Transazione fiscale su crediti contributivi

 

L’art. 32, c. 5, del D.L. 29 novembre 2008, n.185, convertito in legge 28 gennaio 2009, n. 2 ha sostituito il comma 1 dell’art. 182 – ter (transazione fiscale) del Regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (c.d. legge fallimentare), prevedendo per l’imprenditore in stato di crisi o di insolvenza, la possibilità di proporre ai creditori, nel piano di risanamento posto a fondamento del concordato preventivo (art. 160 della L.F.), che in quello relativa agli accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis L.F., il pagamento parziale dei contributi amministrati da Enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatoria e dei relativi accessori.


La proposta di pagamento parziale può riguardare tanto i debiti contributivi aventi natura chirografaria che quelli assistiti da privilegio.


La norma prevede che se il credito contributivo è assistito da privilegio, la percentuale, i tempi di pagamento e le eventuali garanzie non possono essere inferiori a quelli offerti ai creditori che vantano crediti assistiti da privilegio inferiore.


Se il credito contributivo ha natura chirografaria, il trattamento non può essere differenziato rispetto a quello degli altri creditori chirografari, ovvero, nel caso di suddivisione in classi, dei creditori rispetto ai quali è previsto un trattamento più favorevole.


Ai sensi del 6° comma dell’articolo 32 della citata legge n. 2 del 2009, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ha emanato il decreto interministeriale del 4 agosto 2009 (in G.U. n. 251 del 28 ottobre 2009), con il quale sono state definite le modalità di applicazione nonché i criteri e le condizioni di accettazione da parte degli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie degli accordi sui crediti contributivi.


Oggi, con la circolare n. 38 del 15 marzo 2010 l’INPS ha illustrato le modalità operative concernenti le proposte di accordo sui crediti per contributi di previdenza ed assistenza sociale gestiti dall’Istituto, avanzate ai sensi dell’art. 182-ter della legge fallimentare.




I crediti dell’Istituto




I crediti per contributi, premi ed accessori, che possono formare oggetto della proposta di accordo transattivo sono:




  • i crediti assistiti da privilegio;



  • i crediti aventi natura chirografaria;



  • i crediti iscritti a ruolo e quelli non iscritti a ruolo.




I Crediti non transabili




Non possono formare oggetto della proposta di accordo transattivo i crediti oggetto di cartolarizzazione ai sensi dell’art. 13 della legge n. 448 del 1998 e successive modificazioni, nonché i crediti dovuti in esecuzione delle decisioni assunte dagli organi comunitari in materia di aiuti di Stato ( a titolo esemplificativo la circolare richiama il recupero degli sgravi contributivi fruiti dalle aziende per la stipulazione di contratti di formazione a lavoro in forza della decisione della Commissione della Comunità europea dell’11 maggio 1999).




Soggetti legittimati alla presentazione della proposta transattiva




Possono proporre l’accordo transattivo sui crediti per contributi e relativi accessori di legge gli imprenditori che abbiano i requisiti previsti dall’art. 1 del D.Lgs. n. 169 del 2007.




La proposta di transazione




Gli imprenditori debbono presentare agli enti previdenziali la proposta di accordo corredata dalla documentazione prevista, accompagnata da una relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, c. 3, lett. d), della citata legge fallimentare, che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano dell’impresa.


Tale adempimento deve essere assolto dal debitore, sia nel caso di proposta di transazione nell’ambito degli accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis L.F., sia nel caso di concordato preventivo.


Peraltro, essendo finalizzata alla conclusione di un accordo per la ristrutturazione e la soddisfazione, anche parziale, dei debiti contributivi, la proposta dovrà essere redatta in modo analitico ed esauriente.


A corredo della domanda deve essere prodotta la seguente documentazione:




  • relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria;



  • stato analitico ed estimativo delle attività ed elenco creditori e delle cause di prelazione;



  • elenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di proprietà o in possesso del debitore;



  • il valore dei beni e i creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili.




La relazione del professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, c. 3, lett. d) della citata legge fallimentare deve contenere, inoltre, un’analisi aziendale, con la tecnica degli indici di bilancio, sulle prospettive di rilancio dell’azienda e sugli aspetti di salvaguardia dei livelli occupazionali.


Inoltre, alla proposta di transazione previdenziale dovrà essere allegato:




  • un prospetto riportante il grado di soddisfacimento, i tempi e le modalità di pagamento per gli ulteriori debiti;



  • la quietanza di pagamento degli aggi dovuti all’esattore in caso di crediti iscritti a ruolo.




Limiti alla falcidia dei crediti contributivi. Dilazionabilità del pagamento dei crediti contributivi




La proposta di pagamento per i crediti privilegiati di cui al n. 1 dell’art. 2778 cod. civ. e per i crediti per premi non può essere inferiore al cento per cento; la proposta di pagamento per i crediti privilegiati di cui al n. 8 del predetto art. 2778 cod. civ. non può essere inferiore al quaranta per cento.


La proposta parziale per i crediti di natura chirografaria, rappresentata per i crediti dell’Istituto dal restante cinquanta per cento degli accessori, non può essere inferiore al trenta per cento.


Infine il terzo comma dell’art. 3, del D.M. ammette il pagamento dilazionato dei crediti, oggetto della transazione.


