La moratoria dei crediti per le imprese: contenuti dell’accordo


Entrato in vigore il 3 agosto 2009 l’accordo sottoscritto tra i rappresentanti del Governo, le Associazioni degli Industriali ed i rappresentanti dell’ABI che prevede a favore delle imprese una sospensione nel rimborso dei crediti vantati verso il sistema bancario.

L’accordo tende a favorire l’attività delle imprese ad oggi evidentemente minata dalle difficoltà generate dall’attuale crisi economica ancora in essere.

  

Operazioni bancarie oggetto dell’accordo

 

Più in particolare l’oggetto dell’accordo è costituito dalla sospensione dei seguenti debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio:

 

  1. sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo;
  2. sospensione per 6 mesi del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing immobiliare e mobiliare;
  3. l’allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine per sostenere le esigenze di cassa con riferimento alle operazioni di anticipazione su crediti certi ed esigibili. 

Requisiti soggettivi delle imprese beneficiarie

 

Le agevolazioni previste sono destinate alle piccole e medie imprese così come definite dalla normativa comunitaria; trattasi di imprese con meno di 250 dipendenti e con fatturato minore di 50 mln di euro oppure con totale attivo di bilancio fino a 43 mln di euro.

Inoltre le imprese devono possedere una situazione economica e finanziaria tale da poter dimostrare “adeguate prospettive economiche e presenza di continuità aziendale” entrambe temporaneamente compromesse per cause imputabili alle recenti difficoltà economiche generali.

 

Viene previsto che le imprese ammissibili sono quelle che alla data del 30 settembre 2008 avevano esclusivamente posizioni classificate dalla banca “in bonis” e che al momento della presentazione della domanda non avevano esposizioni classificate in sofferenza o ristrutturate  o procedure esecutive in corso.

  

Operatività per i finanziamento a medio/lungo termine

 

Sono ammissibili alla richiesta di sospensione per la sola parte della quota capitale, il pagamento delle rate dei finanziamenti bancari a medio e lungo termine (mutui) e delle operazioni di leasing finanziario.

Ne rimangono assolutamente esclusi i finanziamenti e le operazioni creditizie e finanziarie stipulati usufruendo di agevolazioni pubbliche sia nella forma del contributo in conto interessi sia in quella in conto capitale.

Inoltre è necessario che le rate siano in scadenza e/o già scadute  da non più di 180 giorni dalla data di presentazione della domanda di sospensione; le medesime potranno quindi essere sospese per una rata se il piano di ammortamento è annuale o per un anno se la periodicità del rimborso delle rate è inferiore all’anno.

 

La sospensione tuttavia determina solo il differimento ad un anno del rimborso dell’intero piano di ammortamento originariamente previsto solo per la quota capitale senza che le condizioni economiche contrattuali del finanziamento  (nel caso del leasing verrà posticipato anche l’esercizio dell’opzione di riscatto) subiscano alcuna modifica e senza l’applicazione di alcun mora per il periodo di sospensione richiesto e/o spesa di istruttoria o commisioni di alcun genere a carico delle richiedenti; gli interessi, invece, saranno corrisposti alle scadenze inizialmente pattuite.

 

        Iter di istruttoria  delle domande di sospensione

 

Si evidenzia che la possibilità di usufruire dei contenuti dell’accordo da parte delle imprese è assolutamente subordinata all’adesione (facoltativa) delle banche ai contenuti dell’accordo.

Le domande di sospensione potranno pervenire fino al 30 giugno 2010.

Le banche aderenti, a presentazione della domanda da parte delle imprese interessate, dovranno fornite risposta di esito entro 30 giorni lavorativi.

  

Ne scaturiscono due differenti possibilità: 

  1. se l’impresa alla data di presentazione della domanda è ancora classificata “in bonis” e non ha ritardi nei pagamenti, la richiesta si intende ammessa dalla banca salvo esplicito e motivato rifiuto;
  2. se l’impresa alla data di presentazione della domanda non ha posizioni classificate come ristrutturate o in sofferenza ma ha un ritardo di pagamento inferiore a 180 giorni, la domanda sarà valutata attentamente dalla banca per analizzare se esistono le condizioni della continuità aziendale.

Infine sempre all’interno dell’accordo viene prevista la possibilità da parte delle banche di concedere finanziamenti specifici per le imprese che attuano processi di ricapitalizzazione tesi al rafforzamento patrimoniale.

Infatti viene prevista, ma evidentemente rimandata ad una maggiore analisi dell’ABI, la possibilità di accordare finanziamenti pari ad un multiplo dell’aumento di capitale effettivamente versato dai soci.

 

Demauro Giuseppe

5 Agosto 2009


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