Federalismo fiscale municipale

Si è svolta il 6 dicembre scorso , in 6ª Commissione Finanze e Tesoro del Senato, l’audizione del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale.

Nel merito dell’esame del provvedimento, il Direttore delle Entrate ha contribuito all’analisi delle misure contenute, come la cedolare secca sui canoni di locazione, sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali, dell’imposta di bollo e, in alcuni casi, dell’imposta di registro, illustrando il funzionamento e la gestione della nuova imposta evidenziandone anche i profili di criticità. Nell’approfondire i contenuti dello schema di decreto il direttore delle Entrate ha riferito anche sulle varie imposte municipali, per finire, quindi, con l’evidenziare l’importante tasto della collaborazione tra Agenzia e enti locali nel contrasto all’evasione fiscale, mettendo in evidenza anche il ruolo dell’Anagrafe tributaria.

 

Imposta municipale propria

È istituita dai comuni a partire dal 2014 ed è applicata :

  • in ragione del possesso di immobili diversi dall’abitazione principale ;

  • in caso di trasferimento .

Per la componente immobiliare sostituirà ICI, IRPEF e relative addizionali (per gli immobili non locati), l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, l’imposta sulle successioni e donazioni per trasferimenti a causa di morte, l’imposta di bollo e altri tributi speciali indiretti che gravano sugli immobili.

La base imponibile è costituita dal valore catastale ai fini ICI ed è unica sia per l’imposta applicata sul possesso sia su quella applicata in caso di trasferimento. L’aliquota, i presupposti dell’imposizione e le modalità di liquidazione e versamento sono diverse nei due casi.

 

Imposta municipale sul possesso

Riguarda, a partire dal 2014, gli immobili diversi dall’abitazione principale e le sue pertinenze. L’imposta sul possesso sarà dovuta da tutti i soggetti che godono di un diritto reale (proprietà, usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie), ma non sarà applicata nei casi di abitazione principale. In caso di locazione, l’imposta si riduce della metà ed è salva la possibilità di avvalersi della cedolare secca. E’ ugualmente ridotta della metà anche in caso di immobili destinati allo svolgimento di attività di impresa, professionale o posseduti da enti non commerciali, che però restano comunque assoggettati alla tassazione ordinaria.

 

L’imposta municipale sui trasferimenti

A partire dal 2014, sostituirà l’imposta di registro, di bollo, le imposte ipotecarie e catastali nei casi di cessione del diritto di proprietà o altri diritti reali su immobili e si applicherà nei casi in cui non è dovuta l’Iva. L’aliquota è dell’8% ovvero del 2% nell’ipotesi di prima casa. La base imponibile è determinata applicando alla rendita catastale i moltiplicatori previsti per il Registro (articolo 52 del TUR – Testo Unico imposta Registro). E’ prevista, inoltre, una misura minima dell’imposta di 1.000 euro per gli atti traslativi. Per quelli diversi, invece, l’imposta è applicata nella misura fissa di 500 euro.

 

Imposta municipale secondaria

E’ prevista anche la possibilità per i comuni di sostituire diversi tributi o prelievi gravanti sull’occupazione di suolo pubblico o sulla diffusione di messaggi pubblicitari attualmente esistenti con un solo tributo.

 

La cedolare secca sugli affitti

Rappresenta una delle grandi novità della cd. riforma municipale. La prima fase della riforma sul federalismo municipale, come illustrata nella Relazione sul Federalismo fiscale trasmessa alle Camere il 30 giugno 2010, prevede l’introduzione della “cedolare secca sugli affitti”, ovvero una modalità “alternativa e facoltativa” di determinazione del reddito del reddito fondiario, esperibile previa opzione.

Nella relazione al documento in commento il Direttore delle Entrate evidenzia che le Entrate forniranno a tutti i Comuni i dati relativi alle locazioni degli immobili ubicati nel Comune, quelli dei contratti di somministrazione come energia, gas, ecc., infine i dati sui titolari di imprese o di attività professionali.

La cedolare secca sugli affitti è un particolare regime di tassazione che decorrerà dal 1/01/2011 e con aliquota del 20%, facoltativo opzionale rispetto all’IRPEF ordinaria ed alle relative addizionali.

Sarà applicato sui redditi derivanti dai canoni di locazione per immobili ad uso abitativo e relative pertinenze locate congiuntamente e troverà applicazione anche per i contratti di locazione per i quali non sussiste obbligo di registrazione (contratti di durata pari o inferiori a 30 giorni). La base imponibile è rappresentata dal canone stabilito tra le parti. L’imposta è versata nei termini per il versamento dell’IRPEF. Per la gestione del tributo si applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi.

