Novità fiscali del 28 ottobre 2010: Siciliotti alle Entrate, prorogare i termini per la Black list; sentenze fiscali senza sospensiva; INAIL, nuovo modello OT 24 - MAT (bonus malus); rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola; deducibili anche i compensi agli amministratori di Snc e Sas purché siano inerenti; anche i collaboratori a progetto hanno diritto all’indennità una tantum; commesse pluriennali: Agenzia delle Entrate muta parere, vale la correlazione tra costi/ricavi nell’anno; valida la notifica dell’accertamento fiscale al consulente fatta nella sede operativa dell’azienda

 

 

Indice:

 

1) Sentenze fiscali senza sospensiva

 

2) Inail, nuovo Modello OT 24 – MAT (bonus malus)

 

3) Padri europei con congedo di due settimane

 

4) Rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola

 

5) Deducibili anche i compensi agli amministratori di Snc e Sas purché siano inerenti

 

6) Anche i collaboratori a progetto hanno diritto all’indennità una tantum

 

7) Commesse pluriennali: L’Agenzia delle Entrate muta parere, vale la correlazione tra costi/ricavi nell’anno

 

8) Siciliotti alle Entrate, prorogare i termini per la Black list

 

9) Valida la notifica dell’accertamento fiscale al consulente fatta nella sede operativa dell’azienda

 

10) Altre di fisco

 

 

1) Sentenze fiscali senza sospensiva

Nel processo tributario non è ammessa la sospensiva cautelare della sentenza di secondo grado richiesta con il ricorso in Cassazione (artt. 49 e 68 Dlgs. 546/92).

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 21121 del 13 ottobre 2010, che si è, così, pronunciata a seguito di ricorso del contribuente che, dopo aver assistito al ribaltamento in appello dell’esito favorevole della sentenza di primo grado, ha impugnato la pronuncia della Commissione Tributaria Regionale e ha richiesto alla Cassazione di voler disporre la provvisoria sospensione dell’esecutività della sentenza opposta.

La Suprema Corte ha non ha accolto tale richiesta, posto che, secondo la giurisprudenza di legittimità, nel processo tributario è esclusa ogni possibilità di tutela cautelare nei confronti dell’efficacia esecutiva della pronuncia di secondo grado, secondo quanto stabilito nel D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 49 e 68, senza che ciò determini un’ingiustificata lesione del diritto di difesa.

Secondo la Cassazione, dunque, il contribuente non ha diritto di formulare la domanda di sospensiva.

 

 

2) Inail, nuovo Modello OT 24 – MAT (bonus malus)

L’Istituto ha predisposto un nuovo formato per il 31 gennaio.

L’Inail, con la nota n. 7625 del 20 ottobre 2010 ha pubblicato i nuovi modelli OT 24 – MAT bonus malus.

I modelli sono utilizzabili dalle aziende che hanno effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia.

Tali aziende, entro il 31 gennaio di ciascun anno, possono presentare l’istanza di riduzione del tasso medio di tariffa.

(Nota dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di ottobre 2010)

 

 

3) Padri europei con congedo di due settimane

il parlamento europeo dispone la possibilità di astensione durante il periodo di maternità. Congedo di maternità per 20 settimane, interamente remunerate e 15 giorni di astensione (retribuita) anche ai padri, durante il periodo in cui anche la madre è in maternità.

Sono alcune delle disposizioni approvate il 20 ottobre 2010 dal Parlamento europeo, con le quali si modifica la legislazione europea in materia di congedo di maternità minimo.

In Italia attualmente il congedo di paternità è possibile solo fino ad un massimo di 6 mesi al 30% della retribuzione.

Al Parlamento italiano sono state depositate alcune proposte di legge volte ad introdurre l’obbligo di astensione dai 4 ai 10 giorni di congedo retribuito obbligatorio. Le altre norme introdotte dal Parlamento europeo in materia di tutela della maternità sono tutte meno favorevoli rispetto alle regole già vigenti in Italia.

(Nota dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di ottobre 2010)

 

 

4) Rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola

L’art. 7 della Legge n. 448/2001 (Legge finanziaria per il 2002) ha inizialmente consentito ai contribuenti che detenevano alla data del 1° gennaio 2002 terreni edificabili e con destinazione agricola, di rideterminare il loro valore di acquisto alla predetta data.

