Novità fiscali del 15 marzo 2011: debiti erariali scaduti: blocco alla compensazione dal 16 marzo; assistenza fiscale: è riservata ai Commercialisti e non ai Consulenti del Lavoro; commissioni provinciali per l’artigianato: delibere non vincolanti dopo tre anni; lavoratori domestici: dall'1 aprile solo comunicazioni online; assistenza fiscale sul Modello 730: circolare “faro” per datori di lavoro, CAF e professionisti; specificità territoriali per le Entrate anche ai fini di prevenzione e recupero dell’evasione;fissati i tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali; pagamento dei debiti erariali mediante compensazione: pronto il modulo di dichiarazione da presentare a Equitalia; software di compilazione della domanda 5 per mille

 






 


Indice:


 


1) Assistenza fiscale: è riservata ai Commercialisti e non ai Consulenti del Lavoro


 


2) Debiti erariali scaduti: Blocco alla compensazione dal 16 marzo


 


3) Commissioni provinciali per l’artigianato: delibere non vincolanti dopo tre anni


 


4) Lavoratori domestici: dal 1° aprile solo comunicazioni online


 


5) Assistenza fiscale sul Modello 730: circolare “faro” per datori di lavoro, Caf e professionisti


 


6) Specificità territoriali per le Entrate anche ai fini di prevenzione e recupero dell’evasione


 


7) Fissati i tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali


 


8) Resoconto delle entrate tributarie: risultati in crescita nel 2010


 


9) Pagamento dei debiti erariali mediante compensazione: pronto il modulo di dichiarazione da presentare a Equitalia


 


10) Software di compilazione della domanda 5 per mille


 


 


1) Assistenza fiscale: è riservata ai Commercialisti e non ai Consulenti del Lavoro


L’assistenza fiscale è una delle attività tipiche dei Commercialisti.


Il Consulente del Lavoro che, pertanto, presta assistenza fiscale commette abuso della professione.


Per lo svolgimento di questo compito occorre una specifica abilitazione che il consulente non possiede.


In particolare, a parere della Cassazione, il Consulente del Lavoro deve limitarsi ad occuparsi dei calcoli relativi alle imposte scaturenti dalla liquidazione dei dipendenti (buste paghe, dichiarazione dei sostituti d’imposta e cosi via).


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 10100 del 11/03/2011.


A tal fine, il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, con la nota del 14/03/2011 ha precisato che: “Sarebbe bastato leggere tutta la normativa vigente per evitare di emettere una sentenza sbagliata. Non a caso è l’unica che va in controtendenza”.


Questo il primo commento della presidente del Consiglio Nazionale Marina Calderone, alla sentenza n. 10100/2011 della Cassazione che limiterebbe la competenza fiscale dei consulenti del lavoro.


Annunciata la convocazione straordinaria (per il 19/3/2011) del Consiglio Nazionale, estesa ad Ancl e Enpacl, per decidere le azioni conseguenti. All’orizzonte le autodenunce per esercizio abusivo della professione.


 


 


2) Debiti erariali scaduti: Blocco alla compensazione dal 16 marzo


Da domani (16/03/2011) parte il primo appuntamento per il blocco delle compensazioni.


A tal fine, l’Agenzia delle Entrate, qualche giorno prima, ha fornito i chiarimenti necessari per comprendere l’esatto ambito applicativo della limitazione introdotta dalla manovra estiva.


In particolare, ci ha pensato con la circolare n. 13/E del 11/03/2011 (si veda l’articolo sulle novità fiscali di ieri). Peraltro, in dottrina è parso ormai chiaro il principio fissato dal D.L. n. 78/2010: Il contribuente con debiti erariali scaduti di importo superiore a 1.500 euro non può compensare anche in caso di crediti erariali eccedenti, se prima non paga il proprio debito.


Compensazione: Il divieto non opera in caso di rateazione e sospensione


La preclusione non opera nel caso di debiti per imposte erariali iscritti a ruolo non ancora scaduti al momento del versamento, quindi la compensazione è ancora possibile entro 60 giorni dalla notifica della cartella; inoltre, non opera neanche in presenza di ruoli per i quali sia in atto concessa una sospensione.


E’ questo uno dei primi chiarimenti contenuto nella suddetta circolare  dell’Agenzia delle Entrate che è, quindi, intervenuta sulle nuove norme in materia di compensazione in presenza di debiti iscritti a ruolo superiori a 1.500 euro.


