano come variazioni in aumento i conferimenti in denaro nonché gli utili accantonati a riserva ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili; come variazioni in diminuzione:

– Le riduzioni del patrimonio netto con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti;

– gli acquisti di partecipazioni in società controllate;

– gli acquisti di aziende o di rami di aziende.
Gli incrementi derivanti da conferimenti in denaro rilevano a partire dalla data del versamento; quelli derivanti dall’accantonamento di utili a partire dall’inizio dell’esercizio in cui le relative riserve sono formate.

I decrementi rilevano a partire dall’inizio dell’esercizio in cui si sono verificati.

Per le aziende e le società di nuova costituzione si considera incremento tutto il patrimonio conferito.

IMU

Dal 2012, in via sperimentale, verrà introdotta l’IMU (imposta municipale) con aliquota ordinaria del 7,6 per mille e ridotta al 4 per mille per l’abitazione principale.

I titolari di una sola abitazione potranno, inoltre, usufruire anche di una detrazione fino a concorrenza del suo ammontare di € 200,00.

I comuni potranno decidere di elevare tale soglia “fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio”; la rivalutazione del valore immobiliare modulata per tipologia di edificio: Resta ferma la rivalutazione delle rendite catastali nella misura del 5 per cento, ma è previsto l’innalzamento dei moltiplicatori per la determinazione del valore dei fabbricati e terreni da utilizzare per il calcolo delle imposte.

MOLTIPLICATORI CATASTALI

Viene previsto un aumento dei moltiplicatori da utilizzare per il calcolo del valore degli immobili (60% per i gruppi A, B e C).

TASSA SUL LUSSO

Da gennaio 2012 entrerà in vigore una addizionale erariale sul bollo auto di 20 euro per ogni Kw di potenza superiore ai 170 Kw da applicare alle autovetture immatricolate dal 2009; è inoltre confermata la tassa per lo stazionamento di imbarcazioni ed aeromobili privati.

TRACCIABILITÀ PAGAMENTI

Da gennaio 2012 la soglia per l’uso del denaro contante verrà ridotta a € 1.000 euro, dagli attuali € 2.500,00.

CAPITALI “SCUDATI

Viene previsto un prelievo una-tantum del 1,5% sui capitali che hanno usufruito dello scudo fiscale.

FONDO GARANZIA PMI

Viene finanziato per 300 milioni di euro il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

PENSIONI

Da gennaio 2012 estensione del metodo contributivo a tutti, uscita anticipata solo con 42 anni di versamenti, aumento dell’età di vecchiaia per le donne del settore privato, abolizione delle finestre mobili, blocco delle rivalutazioni per gli assegni sopra 935,00 euro.

ADDIZIONALI REGIONALI

Le Regioni potranno incrementare l’addizionale regionale dallo 0,9% all’1,23%.

 

2) Benefici contabili e di controllo fiscale per imprese e professionisti

La cd. “manovra salva Italia”, varata con D.L. per introdurre le norme urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici, nella riunione del Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2011, contiene anche benefici per imprese e professionisti (art. 10).

Difatti, per promuovere la trasparenza e l’emersione di base imponibile, a decorrere dal 1 gennaio 2013, ai soggetti che attività professionale o di impresa in forma individuale (o con le forme associative di cui all’art. 5 del TUIR) verranno riconosciuti i seguenti benefici:

– Semplificazione degli adempimenti amministrativi;

– assistenza negli adempimenti amministrativi da parte dell’Amministrazione finanziaria;

– accelerazione del rimborso o della compensazione dei crediti IVA;

– per i contribuenti non soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore, esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici;
e) riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento fiscale, tranne sia avvenuta violazione che comporta obbligo di denuncia per uno dei reati previsti dal DLgs n. 74/2000.

I suddetti benefici spettano a condizione che il contribuente:

a) provveda all’invio telematico all’amministrazione finanziaria dei corrispettivi, delle fatture emesse e ricevute e delle risultanze degli acquisti e delle cessioni non soggetti a fattura;

b) istituisca un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all’attività artistica, professionale o di impresa esercitata.

