Novità fiscali del 30 agosto 2011 tra cui le novità in materia di lavoro, bancarotta e mediazione

attività usuranti: valida istanza incompleta all’INPS per prepensionamento; sicurezza degli impianti sportivi: decreto in G.U. che definisce i servizi degli steward; voucher: accordo INPS/Banche Popolari per l’erogazione; manovra di ferragosto: le novità in materia di lavoro; azienda in perdita: bancarotta se l’imprenditore persiste; mediazione: minimi derogabili

 

 Indice:

 1) Attività usuranti: Valida istanza incompleta all’Inps per prepensionamento

 2) Sicurezza degli impianti sportivi: Decreto in G.U. che definisce i servizi degli steward

 3) Voucher: Accordo Inps/Banche Popolari per l’erogazione

 4) Manovra di ferragosto: Le novità in materia di lavoro

 5) Azienda in perdita: Bancarotta se l’imprenditore persiste

 6) Mediazione: Minimi derogabili  

1) Attività usuranti: Valida istanza incompleta all’Inps per prepensionamento

E’ valida l‘istanza all’Inps di riconoscimento del beneficio del prepensionamento per attività usurante presentata incompleta della documentazione, se integrata entro il termine ultimo del 30 settembre.

L’istanza, inoltre, è utile ai fini della priorità di accesso in caso di esaurimento di risorse.

La precisazione è arrivata dall’Inps ed è contenuta in due messaggi (nn. 16762 e 12693 del 25 agosto 2011) con i quali ha fornito le prime istruzioni operative ai benefici pensionistici per lavoro usurante, in vista del primo appuntamento fissato alla fine del prossimo mese (D.Lgs n. 67/2011).

L’Inps ha anche diffuso il modello AP45, da utilizzare per le richieste (disponibile anche su internet).

L’Inps ha spiegato che la domanda può essere presentata anche incompleta di tutta la documentazione, con riserva d’integrazione entro il 30 settembre 2011. Ciò al fine di assicurare, al lavoratore, un eventuale ordine di priorità all’accesso al beneficio, laddove si rendesse necessario ridurre la platea dei beneficiari per scarsità delle risorse finanziarie (art. 3 del D.Lgs. n. 67/2011). In tal caso, infatti (la disponibilità è di 312 milioni per il 2011, di 350 milioni per il 2012 e di 383 milioni dal 2013), è attribuita priorità di accesso in ragione della maturazione dei requisiti agevolati e, a parità di questi, in ragione della data di presentazione della domanda.

Peraltro, la richiesta del beneficio può arrivare anche dai lavoratori dipendenti che abbiano svolto lavori faticosi e pesanti e che raggiungano il diritto alla pensione di anzianità con il cumulo della contribuzione versata in una gestioni dei lavoratori autonomi.

In tal caso, però, per lo sconto dei requisiti per la pensione, si fa riferimento ai lavoratori autonomi.

 

 

 

 

2) Sicurezza degli impianti sportivi: Decreto in G.U. che definisce i servizi degli steward

Manifestazioni sportive, nuovi compiti di P.S. per gli steward. Il Ministero dell’Interno, con il D.M. del 28 luglio 2011, pubblicato nella G.U. n. 197 del 25 agosto 2011, ha definito i nuovi servizi ausiliari dell’attività di polizia che possono essere espletati dagli steward negli impianti sportivi.

Si tratta di nuovi servizi ausiliari per i quali non è richiesto l’impiego di pubbliche potestà o l’impiego di personale delle forze di polizia, tenuto conto di quanto emerso con riferimento ai medesimi servizi già espletati da soggetti privati appositamente autorizzati.

Attestazione al personale ausiliario

L’attestazione è revocata, anche su richiesta del Questore della provincia interessata, quando è accertata la perdita dei requisiti minimi formativi.

Nuovi compiti degli steward

Il personale ausiliario deve segnalare all’interessato la facoltà di depositare oggetti che non possono essere introdotti all’interno dell’impianto sportivo, in appositi contenitori installati nei pressi dei varchi d’ingresso e messi a disposizione dalla società organizzatrice della competizione sportiva, d’intesa con il proprietario dell’impianto, se diverso, in attuazione di apposite linee guida definite dall’Osservatorio sulle manifestazioni sportive.