Il costo di acquisto “rideterminato”, secondo le modalità contenute nelle predette disposizioni, è utilizzabile ai fini del calcolo dei redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lettere a) e b), del TUIR.

Per poter utilizzare a tali fini il valore dei terreni alla data del 1° gennaio 2002, in luogo del costo storico, il contribuente era tenuto a determinare detto valore mediante apposita perizia giurata di stima ed a corrispondere un’imposta sostitutiva nella misura del 4% del predetto valore.

Vari interventi normativi hanno previsto la possibilità di rideterminare il valore dei terreni anche in periodi successivi.

In tale contesto che succede se il contribuente abbia usufruito della possibilità di rideterminare il valore del terreno posseduto alla data del 1° gennaio 2008, per effetto dell’art. 1, comma 91, della Legge n. 244/2007, effettuando gli adempimenti previsti entro il 30 giugno 2008.

A tale riguardo l’Agenzia dell’Entrate ha prima considerato che in data successiva l’art. 2, comma 229, della legge n. 191/2009, ha previsto nuovamente la possibilità di rideterminare il valore dei terreni posseduti alla data del 1° gennaio 2010, rilevando come tale contribuente intenda usufruire di tale ulteriore agevolazione effettuando i relativi adempimenti entro il 31 ottobre 2010.

L’Agenzia ha, quindi, ribadito che il contribuente che abbia proceduto a rideterminare il valore dei terreni ad una certa data, ove lo ritenga opportuno, può usufruire della norma agevolativa emanata dopo, ma dovrà in tal caso determinare mediante una nuova perizia giurata di stima il valore dei terreni alla data del 1° gennaio 2010, nonché procedere al versamento della relativa imposta sostitutiva, richiedendo il rimborso dell’importo precedentemente versato.

In tale ipotesi, se il contribuente si è avvalso della rateazione dell’imposta dovuta, non è tenuto a versare la rata o le rate successive relative alla precedente rideterminazione

Ciò vale anche nel caso in cui la seconda perizia giurata di stima riporti un valore del terreno inferiore a quello risultante dalla perizia precedente.

Comunque, le perizie devono essere redatte con le responsabilità sancite dall’art. 64 del Codice di Procedura Civile.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 111/E del 22/10/2010)

 

 

5) Deducibili anche i compensi agli amministratori di Snc e Sas purché siano inerenti

Le società, sia di capitali sia di persone, possono dedurre i compensi attribuiti agli amministratori, nel rispetto, però, del principio di cassa e di quello di inerenza.

E’ su tale posizione la stessa Amministrazione finanziaria, che in sede di risposta a un’interrogazione parlamentare fornita il 30/09/2010, ha di fatto negato la differente presa di posizione fornita dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 18702/10, che, come è risaputo, ha suscitato numerose critiche in dottrina e preoccupazioni da parte di taluni operatori.

La stessa Agenzia ha, poi, ricordato che la deducibilità del compenso presuppone la sua inerenza all’attività d’impresa secondo il principio di cui all’art. 109, comma 5, del Tuir, inerenza che va valutata caso per caso in relazione alla specifica fattispecie considerata.

L’Amministrazione finanziaria ha, pertanto, correttamente ribadito che è abbastanza chiara il dettame normativo che, imponendo l’applicazione del principio di cassa, comporta il riconoscimento del diritto alla deduzione dei compensi attribuiti agli amministratori.

Tale deducibilità è stata ulteriormente confermata dall’affermazione secondo la

quale la stessa è condizionata esclusivamente alla verifica, caso per caso, del rispetto del principio dì inerenza dei compensi all’attività d’impresa.

Tutto ciò si applica sia nei confronti delle società e degli enti soggetti all’Ires (cui fa riferimento l’art. 95 del Tuir) sia delle società di persone, essendo affermato, nel precedente art. 56, comma 1, che le disposizioni concernenti la determinazione del reddito d’impresa relative alle società e agli enti di cui all’art. 73, comma 1, lettere a) e b) valgono anche per le società in nome collettivo e in accomandita semplice (ed equiparate).