Peraltro, la dilazione non può essere superiore a sessanta rate mensili, con applicazione degli interessi al tasso legale vigente al momento della presentazione della domanda di dilazione, corredata di apposita fideiussione o garanzia reale per il valore dell’importo definito nell’atto di transazione.


La dilazione comprende tutti i crediti oggetto dell’accordo e che per l’accettazione della dilazione il contribuente deve essere in regola con il pagamento dei contributi correnti dalla data della proposta di transazione.




Condizioni di accettazione da parte degli enti previdenziali




Ai fini dell’accettazione della proposta transattiva, oltre al rispetto dei limiti alla falcidia dei crediti ed alla valutazione della relazione richiesta, gli enti previdenziali debbono tenere conto dei parametri valutativi di seguito indicati:


a) idoneità dell’attivo ad assicurare il soddisfacimento dei crediti anche mediante prestazioni di eventuali garanzie;


b) riconoscimento formale ed incondizionato del credito per contributi e premi e rinuncia a tutte le eccezioni che possono influire sulla esistenza ed azionabilità dello stesso;


c) correntezza nel pagamento dei contributi e premi dovuti per i periodi successivi alla presentazione della proposta di accordo;


d) versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti ai fini dell’accesso alla dilazione dei crediti;


e) essenzialità dell’accordo ai fini della continuità dell’impresa e di ogni possibile salvaguardia dei livelli occupazionali, tenuto conto dell’importanza che la stessa riveste nel contesto economico-sociale dell’area in cui opera.




La richiesta della prestazione di eventuali garanzie reali deve essere limitata ai soli casi in cui il contribuente richiede il pagamento dilazionato.


Se il debitore non rispetta gli obblighi previsti nell’accordo transattivo, inserito in un concordato preventivo ovvero in un accordo di ristrutturazione dei debiti omologati dal Tribunale, ciascun creditore ne può chiedere la risoluzione per inadempimento ai sensi dell’art. 186 L.F..




Procedura di gestione della proposta di transazione




La richiesta di transazione, corredata della documentazione, deve essere presentata alla Sede competente e nel caso di crediti iscritti a ruolo, anche all’Agente della Riscossione locale. In tale fattispecie, congiuntamente alla presentazione della proposta il contribuente dovrà richiedere all’agente della riscossione la certificazione dei propri debiti.


La Sede Provinciale effettuerà una compiuta istruttoria, verificando che tutti i documenti richiesti siano stati allegati alla proposta transattiva e, in caso affermativo, scendendo nel merito della proposta stessa.


Qualora la proposta transattiva sia carente di qualcuno dei documenti richiesti dovrà essere preso immediato contatto con l’azienda invitandola a completare la documentazione.


Nel corso dell’istruttoria la competente sede provinciale dovrà assumere i necessari contatti con la locale Agenzia delle Entrate al fine di effettuare congiunte valutazioni in merito alla proposta presentata.


Ultimata l’istruttoria la sede Provinciale trasmetterà gli atti alla Direzione regionale competente affinché esprima, assistita dall’avvocatura distrettuale del capoluogo di regione a cui siano assegnate le competenze di coordinamento regionale, il proprio parere.


In caso di parere favorevole all’accoglimento della proposta transattiva, questa dovrà essere sottoposta al vaglio del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per la sua definitiva approvazione.


Il Direttore Provinciale provvederà alla definitiva sottoscrizione dell’accordo dopo la delibera di accoglimento da parte del Consiglio di Amministrazione.


Qualora l’impresa presenti più posizioni aperte la Direzione regionale competente è quella dove è situata la sede legale. La predetta Direzione svolgerà un ruolo di coordinamento con le restanti Direzioni dove risultano aperte altre posizioni contributive.


Con riguardo all’imposta sul valore aggiunto, la proposta può prevedere esclusivamente la dilazione del pagamento.


Quindi, il pagamento dell’IVA in misura intera, non deve essere preso in considerazione ai fini dell’esame comparativo tra le percentuali e ed i tempi di pagamento dei crediti tributari con quelli relativi ai crediti contributivi.


In merito, poi, alle condizioni di accettazione della proposta contenute nel Decreto interministeriale attuativo, si rammenta che:


1) l’importo dovuto a titolo di contributi può essere falcidiato nel rispetto dei limiti indicati dall’art. 3 del Decreto Ministeriale attuativo;


2) la misura della sanzioni complessivamente dovute può essere rideterminata in misura ridotta sulla base di quanto previsto per il concordato preventivo, cui si rimanda, e comunque ad un tasso non inferiore a quello degli interessi legali. A tal fine il piano di risanamento finanziario sarà predisposto con riferimento alla data di omologazione da parte del Tribunale.


3) la durata massima del piano di risanamento finanziario viene fissata nel limite di 5 anni, durante il quale saranno dovuti solo gli interessi legali;


4) è necessario sia sottoscritta apposita clausola quale formale ed incondizionato riconoscimento di debito, con cui l’azienda si impegna al regolare adempimento di tutti gli obblighi contributivi (DM, F24, EMens, UNIEMENS etc) nascenti dalla data di omologazione da parte del Tribunale.




22 giugno 2010


Roberta De Marchi


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