Agli steward possono essere affidati i seguenti ulteriori servizi ausiliari dell’attività di polizia per il cui espletamento non è richiesto l’esercizio di pubbliche potestà o l’impiego operativo di appartenenti alle forze di polizia:

a) controllo, anche attraverso controlli a campione manuali dell’abbigliamento e delle cose portate dai soggetti che accedono all’impianto sportivo, mediante la tecnica del pat-down, quando tale modalità di controllo si rende necessaria al fine di evitare l’introduzione all’interno dell’impianto sportivo di oggetti, strumenti e materiali illeciti, proibiti, atti ad offendere o comunque pericolosi per la pubblica incolumità;

b) attività di prefiltraggio e filtraggio, anche attraverso il concorso nelle procedure di primo intervento che non comporti l’esposizione a profili di rischio, quando tale modalità di intervento si rende necessaria per evitare indebiti accessi nell’impianto sportivo attraverso lo scavalcamento dei varchi d’ingresso, ovvero a prevenire o interrompere condotte o situazioni potenzialmente pericolose per l’incolumità o la salute delle persone, fermo restando l’obbligo di immediata segnalazione alle forze di polizia cui, a richiesta, deve essere prestata la massima collaborazione.

I servizi ausiliari, che possono essere affidati agli steward nell’ambito delle linee guida e delle misure definite dall’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, possono essere svolti dagli steward, preventivamente individuati, che hanno acquisito una specifica attestazione nell’ambito dei corsi di formazione, previo assenso del questore e sotto la costante supervisione degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza preposti agli specifici servizi.

 

 

 

3) Voucher: Accordo Inps/Banche Popolari per l’erogazione

L’Inps e l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (ICBPI) hanno sottoscritto una convenzione per l’erogazione dei voucher attraverso il canale bancario nazionale.

L’utilizzo del canale bancario nell’erogazione dei voucher permetterà una gestione dell’emissione dei buoni lavoro e dei pagamenti dei compensi sicura e rapida, nonché la possibilità di beneficiare delle sinergie con i prodotti e servizi più tradizionali. Banca Popolare di Sondrio (BPS) e Banca Popolare Emilia Romagna (BPER) saranno i primi istituti di credito ad offrire il servizio.

BPS, a partire dal 1° agosto 2011, metterà a disposizione l’intera rete di 296 sportelli. BPER, a partire da settembre, inizierà con gli 83 che incidono sul territorio delle provincie di Bologna, Modena e, nei tre mesi successivi, estenderà il servizio all’intera rete di 382 sportelli.

In prospettiva, l’accordo con l’ICBPI consentirà l’accesso al servizio attraverso una rete di 10mila sportelli bancari. «Si amplia la rete distributiva dei buoni lavoro e questo è un fatto positivo – ha commentato il Presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – oltre alle nostre sedi e alla rete delle tabaccherie aderenti alla FIT, oggi anche il circuito bancario offre i suoi sportelli per acquistare e per incassare i voucher.

Gli ottimi risultati ottenuti in questi primi tre anni di utilizzo di questo servizio potranno moltiplicarsi per garantire sempre più il contrasto al lavoro nero e sommerso e per assicurare sul fronte previdenziale e assistenziale anche i lavoratori che svolgono attività occasionali».

(Inps, nota del 25 agosto 2011)

 

 

 

4) Manovra di ferragosto: Le novità in materia di lavoro

Riguardo la manovra bis varata a ferragosto, il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, con la nota del 29 agosto 2011, ha fornito la seguente sintesi di talune novità (parcelle e sanzioni per mancata emissione, tracciabilità dei pagamenti, festività e molto altro) contenute nel D.L. 138/2011, alcune già in vigore dal 13 agosto scorso.

E’ stato pubblicato in G.U. il Decreto legge n. 138/11 (manovra bis di ferragosto) che individua ulteriori ed immediate misure per la stabilizzazione finanziaria, per favorire lo sviluppo, a sostegno dell’occupazione, per la riduzione dei costi degli apparati istituzionali, nonché in materia di liberalizzazione di attività economiche.

Queste di seguito sono le principali novità in materia di lavoro.