 

 

6) Anche i collaboratori a progetto hanno diritto all’indennità una tantum

Il Legislatore ha previsto, per il biennio 2010/2011, in via sperimentale e nei soli casi di fine lavoro, la corresponsione in un’unica soluzione di un’ indennità straordinaria pari al 30% del reddito percepito l’anno precedente, ma comunque entro un tetto massimo di € 4.000,00.

Tutto ciò è possibile purché al momento della domanda sussistano specifici requisiti.

Sul tema è intervenuta di recente l’Inps con la circolare n. 36 del 2010 e per ultimo con il messaggio n. 26236 del 19 ottobre 2010.

Requisiti e condizioni

Possono fruire del beneficio i collaboratori coordinati e continuativi che risultino

iscritti, in via esclusiva, alla gestione separata e che soddisfino in via congiunta, i seguenti specificati requisiti previsti dalla norma:

– Devono essere iscritti esclusivamente alla gestione separata Inps (Legge 8 agosto 1995, n. 335, comma 26, art. 2);

– devono svolgere l’attività per un unico committente e tale caratteristica deve riferirsi all’ultimo rapporto di collaborazione (rilevabile dalla denuncia UNIEMES);

– abbiano percepito nell’anno precedente un reddito lordo non superiore a 20.000,00 e non inferiore a 5.000,00 euro;

– abbiano un accredito presso la gestione separata Inps, per l’anno di riferimento, di almeno una mensilità;

risultino senza contratto di lavoro da almeno due mesi;

abbiano un accredito presso la predetta gestione separata per l’anno precedente, di almeno tre mensilità.

Presentazione della domanda

Per usufruire di tale beneficio, il collaboratore coordinato continuativo deve presentare la domanda all’Inps, territorialmente competente, entro il termine ordinario di 30 giorni dal verificarsi dell’evento di “Fine lavoro”.

Ulteriori chiarimenti dall’Inps

Infine, l’Inps, con il messaggio n. 26236 del 19 ottobre 2010 ha chiarito che per “anno di riferimento” si intende quello nel quale si verifica l’evento “fine lavoro”, rilevabile dalle comunicazioni obbligatorie che il committente è tenuto ad inviare nei casi di cessazione del rapporto di lavoro.

 

 

7) Commesse pluriennali: L’Agenzia delle Entrate muta parere, vale la correlazione tra costi/ricavi nell’anno

Mutamento di parere dalle Entrate in relazione al criterio di imputazione al periodo di imposta per le commesse pluriennali.

Difatti, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, vale la correlazione nell’anno tra i costi e ricavi, per cui tale criterio di imputazione nel periodo si applica non solo per i ricavi della commessa ma anche per i relativi costi maturati anno per anno.

Invece, in precedenza, l’Agenzia delle Entrate, con una risoluzione (n. 260/E del 2009), concernente l’imputazione a periodo dei costi sostenuti da un’impresa che aveva poi subappaltato ad un’altra, aveva sostenuto che per la società subappaltante tali costi si sarebbero potuti dedurre dal reddito solo nell’anno in cui le opere subappaltate sarebbero state ultimate e liquidate in via definitiva.

 

 

8) Siciliotti alle Entrate, prorogare i termini per la Black list

Riguardo la richiesta di proroga dei termini di presentazione previsti per la comunicazione cd. Black list, pubblichiamo di seguito il comunicato integrale dell’Ordine dei Commercialisti apparso sul sito www.cndcec:

<<Il presidente dei commercialisti scrive a Befera: “Per una novità così importante c’è bisogno di più tempo e di ulteriori chiarimenti normativi”.

I commercialisti in prima fila nella lotta alle pratiche fiscali scorrette.

Rinviare la scadenza del 2 novembre relativa alla comunicazione telematica delle operazioni con i Paesi della Black list.

E’ la richiesta avanzata da Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, in una lettera inviata oggi al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera.

“Con l’approssimarsi della prima scadenza relativa alla comunicazione telematica delle operazioni con i cosiddetti “Paesi black list” – scrive Siciliotti – riteniamo opportuno che l’Agenzia delle Entrate valuti una proroga del termine, al fine di evitare che una così importante novità cominci la propria “avventura” in un contesto di molti dubbi operativi e di assai forte disaffezione da parte degli operatori”.

