La finanziaria di San Marino, le implicazioni in Italia

Una brutta notizia per gli italiani che hanno rapporti di lavoro e commerciali con San Marino.




Oltre a tutti gli adempimenti burocratici imposti dallo stato italiano, che considera San Marino un “paradiso fiscale”, anche lo stato sammarinese impone nuovi vincoli agli italiani che lavorano con operatori sanmarinesi.




La Finanziaria sammarinese per il 2011 (Legge n. 194 del 22 dicembre 2010) interessa anche i contribuenti italiani, in particolare per due provvedimenti.




1) I redditi dei frontalieri


L’art. 56 della Finanziaria incide in maniera peggiorativa sui lavoratori “frontalieri”, cioè quei lavoratori residenti in Italia che sono dipendenti di imprese sammarinesi.


In particolare lo stato sammarinese aumenta le tasse per i lavoratori dipendenti che non sono residenti nella piccola repubblica, non riconoscendo loro la detrazione per le spese di produzione del reddito (con la nuova normativa fiscale tale detrazione viene riconosciuta solo ai residenti a San Marino).


Per i residenti in Italia che lavorano a San Marino (probabilmente tutti i frontalieri che lavorano a San Marino hanno residenza in Italia) ciò comporta una riduzione della busta paga.


Per i contribuenti italiani l’impatto complessivo di tale variazione andrà verificato nella prossima dichiarazione dei redditi (UNICO2012), tenuto conto sia del meccanismo del recupero del credito d’imposta in dichiarazione, che della franchigia di 8.000,00 euro sul reddito estero. E’ probabile che aumentando il reddito lordo (per effetto della minor detrazione) e che il recupero del credito d’imposta potrebbe non essere “integrale”, il rischio è di un aggravio anche della posizione tributaria in Italia.




La stampa specializzata sammarinese quantifica il costo complessivo per un forntalieri in un migliaio di euro annuali (vedi C.S., “San Marino, Finanziaria 2011: stangata per i frontalieri”, su www.sanmarinofixing.com del 23/12/2010).




2) Ritenuta per i lavoratori autonomi italiani


In base alla normativa della Repubblica San Marino i soggetti che corrispondono compensi in denaro o natura o comunque denominati per prestazioni di lavoro autonomo o assimilate, a soggetti residenti all’estero (nel nostro caso, in Italia), ANCHE QUANDO LE PRESTAZIONI SIANO EFFETTUATE IN REGIME D’IMPRESA, debbono operare una ritenuta a titolo d’imposta del 20%…


Fino al 31/12/2010 tale ritenuta era pari al 15% del compenso pattuito, mentre dall’1/1/2011 tale ritenuta sale al 20%.


Per i soggetti italiani che operano con San Marino si tratta di un mancato introito, in quanto non vi è possibilità di rivalersi dell’imposta estera subita, salvo l’inserimento della ritenuta tra le spese dell’attività. L’aumento della ritenuta è entrato in vigore il primo gennaio di quest’anno colpendo anche compensi pattuiti in epoca precedente.




24 gennaio 2011


Luca Bianchi


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