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate verranno individuati i benefici con particolare riferimento agli obblighi concernenti l’Iva e gli adempimenti dei sostituti d’imposta.

In particolare, col provvedimento potrà essere previsto:

– Predisposizione automatica da parte dell’Agenzia delle entrate delle liquidazioni periodiche IVA, dei modelli di versamento e della dichiarazione IVA, eventualmente previo invio telematico da parte del contribuente di ulteriori informazioni necessarie;

– predisposizione automatica da parte dell’Agenzia delle entrate del modello 770 semplificato, del modello CUD e dei modelli di versamento periodico delle ritenute, nonché gestione degli esiti dell’assistenza fiscale, eventualmente previo invio telematico da parte del sostituto o del contribuente delle ulteriori informazioni necessarie;

– soppressione dell’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscale;

– anticipazione del termine di compensazione del credito IVA, abolizione del visto di conformità per compensazioni superiori a 15.000 euro ed esonero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi IVA.

Vantaggi per soggetti non in ordinaria

A coloro che non sono in regime di contabilità ordinaria e che rispettano le condizioni normative verranno riconosciuti anche i seguenti benefici:

– Determinazione del reddito IRPEF secondo il criterio di cassa e predisposizione in forma automatica da parte dell’Agenzia delle entrate delle dichiarazioni IRPEF ed IRAP;

– esonero dalla tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP e dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili;

– esonero dalle liquidazioni, dai versamenti periodici e dal versamento dell’acconto ai fini IVA.

Con uno o più provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro 180 giorni verranno disciplinte le relative disposizioni di attuazione.
Tali disposizioni potranno essere fruite previa opzione da esercitare nella dichiarazione dei redditi presentata nel periodo d’imposta precedente a quello di applicazione delle medesime.

Il contribuente potrà adempiere agli obblighi previsti direttamente o per il tramite di un intermediario abilitato.

 

3) Benefici contabili e fiscali per i soggetti sottoposti agli studi di settore

La cd. “manovra salva Italia”, varata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 dicembre, contiene anche benefici per i contribuenti che sono soggetti agli studi di settore (art. 10).

Nei confronti dei contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore che dichiarano, anche per effetto dell’adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dell’applicazione degli studi medesimi:
Saranno preclusi gli accertamenti basati sulle presunzioni semplici (di cui all’art. 39, comma 1, lettera d, secondo periodo, del D.P.R. n. 600/1973, e all’art. 54, comma 2, ultimo periodo, del D.P.R. n. 633/1972);

– verranno ridotti di un anno i termini di decadenza per l’attività di accertamento fiscali (art. 43, comma 1, del D.P.R. n. 600/1972 e dall’art. 57, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972); la disposizione non si applica in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell’art. 331 del codice di procedura penale per uno dei reati previsti dal D.Lgs. 2000, n. 74/2000;
– la determinazione sintetica del reddito complessivo di cui all’art. 38 del D.P.R. n. 600/1973, verrà ammessa solo se il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno 1/3 quello dichiarato.

I benefici si applicano purché:

– Il contribuente abbia regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, indicando fedelmente tutti i dati previsti;

– sulla base dei dati indicati fedelmente, la posizione del contribuente risulti coerente con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio di settore o degli studi di settore applicabili.

Con riguardo ai contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore (ai sensi dell’art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146) per i quali non si possano applicare tali disposizioni, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza destineranno parte della capacità operativa alla effettuazione di specifici piani di controllo, articolati su tutto il territorio in modo proporzionato alla numerosità dei contribuenti interessati e basati su specifiche analisi del rischio di evasione che tengano anche conto delle informazioni presenti nella apposita sezione dell’anagrafe tributaria.

Abrogazioni

Vengono abrogati:

Il comma 4-bis dell’art. 10 e l’art. 10-ter della legge 8 maggio 1998, n. 146.

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, sentite le associazioni di categoria, potranno essere differenziati i termini di accesso alla disciplina tenuto conto del tipo di attività svolta dal contribuente. Con lo stesso provvedimento verranno attuate dette disposizioni.