Nella missiva Siciliotti ricorda innanzitutto come “il Consiglio nazionale dei commercialisti si sia speso e si spenda nella sensibilizzazione della pubblica opinione rispetto a pratiche fiscali scorrette, a cominciare da quelle che presuppongono un utilizzo distorto della localizzazione di soggetti giuridici in Paesi che fanno dell’opacità finanziaria il fondamento della propria appetibilità, a tutto danno dei Paesi trasparenti”. I commercialisti, prosegue Siciliotti, “ritengono un sacrificio accettabile, per i contribuenti ed in primis per noi che li assistiamo, l’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni con i c.d. “Paesi black list”, introdotto dal DL 40/2010”.

Siciliotti sottolinea però anche come le linee interpretative finora fornite sulla materia dall’Agenzia delle Entrate “pur affrontando in modo adeguato molti punti della disciplina, non hanno dissipato tutti i dubbi che, quotidianamente, vengono segnalati dalla stampa specializzata e sono in larga parte condivisi dal nostro ufficio studi”. “Penso – scrive ancora Siciliotti – a mero titolo esemplificativo, alla nozione di “operatore economico”, ai rapporti tra stabili organizzazioni e casa madre, alle note di variazione IVA che insistono su periodi di riferimento diversi da quelli delle fatture che vanno a rettificare”.

Inoltre, anche per quanto concerne i punti adeguatamente chiariti dall’Agenzia, non si può non rilevare, secondo Siciliotti, come la Circolare sia stata diramata soltanto il 21 ottobre scorso.

Troppo a ridosso della scadenza, per i commercialisti, se si considera l’elevata complessità della materia in questione.>>

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato del 26 ottobre 2010)

 

 

9) Valida la notifica dell’accertamento fiscale al consulente fatta nella sede operativa dell’azienda

Non è necessario che il plico venga consegnato a un dipendente.

E’, dunque, valida la notifica dell’atto fiscale presso la sede dell’azienda anche se il plico è stato consegnato a un consulente.

Il trasferimento della sede legale, se non reso noto con pubblicazione, rende valida la notifica effettuata nel vecchio indirizzo.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 21942 del 27/10/2010)

 

 

10) Altre di fisco:

 

– Franchigia Iva solo per i residenti

L’applicazione del regime di franchigia Iva è limitato ai soggetti stabiliti nello Stato membro.

Tale limitazione non contrasta con i diritti fondamentali e i principi del diritto comunitario

Così ha deciso la Corte di giustizia Ue, con la sentenza 26 ottobre 2010, causa C-97/09, che ha, quindi, bocciato la precedente tesi dell’avvocato generale.

 

 

– L’utilizzo del leasing non comporta abuso di diritto

L’impresa che non può detrarre l’Iva sugli acquisti, perché effettua operazioni esenti, non commette abuso di diritto se, per dilazionare il carico d’imposta, ricorre al leasing, anziché all’acquisto, per ottenere i beni strumentali necessari all’esercizio dell’attività.

Sono queste le conclusione dell’avvocato generale della Corte di giustizia Ue depositate il 26 ottobre 2010 nel procedimento pregiudiziale C-103/09, concernente l’interpretazione della nozione di abuso di diritto.

 

 

– DPL e Guardia di Finanza: firmata convenzione per collaborare sul contrasto al lavoro nero

Avviata dal 26/10/2010 la cooperazione tra Direzione provinciali del lavoro e Guardia di Finanza per il contrasto ai fenomeni di criminalità connessi allo sfruttamento del lavoro e all’occupazione illegale dei lavoratori.

 

Gratuito patrocinio ancorato alle tariffe professionali anche dopo il decreto Bersani

La liquidazione dei compensi per il gratuito patrocinio rimane ancorata alle tariffe forensi anche dopo l’entrata in vigore del D.L. n. 223/2006.

(TAR della Lombardia, sentenza 7064 del 26/10/2010)

 

 

– Pubblicato in G.U. comunicato sui contratti pubblici per le imprese con sede in Paesi Black list

E’ stato pubblicato in G.U. (n. 251 del 26/10/2010) il comunicato, dell’Autorità sulla vigilanza, sui contratti pubblici per le imprese con sede in Paesi a fiscalità privilegiata.

