Novità fiscali del 19 gennaio 2011: compenso agli intermediari: inibizione invio delle fatture; il fisco non può aggredire i beni del fondo patrimoniale; indennità da ingiusto licenziamento deve essere assoggettata a tassazione separata; assegno sociale INPS: importo 2011; comunicazione IVA: poche novità nel modello 2011; approvata la Dichiarazione Iva 2011, i modelli 770 ordinario e semplificato ed il modello 730


 








Indice:


 


1) Compenso agli intermediari: Inibizione invio delle fatture


 


2) Ipotesi di riforma fiscale da Assonime


 


3) Il fisco non può aggredire i beni del fondo patrimoniale


 


4) L’indennità da ingiusto licenziamento deve essere assoggettata a tassazione separata


 


5) Assegno sociale INPS: Importo per il 2011


 


6) CNDCEC: Natura giuridica della TIA


 


7) Comunicazione Iva: Poche novità nel modello 2011


 


8) Approvata la Dichiarazione Iva 2011, i modelli 770 ordinario e semplificato ed il modello 730


 


 


1) Compenso agli intermediari: Inibizione invio delle fatture


Dal giorno 25 gennaio 2011 non sarà più possibile effettuare la trasmissione delle fatture da parte degli intermediari nei confronti dell’Agenzia delle Entrate per la corresponsione del compenso riguardante sia le dichiarazioni elaborate e trasmesse negli anni 2004 – 2009 sia i modelli F24 trasmessi negli anni 2007 – 2009.


Contestualmente saranno rese indisponibili le relative comunicazioni.


Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate, con una nota pubblicata sul sito di Entratel.


L’Agenzia ha, altresì, avvertito che con successivo avviso sarà comunicata la data a partire dalla quale saranno disponibili le nuove comunicazioni relative ai compensi per la trasmissione telematica delle dichiarazioni e dei modelli di pagamento F24 on line.


 


 


2) Ipotesi di riforma fiscale da Assonime


Il Presidente di Assonime Luigi Abete, nel corso del convegno sulla fiscalità di impresa organizzato da Assonime e Assolombarda, ha presentato un esercizio di valutazione di ipotesi di riforma fiscale.


Abete ha ricordato che in Italia il gettito delle imposte indirette è più basso rispetto alla media dei paesi dell’area euro del 2,5% del Pil e il gettito delle imposte dirette è più alto dello stesso ammontare.


Per riportare la composizione del prelievo in linea con quella dei paesi dell’eurozona, le aliquote IVA dovrebbero essere uniformate al 20%, eliminando tutte le aliquote agevolate.


Tale maggiore aggravio sarebbe compensato con l’abbattimento dell’imposta sul reddito e interventi diretti di sostegno monetario dei consumi dei meno abbienti.


Il Presidente ha ipotizzato che le, eventuali, risorse ottenute potrebbero essere usate per:


a) ridurre la prima aliquota IRPEF dal 23% al 20%;


b) ridurre l’aliquota IRES dal 27,50% al 20%;


c) erogare 8 miliardi di euro a favore dei meno abbienti per gli interventi compensativi dell’aumento dell’IVA;


d) introdurre un sussidio generalizzato di disoccupazione che dia fluidità al mercato del lavoro, destinando a tale scopo circa 15 miliardi di euro.


Abete si è poi soffermato su alcuni aspetti della tassazione del reddito d’impresa che richiedono “urgenti interventi di manutenzione”, che riguardano il regime fiscale dei canali di finanziamento delle imprese; le regole di determinazione del reddito delle imprese IAS – compliant e i rapporti transnazionali.


In particolare sul tema dell’abuso del diritto Abete ha sottolineato che i recenti sviluppi giurisprudenziali hanno ampliato eccessivamente la discrezionalità degli uffici nel disconoscere contratti economicamente legittimi, generando eccessiva incertezza sui carichi fiscali per le imprese.


Questa deriva nei processi di accertamento dovrebbe essere arrestata e il sistema ricondotto a regole e principi di legge obiettivi, basati su fattispecie univocamente definite.