Come è noto, l’art. 31, comma 1, D.L. n. 78/2010 ha introdotto, a decorrere dal 1/1/2011, un divieto di compensazione, ai sensi dell’art. 17, comma 1, D.Lgs. n. 241/1997, dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro, e per i quali è scaduto il termine di pagamento, prevedendo una specifica sanzione in caso di violazione del divieto.


La medesima norma ha introdotto la possibilità, sempre a partire dal 1/1/2011, del pagamento, anche parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori mediante la compensazione dei crediti relativi alle stesse imposte.


E’ stato poi emanato il relativo Decreto attuativo (Decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze 10/2/2011).


Infine, la neo circolare ha chiarito i seguenti aspetti:


 – Tra le imposte che impediscono la compensazione rientrano anche l’IRAP e le addizionali ai tributi diretti;


– rientrano tra i debiti d’imposta iscritti a ruolo anche quelli per le ritenute alla fonte relative alla stessa tipologia di imposte soggette alla limitazione;


– sono esclusi i contributi e le agevolazioni erogati a qualsiasi titolo sotto forma di credito d’imposta;


– per quanto riguarda gli importi accessori a cui fa riferimento la norma, per tali devono intendersi, oltre che sanzioni e interessi, gli aggi, gli interessi di mora e le altre spese collegate al ruolo, quali quelle di notifica o quelle relative alle procedure esecutive sostenute dall’agente della riscossione e, in generale, tutte le spese rimborsabili all’agente della riscossione;


– la preclusione alla compensazione vale non soltanto per le cartelle di pagamento notificate successivamente al 1/1/2011 per le quali sia scaduto il termine di pagamento, ma anche per le cartelle notificate in precedenza e, quindi, per tutte quelle il cui termine di pagamento sia già scaduto, anche se anteriormente al 1/1/2011, indipendentemente dalla data di notifica;


– l’eventuale compensazione eseguita in violazione del divieto non è subito sanzionabile nel caso di pendenza di ricorso, ma lo sarà solo eventualmente a seguito della definizione della controversia;


– la preclusione non opera nel caso di debiti per imposte erariali iscritti a ruolo non ancora scaduti al momento del versamento, quindi la compensazione è ancora possibile entro 60 giorni dalla notifica della cartella; inoltre, non opera neanche in presenza di ruoli per i quali sia in atto concessa una sospensione;


– in presenza di debiti per i quali è stata concessa la rateazione, ed in caso di mancato pagamento di una rata alla scadenza prevista, occorre seguire le seguenti indicazioni:


– Se il mancato pagamento alla scadenza riguarda una sola rata, il piano di rateazione è ancora in essere, secondo quanto previsto dall’art. 19, D.P.R. n. 602/1973, e, quindi, esclusivamente la rata scaduta andrà computata, al fine del raggiungimento del limite di 1.500 euro, tra l’ammontare complessivo dei debiti iscritti a ruolo il cui termine di pagamento è scaduto;


– nel caso di mancato pagamento della prima rata o, poi, di due rate, il debitore decade automaticamente dal beneficio della dilazione e l’intero importo iscritto a ruolo è immediatamente riscuotibile e, quindi, la preclusione riguarda l’importo complessivo del debito residuo non pagato;


– in caso di procedure concorsuali, la presenza di debiti erariali iscritti a ruolo nei confronti del fallito, scaduti e non pagati, ma maturati in data antecedente all’apertura della procedura concorsuale, non è causa ostativa alla compensazione tra i crediti e i debiti erariali formatisi, invece, nel corso della procedura stessa;


– il limite di 1.500 euro previsto dalla norma deve intendersi come un limite assoluto e, quindi, nel caso in cui il contribuente abbia crediti erariali di importo superiore a quello iscritto a ruolo, non potrà effettuare alcuna compensazione se non provvede prima al pagamento del debito scaduto;


– nel caso di più cartelle, per importi e per scadenze diverse, per determinare il limite di 1.500 euro occorre verificare il complessivo debito scaduto ancora in essere al momento dell’effettuazione del versamento;


– la preclusione alla compensazione rileva riguarda ai singoli versamenti in compensazione; pertanto, la permanenza di un debito superiore ai 1.500 euro in occasione di un successivo versamento vale comunque ai fini della stessa preclusione;


– anche le compensazioni finalizzate all’estinzione del debito scaduto sono sottoposte ai controlli preventivi sull’utilizzo del credito IVA di cui al D.L. n. 78/2009, qualora emerga un credito d’imposta compensabile superiore a 10.000 o a 15.000 euro;


