Non è necessaria la comunicazione d’irregolarità

 

E’ la Corte di Cassazione – con la sentenza n. 17396 del 23 luglio 2010 (udienza del 23 giugno 2010) – ad affermare che, nelle ipotesi di liquidazione della dichiarazione, ai sensi degli artt. 36-bis del D.P.R. n. 600/73 e 54-bis del D.P.R. n. 633/72, non è necessaria la preventiva comunicazione d’irregolarità.




La sentenza n. 17396/2010


Per la Corte di Cassazione, la comunicazione d’irregolarità è necessaria solo qualora il controllo automatico della dichiarazione riveli “un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione“.


Nel caso di specie, invece, l’Ufficio non era di fronte ad un risultato diverso da quello indicato in dichiarazione e, pertanto, s’è limitato a iscrivere a ruolo le somme che lo stesso contribuente aveva dichiarato ma non versato“.


La ragione addotta dalla Corte è lapalissiana e semplicissima: i dati contabili risultanti dalla liquidazione automatica “si considerano, a tutti gli effetti, come dichiarati dal contribuente”.


In pratica, fuori di metafora: se è stato lo stesso contribuente a dichiarare il dovuto, a cosa necessita l’invio di una ulteriore comunicazione preventiva, se il Fisco non richiede altro quanto dichiarato dal contribuente ?


Nel caso di specie, nulla l’ufficio aveva da comunicare, poiché non risulta che abbia contestato o rettificato in alcun modo la dichiarazione, a seguito di controlli automatici o di altro tipo.




Brevi riflessioni


Correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nella determinazione degli imponibili, delle imposte, dei contributi e dei premi; correggere gli errori materiali commessi dai contribuenti nel riporto delle eccedenze delle imposte, contributi, e dei premi risultanti dalle precedenti dichiarazioni; ridurre le detrazioni d’imposta indicate in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni; ridurre le deduzioni dal reddito esposte in misura superiore a quella prevista dalla legge ; ridurre i crediti d’imposta esposti in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni; controllare la rispondenza con la dichiarazione e la tempestività dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta; correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nella determinazione del volume d’affari e delle imposte; correggere gli errori materiali commessi dai contribuenti nel riporto delle eccedenze d’imposta risultanti dalle precedenti dichiarazioni; controllare la rispondenza con la dichiarazione e la tempestività dei versamenti dell’imposta risultante dalla dichiarazione annuale a titolo di acconto e di conguaglio nonché dalle liquidazioni periodiche di cui agli articoli 27, 33, comma 1, lettera a), e 74, quarto comma: sono questi i compiti demandati agli artt. 36-bis e 54-bis, rispettivamente, del D.P.R. n. 600/73 e D.P.R. n. 633/72, che vi provvedono attraverso procedure automatizzate, entro l’inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all’anno successivo, alla liquidazione dell’imposta dovuta in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti.


Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, ovvero dai controlli eseguiti dall’ufficio, ai sensi del comma 2-bis, emerge un’imposta o una maggiore imposta, l’esito della liquidazione è comunicato al contribuente o al sostituto d’imposta per evitare la reiterazione di errori e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali.


Quindi, solo se vi è una differenza fra il dichiarato e liquidato, è necessaria la comunicazione (cfr. sul punto autorevole dottrina, ANTICO, Avviso bonario: seconda stoccata della Cassazione a favore del Fisco, in www.ilhttps://www.commercialistatelematico.com, che ha sempre sostenuto tale tesi).


E per questa ultima ipotesi – divergenza fra dichiarato e liquidato – la comunicazione, ai sensi dell’art. 6, comma 5, della legge n. 212/2000, “prima di procedere alle iscrizioni a ruolo“ è necessaria solo “qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione”.


In ogni caso, la funzione della comunicazione preventiva è quella di consentire al contribuente di poter godere di un regime sanzionatorio più favorevole, fermo restando l’obbligo di corresponsione integrale del tributo (e degli interessi).


E pertanto, il mancato ricevimento della comunicazione – ove necessario – comporta l’eventuale riconoscimento della riduzione delle sanzioni, ma non fa venire meno la validità della cartella di pagamento per tributo ed interessi.




2 agosto 2010


Francesco Buetto


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