Pensioni (art. 1, comma 20) allineamento dell’età

Dal 2016 allineamento graduale dell’età pensionabile delle donne lavoratrici del settore privato ai livelli già previsti per le donne lavoratrici del settore pubblico (65 anni).

Festività civili (art. 1, comma 24) entro il 30 novembre il calendario del 2012

Dal 2012 con Dpcm, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato (non religiose) e le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni in modo che le stesse cadano il venerdì precedente o il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva o coincidano con la domenica.

Contributo di solidarietà (art. 2 commi 1 e 2) per redditi oltre i 90.000 euro

Un decreto dell’Economia renderà operativo il contributo di solidarietà entro il termine fissato al 30 settembre 2011.

ntro tale data, si dovrà mettere a punto il provvedimento che assoggetterà fino al 2013 a un prelievo aggiuntivo del 5% i redditi superiori a 90 mila euro e del 10% i redditi eccedenti i 150 mila euro.

Il decreto dovrà provvedere anche al coordinamento normativo con le abrogate disposizioni che già prevedevano il contributo a carico dei dipendenti pubblici (D.L. n. 78/2010).

Il contributo di solidarietà è deducibile dal reddito complessivo.

Soglia di tracciabilità (art. 2 comma 4) utilizzo contanti solo fino a 2.500 euro

Vengono introdotte dal 13 agosto nuove misure restrittive che limitano l’uso del contante e dei titoli al portatore.

La soglia del trasferimento del contante passa da 5.000 a 2.500 euro. Ne deriva che pagamenti di fatture (Iva compresa), i finanziamenti tra soci e società, i trasferimenti infragruppo, la distribuzione di utili ai soci, i pagamenti relativi a contratti (comprese le caparre) possono essere effettuate in contanti solo se complessivamente (o per singola rata) i singoli trasferimenti risultino inferiori a 2.500 euro.

Gli assegni bancari, postali e quelli circolari da 2.500 euro in su dovranno essere emessi con il nome e la ragione sociale del beneficiario e la clausola di intrasferibilità.

Parcelle (art.2 comma 5) mancata emissione e sospensione dall’Ordine

Qualora siano state contestate a carico di soggetti iscritti agli ordini professionali, nel corso di 5 anni, 4 distinte violazioni dell’obbligo di emettere la parcella compiute in giorni diversi, è disposta la sospensione dall’ordine per un periodo da 3 giorni ad un mese.

In caso di recidiva, la sospensione è disposta per un periodo da 15 giorni a 6 mesi. Il provvedimento di sospensione è immediatamente esecutivo.

Gli atti di sospensione sono comunicati all’ordine professionale affinché ne sia data pubblicazione sul relativo sito internet.

Nel caso in cui tali violazioni siano commesse nell’esercizio in forma associata di attività professionale, la sanzione si applica a tutti gli associati (modifica all’art.12 D.Lgs. n. 471/1997).

Viene ricordato che il provvedimento di sospensione dall’Ordine comporta la decadenza del professionista da funzioni di revisore dei conti, componente di collegi sindacali, ausiliario del giudice, curatore fallimentare, perito, ecc.

Professioni (art. 3 comma 5) dall’accesso all’Ordine alla tariffa: nuovi principi cardine

Fermo restando l’esame di Stato di cui all’art. 33 comma 5 della Costituzione per l’accesso alle professioni regolamentate, gli ordinamenti professionali devono garantire che l’esercizio dell’attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l’effettiva possibilità di scelta degli utenti nell’ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti.

Gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per recepire una serie di principi:

– l’accesso alla professione è libero e il suo esercizio è fondato e ordinato sull’autonomia e sull’indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista;

– l’obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali (la violazione comporta illecito professionale);

– la disciplina del tirocinio per l’accesso alla professione deve conformarsi a criteri che garantiscano l’effettivo svolgimento dell’attività formativa e il suo adeguamento costante all’esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione (con corresponsione di un equo compenso di natura indennitaria);

– pattuizione scritta del compenso all’atto del conferimento dell’incarico, ammessa la pattuizione dei compensi anche in deroga alle tariffe.

Il professionista è tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico.