– il divieto riguarda esclusivamente l’ipotesi sopra descritta di c.d. compensazione orizzontale o esterna che interviene tra tributi di diversa tipologia tramite il modello F24, mentre resta esclusa dal divieto la c.d. compensazione verticale o interna che interviene nell’ambito dello stesso tributo (ad esempio quella IVA con IVA o acconti IRES con saldi IRES a credito) e ciò anche nel caso venga esposta nel modello F24;


– la sanzione si applica sull’intero importo del debito, ma nel limite nell’ammontare compensato; nel caso di importo compensato inferiore alla metà del debito la sanzione corrisponde all’ammontare compensato;


– non sono sanzionabili eventuali compensazioni effettuate in presenza di ruoli scaduti superiori a 1.500 euro nel periodo anteriore alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.M. 10 febbraio 2011, a condizione che l’utilizzo dei crediti in compensazione non abbia intaccato quelli destinati al pagamento dei predetti ruoli.


 


 


3) Commissioni provinciali per l’artigianato: delibere non vincolanti dopo tre anni


Dal 1/1/2010 gli atti e i provvedimenti emessi in relazione alla modifica di uno stato di fatto o di diritto dei soggetti iscritti all’albo delle imprese artigiane diventano inopponibili all’Inps una volta che siano trascorsi tre anni dal verificarsi dei relativi presupposti.


Lo precisazione è contenuta nella stessa circolare dell’Inps n. 47 del 11/03/2011.


Tale Istituto previdenziale ha evidenziato che l’art. 43 della Legge n. 183 del 4/11/2010 si riferisce, in particolare, alle delibere adottate dalle Commissioni provinciali per l’artigianato ovvero dagli altri soggetti obbligati, in base alla legislazione regionale, alla tenuta dell’albo.


A decorrere dal 1/1/2010 tali modifiche potranno essere fatte valere nei confronti dell’Istituto esclusivamente qualora la delibera stessa sia comunicata entro i tre anni dal verificarsi dei relativi presupposti.


Decorso tale termine, le determinazioni delle Commissioni provinciali per l’Artigianato non potranno avere valore vincolante relativamente alla sussistenza dell’obbligo contributivo alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani.


L’Inps ritiene (poiché si tratta di provvedimenti qualificati dalla norma come meramente in opponibili) di dovere dare comunque seguito, nei limiti della prescrizione quinquennale, ai provvedimenti di iscrizione o di variazione che determinino la retroattività della data di iscrizione alla predetta Gestione, in considerazione della necessità di salvaguardare il diritto alla posizione assicurativa dei lavoratori.


 


 


4) Lavoratori domestici: dal 1° aprile solo comunicazioni online


Dal 1° aprile 2011, la presentazione delle comunicazioni obbligatorie per i lavoratori domestici (assunzione, trasformazione, proroga e cessazione del rapporto di lavoro) non potrà più avvenire tramite i moduli cartacei ma soltanto attraverso i servizi telematici a disposizione dei cittadini sul portale dell’Istituto, quelli per gli intermediari dell’Inps (consulenti e professionisti abilitati, associazioni sindacali dei datori di lavoro domestici) e il contact center multicanale al numero verde 803164.


Per i cittadini, il servizio è disponibile nella sezione Servizi online/Servizi rapporto di lavoro domestico/Iscrizione rapporto di lavoro-Variazione rapporto.


Per facilitare l’acquisizione, sono stati previsti una serie di controlli sulla correttezza e sulla coerenza dei dati inseriti, anche allo scopo di assicurarne la qualità per una corretta e tempestiva trasmissione agli altri Enti interessati dalla comunicazione.


Infine, per approfondimenti, avverte la nota Inps, occorre consultare la circolare n. 49 dell’11 marzo 2011.


(Inps, nota del 14/03/2011)


 


 


5) Assistenza fiscale sul Modello 730: circolare “faro” per datori di lavoro, Caf e professionisti


Parte l’operazione Modello 730, tra vecchie e nuove regole per una buona assistenza fiscale.


Lavoratori dipendenti e pensionati si preparano a presentare la loro dichiarazione dei redditi e a tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 14/E del 14/03/2011, con la quale sono state fornite le istruzioni per datori di lavoro, enti pensionistici, Caf e professionisti abilitati impegnati nell’assistenza fiscale ai contribuenti.


Tutte le novità “straordinarie”


Una delle novità di quest’anno riguarda le modalità per quantificare il rimborso delle somme erogate nel 2008 e nel 2009 a titolo di incremento della produttività, assoggettate a tassazione ordinaria anziché a imposta sostitutiva. Infatti, la circolare ha chiarito che, nell’ambito dell’assistenza fiscale, il contribuente può chiedere il rimborso dell’imposta pagata presentando il 730 al Caf o al professionista abilitato e, in alcuni casi, anche al sostituto d’imposta, purché possieda un Cud che certifichi la tassazione avvenuta.


