Il modello E.A.S., proroga dell'invio - prima parte

Riaperti i termini (scaduti il 31 dicembre 2009), per gli enti non profit, per compilare e inviare il modello Eas, cioè il questionario per fornire all’Agenzia dati (eventuali variazioni) e notizie ai fini fiscali e per il mantenimento del regime agevolato.


Secondo quanto previsto dal Decreto Legge 225/2010 (c.d. Decreto Milleproroghe) la nuova scadenza per la presentazione del modello Eas corrisponde al 31 marzo 2011.




Gli “enti non commerciali di tipo associativo” (c.d. “terzo settore”) godono di particolari agevolazioni fiscali. La vigente normativa tributaria, infatti, esclude dall’imposizione diretta (art. 148 del TUIR) e indiretta ai fini IVA (art. 4, D.P.R. n. 633/1972) i contributi, i corrispettivi e le quote pagati alle associazioni, ai consorzi ed agli altri enti non commerciali di tipo associativo.




Requisito della natura “non commerciale” dell’ente


Le agevolazioni si applicano a condizione che tali enti siano in possesso dei requisiti qualificanti stabiliti dalle norme di cui sopra.




In particolare, presupposto generale per l’applicazione delle citate disposizioni agevolative è l’essere qualificabili come “enti non commerciali” e, quindi non avere per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali ai sensi dell’art. 73 del TUIR.



Ne consegue che qualunque ente associativo che svolga in via esclusiva o principale un’attività commerciale, fiscalmente rientrante tra gli “enti commerciali” dell’art. 73, comma 1, lettera b), del Tuir, non può fruire del regime agevolato previsto per le associazioni. E ciò vale anche per le quote ed i contributi associativi che debbono concorrere alla determinazione del reddito d’impresa, essendo esclusi dalle previsioni dell’art. 148 del Tuir.




Decreto anticrisi


Al fine digarantire che l’intento del legislatore tributario di tutelare ed incentivare il fenomeno del libero associazionismo, attraverso la previsione di un regime di favore, trovi in concreto riscontro e contrastare l’utilizzo distorto della forma associativa come strumento per eludere di fatto il pagamento delle imposte dovute”, l’art. 30, cc. 1 – 3 bis, D.L. n. 185/2008 (c.d. “Decreto anticrisi”, convertito nella Legge n. n. 2/2009) ha subordinato il riconoscimento delle suddette agevolazioni fiscali ai fini reddituali e ai fini IVA a favore delle associazioni, consorzi ed enti non commerciali, oltre che al possesso dei requisiti previsti dalla normativa tributaria sopra esaminati, anche alla trasmissione, all’Agenzia delle Entrate, di una comunicazione contenente dati e notizie rilevanti ai fini fiscali.




Modello Eas


Il 2 settembre 2009 è stato firmato il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate con cui si dà attuazione al comma 1 dell’art. 30, D.L. n. 185/2008 in tema di enti associativi e si approva il modello per la trasmissione dei dati e delle notizie rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi, denominato “modello EAS”.




Termine per la presentazione


Originariamente il modello Eas doveva essere presentato entro il 30 ottobre. Successivamente il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 29 ottobre 2009 aveva prorogato dal 30 ottobre al 15 dicembre 2009 il termine per la presentazione del modello EAS, stabilendo che:






      • per gli enti già costituiti alla data di entrata in vigore del D.L. n. 185 del 2008 (29 novembre 2008): il modello doveva essere presentato entro il 15 dicembre 2009;



      • per gli enti costituitisi dopo l’entrata in vigore del D.L. n. 185 del 2008: il modello andava presentato entro 60 giorni dalla data di costituzione;



      • qualora il termine del 60° giorno fosse scaduto prima del 15 dicembre 2009 (è il caso degli enti associativi costituitisi entro il 15 ottobre 2009): il modello doveva essere presentato comunque entro il 15 dicembre 2009.




