Novità fiscali del 4 ottobre 2010: stop alle cartelle esattoriali spedite per posta senza intervento di un agente notificatore; regolamento sui requisiti e modalità di accreditamento delle Agenzie per le Imprese; regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP); interpello parlamentare: i compensi degli amministratori non sono indeducibili; esecuzione sprint per i rimborsi dovuti su sentenze nei giudizi tributari; Equitalia: assistente virtuale per familiarizzare con la nuova cartella; società agricole: opzione per determinazione del reddito su base catastale; decreto dirigenziale concernente l’approvazione del modello di comunicazione di versamento del contributo unificato di iscrizione a ruolo; altre di fisco

stop alle cartelle esattoriali spedite per posta senza intervento di un agente notificatore; regolamento sui requisiti e modalità di accreditamento delle Agenzie per le Imprese; regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP); interpello parlamentare: i compensi degli amministratori non sono indeducibili; esecuzione sprint per i rimborsi dovuti su sentenze nei giudizi tributari; Equitalia: assistente virtuale per familiarizzare con la nuova cartella; società agricole: opzione per determinazione del reddito su base catastale; decreto dirigenziale concernente l’approvazione del modello di comunicazione di versamento del contributo unificato di iscrizione a ruolo; altre di fisco

 






 


Indice:


 


1) Stop alle cartelle esattoriali spedite per posta senza intervento di un agente notificatore


 


2) Regolamento sui requisiti e le modalità di accreditamento delle Agenzie per le Imprese


 


3) Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP)


 


4) Interpello parlamentare: I compensi degli amministratori non sono indeducibili


 


5) Esecuzione sprint per i rimborsi dovuti su sentenze nei giudizi tributari


 


6) Equitalia: assistente virtuale per familiarizzare con la nuova cartella


 


7) Società agricole: Opzione per determinazione del reddito su base catastale


 


8) Decreto dirigenziale concernente l’approvazione del modello di comunicazione di versamento del contributo unificato di iscrizione a ruolo


 


9) Altre di fisco


 


 


1) Stop alle cartelle esattoriali spedite per posta senza intervento di un agente notificatore


Basta con le cartelle esattoriali spedite per posta senza l’intermediazione di un agente notificatore.


Lo ha deciso anche la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia con la sentenza del 15 aprile 2010 (pubblicata in Altalex il 01 ottobre 2010), secondo cui la relata di notifica è prevista come momento fondamentale nell’ambito del procedimento di notificazione sia dai codici di rito che dalla normativa speciale e non è integralmente surrogabile dall’attività del’ufficiale postale.


Per cui la mancanza di tale relata, anche nella notificazione a mezzo del servizio postale, comporta la nullità della notifica della cartella esattoriale che non può essere stata sanata dal tempestivo ricorso proposta dalla contribuente.


La mancata compilazione della relata in violazione dell’articolo 148 cpc, determina non la semplice nullità della notifica, ma “la giuridica inesistenza” della stessa patologia, non sanabile in senso assoluto.


La notifica oltre ad essere disciplinata dagli articoli 148 e 149 del cpc e dal principio base della notifica degli atti impositivi contenuto dalla lettera e) dell’art. 60del DPR 600/73 e anche disciplinata dalla legge n.890/82 per le “notificazioni di atti a mezzo posta” secondo la quale – art. 1 – l’Ufficiale giudiziario – agente notificatore – può avvalersi del servizio postale per la notificazione nel rispetto delle seguenti fasi:


– compilazione della relata di notifica dell’atto impositivo indicando l’ufficio postale da cui parte l’atto


– art.149 del c.p.c. e art. 3 della legge n. 890/1982, apposizione della propria sottoscrizione sulla relata di notifica


– art. 148 del c.p.c. inserimento dell’atto da notificare nella busta al cui esterno deve essere riportata anche la sua sottoscrizione


– art. 3 legge n. 890/1982 compilazione dell’avviso di ricevimento


– art. 2 della legge n. 890/1982 consegna della busta all’ufficio postale


L’obbligo di indicare, nella relata di notifica, gli elementi sopra indicati oltre ad essere sancito dall’art. 160 del c.p.c. è stato ribadito anche dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 5305/1999, si è così espressa:


“Qualora nell’originale dell’atto da notificare la relazione sia priva delle sottoscrizioni dell’ufficiale giudiziario, la notificazione deve ritenersi inesistente e non semplicemente nulla, non essendo configurabile una notifica in senso giuridico ove manca il requisito indefettibile per l’attestazione dell’attività compiuta”.