Meno carta per l’invio del nuovo 730


A partire da questa stagione, il contribuente potrà presentare telematicamente la dichiarazione al suo sostituto d’imposta e questi, a sua volta, potrà utilizzare pure il mezzo informatico per la consegna della dichiarazione elaborata.


Il contribuente, in alternativa, potrà rivolgersi anche ai Centri di assistenza fiscale e ai professionisti abilitati.


Trasmissione telematica del 730-4


Oltre alle istruzioni per l’invio telematico del risultato contabile contenuto nei modelli 730-4, la circolare ha chiarito che anche i sostituti d’imposta che negli anni scorsi hanno già partecipato al flusso telematico dei risultati contabili, devono trasmettere entro il 31 marzo il modello di comunicazione per il 2011 con l’indicazione di nuovi dati per identificare il sostituto.


Scadenze di presentazione del Modello 730


Il contribuente che si rivolge al proprio sostituto d’imposta deve presentare la dichiarazione entro il mese di aprile, chi si rivolge a Caf e professionisti, invece, ha tempo fino a tutto maggio.


In entrambi i casi, se la compilazione del modello è corretta, i dati dichiarati corrispondono alla documentazione denunciata e il contribuente ha i requisiti per utilizzare il 730, chi ha prestato l’assistenza rilascerà una ricevuta che costituisce prova dell’avvenuta presentazione.


I sostituti d’imposta, entro il 31 maggio 2011, devono dare al dipendente copia della dichiarazione elaborata e il relativo prospetto di liquidazione (modello 730-3), la consegna (come la presentazione della dichiarazione da parte del lavoratore o pensionato) può avvenire anche in formato elettronico, purché siano rispettate determinate condizioni. Caf e professionisti avranno tempo, invece, fino al 15 giugno 2011.


 


 


6) Specificità territoriali per le Entrate anche ai fini di prevenzione e recupero dell’evasione


L’Agenzia delle Entrate ha realizzato un nuovo strumento di supporto alle attività istituzionali incentrato sulle specificità territoriali.


L’Agenzia sta rilasciando in via sperimentale alle proprie strutture, a valle del completamento dell’evoluzione organizzativa territoriale, un nuovo applicativo che consente di effettuare analisi circa le peculiarità socioeconomiche delle realtà provinciali.


Il nuovo strumento, che consente una maggiore conoscenza delle singole realtà territoriali, suddivide per gruppi omogenei le province anche alla luce delle attività “core” dell’Agenzia: servizi ai contribuenti, prevenzione e recupero


dell’evasione.


Lo strumento, nato da un progetto avviato nel 2009, mutua, adeguandole alle specificità di un ente pubblico, le tecniche statistiche, utilizzate dalle maggiori realtà produttrici di servizi, finalizzate ad intercettare la domanda proveniente dal territorio.


L’applicazione è alimentata da banche dati pubbliche, diffuse dalle principali istituzioni ed enti di ricerca, ed è integrata con elaborazioni e stime interne basate su informazioni dell’Anagrafe tributaria.


Le informazioni sono classificate in aree tematiche, connesse alla missione dell’Agenzia. Per l’area servizi vengono evidenziate, per esempio, la dimensione e l’articolazione del bacino dei contribuenti da servire e la propensione all’utilizzo degli strumenti telematici.


Per le attività di prevenzione e recupero dell’evasione sono presenti indicatori relativi al tenore di vita, alla pericolosità fiscale e sociale.


Il nuovo strumento, seppure in versione sperimentale, si inserisce nel solco delle diverse iniziative finalizzate a dotare le realtà di territorio di strumenti di conoscenza per servire sempre meglio la collettività.


(Agenzia delle Entrate, comunicato del 14 marzo 2011)


 


 


 


7) Fissati i tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali


In Gazzetta Ufficiale n. 58 del 11 marzo 2011 il Decreto 8 febbraio 2011 Ministero dell’Economia e delle Finanze di fissazione semestrale dei tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali (periodo 13 gennaio 2011 – 12 luglio 2011).


Ai sensi del testo unico delle disposizioni in materia doganale il saggio di interesse per il pagamento differito effettuato oltre il periodo di 30 giorni è stato stabilito nella misura dello 0,598% annuo per il periodo dal 13 gennaio 2011 al 12 luglio 2011.


