Esonero dalla presentazione del Modello I.R.A.P. 2011 e da versamento

 

I contribuenti soggetti all’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (I.R.A.P.), devono determinare la relativa imposta dovuta per l’esercizio 2010 per poi effettuarne il versamento alla Regione o Provincia autonoma nella quale è stato realizzato il valore della produzione.

Peraltro, l’I.R.A.P. si applica sul “valore della produzione netta” derivante dall’attività esercitata nel territorio della Regione o provincia autonoma.

In particolare, l’I.R.A.P. (D.Lgs. n. 446 del 1997) si determina tenuto conto delle disposizioni introdotte per ultimo dalla Legge n. 244 del 24.12.2007.

Il modello IRAP 2011, rispetto a quello dello scorso anno, non ha subito sostanziali modifiche.

La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con le sentenze n. 12108, n. 12109, n. 12110 e n. 12111 del 12.05.2009, ha esteso agli agenti di commercio ed ai promotori finanziari le considerazioni che, per il passato, consentivano a taluni esercenti arti e professioni (professionisti) di non essere assoggettati a Irap.

Per ultimo, l’ordinanza della Cassazione n. 15249 del 2010 ha compreso nell’esonero da IRAP anche gli artigiani e le piccole imprese.

Professionisti ed imprenditori, secondo le Entrate, devono, sostanzialmente, possedere alcune caratteristiche proprie dei cd. contribuenti minimi.

Esonero da Irap

Le istruzioni al modello IRAP 2011, quindi, continuano a non riportare nulla riguardo l’annosa questione dell’esonero da I.R.A.P., eppure, ormai, la stessa Amministrazione finanziaria ha ammesso tale circostanza.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha preso atto delle decisioni di giurisprudenza favorevoli ai contribuenti, prima con la circolare n. 45/E del 2008 ed in seguito con la circolare n. 28/E del 2010.

Il requisito determinante per l’esonero da IRAP (non assoggettamento a tale imposta) è la mancanza dell’autonoma organizzazione.

Il concetto di “attività autonomamente organizzata” attribuito dalla giurisprudenza, risulta mancante qualora:

– il reddito prodotto derivi solo dal proprio lavoro;

– venga accertato l’impiego di beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile (non risulta eccedente, il possesso di computer, dello studio professionale, meglio ancora se sia detenuto in affitto, di automezzo, di piccole attrezzature, e cosi via);

– sia accertata l’assenza di personale (in particolare, di lavoro altrui non meramente occasionale).

Come comportarsi riguardo gli adempimenti dichiarativi e di versamento

La sussistenza del requisito (fondamentale) della mancanza di autonoma organizzazione porta ad escludere l’assoggettamento ad IRAP dei contribuenti.

Le scelte che può tenere, quindi, il contribuente, in sede di adempimento dichiarativo ai fini IRAP, sono principalmente due:

Compilare la Dichiarazione Irap 2011, versare il tributo e poi presentare l’istanza di rimborso (a parte i tempi lunghi di questa scelta, occorre tenere presente che difficilmente l’Erario procede a rimborsare pacificamente ed in maniera automatica; nessuna circolare delle Entrate, già emessa o che verrà emessa in seguito, può assicurare, che avvenga poi il rimborso automatico). E’ il contribuente che deve dimostrare di avere diritto a tale rimborso (quindi, l’onere della prova è a carico dello stesso contribuente);

non compilare la dichiarazione Irap 2011 e, quindi, non pagare (è la scelta più conveniente per il contribuente, a parte l’esposizione alle possibili successive sanzioni dell’Erario). Secondo dottrina, in tale caso è l’ufficio che deve dimostrare, con avviso di accertamento, la sussistenza dei presupposti per l’applicazione dell’IRAP (quindi, l’onere della prova è a carico dell’ufficio).

Accertamento del requisito della mancanza di autonoma organizzazione

Riguardo a come accertare il requisito della mancanza di autonoma organizzazione (da valutare caso per caso), l’Agenzia delle Entrate (in prima battuta), o in sede di contenzioso, il giudice di merito, procedono al controllo delle dichiarazioni presentate (Modello Unico o Modello degli Studi di settore), in particolare, si procede:

– Ad esaminare le dichiarazioni, con specifico riguardo al contenuto del quadro concernente i redditi di lavoro autonomo (quadro RE per i professionisti, quadro RG per le imprese in contabilità semplificata, altri dati per quelle in contabilità ordinaria, tra cui i dati del bilancio d’esercizio), per verificare la fondatezza della richiesta del contribuente;

all’esame, dai modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, del personale addetto all’attività, di ulteriori elementi utili, di altre informazioni;

– ad esaminare eventuale documentazione di cui dispone l’ufficio, comprese le informazioni emerse nell’attività di controllo a carico del ricorrente o anche di terzi (ad ed. a seguito di ricerche dall’analisi di contratti registrati).

– al controllo sui beni strumentali (con l’eventuale richiesta di potere esaminare il registro dei beni ammortizzabili o, in mancanza, del registro delle fatture d’acquisto).

L’accertamento del requisito viene fatto per singolo periodo d’imposta, potendo il contribuente, ovviamente, modificare nel tempo la struttura organizzativa.

Studio di consulenza fiscale: Dichiarazione da farsi rilasciare dai propri clienti interessati a fruire dell’esonero da IRAP

Dopo avere esposto tale problematica ai propri clienti, una volta che hanno deciso (dopo attenta valutazione di tutte le componenti necessarie) che non sono tenuti a presentare il Modello IRAP 2011, è opportuno che lo studio di consulenza fiscale proceda a fare sottoscrivere a detti clienti la seguente dichiarazione

                                             Fac simile

Il sottoscritto _____  , nato a_____   il_____ e residente a____ ,in via ______, n. ___, cod. fiscale/partita IVA ______________in qualità di   professionista/imprenditore, premesso che è stato informato della vicenda giurisprudenziale in merito alla debenza IRAP per l’attività esercitata, del significato attribuito al concetto di “attività autonomamente organizzata” attribuito dalla giurisprudenza, dichiara di svolgere la propria attività senza autonoma organizzazione e, pertanto, di non essere soggetto passivo dell’Irap.

Pertanto, richiede allo studio di consulenza fiscale___________ di:

– non redigere la dichiarazione IRAP 2011 per l’anno 2010;

– non procedere al versamento dell’IRAP per l’anno 2010 ed ai versamenti in acconto per l’anno 2011.

Il sottoscritto è consapevole delle conseguenze di tale scelta e, a tal fine, solleva il suddetto studio di consulenza fiscale_________ da qualunque responsabilità in merito alle eventuali sanzioni tributarie derivanti da tale comportamento.

 

Data___________                     Firma del contribuente______________

 

Ultimo caso: Studio associato ed IRAP

L’esercizio in forma associata di una professione liberale (studio associato tra professionisti) è circostanza di per sé idonea a fare presumere l’esistenza di un’autonoma organizzazione, di conseguenza il reddito di uno studio associato può essere assoggettato a IRAP.

Tuttavia, da tenere presente che, con una sentenza (n. 22386 del 2010), la Corte di Cassazione concede la possibilità di provare l’assenza di autonoma organizzazione dimostrando che il reddito dello studio associato deriva dal solo lavoro professionale dei singoli associati (ma, in tale caso, l’onere della prova è a carico del contribuente richiedente l’esonero da IRAP).

 30 maggio 2011

Vincenzo D’Andò

 

 

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