Tale situazione, come confermato dalla richiamata giurisprudenza della Cassazione, integra, pertanto, una condizione di inesistenza della notifica a fronte della quale non è richiamabile l’applicazione della sanatoria del raggiungimento dello scopo previsto dall’art. 156 del c.p.c. solo per i casi di nullità con conseguente annullamento, in accoglimento dell’appello, della cartella impugnata.


(Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, sezione XXII, sentenza del 15 aprile 2010)


 


 


2) Regolamento sui requisiti e le modalità di accreditamento delle Agenzie per le Imprese


E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 229 del 30/09/2010 il D.P.R. n. 159 del 09/07/2010.


Si tratta del Regolamento recante i requisiti e le modalità di accreditamento delle agenzie per le imprese, a norma dell’art. 38, comma 4, del D.L. n. 112 del 25/06/2008, convertito dalla Legge n. 133 del 06/08/2008.


Nasce la nuova figura delle Agenzie per le imprese ( soggetti  privati,  dotati  di  personalità giuridica e costituiti anche in  forma  societaria, che per  l’esercizio


delle attività di cui al Regolamento SUAP – Sportello Unico Attività Produttive –  devono ottenere l’accreditamento), le quali si possono costituire in Agenzia in forma singola o associata:


– organismi di valutazione della conformità di opere o  progetti;


– organismi tecnici già abilitati al rilascio  di  attestazioni di conformità di opere;


-associazioni  di  categoria   professionali,   sindacali   ed imprenditoriali;


– centri di  assistenza  tecnica,  centri  autorizzati  di assistenza agricola, ed altri centri di  assistenza  alle  imprese costituiti sulla base delle leggi regionali di settore;


– studi associati o associazioni di professionisti  iscritti  ai rispettivi albi per le attestazioni di competenza.


Le Agenzie accertano e attestano la sussistenza dei requisiti  e dei   presupposti   previsti   dalla   normativa   per    l’esercizio dell’attività di  impresa  e,  tranne  i   procedimenti   che comportano attività discrezionale da parte dell’amministrazione,  in caso di istruttoria con esito positivo, rilasciano  dichiarazioni  di conformità che costituiscono titolo autorizzatorio  per  l’esercizio dell’attività.


Requisiti generali per l’accreditamento


Le Agenzie, ai fini dell’accreditamento devono presentare istanza al Ministero  dello  sviluppo economico contenente l’indicazione dettagliata della o delle specifiche  attività economiche  per  le  quali  l’Agenzia   chiede l’accreditamento e l’ambito territoriale, almeno  regionale,  in  cui l’Agenzia  intende  operare;  é   corredata   della   documentazione comprovante il  possesso  di  una  struttura  tecnico  amministrativa rispondente  a  criteri  di  competenza,  indipendenza  e  terzietà, secondo  le  indicazioni  specificate   nell’allegato   al neo regolamento, nonché, di copia dell’atto di stipula  di  una  polizza assicurativa di responsabilità civile  professionale  per  i  rischi derivanti dallo  svolgimento  delle  attività  per  le  quali  viene richiesto   l’accreditamento,   valida   per    tutta    la    durata dell’accreditamento stesso.


La garanzia deve essere prestata per un  massimale determinato  in  funzione  delle  attività  che  l’Agenzia   intende svolgere, non inferiore ai limiti specificati nell’allegato.


 


 


3) Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP)


Nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 30 settembre 2010 è stato pubblicato anche il D.P.R. n. 160 del 07 settembre 2010 (“Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”).