(Decreto 08/02/2011 pubblicato in G.U. n. 58 del 11/03/2011)


 


 


8) Resoconto delle entrate tributarie: risultati in crescita nel 2010


E’ salito il gettito dello 0,3%, al netto delle una tantum. L’andamento è contenuto nelle pubblicazioni periodiche del Dipartimento delle finanze del 14 marzo 2011.


Nel 2010 entrate a quota 403.289 milioni di euro, al netto delle una tantum (+1.339 milioni di euro rispetto all’anno precedente).


Sono i dati del bollettino delle entrate tributarie gennaio-dicembre 2010, pubblicato, insieme alla nota tecnica illustrativa e al monitoraggio, sul sito del dipartimento delle Finanze il 14 marzo 2011.


On-line anche bollettino, nota tecnica e monitoraggio di gennaio 2011, che confermano l’andamento positivo dello scorso anno.


Il Dipartimento finanze, inoltre, ha reso disponibile il report delle entrate tributarie internazionali di dicembre 2010 e di gennaio 2011.


Uno sguardo sulle percentuali del gettito, in relazione alle singole imposte: Gennaio-dicembre 2010


Nel dettaglio, viene rilevato un incremento dell’Ire del 4,4%, grazie al buon andamento delle ritenute versate dai lavoratori autonomi e, in particolare, all’imposta versata in autoliquidazione, che evidenzia un aumento pari al 10,2% rispetto al 2009.


Incremento del 4% per l’Iva: un grande contributo proviene dall’imposta sugli scambi interni (+0,9%) e da quella sulle importazioni (+32,4%).


Lieve calo, invece, per il gettito Ires che registra -0,4% a causa dell’addizionale del 2009 che, nel primo anno di versamento, ha prodotto maggiori entrate una tantum rispetto al periodo in esame.


Calo “in recupero” per le imposte sulle transazioni, con un -0,2%.


Lieve flessione (-0,4%), infine, delle entrate derivanti dai tributi su giochi, tabacchi, donazioni e successioni.


Leggera diminuzione anche per gli incassi provenienti dall’imposta di fabbricazione sugli oli minerali e da quella di consumo sul gas metano.


Gennaio 2011


Nel primo mese del 2011 le entrate tributarie sono cresciute del 3,3% (3,2% se si calcolano le una tantum).


Infine, il bollettino ha confermato loandamento positivo del 2010, con un aumento sia del gettito Ire (+635 milioni di euro) sia del gettito Iva (+170 milioni di euro).


 


 


9) Pagamento dei debiti erariali mediante compensazione: pronto il modulo di dichiarazione da presentare a Equitalia


Equitalia ha messo a punto il modulo per consentire ai contribuenti che effettuano pagamenti parziali mediante compensazione di scegliere a quale parte del debito erariale imputare il pagamento.


La novità fa seguito al decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dello scorso 11 febbraio e alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, tra cui la circolare 13/E del 2011, che attuano il D.L. n.78/2010 in materia di preclusione alla compensazione dei crediti erariali, d’importo superiore a 1.500 euro, in presenza di debiti erariali iscritti a ruolo scaduti e relativi oneri accessori.


La scelta degli importi da compensare può essere effettuata entro 3 giorni dal conferimento della delega F24 se il contribuente presenta il modello F24 tramite banche, poste ed Entratel oppure, contestualmente, se il contribuente presenta il modello F24 agli sportelli dell’agente della riscossione.


Inoltre, per i contribuenti che presentano il modello F24 tramite banche, poste ed Entratel, tale modulo potrà essere utilizzato anche come dichiarazione di avvenuta compensazione.


Il modulo di dichiarazione è disponibile presso tutti gli sportelli della rete Equitalia e scaricabile dai siti Internet delle società agenti della riscossione.


(Equitalia, comunicato del 11 marzo 2011)


 


 


10) Software di compilazione della domanda 5 per mille


Pronta sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione software: 1.0.0 del 15/03/2011 per:


– Enti del volontariato


– Associazioni sportive dilettantistiche


Il software “5 per mille” consente la compilazione e la predisposizione del tracciato telematico della domanda:


per l’iscrizione all’elenco degli Enti del volontariato (art. 1, comma1, lett. a) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 2010)  per essere ammesso al beneficio del 5 per mille dell’IRPEF per l’esercizio finanziario 2011;


per l’iscrizione all’elenco delle associazioni Sportive Dilettantistiche (art. 1, comma1, lett. e) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 2010)  per essere ammesso al beneficio del 5 per mille dell’IRPEF per l’esercizio finanziario 2011.


(Agenzia delle Entrate, nota del 14/03/2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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