Proroga al 31 dicembre 2009


Con un Comunicato stampa del 16.12.2009 l’Agenzia delle Entrate aveva reso noto che il termine del 15 dicembre era stato ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2009.




Decreto milleproroghe


Ora con l’approvazione del Decreto Legge 225/2010 (Decreto milleproroghe) la presentazione del modello Eas torna di nuovo d’attualità.


In particolare l’art. 1, comma 1 del DL n. 225/2010, stabilisce la proroga al 31 marzo 2011 del termine per l’effettuazione di una serie di scadenze che sono elencate nelle nella Tabella allegata al Decreto.


Il suddetto termine del 31 marzo 2011, peraltro, potrà essere ulteriormente differito al 31 dicembre 2011 da appositi decreti.




Tra questi, viene riaperto fino a fine marzo anche il termine che era scaduto il 31 dicembre 2009 (quindi, oltre un anno fa) per l’invio online dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi tramite modello Eas.




La riapertura del termine riguarderà, quindi, tutti gli enti associativi che non avevano effettuato la comunicazione entro il 31 dicembre 2009 o entro 60 giorni dalla costituzione.




Anzi, la riapertura per l’invio rimetterà in gioco tutte le associazioni costituite fino al 30 gennaio 2011 (ovvero sino a 60 giorni prima del 31 marzo 2011).


La questione dovrà essere sicuramente approfondita nelle sedi competenti per precisare ai soggetti interessati le esatte conseguenze derivanti dallo spostamento del termine di scadenza




Riepiloghiamo comunque quali sono i soggetti tenuti alla presentazione del modello Eas e quali sono invece i soggetti esclusi.




I soggetti obbligati


Come precisato nella Circolare n. 12/E/2009, sono tenuti alla presentazione della comunicazione:






      • gli enti associativi di natura privata, con o senza personalità giuridica, che si avvalgono di una o più delle previsioni di decommercializzazione previste dagli articoli 148 del TUIR e 4 del DPR n. 633 del 1972;



      • gli enti che si limitano a riscuotere le quote associative o i contributi versati dagli associati/partecipanti a fronte dell’attività istituzionale svolta dagli stessi;



      • le società sportive dilettantistiche ex art. 90, Legge n. 289/2002;



      • le organizzazioni di volontariato se non rientranti in quelle specificatamente escluse (ossia quelle iscritte nei registri regionali di cui all’art. 6, Legge n. 266/91, in possesso dei requisiti dal comma 5 del medesimo art. 30, cioè quelle che non svolgono attività commerciali se non in via marginale, nei limiti consentiti dal Decreto 25.05.1995);



      • le articolazioni territoriali di un ente nazionale, qualora le stesse costituiscano autonomi soggetti d’imposta.




Soggetti esonerati


Fermo restando il potere di controllo dell’Agenzia delle Entrate della sussistenza dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria, l’art. 30 del Decreto anticrisi esclude dall’onere di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali:






      • le associazioni pro-loco che optano per l’applicazione delle disposizioni di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398;



      • gli enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del CONI (Comitato olimpico nazionale italiano) che non svolgono attività commerciale;



      • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali di cui all’art. 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266 che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate con decreto del Ministro delle finanze 25 maggio 1995, come sopra descritte.




Circolare 45/E/2009


Al termine del proficuo confronto tra l’Agenzia per le ONLUS, il Forum del terzo settore e le associazioni di categoria, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare n. 45/E del 29 ottobre 2009, con cui, fermi restando i chiarimenti forniti con circolare n. 12/E del 9 aprile 2009 in merito alle disposizioni in materia di enti associativi e di ONLUS recate dal richiamato articolo 30, ha fornito ulteriori precisazioni in relazione ai soggetti tenuti alla sua presentazione.