Tabella 1: Esercizio di valutazione dell’impatto sui conti pubblici di ipotesi di riforma fiscale




























Maggiori entrate


Minori entrate/maggiori spese


Aumento delle aliquote IVA e misure complementari:


40 miliardi di euro


Riduzione dell’aliquota IRPEF più bassa dal 23 al 20%:


13 miliardi di euro


Contributo ai meno abbienti:


8 miliardi di euro


Sussidio generale di disoccupazione:


15 miliardi di euro


Tassazione degli affitti con cedolare secca al 20%:


2 miliardi di euro


Imposta patrimoniale sulla ricchezza:


9 miliardi di euro


Riduzione dell’aliquota IRES:


12 miliardi di euro


Tassazione uniforme dei redditi finanziari:


1 miliardo di euro


TOTALE: 50 miliardi di euro


TOTALE: 50 miliardi di euro


(ovvero circa il 3% del PIL)


 



(Assonime, nota del 18 gennaio 2011)


 


 


3) Il fisco non può aggredire i beni del fondo patrimoniale


La C.T.P. di Milano, di “conforto” per i contribuenti ha smentito la tesi della Cassazione favorevole al concessionario esattoriale (sentenza 15862/2009).


Dunque, non sono ammesse azioni esecutive e cautelari da parte dell’Amministrazione finanziaria sui beni del fondo patrimoniale destinato a soddisfare i bisogni della famiglia.


Il divieto di esecuzione previsto dall’art. 170 c.c. si riferisce ai debiti estranei ai bisogni della famiglia, come il debito di natura tributaria, anche se sorto prima della costituzione del fondo.


Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Milano, sezione XXI, con la sentenza n. 437 del 20 dicembre 2010.


Nel caso di specie, Equitalia aveva iscritto ipoteca sugli immobili del debitore a seguito del mancato pagamento di diverse cartelle esattoriali relative ad omessi pagamenti di imposte e sanzioni.


In sede giudiziale aveva poi sostenuto che l’iscrizione a ruolo fosse anteriore alla costituzione del fondo e che la pretesa nei confronti del contribuente fosse da collocare tra i crediti sorti per far fronte alle esigenze della famiglia e non per scopi estranei.


Viceversa, secondo la CTP di Milano l’iscrizione di ipoteca sui beni del fondo patrimoniale non può essere eseguita poiché il debito tributario non deriva da un contratto vero e proprio stipulato tra le parti.


Il vincolo di destinazione dei frutti ai bisogni della famiglia ha solo rilievo obbligatorio interno tra i coniugi.


Pertanto, il fondo patrimoniale non risponde del debito fiscale in capo ad uno dei coniugi per la propria attività o professione.


 


 


4) L’indennità da ingiusto licenziamento deve essere assoggettata a tassazione separata


Tranne che il contribuente non riesca a dimostrare che la somma sia meramente risarcitoria, è, quindi, non tassabile.


Nell’ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro dipendente, sono assoggettate a ritenuta d’acconto e a tassazione separata le somme percepite dal lavoratore a seguito della transazione della controversia avente a oggetto il risarcimento del danno per illegittimo licenziamento.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 26385 del 30/12/2010, così come ha reso noto il notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 18 gennaio 2011.


Oltre che individuare nella tassazione separata la modalità del prelievo, la Suprema Corte ha riconosciuto natura reddituale e non risarcitoria all’erogazione percepita dal dirigente.


 


 


5) Assegno sociale INPS: Importo per il 2011


Nuovo valore di 5.424,9 € l’anno. L’importo dell’assegno sociale per l’anno 2011 è stato rideterminato dall’INPS a 417,3 €, pari a 5.424,9 € l’anno.


L’assegno sociale è una prestazione di assistenza sociale erogata dall’INPS a coloro che hanno almeno 65 anni di età e non arrivano a totalizzare un reddito annuo di 5.424,9 €, che spetta a cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari.


L’importo dell’assegno sociale è rilevante sotto diversi profili:


– Rappresenta anche il parametro per l’autorizzazione all’ingresso per il ricongiungimento familiare;


– rileva ai fini delle condizioni economiche minime che devono essere garantite al lavoratore di cui si prevede l’assunzione tramite domanda di nulla osta attraverso le procedure previste dal Decreto Flussi (indipendentemente dal tipo di contratto e dall’orario svolto);


– per rilascio del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciato dopo 5 anni di soggiorno regolare e subordinato al possesso di questo requisito di reddito minimo.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 18 gennaio 2011)


 


 


6) CNDCEC: Natura giuridica della TIA


Enti Pubblici: Studio sulla natura giuridica della TIA alla luce degli ultimi sviluppi legislativi e giurisprudenziali e integrazione.