Viene individuato il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) quale unico  soggetto  pubblico di riferimento territoriale per tutti i procedimenti che  abbiano  ad oggetto l’esercizio di  attività  produttive  e  di  prestazione  di servizi,  e  quelli   relativi   alle   azioni   di   localizzazione, realizzazione,  trasformazione,  ristrutturazione  o   riconversione, ampliamento o trasferimento, nonché cessazione o riattivazione di tali attività.


Le domande, le dichiarazioni, le segnalazioni e le comunicazioni concernenti le citate ttività ed  i  relativi  elaborati tecnici  e  allegati  sono  presentati  esclusivamente  in  modalità telematica al SUAP  competente per  il  territorio  in  cui  si  svolge  l’attività  ed é situato l’impianto.


Il SUAP provvede all’inoltro telematico della documentazione  alle altre amministrazioni che intervengono  nel  procedimento,  le  quali adottano modalità telematiche di ricevimento e di trasmissione.


Sono  esclusi  dall’ambito   di   applicazione   del neo regolamento  gli  impianti  e  le  infrastrutture   energetiche,   le attività connesse all’impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti e di materie radioattive, gli impianti nucleari  e  di  smaltimento  di rifiuti  radioattivi,  le  attività  di   prospezione,   ricerca   e coltivazione di idrocarburi, nonché le infrastrutture strategiche  e gli insediamenti produttivi di cui agli artt. 161 e  seguenti  del D.Lgs. 12 aprile 2006, n.163.


Il portale “impresa in un giorno”


Nasce il portale “impresa in un giorno” che:


– fornisce  servizi  informativi e operativi ai SUAP per l’espletamento delle loro attività;


– assicura la divulgazione delle tipologie di autorizzazione per le  quali  é  sufficiente  l’attestazione   dei   soggetti   privati accreditati, secondo criteri  omogenei  sul  territorio  nazionale  e tenendo conto delle diverse discipline regionali;


– prevede  l’utilizzo  della  procura  speciale  con  le  stesse modalità previste per la comunicazione unica;


– contiene un sistema di pagamento per i diritti, le imposte e gli oneri comunque denominati relativi ai  procedimenti  gestiti  dai SUAP.


L’interessato, anche mediante l’Agenzia per le Imprese, versa gli importi previsti  attraverso  il sistema telematico messo a disposizione dal portale;


– costituisce punto di  contatto  a  livello  nazionale  per  le attività di cui al D.Lgs.  26  marzo  2010,  n.  59,  ed assicura  il  collegamento  con  le  autorità  competenti. Il portale  interopera  con  i  sistemi informativi e i portali già realizzati da Regioni o  enti  locali  e con quelli successivamente  sviluppati  a  supporto  degli  sportelli unici.


Il   portale   costituisce   uno   dei   punti   di   contatto infrastrutturale a  livello  nazionale  di  accesso  con  gli  Uffici periferici dello Stato, secondo le  regole  di  cui  al  DPCM 1/4/2008.


Funzioni e organizzazione del SUAP


Il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) assicura al richiedente una risposta telematica unica  e tempestiva in luogo  degli  altri  uffici  comunali  e  di  tutte  le amministrazioni pubbliche comunque coinvolte  nel  procedimento,  ivi comprese     quelle     preposte     alla     tutela      ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico  o  alla tutela della salute e della pubblica incolumità.


Le comunicazioni al richiedente  sono  trasmesse  esclusivamente dal SUAP; gli altri uffici comunali e  le  amministrazioni  pubbliche diverse dal comune, che sono interessati al procedimento, non possono trasmettere al richiedente atti autorizzatori, nulla osta,  pareri  o atti di consenso, anche a contenuto negativo, comunque  denominati  e sono tenute a trasmettere immediatamente al SUAP tutte le denunce, le domande,  gli  atti  e  la  documentazione  ad   esse   eventualmente presentati, dandone comunicazione al richiedente.


I comuni possono esercitare le  funzioni  inerenti  al  SUAP  in forma singola o associata tra loro, o in convenzione con le camere di commercio.