In caso di mancata determinazione consensuale del compenso, quando il committente è un ente pubblico, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, o nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell’interesse dei terzi si applicano le tariffe professionali stabilite con decreto dal ministro della Giustizia;

– il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale;

– la pubblicità informativa, con ogni mezzo, avente a oggetto l’attività professionale, le specializzazioni e i titoli professionali posseduti, la struttura dello studio ed i compensi delle prestazioni, è libera. Le informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere equivoche, ingannevoli, denigratorie.

Contratti aziendali e territoriali (art. 8) erga omnes

Prevista apposita norma che stabilisce che i contratti aziendali e territoriali che derogano a quelli nazionali sono estesi “erga omnes”.

Possibili anche deroghe alle norme di legge quando non interessano diritti fondamentali del lavoro che rimangono intangibili ed elencati le materie che possono essere oggetto di specifiche intese.

I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda, possono realizzare specifiche intese finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all’avvio di nuove attività.

Collocamento obbligatorio (art. 9) modifiche alla legge 68/99

Sostituito il comma 8 dell’art. 5 della Legge n. 68/1999 sul diritto al lavoro dei disabili.

La modifica prevede che i datori di lavoro privati che occupano personale in diverse unità produttive e i datori di lavoro privati di imprese che sono parte di un gruppo possono assumere in una unità produttiva o, ferme restando le aliquote d’obbligo di ciascuna impresa, in una impresa del gruppo avente sede in Italia, un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento mirato superiore a quello prescritto, portando in via automatica le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti nelle altre unità produttive o nelle altre imprese del gruppo aventi sede in Italia.

I datori di lavoro privati che si avvalgono di tale facoltà trasmettono in via telematica a ciascuno dei servizi provinciali competenti il prospetto con le richieste di avviamento dal quale risulti l’adempimento dell’obbligo a livello nazionale.
Formazione continua (art. 10) fondi regionali e territoriali

Si interviene sull’art. 118, comma 1, della Finanziaria 2011 relativo ai fondi interprofessionali per la formazione continua, prevedendo che tali fondi si possano articolare regionalmente o territorialmente e che possano, inoltre, utilizzare parte delle risorse a essi destinati per misure di formazione a favore di apprendisti e collaboratori a progetto.

Tirocini (art. 11) durata massima di 6 mesi e attivabili solo entro 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio

I tirocini formativi e di orientamento possano essere promossi solo da soggetti in possesso degli specifici requisiti preventivamente determinati dalle normative regionali in funzione di idonee garanzie all’espletamento delle iniziative medesime.

Fatta eccezione per i disabili, gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti e i condannati ammessi a misure alternative di detenzione, i tirocini formativi e di orientamento non curriculari non possono avere una durata superiore a sei mesi, proroghe comprese, e possono essere promossi unicamente a favore di neo-diplomati o neo-laureati entro e non oltre dodici mesi dal conseguimento dei relativo titolo di studio.

Caporalato (art. 12) regole per contrastare il lavoro irregolare

Chiunque svolga un’attività organizzata di intermediazione, reclutando manodopera o organizzandone l’attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, mediante violenza, minaccia, o intimidazione, approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori, verrà punito con la reclusione da 5 a 8 anni e con la multa da mille a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

La norma specifica i 4 indici di sfruttamento e le aggravanti che comportano l’aumento della pena.

 

5) Azienda in perdita: Bancarotta se l’imprenditore persiste

Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32899 del 26 agosto 2011, rischia la condanna per bancarotta (per aggravamento del dissesto) l’imprenditore che continua caparbiamente a finanziare con mezzi propri la società in perdita senza valutare le reali prospettive e pregiudicando, così, gli interessi dei creditori.

La Suprema Corte ha, così confermato la condanna per bancarotta nei confronti di due imprenditori che, fin dal primo anno di attività, avevano finanziato l’azienda in perdita con mezzi propri, ma il dissesto finanziario dell’impresa continuava ad aumentare e così i debiti. Infine, era scattato il fallimento e quindi le accuse per bancarotta.

Non sono serviti i versamenti di fondi personali dei soci che, in quanto avvenute sotto forma di finanziamento e non di aumento del capitale avevano ulteriormente aggravato la posizione debitoria della società divenuta per questo motivo irrecuperabile.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 32899 del 26 agosto 2011)

 

 

 

6) Mediazione: Minimi derogabili

Gli organismi della mediazione civile e commerciale possono derogare il minimo della tabella ministeriale sulle indennità.

