Perdite nel modello UNICO 2010

Perdite nei vari Modello Unico 2010: Aspetti dichiarativi per persone fisiche, società di persone e di capitali


 


Ai fini Irpef, i contribuenti devono distinguere le perdite in base al regime contabile (ordinario o semplificato) adottato dal soggetto che ha prodotto le perdite, che ne determina la relativa disciplina di utilizzabilità.


Viceversa, i contribuenti Ires, in sede di dichiarazione dei redditi, devono indicare le perdite limitatamente riportabili nei successivi cinque periodi d’imposta, suddivise per esercizio di formazione, nonché quelle sempre utilizzabili, maturate nel corso nei primi tre anni dalla costituzione.


Perdite nel Modello Unico PF 2010 relativo al 2009 (per le persone fisiche)


Di recente l’art. 8 del Tuir ha subito alcune modifiche, prima ad opera del comma 27, dell’art. 36 del D.L. 223/06), al fine di prevedere, anche per i lavoratori autonomi e le imprese minori, come già avveniva per i soggetti in contabilità ordinaria, la possibilità di dedurre le perdite unicamente dai redditi della stessa categoria di quella che le ha generate: Tutto ciò valeva per i redditi e per le perdite realizzati dal periodo di imposta in corso alla data del 4 luglio 2006 e fino al 31 dicembre 2007.


In seguito lo stesso art 8 del Tuir, nel comma 1, ha subito nuova modifica, questa volta da parte dell’art. 1, comma 29, della legge finanziaria 2008, in base alla quale si è ora stabilito che il reddito complessivo si determina sommando i redditi di ogni categoria e sottraendo le perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali (di cui all’art. 66 del Tuir) e quelle derivanti dall’esercizio di arti e professioni.


Ai sensi del comma 3 dell’art. 8, le perdite derivanti dall’esercizio di attività  commerciali nonché quelle derivanti da partecipazioni in società in nome collettivo e in accomandita semplice, in contabilità ordinaria, e da partecipazioni in società trasparenti ex art. 116 del Tuir possono essere compensate in ciascun periodo d’imposta con i redditi derivanti dalle predette attività e/o partecipazioni (sia in contabilità ordinaria che semplificata) e limitatamente all’importo che trova capienza in essi.


L’eccedenza può essere portata in diminuzione dei redditi derivanti dalle predette attività e/o partecipazioni negli esercizi successivi ma non oltre il quinto.


Tale compensazione delle perdite d’impresa in contabilità ordinaria con i redditi d’impresa conseguiti dallo stesso soggetto si effettua, nel quadro RF o RG o CM, e/o RH, e/o RD, in cui è stato conseguito un reddito d’impresa positivo.


Da tenere presente che la compensazione con il reddito di impresa conseguito nel periodo di imposta dovrà essere effettuata preliminarmente con le perdite d’impresa in contabilità ordinaria conseguite nel medesimo periodo di imposta e, per la parte non compensata con l’eventuale eccedenza di perdite in contabilità ordinaria non compensate nei precedenti periodi d’imposta.


Le perdite d’impresa in contabilità ordinaria (comprese le eccedenze dei periodi d’imposta precedenti) non compensate nei quadri RF o RG, e/o RH e/o RD dovranno essere riportate nel “Prospetto delle perdite d’impresa in contabilità ordinaria non compensate nell’anno”, contenuto nel quadro RS.


Le perdite che si sono generate nell’ambito del regime dei contribuenti minimi (quadro CM) non dovranno essere riportate nel quadro RS, giacché il riporto delle stesse è previsto nell’ambito del medesimo quadro.


Perdite riportabili senza limiti di tempo


Ciò vale per le perdite realizzate nei primi tre periodi d’imposta: Infatti, ai sensi dell’art. 84, comma 2, del Tuir, le perdite d’impresa in contabilità ordinaria realizzate nei primi tre periodi di imposta dalla data di costituzione possono essere computate in diminuzione del reddito d’impresa dei periodi d’imposta successivi senza alcun limite di tempo a condizione che si riferiscano ad una nuova attività produttiva.


La medesima regola si applica alle perdite derivanti dal regime dei contribuenti minimi nonché a quelle derivanti dall’attività d’impresa e in contabilità semplificata o di lavoro autonomo se prodotte negli 2006 e/o 2007.