Sarà un provvedimento del Direttore dell’Agenzia, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, che disciplinerà il versamento degli acconti per il 2011 e 2012 (nella misura del 85% e 95%).

La cedolare secca sostituisce l’IRPEF e il bollo; dal 1.1.2011 sostituirà anche l’imposta di registro dovuta per la registrazione dei contratti stipulati nei comuni ad alta tensione (densità) abitativa, che attualmente sono:

  1. tutti i capoluoghi di provincia;

  2. circa 600 ulteriori comuni;

per una popolazione residente di oltre 31 milioni.

I contratti devono essere a canone c.d. concordato (stipulati sulla base di accordi locali fra organizzazioni rappresentative della proprietà e dei conduttori), di durata di almeno 3 anni con proroga di 2 anni. La cedolare sostituisce l’imposta di registro dal 1.1.2014 relativamente a tutti i contratti di locazione.

Per il Direttore delle Entrata la gestione della cedolare secca, in particolare nei primi tre anni di applicazione (2011 – 2013), non comporta particolari difficoltà di gestione.

Va rilevato che il Decreto Legislativo recante “Disposizioni in materia di federalismo fiscale“ non contiene una esplicita previsione circa l’applicabilità o meno del regime della cedolare secca per i contratti non registrati, pur in presenza di obbligo di registrazione; mentre c’è una espressa previsione di applicabilità con riferimento ai contratti senza obbligo di registrazione (durata inferiore o pari a 30 giorni).

Per il Direttore delle Entrate con riferimento agli aspetti sanzionatori, che ha apportato l’inasprimento sanzionatorio, come strumento di contrasto delle specifiche forme di evasione, va osservato come la limitazione del raddoppio della sanzione al solo secondo periodo del comma 1 dell’articolo 1 del decreto legislativo n. 471/1997 appaia poco confacente (sanzione fissa in mancanza di imposta dovuta mentre nell’ipotesi prospettata l’imposta dovuta dovrebbe esserci) così come suscita perplessità il richiamo dell’art. 13 del decreto legislativo n. 471/1997 (sanzione per omesso versamento) con riferimento all’adesione ed all’acquiescenza. Inoltre, non c’è alcun riferimento alla conciliazione giudiziale, richiamo ritenuto necessario per ragioni di sistematicità. Per gli aspetti connessi all’imposta di registro e di bollo il Direttore, nell’audizione in commento, pone le seguenti questioni, tenuto conto dei diversi momenti dell’obbligo di versamento per le imposte sui redditi e per l’imposta di registro e bollo:

  1. se in fase di registrazione e/o di pagamento annuale si effettua il pagamento dell’imposta di registro e di bollo si conserva la facoltà di assoggettare ad imposta sostitutiva dell’IRPEF e addizionali il reddito derivante dal contratto di locazione; il decreto espressamente prevede che non compete il rimborso;

  2. se, viceversa, in sede di registrazione e/o pagamento annuale si opta per il regime della cedolare secca e quindi non si effettua il pagamento delle imposte, ne derivano due possibili opzioni:

  • la scelta è immodificabile e quindi il regime della cedolare diventa obbligatorio anche se potrebbe essere meno favorevole in un determinato periodo d’imposta;

  • la scelta è modificabile in dichiarazione e a quel punto si pone il problema del mancato pagamento dell’imposta di registro e di bollo. A tal proposito, appare non ragionevole l’ipotesi di sanzionare l’eventuale ritardo del pagamento.

Sempre con riferimento all’imposta di registro e di bollo si evidenzia che il conduttore, in caso di scelta dell’assoggettamento ad imposta sostitutiva, non sarebbe più obbligato in solido al pagamento del tributo mentre resterebbe obbligato in solido ove il locatore scelga il regime ordinario; ne consegue che la solidarietà del conduttore è subordinata alle scelte del locatore. Secondo il Direttore delle Entrate la soluzione migliore sarebbe quella di eliminare definitivamente la solidarietà del conduttore, indipendentemente dalla scelta del nuovo regime di applicazione dell’imposta sostitutiva, soluzione tra l’altro equa e particolarmente utile anche da un punto di vista gestionale per l’Agenzia delle Entrate.

 

15 gennaio 2011

Federico Gavioli


Partecipa alla discussione sul forum.