Presentazione ed effetti delle segnalazioni e delle istanze


Nei casi in cui le attività sono soggette alla disciplina della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) la segnalazione deve essere presentata al SUAP.


La SCIA, nei casi in  cui  sia  contestuale  alla  comunicazione unica, deve essere presentata presso il Registro  Imprese,  che  la  trasmette immediatamente al SUAP, il quale rilascia la ricevuta.


La segnalazione deve essere corredata  da  tutte  le  dichiarazioni,  le attestazioni, le asseverazioni, nonché gli  elaborati  tecnici.


Il SUAP, al momento della presentazione  della  SCIA,  verifica, con modalità informatica, la completezza formale della  segnalazione e dei relativi allegati.  In  caso  di  verifica  positiva,  rilascia automaticamente  la  ricevuta  e  trasmette  immediatamente  in   via telematica la segnalazione e i relativi allegati alle amministrazioni e agli uffici competenti.


A seguito di tale rilascio il   richiedente può avviare immediatamente l’intervento o l’attività.


 


 


4) Interpello parlamentare: I compensi degli amministratori non sono indeducibili


Non è vero che i compensi corrisposti agli amministratori di società, ed in particolare di società di capitali, siano indeducibili.


Lo ha ribadito la Commissione Finanze alla Camera dei deputati il 30 settembre 2010 a seguito di apposito interpello parlamentare.


D’altronde la norma tributaria, almeno in tal senso, è chiara, infatti, l’art. 95 del TUIR stabilisce che i compensi spettanti agli amministratori di società sono deducibili nell’esercizio in cui sono stati pagati.


Smentita, quindi, la tesi riportata dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 17802 del 2010, che nel mese di agosto scorso aveva suscitato apprensioni tra gli addetti ai lavori, ma particolarmente, si è attirata tutte le critiche di autorevole dottrina.


Ovviamente per la deducibilità di tali compensi:


Deve essere valutata caso per caso, l’inerenza di tali costi nella determinazione del reddito d’impresa;


– il criterio di tale deducibilità segue il principio di cassa (quindi, deduzione nell’anno in cui avviene il pagamento).


Sulla base di ciò l’Amministrazione finanziaria può, quindi, effettuare contestazioni e recuperi di quanto erroneamente dedotto.


 


 


5) Esecuzione sprint per i rimborsi dovuti su sentenze nei giudizi tributari


Liti col Fisco, massima priorità  per i rimborsi ai ricorrenti. Se il Fisco perde in contenzioso, deve rimborsare subito e senza più aspettare la notifica della sentenza.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 49/E del 01 ottobre 2010, la quale ha affermato che per ottenere le somme, il contribuente non deve far nulla: Né avanzare richieste specifiche né avviare solleciti.


Deve bastare solo la comunicazione del dispositivo della decisione da parte della segreteria della Commissione tributaria.


Quest’ultima, per far scattare la restituzione, deve contenere tutti gli elementi necessari a determinare l’importo.


In particolare, la corsia preferenziale riguarda i rimborsi per le controversie relative ad avvisi di accertamento, di liquidazione e atti con cui si determinano sanzioni e iscrizioni a ruolo, in seguito a sentenze emesse non solo dalle  Commissioni tributarie provinciali, ma anche da quelle regionali.


La nuova apertura abbraccia anche i rimborsi di somme versate spontaneamente dal contribuente per errore.


In questo caso, lo spartiacque non è più il passaggio in giudicato, ma il fatto stesso che esista una sentenza favorevole.


Dunque, con tale circolare l’Agenzia delle Entrate taglia i tempi per restituire gli importi ai contribuenti quando il giudice accoglie il loro ricorso, dettando le istruzioni per rimborsare rapidamente i cittadini nel momento in cui sa per certo, seppur informalmente, di aver perso in giudizio.


Rimborsi “prioritari”


I rimborsi che allungano il passo rispetto agli altri sono sia quelli relativi a liti su avvisi di accertamento, di liquidazione e atti con cui si determinano sanzioni e iscrizioni a ruolo, sia quelli legati a controversie sul diniego espresso o tacito del rimborso di somme versate spontaneamente, ossia non in seguito alla notifica di atti autonomamente impugnabili.