Perdite nel Modello Unico SP 2010 relativo al 2009 (per le società di persone)


Si segnala una particolarità per quanto concerne le perdite delle società di persone, in particolare riguardo a quelle conseguite dalle Società in accomandita semplice.


Ove le perdite delle S.a.s. che eccedono l’ammontare del capitale sociale sono imputate, per l’intero, ai soli soci accomandatari.


In particolare, il quadro RH, del Modello Unico SP 2010, deve essere compilato dalle società semplici o associazioni fra artisti e professionisti, che hanno nel territorio dello Stato la sede legale o amministrativa o l’oggetto principale dell’attività e che partecipano in qualità di soci a società di persone ed equiparate residenti.


Ai sensi del comma 2 dell’art. 5 del TUIR, le quote di partecipazione agli utili sono quelle risultanti dall’atto pubblico o dalla scrittura privata autenticata di costituzione o da altro atto pubblico o scrittura privata autenticata di data anteriore all’inizio del periodo di imposta.


Se le quote non risultano da detti atti si presumono proporzionate al valore dei conferimenti dei soci; se il valore dei conferimenti non risulta determinato, le quote si presumono uguali.


Per conseguenza, ciascuno dei soci, se società semplice o associazione tra artisti e professionisti, deve dichiarare nel presente quadro la quota del reddito (o della perdita) della società di persone, risultante dalla dichiarazione di questa, che gli é proporzionalmente imputabile.


In tale contesto, le perdite delle società in accomandita semplice che eccedono l’ammontare del capitale sociale sono imputate, per l’intero, ai soli soci accomandatari.


Si ricorda, infine, che riguardo  i crediti d’imposta dichiarati dalle società di cui all’art. 5 del TUIR attribuiti ai soci, non vanno indicati nel quadro RH, giacché vanno esposti nel quadro RU.


Perdite nel Modello Unico SC 2010 relativo al 2009 (per le società di capitali)


Il Modello Unico SC 2010 è stato rivoluzionato, rispetto allo scorso anno, in relazione all’esposizione delle perdite ai fini dell’addizionale IRES: A tal fine è stata introdotta l’apposita sezione denominata XIII-A, utile per il calcolo dell’addizionale, inserita nel quadro RQ (rigo RQ50): Si tratta dell’addizionale per il settore petrolifero e dell’energia elettrica.


In particolare, la predetta sezione XIII-A va compilata dai soggetti che, ai sensi dell’art. 81, comma 16, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito Legge n. 133/2008, abbiano conseguito nel periodo di imposta precedente un volume di ricavi superiore a 25 milioni di euro e che operano nei settori di seguito indicati:


a) ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi;


b) raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale;


c) produzione o commercializzazione di energia elettrica.


Nel rigo RQ50 vanno indicato, nei distinti righi le varie tipologie di perdite.


Compilazione del rigo RQ50


Nel rigo RQ50, appositamente inserito per il calcolo dell’addizionale IRES, va indicato, nella colonna 1, l’importo corrispondente al reddito determinato nel quadro RF, rigo RF56, aumentato del reddito di partecipazione indicato nel rigo RF57, colonna 1, diminuito della perdita di partecipazione indicata nel rigo RF58, colonna 1, e dell’importo delle erogazioni liberali di cui al rigo RF60.


Compensazione delle perdite


Le perdite prodotte dalle imprese in regime di contabilità semplificata e quelle di lavoro autonomo possono essere compensate con gli altri redditi prodotti; le perdite delle imprese in regime di contabilità ordinaria, invece, possono esclusivamente essere computate in diminuzione di redditi aventi la medesima natura e l’eventuale eccedenza di perdita non utilizzata può essere riportata a nuovo.


Pertanto, le imprese in regime di contabilità semplificata ed i lavoratori autonomi non possono fruire del riporto delle perdite; è preclusa per tali soggetti la compilazione dell’apposito prospetto del quadro RS.


Come premesso, nella parte precedente (relativo al Modello Unico 2010 PF relativo appunto alle persone fisiche), l’art. 1, comma 29, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008) ha, infatti, reintrodotto la disciplina differenziata per le perdite generate dalle imprese in regime di contabilità semplificata, dopo che era stata abrogata dal comma 27 dell’art. 36 del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla Legge n. 248/2006.


In particolare, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 1° gennaio 2008, tali perdite non sono riportabili nei successivi periodi di imposta, ma possono essere compensate nell’ambito del reddito complessivo del soggetto che le consegue (impresa individuale), o cui vengono imputate per trasparenza (partecipazione in società in nome collettivo o in accomandita semplice).