Le novità si applicano dal Modello Unico 2012 per l’anno 2011

Le novità si applicano per le dichiarazioni relative all’annualità 2011 ed a quelle successive.

Mentre per le attività di accertamento effettuate sulle annualità antecedenti il 2011 continua ad applicarsi quanto previsto dal previgente comma 4-bis dell’art.10 e dall’art. 10-ter della legge 8 maggio 1998, n. 146.

 

4) Verifica del canone RAI: Le imprese dovranno indicare i dati dell’abbonamento nel Modello Unico

Sulla base di quanto dispone l’art. 17 della “manovra salva Italia”, varata dal Consiglio dei Ministri il 04 dicembre 2011, le imprese e le società, ai sensi di quanto previsto dal TUIR, nella relativa dichiarazione dei redditi, dovranno indicare il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione la categoria di appartenenza ai fini dell’applicazione della tariffa di abbonamento radiotelevisivo speciale, nonché gli altri elementi che saranno eventualmente indicati nel provvedimento di approvazione del modello per la dichiarazione dei redditi, ai fini della verifica del pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale.

 

5) Riallineamento delle partecipazioni esteso al 2011

In base all’art. 20 del cd. Decreto salva Italia (approvato dal governo il 4 dicembre 2011), denominato riallineamento partecipazioni, si dispone che la disposizione del comma 12 dell’art. 23 del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 (cd. prima manovra estiva), si applica anche alle operazioni effettuate nel periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2011.

Il versamento dell’imposta sostitutiva è dovuto in un’unica rata da versare entro il termine di scadenza dei versamenti a saldo delle imposte sui redditi dovute per i periodi d’imposta 2012 e 2013.

Gli effetti del riallineamento decorrono dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014.

Si applicano, ove compatibili, le modalità di attuazione disposte con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 22 novembre 2011.

Il riallineamento dei valori fiscali di avviamento, marchi e altre attività immateriali ai valori contabili a seguito di operazioni straordinarie (pagando l’imposta sostitutiva del 16%) era stato esteso anche:

– ai maggiori valori delle partecipazioni di controllo (quelle incluse nel consolidamento), iscritte a seguito dell’operazione straordinaria a titolo di avviamento, marchi o altre attività immateriali. L’importo assoggettato ad imposta sostitutiva non rileva ai fini del valore fiscale della partecipazione stessa;

– ai maggiori valori, attribuiti a avviamento, marchi e altre attività immateriali nel bilancio consolidato, delle partecipazioni di controllo acquisite nell’ambito di operazioni di cessione di azienda o di partecipazioni.

 

6) IMU e rivalutazione delle rendite degli immobili

Un parte rilevante del cd. Decreto salva Italia (approvato dal governo Monti il 4 dicembre 2011) è incentrata sull’anticipazione sperimentale dell’imposta municipale propria e rivalutazione delle rendite (art. 13).

In particolare, viene disposto che l’istituzione dell’imposta municipale propria (IMU) viene anticipata, in via sperimentale, già a decorrere dall’anno 2012, e verrà applicata in tutti i comuni italiani fino al 2014 in base agli artt. 8 e 9 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, ed alle seguenti disposizioni.

Per conseguenza l’applicazione a regime dell’imposta municipale propria è fissata al 2015.

L’imposta municipale propria (IMU) ha per presupposto il possesso di immobili, di cui all’art. 2 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 (decreto ICI), compresa l’abitazione principale e le pertinenze della stessa. Per abitazione principale si intende l’immobile nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente.

Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.

La base imponibile dell’IMU propria è, peraltro, costituita dal valore dell’immobile determinato ai sensi dell’articolo 5 del citato decreto ICI.

Inoltre, per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando, all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5%, i seguenti moltiplicatori:
– 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
– 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;

– 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;

– 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D;

– 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, un moltiplicatore pari a 120.
L’aliquota di base dell’imposta è pari allo 0,76%. I comuni con deliberazione del consiglio comunale, adottata ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, possono modificare, in aumento o in diminuzione, l’aliquota di base sino a 0,3 punti percentuali.