Su questa seconda tipologia di rimborsi, la circolare ha precisato che se l’Agenzia riconosce, quando la lite è ancora pendente, che al contribuente spetta il rimborso, in questo caso non deve aspettare che la sentenza passi in giudicato, come detterebbe la norma, ma deve attivarsi subito per restituire le somme al cittadino.


L’accelerazione vale in ogni Commissione


In particolare, la circolare precisa che l’obbligo di eseguire la prima tipologia di rimborsi “prioritari”, ossia quelli relativi a liti su avvisi di accertamento, di liquidazione e atti con cui si determinano sanzioni e iscrizioni a ruolo, vale non soltanto per le sentenze favorevoli al contribuente emesse in Commissione tributaria provinciale ma anche per le decisioni prese in Commissione tributaria regionale o centrale.


Tempestiva esecuzione per i rimborsi dovuti ai sensi dell’art. 68 del D.Lgs. n. 546/1992


L’art. 68, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992 prevede che il rimborso deve essere effettuato d’ufficio entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza.


Al riguardo, in particolare, l’Agenzia ha evidenziato che per dare esecuzione ai provvedimenti giudiziari e, in particolare, per procedere ai rimborsi non occorre attendere la notifica della sentenza favorevole al contribuente né alcuna specifica richiesta o sollecito.


Invero, le strutture addette alla gestione del contenzioso possono e debbono restituire le somme versate in eccedenza subito dopo la comunicazione del dispositivo della sentenza da parte della Segreteria della Commissione tributaria, purché lo stesso contenga tutti gli elementi necessari alla determinazione dell’importo da rimborsare.


Pertanto, l’Agenzia ha invitato le competenti strutture territoriali a provvedere (anche prima della scadenza del termine previsto dalla legge) alla esecuzione dei rimborsi, tutte le volte in cui abbiano conoscenza certa, anche se informale, di una pronuncia favorevole al contribuente, senza attendere la notifica della sentenza.


Trattandosi di rimborso derivante da sentenza, l’Ufficio vi provvede senza attendere alcuna richiesta o sollecitazione da parte del contribuente.


 


 


6) Equitalia: assistente virtuale per familiarizzare con la nuova cartella


Equitalia ha messo a disposizione sul proprio sito un assistente virtuale per aiutare i contribuenti ad acquisire subito dimestichezza con la nuova cartella di pagamento che le società del Gruppo pubblico hanno iniziato a recapitare.


Dal 01 ottobre 2010 nella homepage del sito www.equitaliaspa.it il contribuente con un semplice clic può approfondire tutte le novità della nuova cartella: ad esempio le informazioni contenute nel frontespizio, la pagina dedicata al dettaglio degli importi, le comunicazioni degli agenti della riscossione.


Il tutto con l’ausilio di immagini e di una voce che guida il contribuente nella comprensione delle varie pagine.


Equitalia confida nella collaborazione di tutti gli Enti, le Associazioni e gli Ordini professionali con cui ha stretto accordi per consentire la più ampia diffusione di questo video.


Questa iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di Equitalia che punta a


migliorare sempre di più il rapporto con i contribuenti.


Proprio in questi giorni, ad esempio, è stata avviata in via sperimentale l’apertura pomeridiana degli sportelli, con orario continuato, in alcune importanti città.


Recentemente, inoltre, su www.equitaliaspa.it è stato potenziato l’“estratto conto”, con l’aggiunta della funzionalità che permette al contribuente di delegare il controllo della propria posizione debitoria al professionista di fiducia. Su tutti i siti internet del Gruppo è stata aperta anche una nuova finestra in homepage per facilitare l’accesso ai servizi web, tra cui i pagamenti e il calcolatore delle rate.