Si tratta delle disposizioni antiriciclaggio ai sensi dell’art. 37 del D.L. n. 78/2010, convertito in Legge n. 122/2010 (che stabilisce, per le imprese aventi sede, domicilio o residenza nei Paesi con regime fiscale privilegiato, ove non sia garantita la trasparenza nello scambio delle informazioni, in quanto non inclusi nelle Black list, l’obbligo di possedere un’autorizzazione rilasciata dal Ministero dell’Economia ai fini dell’ammissione alla partecipazione alla procedura di evidenza pubblica).

 

 

– Conferimento di ramo azienda riqualificato come compravendita

Il conferimento da parte di un socio di un ramo d’azienda costituito da soli beni immobili e la successiva cessione della sua quota agli altri due soci della stessa società, va riqualificato come compravendita, con conseguente applicazione delle maggiori imposte dovute.

(Commissione Tributaria Regionale Piemonte, sentenza n. 45/38/10 del 2010).

 

 

– Unico al 5 ottobre 2010: non è una proroga, il termine di presentazione resta immutato

Gli adempimenti connessi alla scadenza di Unico andranno effettuati con riferimento alla data del 30 settembre 2010.

Lo slittamento al 5 ottobre degli adempimenti telematici in scadenza il 30 settembre scorso (tra i quali, la presentazione dei modelli annuali di dichiarazione), concesso a seguito di un guasto tecnico ai servizi informatici, non è una proroga.

Tenendo conto delle difficoltà registrate, si è semplicemente riconosciuta la possibilità di trasmettere i modelli con qualche giorno di ritardo, senza applicazione di alcuna sanzione.

Il termine di scadenza per la presentazione delle dichiarazioni 2010 resta, pertanto, fissato al 30 settembre. Questa continua ad essere la data cui far riferimento per gli adempimenti fiscali aventi scadenza successiva al 30 settembre e connessi al termine di presentazione di Unico 2010.

Di conseguenza, per rimediare, ad esempio, alla mancata presentazione della dichiarazione, ci sarà tempo fino al 29 dicembre. Se non si provvederà all’invio nemmeno entro quella data, per il Fisco si tratterà di dichiarazione omessa.

A causa dell’interruzione dei servizi informatici, dunque, le dichiarazioni 2010 inviate entro il 5 ottobre sono in regola. Ma non si tratta di una vera e propria proroga del termine di presentazione delle dichiarazioni. La scadenza resta fissata al 30 settembre 2010.

Per cui tutti i successivi adempimenti legati a tale adempimento restano immutati (tra cui ad es. la stampa delle scritture contabili annuali).

(Notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 27/10/2010)

 

 

– Circolare della Fondazione Studi Consulenti Lavoro n. 15/2010

Pubblicata la circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro n. 15 del 27.10.2010 avente per oggetto: Agevolazioni ex art. 8, comma 9, legge n. 407/90.

Con nota a Prot. n. 25/I/0017281, del 15 ottobre 2010 (interpello n. 37/2010), il Ministero del Lavoro, in risposta ad un quesito avanzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ha precisato che le agevolazioni contributive previste dall’art. 8, comma 9, della L. n. 407/1990, non spettano per le assunzioni effettuate in sostituzione di lavoratori sospesi o licenziati per qualunque motivo ivi comprese le ipotesi di giusta causa e mancato superamento del periodo di prova.

Secondo la previsione dell’art. 8, comma 9, della legge n. 407/90, in caso di assunzioni con contratto a tempo indeterminato di lavoratori disoccupati da almeno ventiquattro mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale da un periodo uguale a quello suddetto, quando esse non siano effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese per qualsiasi causa licenziati o sospesi, i contributi previdenziali ed assistenziali sono applicati nella misura del 50% per un periodo di trentasei mesi.

L’agevolazione è elevata alla misura del 100% per le assunzioni effettuate dalle imprese operanti nei territori del Mezzogiorno – di cui al T.U. approvato con D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218 – e per quelle artigiane così come qualificate dalla legge n. 443/85.

 

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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