In altre parole, nel periodo di imposta di formazione, le perdite di impresa in contabilità semplificata si sommano algebricamente alle altre categorie reddituali, di cui risulta eventualmente titolare il contribuente.


E’ così venuta meno l’equiparazione attuata in precedenza (dal D.L. n. 223/2006), tra la disciplina delle perdite delle imprese in regime di contabilità


semplificata a quella delle imprese in contabilità ordinaria.


Infatti, mentre le perdite prodotte dalle imprese in regime di contabilità semplificata e quelle di lavoro autonomo possono essere compensate con gli altri redditi prodotti, le perdite delle imprese in regime di contabilità ordinaria possono esclusivamente essere computate in diminuzione di redditi aventi la medesima natura e l’eventuale eccedenza di perdita non utilizzata può essere riportata a nuovo.


Riguardo il trattamento delle eccedenze di perdite non compensate relative ai periodi di imposta 2006 e 2007, è stato chiarito che le perdite residue relative ai periodi di imposta 2006 e 2007 mantengono il regime vigente al momento in cui si sono generate e, quindi, per le stesse vige unicamente il principio della compensazione verticale.


Per tali perdite è, quindi, necessario compilare gli appositi righi del quadro RS del Modello Unico PF 2010.


Naturalmente, le perdite residue 2006 e 2007, ove siano state conseguite nei primi tre periodi di imposta e si riferiscono a una nuova attività, possono essere riportate senza limiti temporali e quindi andranno indicate nel rigo RS 13, colonna 2, del Modello Unico PF 2010.


Utilizzo delle perdite nel regime di trasparenza fiscale


Nel Modello Unico SC 2010, l’aspetto grafico dei righi da RN1 a RN4 è rimasto invariato, almeno rispetto ai corrispondenti righi del Modello Unico SC 2009.


Mentre, nelle relative istruzioni è ora apparso un nuovo chiarimento teso a spiegare l’operatività del meccanismo limitativo delle perdite in caso di trasparenza fiscale.


In particolare, nel quadro RN, deve evidenziato nella colonna 2 del rigo RN1 il reddito complessivo di cui al rigo RF61 (ovvero nel rigo RN2, l’eventuale perdita di cui al rigo RF62).


Nel rigo RN4, deve, quindi, essere indicato l’ammontare delle perdite di periodi di imposta precedenti, per l’intero ammontare che trova capienza nella differenza tra l’importo di cui alla colonna 2 del rigo RN1 e quello indicato nella colonna 2 del rigo RF57.


Al riguardo, le istruzioni al modello di dichiarazione avvertono che: “qualora la società dichiarante abbia optato per la trasparenza fiscale, ai sensi dell’art. 115 del T.U.I.R., in qualità di partecipante, le perdite pregresse relative agli esercizi


anteriori all’inizio della tassazione per trasparenza non possono essere utilizzate in diminuzione dei redditi imputati dalle società partecipate (art. 115,


comma 3, del T.U.I.R.)”.


Pertanto, le perdite pregresse della partecipante possono essere utilizzate solo se detta differenza è positiva.


Dal 2008










Perdite in contabilità semplificata


Perdite in contabilità ordinaria


Le perdite prodotte dalle imprese in regime di contabilità semplificata e quelle di lavoro autonomo possono essere compensate con gli altri redditi prodotti.


Ma non possono essere riportate nell’anno nuovo.


Le perdite delle imprese in regime di contabilità ordinaria possono essere computate solo in diminuzione di redditi aventi la medesima natura e l’eventuale eccedenza di perdita non utilizzata può essere riportata a nuovo, entro il 5° anno successivo.


 


 


 










Perdite riportabili senza limiti di tempo per le imprese di start up


Le perdite d’impresa in contabilità ordinaria realizzate nei primi tre periodi di imposta dalla data di costituzione possono essere compensate dal reddito d’impresa dei periodi d’imposta successivi senza limite di tempo purché siano relative ad una nuova attività produttiva.


 


Perdite residue


Le perdite residue relative ai periodi di imposta 2006 e 2007 mantengono il regime vigente al momento in cui si sono generate e per le stesse vige unicamente il principio della compensazione verticale.


 


Vincenzo D’Andò


 


14 MAGGIO 2010

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