Iscrizione al Registro delle Imprese: è ancora possibile fruire del ravvedimento operoso per il diritto camerale non versato?


Iscrizione al Registro delle Imprese: E’ ancora possibile fruire del ravvedimento operoso per il diritto camerale non versato, ma solo per l’annualità 2009.


 


Le imprese, che non hanno ancora versato il diritto camerale, possono ancora ricorrere alla procedura del ravvedimento che consente l’applicazione di sanzione ridotta (6%), senza, tuttavia, possibilità di fruire dei benefici introdotti dal precedente decreto anticrisi per tale istituto ai fini fiscali (cioè della misura del 3%).


L’istituto del ravvedimento operoso, introdotto, ai fini fiscali, dall’art. 13 del D.lgs. 472/97, come è noto, è una procedura che consente al contribuente, entro specifici limiti e termini, di sanare spontaneamente le violazioni commesse mediante il pagamento di una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria, evitando così l’iscrizione a ruolo e la notifica della cartella di pagamento.


Il ravvedimento per il diritto annuale alla Camera di Commercio


Il termine ultimo per regolarizzare l’omesso od insufficiente versamento del diritto annuale dovuto per l’iscrizione al Registro delle Imprese, è un anno dalla scadenza del termine di versamento.


Peraltro, nel caso di omesso o insufficiente versamento del diritto annuo la sanzione amministrativa irrogata minima è fissata al 30% del tributo.


Su tale materia, la circolare n. 62417 del 30/12/2008 emessa dal Ministero dello Sviluppo Economico  ha chiarito che non si applica al ravvedimento per il diritto annuale la riduzione delle percentuali di sanzione (dal 3,75% al 2,5%; dal 6% al 3%) disposta dall’ art. 16, comma 5 del D.L. n. 185 del 29/11/2008 (cd. decreto anti- crisi), poi convertito in Legge n. 2 del 28/01/2009.


Annualità pregresse: Ravvedimento operoso non più possibile


Il ravvedimento operoso non è più possibile poiché i termini sono già scaduti per l’ipotesi del mancato o parziale pagamento del diritto annuale 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008 limitatamente alle imprese già iscritte al 1° gennaio 2008.


Per le imprese iscritte nel corso del 2008 il termine per il versamento del diritto annuale è entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda di iscrizione.


E’ quindi ancora possibile l’applicazione del ravvedimento con la sanzione ridotta ad 1/5 del minimo, se la regolarizzazione avviene entro 1 anno e 30 giorni dalla data di presentazione della domanda di iscrizione – l’ammontare della sanzione ridotta sarà, in questo caso, pari al 6% del diritto annuale.


Diritto Annuale 2009: Ravvedimento operoso ancora possibile


Per il 2009 si deve fare una distinzione tra le imprese già iscritte al 1 gennaio 2009 e quelle iscritte in corso d’anno.


Per le imprese già iscritte al 1° gennaio 2009 che esercitano attività economiche per le quali non sono stati elaborati gli studi di settore, il termine per il versamento del diritto annuale è scaduto il 16/06/2009, con possibilità: entro il 16/07/2009 di versare l’importo dovuto con la maggiorazione dello 0,40% o, in alternativa di applicare il ravvedimento con la sanzione ridotta ad 1/8 del minimo (il minimo si identifica con il 30%), per cui in tale ipotesi,  l’ammontare della sanzione ridotta é pari al 3,75% del diritto annuale.


Viceversa, dopo il 16/07/2009 ed entro il 16/06/2010 si potrà ancora applicare il ravvedimento con la sanzione ridotta ad 1/5 del minimo (cioè 1/5 del 30%), per cui l’ammontare della sanzione ridotta sarà, in questo caso, pari al 6% del diritto annuale.


Per le imprese già iscritte al 1° gennaio 2009 che esercitano attività economiche per le quali  sono stati elaborati gli studi di settore, il termine per il versamento del diritto annuale è stato il 06/07/2009, con possibilità: entro il 05/08/2009 di versare l’importo dovuto con la maggiorazione dello 0,40% o, in alternativa di applicare il ravvedimento con la sanzione ridotta ad 1/8 del minimo, per cui l’ammontare della sanzione ridotta é, in questo caso, pari al 3,75% del diritto annuale; dopo il 05/08/2009 ed entro il 06/07/2010 sarà possibile applicare il ravvedimento con la sanzione ridotta ad 1/5 del minimo con ammontare della sanzione ridotta in misura pari al 6% del diritto annuale.


L’istituto del ravvedimento ai fini tributari


Come è risaputo, l’art. 13 del D.Lgs. 18.12.1997, n. 472 prevede la possibilità di sanare le violazioni compiute in ambito fiscale tramite il c.d. “ravvedimento”:
È possibile utilizzare il ravvedimento, così come stabilito dalla predetta norma, sempreché la violazione non sia stata già constatata ovvero non siano iniziate altre attività, come accessi e ispezioni, delle quali l’autore della violazione o i soggetti solidalmente obbligati ne abbiano già avuto formale conoscenza.


Affinché il ravvedimento sia valido, e la violazione non punibile, è necessario che, entro i termini previsti, venga pagata la sanzione ridotta, nonché versata l’imposta, se dovuta, ed i relativi interessi.


Il ravvedimento operoso cd. “breve”


Inoltre, l’art. 13, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 472/1997 prevede la possibilità di regolarizzare gli omessi versamenti nel termine di trenta giorni dalla data di omissione.


Il ravvedimento operoso cd. “lungo”


Sono, invece, più ampi i termini per il ravvedimento previsti dall’art. 13, comma 1, lett. b) del D.Lgs. n. 472/1997.


Viene, infatti, prevista la possibilità del ravvedimento operoso “entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione”.


Ciò comporta che, ad esempio, per un versamento i cui termini scadevano nel 2008, il ravvedimento è possibile entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al medesimo anno, quindi entro il 30 settembre 2009.


In particolare, per il mancato pagamento di tributi, la sanzione (ordinariamente prevista nella misura del 30%) viene ridotta:


– al 2,5%, se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta;


– al 3%, se si effettua il pagamento con ritardo superiore a 30 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata commessa.


Per regolarizzare queste violazioni non è necessario presentare una dichiarazione integrativa.


Il ravvedimento non è valido se manca anche uno solo degli importi dovuti (per imposta, per interessi, per sanzione).


Presentazione della dichiarazione fiscale con ritardo non superiore a 90 giorni


Infine, un rapido cenno al caso della tardiva presentazione della dichiarazione annuale al fisco.


Se la dichiarazione viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni, la violazione può essere regolarizzata eseguendo spontaneamente, entro lo stesso termine, il pagamento di una sanzione di 21 euro (pari ad 1/12 della sanzione minima di 258 euro).


Naturalmente rimane l’applicazione delle sanzioni per le eventuali violazioni riguardanti il pagamento dei tributi, qualora non regolarizzate.


 


 


Vincenzo D’Andò


 

8 ottobre 2009

 


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