L’aliquota è ridotta allo 0,4% per l’abitazione principale e per le relative pertinenze. I comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, la suddetta aliquota sino a 0,2 punti percentuali.

L’aliquota è ridotta allo 0,4% per i fabbricati rurali ad uso strumentale.

I comuni possono ridurre la suddetta aliquota fino allo 0,1%.

I comuni possono ridurre l’aliquota di base fino allo 0,4% nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario, ovvero nel caso di immobili posseduti dai soggetti passivi dell’Ires.

Dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportate al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. I comuni possono stabilire che l’importo di euro 200 può essere elevato, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio. In tal caso il comune che ha adottato detta deliberazione non può stabilire un’aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione. La suddetta detrazione si applica alle unità immobiliari di cui all’art. 8, comma 4 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504.

L’aliquota ridotta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze e la detrazione si applicano anche alle fattispecie di cui all’art. 6, comma 3-bis del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 e i comuni possono prevedere che queste si applichino anche ai soggetti di cui all’art. 3, comma 56, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

 

7) Istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi

A decorrere dal 1° gennaio 2013 verrà istituito in tutti i comuni del territorio nazionale il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni.

Lo stabilisce l’art. 14 del Decreto salva Italia approvato dal Consiglio dei Ministri  il 4 dicembre 2011.

Quale soggetto attivo dell’obbligazione tributaria viene individuato il comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili al tributo.

Il tributo sarà dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.
Saranno escluse dalla tassazione le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni e le aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

Il tributo è dovuto da coloro che occupano o detengono i locali o le aree scoperte con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse.

 In caso di utilizzi temporanei di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, il tributo è dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie.

Nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento del tributo dovuto per i locali ed aree scoperte di uso comune e per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi, gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.

Il tributo sarà corrisposto in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.

La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base dei criteri determinati con regolamento.

Per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, la superficie assoggettabile al tributo è pari all80% della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento.

Nella determinazione della superficie assoggettabile al tributo non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano di regola rifiuti speciali, a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.

La tariffa sarà composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio.

Il comune con regolamento potrà prevedere riduzioni tariffarie, nella misura massima del 30%, nel caso di:

– Abitazioni con unico occupante;

– abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;

–  locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;

– abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero;

– fabbricati rurali ad uso abitativo.

Nelle zone in cui non verrà effettuata la raccolta, il tributo sarà dovuto in misura non superiore al 40% della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita.

Nella modulazione della tariffa verranno assicurate riduzioni per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche.

Alla tariffa verrà applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero.
Il consiglio comunale potrà poi deliberare ulteriori riduzioni ed esenzioni.

Il versamento del tributo comunale per l’anno di riferimento verrà effettuato, in mancanza di diversa deliberazione comunale, in quattro rate trimestrali, scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre, mediante bollettino di conto corrente postale ovvero modello di pagamento unificato.

Fermo restando la possibilità del pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno di ciascun anno.

In caso di omessa presentazione della dichiarazione, si applica la sanzione dal 100% al 200% del tributo non versato.

A decorrere dal 1° gennaio 2013 saranno soppressi tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria, compresa l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza.

 

8) Nuovo Ccnl per i dipendenti degli studi professionali: Circolare della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro

La Circolare della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro
n. 7 del 05 dicembre 2011 si è incentrata sulla sottoscrizione del nuovo Ccnl per i dipendenti degli studi professionali è oggetto di un primo approfondimento da parte della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con particolare riferimento alle prestazioni rese dagli Enti Bilaterali.

Lo scorso 29 novembre è stato siglato il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale degli studi professionali in cui sono contenute diverse novità.

Particolare interesse ha suscitato la parte del CCNL in cui è regolamentata l’iscrizione all’ente bilaterale di settore E.BI.PRO. e il relativo finanziamento.

(Circolare della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, n. 7 del 05.12.2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

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