Lo ha previsto il D.M. n. 145 del 6 luglio 2011,pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 197 del 25 agosto 2011 (si veda l’articolo sulle novità fiscali del giorno successivo), appena entrato in vigore, correttivo e modificativo del regolamento n. 180/2010, nonché attuativo del D.Lgs. n. 28/2010.

Ecco le novità previste dal Decreto:

Requisiti dei mediatori

Gli organismi di mediazione devono disporre di mediatori con rinforzati requisiti.

In particolare i mediatori devono avere seguito una specifica formazione e uno specifico aggiornamento almeno biennale.

Formazione e aggiornamento devono essere acquisiti presso gli enti di formazione abilitati.

Inoltre, i mediatori nel biennio di aggiornamento devono partecipare a un tirocinio assistito, consistente nella partecipazione ad almeno venti casi di mediazione svolti presso organismi iscritti.

Per questo viene prescritto che l’organismo di mediazione è obbligato a consentire gratuitamente il tirocinio assistito.

È prevista la riformulazione del regime transitorio, consentendo la possibilità per i mediatori di esercitare, nelle more della acquisizione dei requisiti richiesti, per un anno.

Mediazione obbligatoria

Il regolamento correttivo prevede che nei casi di mediazione obbligatoria (e cioè condizione di procedibilità), il mediatore deve svolgere l’incontro con la parte richiedente anche in mancanza di adesione della parte chiamata in mediazione.

La segreteria dell’organismo potrà rilasciare attestato di conclusione del procedimento solo all’esito del verbale di mancata partecipazione della medesima parte chiamata e mancato accordo, formato dal mediatore.

In sostanza non basta, ai fini del rispetto della condizione di procedibilità, avere semplicemente inviato una istanza di mediazione, dovendo comunque andare alla prima seduta.

I regolamenti degli organismi di mediazione devono essere adeguati, oltre che al criterio ora illustrato, anche a un altro principio: Devono essere fissati criteri inderogabili per l’assegnazione degli affari di mediazione predeterminati e rispettosi della specifica competenza professionale del mediatore designato, desunta anche dalla tipologia di laurea universitaria posseduta.

Pertanto, si devono assegnare le mediazioni secondo criteri prefissati e si deve fare ricorso alla competenza specifica del mediatore.

Tariffe

Il sistema delle tariffe viene modificato negli aumenti e diminuzioni.

In particolare, in caso di successo della mediazione il compenso aumenta, in quanto deve essere aumentato in misura non superiore a un quarto.

Nelle materie di conciliazione obbligatoria il compenso deve essere ridotto di un terzo per i primi sei scaglioni, e della metà per i restanti. A ciò si applica la riduzione quando nessuna delle controparti di quella che ha introdotto la mediazione, partecipa al procedimento; ma non si applica alcun altro aumento se non quello previsto per l’ipotesi di successo della mediazione.

E’ stata inserita una sorta di progressività con un abbattimento maggiore per le controversie di più alto valore, difatti, i primi sei scaglioni arrivano fino a 500 mila euro.

Quando, poi, nessuna delle controparti di quella che ha introdotto la mediazione, partecipa al procedimento si prevede la riduzione a euro 40 per il primo scaglione e a euro 50 per tutti gli altri scaglioni.

Viene poi precisatop che gli importi minimi delle indennità per ciascuno scaglione di riferimento sono derogabili.

Quindi si può scendere sotto il minimo e questo legittima le convenzioni tra organismi e associazioni ed enti a oggetto la determinazione di condizioni agevolate.

Infine, sono cambiate le regole per la determinazione del valore della lite: Se il valore risulta indeterminato o indeterminabile, o si riscontra una notevole divergenza tra le parti sulla stima del valore, l’organismo decide il valore di riferimento, sino al limite di euro 250.000, e lo comunica alle parti.

In ogni caso, tuttavia, se all’esito del procedimento di mediazione il valore risulta diverso, l’importo dell’indennità è dovuto secondo il corrispondente scaglione di riferimento.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

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