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha pubblicato sul proprio sito (www.cndcec.it), in data 18 gennaio 2011, un documento di studio sulla natura giuridica della TIA.


Studi e Ricerche delle Commissioni di Studio del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili: Data Pubblicazione: 18/01/2011


 


 


7) Comunicazione Iva: Poche novità nel modello 2011


Il modello 2011 (appena approvato in via definitiva) non contiene particolari novità rispetto a quello dello scorso anno.


Le novità riguardano, infatti, soltanto le istruzioni, aggiornate alla modificata disciplina Iva per le prestazioni di servizi “generiche”.


Il D.Lgs. n. 18/2010 ha recepito, infatti, la norma comunitaria che prevede una nuova regola generale per le prestazioni di servizi “generiche” (art. 7-ter del Dpr 633/1972) e una serie di deroghe per alcune specifiche categorie di servizi (artt. da 7-quater a 7-septies). Restano simili la struttura del modello ed i dati richiesti. Dovranno inviare tale comunicazione (riferita all’anno 2010), entro il 28 febbraio 2011, i titolari di partita Iva. Tra i soggetti esonerati dall’invio telematico del modello 2011, vi rientrano, come è noto, coloro che effettuano esclusivamente operazioni esenti (come i medici, ecc.), nonché le persone fisiche che nel 2010 hanno avuto un volume d’affari non superiore a € 25.000,00.


 


 


8) Approvata la Dichiarazione Iva 2011, i modelli 770 ordinario e semplificato ed il modello 730


Approvati, il 18 gennaio 2011 in via definitiva, con appositi provvedimenti delle Entrate:


– i modelli IVA/2011 (Iva annuale e Iva base, Iva 74 bis, Iva 26 Lp) con le relative istruzioni;


– modello 770/2011 Ordinario con le istruzioni per la compilazione;


– modello 770/2011 Semplificato con le istruzioni per la compilazione;


– modello 730/2011 con le istruzioni per la compilazione, la busta e la bolla per la consegna.


Modello 730


La dichiarazione dei redditi che sarà compilata da milioni di lavoratori dipendenti e pensionati si presenta quest’anno con una veste rinnovata e un linguaggio più chiaro e divulgativo.


Ne sono un esempio le schede di sintesi che illustrano in modo immediato chi può presentare il modello, chi è obbligato e chi, invece, è esonerato.


Accanto ai ritocchi al look, non mancano novità anche sul fronte dei contenuti, con l’arrivo della cedolare secca, ossia dell’imposta sostitutiva del 20%, sulle locazioni degli immobili a uso abitativo situati nella provincia de L’Aquila ed una sezione, all’interno del quadro F, dedicata al rimborso del credito maturato nel 2008 e nel 2009 per le prestazioni di lavoro notturno o straordinario legate a incrementi di produttività.


Restano in campo tutti i principali sconti del Fisco, tra cui spiccano le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie agevolate e per gli interventi volti al risparmio energetico, ma anche l’agevolazione sulle somme percepite per incremento della produttività e l’incentivo dedicato al personale del comparto sicurezza.


Novità per i due modelli 770


Le dichiarazioni che i datori di lavoro, gli enti pensionistici e gli intermediari possono utilizzare per il periodo d’imposta 2010 arrivano online con un serie di novità che aggiornano i due modelli, adeguandoli alle recenti evoluzioni del quadro normativo.


Tra le principali modifiche del modello Ordinario, l’Agenzia delle Entrate ha segnalato, per esempio, l’aggiunta di una colonna ad hoc nella sezione IV del quadro SX.


Questa va compilata dagli intermediari che hanno ricevuto la dichiarazione riservata per lo scudo fiscale e serve per distinguere i versamenti delle imposte sostitutive del 7% sul valore delle attività rimpatriate e regolarizzate da quelle del 5% e del 6%.


Nel 770 Semplificato debutta un prospetto tutto nuovo, chiamato SY, che consente di gestire le somme liquidate in seguito alle procedure di pignoramento presso terzi e quelle derivanti dai bonifici effettuati per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico, agevolati rispettivamente con le detrazioni del 36% e del 55%.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 18 gennaio 2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


Partecipa alla discussione sul forum.