(Equitalia, comunicato stampa del 1 ottobre 2010)


 


 


7) Società agricole: Opzione per determinazione del reddito su base catastale


Società agricole e tassazione catastale: Il metodo forfetario è questione di “esclusività”. Linee guida per verificare il requisito di esclusività, criteri di determinazione del reddito e applicazione della disciplina delle società di comodo.


Sono questi i nodi sciolti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 50/E del 01 ottobre 2010, che ha fornito chiarimenti per le società agricole che vogliono optare per la tassazione su base catastale prevista dalla Finanziaria 2007.


Con il comma 1093 dell’art. 1 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, (“finanziaria 2007”) il legislatore fiscale ha, infatti, previsto che le società di persone, le società a responsabilità limitata e le società cooperative che rivestono la qualifica di società agricola possono optare per la tassazione su base catastale prevista dall’art. 32 del TUIR.


Tale norma nasce, dunque, con l’obiettivo di incentivare il passaggio alla forma societaria degli imprenditori agricoli individuali, attraverso il mantenimento in capo alle società che rivestono la qualifica di “società agricole” di un particolare sistema di determinazione del reddito, che costituisce un regime naturale di tassazione solo per le persone fisiche, società semplici e enti non commerciali.


In particolare, la circolare ha spiegato che la “forma”(ragione sociale e statuto) è condizione necessaria ma non sufficiente per accedere al regime forfetario: sono escluse dalla tassazione catastale, per esempio, le imprese che svolgono attività industriale e di trasporto.


L’Agenzia ha, inoltre, chiarito che le società agricole che intendono optare per la tassazione catastale devono possedere i requisiti fin dall’inizio del periodo d’imposta e che non c’è nessuna esclusione automatica dall’applicazione della disciplina delle società di comodo.


I soggetti cui si applica il suddetto comma 1093 sono le:


– società agricole in nome collettivo;


– società agricole in accomandita semplice;


– società agricole a responsabilità limitata;


– società agricole cooperative.


Restano escluse le società semplici esercenti attività agricole per le quali la determinazione del reddito sulla base dei criteri catastali costituisce il naturale regime d’imposizione inderogabile e le cooperative che svolgono solo attività di trasformazione/commercializzazione di prodotti conferiti dai soci qualora non posseggano e/o non conducano i terreni sui quali esercitano l’attività agricola. Per queste ultime manca, infatti, il requisito primario per potere determinare il reddito su base catastale, rappresentato dal terreno stesso.


Come determinare l’esclusività


Le società agricole che esercitano l’opzione per la tassazione del reddito catastale devono svolgere le attività agricole in modo esclusivo.


L’Agenzia ha chiarito che il requisito di esclusività non si concretizza soltanto nel possesso dei requisiti formali (ragione sociale e statuto), ma nell’effettivo svolgimento di attività di coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.


Non possono qualificarsi come società agricole e, quindi, accedere al regime di tassazione del reddito catastale, le società che a prescindere dall’oggetto sociale esercitano, per esempio, attività industriale, di trasporto, bancaria o assicurativa, sfruttamento di miniere, ecc.


Esclusività salva, invece, quando la società svolge attività strumentali, come ad esempio acquistare o prendere in affitto terreni, necessarie per conseguire i propri obiettivi imprenditoriali.


Dal regime ordinario a quello catastale


Le società agricole che intendono optare per la tassazione catastale devono possedere i requisiti fin dall’inizio del periodo d’imposta e comunicare la propria scelta nella prima dichiarazione (Iva o dei redditi) da presentare.


Per quanto riguarda, invece, la determinazione del reddito nel passaggio dal regime ordinario a quello catastale, l’Agenzia ha chiarito che le componenti di reddito, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata negli esercizi futuri, valgono soltanto se i relativi presupposti si sono verificati prima dell’opzione.


Le società agricole non sfuggono alla disciplina delle società di comodo


La circolare ha, infine, chiarito che le società agricole sono soggette come tutte le altre alla disciplina delle società di comodo e pertanto devono effettuare il test di operatività.


Nel caso non superino il test, possono fare istanza di interpello disapplicativo rappresentando le situazioni peculiari del proprio settore, compresa la determinazione forfetaria del reddito.


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