In particolare l’Agenzia delle Entrate ha precisato che vi sono dei soggetti che sono tenuti ad inviare il modello in forma “semplificata”, cioè compilando solo:




  • il primo riquadro;



  • il secondo riquadro nella parte dei righi 4), 5), 6), 25) e 26).


Si tratta dei seguenti soggetti:






      • le associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito dalla legge 27 luglio 2004, n. 186, che svolgono anche attività commerciale;



      • le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383;



      • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, diverse da quelle esonerate dalla presentazione del modello come visto prima;



      • le associazioni che abbiano ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica e, quindi, siano iscritte nel registro delle persone giuridiche tenuto dalle prefetture, dalle regioni o dalle province autonome ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361;



      • le associazioni religiose riconosciute dal Ministero dell’interno come enti che svolgono in via preminente attività di religione e di culto, nonché le associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese;



      • i movimenti e i partiti politici tenuti alla presentazione del rendiconto di esercizio per la partecipazione al piano di riparto dei rimborsi per le spese elettorali ai sensi della legge 2 gennaio 1997, n. 2 o che hanno comunque presentato proprie liste nelle ultime elezioni del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo;



      • le associazioni sindacali e di categoria rappresentate nel CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), nonché le associazioni per le quali la funzione di tutela e rappresentanza degli interessi della categoria risulti da disposizioni normative o dalla partecipazione presso amministrazioni e organismi pubblici di livello nazionale o regionale, le loro articolazioni territoriali e/o funzionali, gli enti bilaterali costituiti dalle anzidette associazioni e gli istituti di patronato che svolgono, in luogo delle associazioni sindacali promotrici, le attività istituzionali proprie di queste ultime;



      • le associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione della ricerca scientifica individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, destinatarie delle disposizioni recate dall’articolo 14 del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e dell’articolo 1, comma 353 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (ad es.: Associazione italiana per la ricerca sul cancro);



      • le associazioni combattentistiche e d’arma iscritte nell’apposito albo tenuto dal Ministero della Difesa;



      • le Federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI che esercita sulle stesse poteri di indirizzo e di controllo.




In merito, poi, ai dubbi interpretativi in merito all’ambito soggettivo di applicazione dell’onere della presentazione del modello EAS, l’Amministrazione finanziaria ha precisato che non sono tenuti all’invio dei dati e delle notizie rilevanti ai fini fiscali:






      • gli enti che non hanno natura associativa, come ad esempio le fondazioni, e che, pertanto, non si avvalgono delle disposizioni agevolative di cui all’art. 148 del TUIR e all’art. 4, comma 4, secondo periodo, e comma 6, D.P.R. n. 633/1972;



      • gli enti di diritto pubblico, in quanto l’onere della comunicazione deve essere assolto esclusivamente dalle associazioni di carattere privato, come si evince dalla rubrica dello stesso art. 30, D.L. n. 185/2008 (“controlli sui circoli privati”);



      • gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale (ad es.: fondi pensione), che non si avvalgono della disciplina fiscale agevolativa in argomento;



      • le ONLUS, in quanto destinatarie di una specifica ed organica disciplina di favore, sia con riferimento ai requisiti sia alle agevolazioni fiscali, e in quanto iscritte in un’apposita Anagrafe che consente all’Agenzia delle Entrate, già al momento dell’iscrizione, di procedere ad un controllo preventivo della regolarità della comunicazione e dell’allegata documentazione, nonché della sussistenza, sulla base dei documenti presentati, dei requisiti previsti dall’articolo 10 del D. Lgs. n. 460/1997 per la qualifica di “Onlus”;



      • le ONLUS di diritto di cui all’art. 10, comma 8, del D. Lgs. n. 460/1997, come le organizzazioni non governative riconosciute idonee (e anche come le organizzazioni di volontariato iscritte negli appositi registri del volontariato che non svolgono attività commerciali al di fuori di quelle marginali, come prima analizzato);



      • le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381.




9 febbraio 2011


Antonio Gigliotti

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