Se l’IRAP non è dovuta qual’è il modo migliore per compilare UNICO 2009?


IRAP non dovuta: mancata presentazione del modello dichiarativo?

Premessa

Per i piccoli professionisti l’IRAP è in contrasto con i principi costituzionali.

Per l’esclusione da tale imposta necessita, quindi, l’insussistenza di struttura organizzativa, la mancanza di dipendenti o di collaboratori.

Ma anche, i promotori finanziari, gli agenti e i rappresentanti di commercio non sono automaticamente soggetti ad IRAP.

Come per i piccoli professionisti occorre effettuare un’indagine conoscitiva sulla sussistenza oggettiva dell’esercizio di un’attività autonomamente organizzata come previsto dal comma 1 dell’art. 2 del D.Lgs  n. 446/1997.

Peraltro, si dovrà procedere ad una analisi caso per caso per la verifica oggettiva della sussistenza del presupposto applicativo dell’IRAP.

Infatti, il contribuente che non ritiene di rientrare nel perimetro applicativo dell’imposta potrà non presentare il modello Irap.

Le prove documentali (in presenza di beni strumentali irrisori e di compensi occasionali a terzi), tra cui il quadro RE del modello unico e/o quello degli studi di settore, fanno escludere, nell’esercizio della professione, sia l’esistenza di una struttura organizzativa stabile, con lavoratori subordinati o con collaboratori parasubordinati, sia l’impiego di capitali provenienti da mutui esterni.

Mancata presentazione della dichiarazione IRAP

Nel caso di mancata presentazione della dichiarazione IRAP, la Suprema corte (sent. n. 7734 del 21/3/2008; nello stesso senso anche le sentenze nn. 7703 e 7707 del 21/03/2008) ha stabilito che la prova dell’esistenza di un’autonoma organizzazione deve essere data dagli uffici delle Entrate.

In merito poi alla mancata presentazione della dichiarazione ai fini Irap, l’amministrazione finanziaria, in via ufficiale (question time n. 5-00072 del 04/06/2008), ha fatto sapere che il professionista che ritiene certa la mancanza del presupposto oggettivo di imponibilità nei suoi confronti, può non compilare il quadro Irap; “la mancata compilazione, infatti, non incide sulla correttezza dell’invio telematico del Modello Unico, nè preclude l’attività di controllo da parte dei competenti Uffici delle entrate”.

I Soggetti passivi IRAP

I soggetti passivi IRAP sono in particolare gli esercenti attività di impresa, arti e professioni.

Il presupposto applicativo che comporta l’assoggettamento ad IRAP, è la sussistenza oggettiva di una ”autonoma organizzazione”.

Il requisito oggettivo deve essere valutato per le attività di carattere professionale mentre, secondo l’Agenzia delle Entrate, è connaturato alle attività imprenditoriali.

Peraltro, la Corte di Cassazione (orientamento consolidato) ha deciso che non é sostenibile l’assoggettamento generalizzato ad IRAP degli esercenti arti e professioni.

A tal fine, con le recenti sentenze depositate il 26.5.2009 (n. 12108, 12109, 12110), la Corte di Cassazione ha stabilito che per gli agenti e i promotori finanziari senza autonoma organizzazione, l’IRP non si applica in automatico.

Secondo la suprema Corte, non è la oggettiva natura dell’attività svolta ad essere alla base dell’imposta ma la sussistenza del requisito oggettivo dell’”autonoma organizzazione”.

Pertanto, secondo le conclusioni della Suprema Corte di Cassazione, tra i soggetti che possono essere esclusi dall’IRAP, oltre ai piccoli professionisti, sono da comprendere anche gli esercenti attività imprenditoriali, tra cui gli agenti di commercio, che operano senza dipendenti e collaboratori e senza una struttura organizzativa nonché con modesto impiego di beni strumentali (quali un auto e una valigetta).

E’ stato segnalato in Dottrina, che secondo la Corte di Cassazione anche nei confronti degli esercenti attività imprenditoriali di piccole dimensioni, quali gli agenti di commercio, i procacciatori di affari in campo assicurativo, i rappresentanti di commercio ma anche gli artigiani (secondo uno studio della Fondazione dei Consulenti del Lavoro), la prova della sussistenza di un’autonoma organizzazione deve essere prodotta dagli uffici delle Entrate.

In conclusione, alla luce delle recenti sentenze della Suprema Corte, a parere di autorevole Dottrina, le tesi interpretative prodotte dall’Amministrazione nei confronti dei piccoli professionisti sono da estendere anche agli esercenti attività ausiliarie indicate nell’art. 2195 del c.c. (quali gli agenti di commercio, i procacciatori di affari in campo assicurativo, i rappresentanti di commercio ma anche gli artigiani).

Pertanto, “qualora questi ultimi soggetti nell’esercizio delle attività imprenditoriali soddisfino i requisiti per l’accesso al regime dei minimi, pur in assenza di adesione a tale regime, dovrebbero essere esclusi dall’applicazione dell’IRAP”.

Tali soggetti, rileva medesima Dottrina, potranno quindi non presentare il modello di dichiarazione IRAP 2009.

Nelle sentenze nn. 12111, 12110, 12109 e 12108 del 2009, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, nel rispetto di quanto ritenuto dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 156 del 2001, hanno escluso l’assoggettabilità a tale tributo degli agenti di commercio e promotori finanziari non autonomamente organizzati, giacché, in tal caso, ossia in mancanza di autonoma organizzazione, tali attività non appartengono all’area dell’impresa, ma a quella del lavoro autonomo (1).

Le attività ausiliarie non autonomamente organizzate non costituiscono attività d’impresa

L’interpretazione fornita dalle Sezioni Unite, nel rispetto di quanto affermato dalla Consulta con la sentenza n. 156 del 2001 (la quale, “pur non essendo vincolante per il giudice chiamato successivamente ad applicare quella norma, rappresenta, per l’autorevolezza della fonte da cui proviene, un fondamentale contributo ermeneutico, che non può essere disconosciuto senza valida ragione”), è rappresentata dallo schema concettuale sperimentato ai fini ILOR dalla stessa Consulta (sentenza n. 87/1986) laddove ritenne che dovessero considerarsi di impresa non tutti i redditi qualificati come tali ai fini IRPEF, ma solo quelli “fondati”, derivanti, cioè, da una fonte patrimoniale.

Comportamenti da tenere:

Premesso tutto ciò, in sede di compilazione di UNICO 2009, i soggetti che ritengono di esercitare la propria attività senza un’autonoma organizzazione possono, quindi, scegliere di adottare diversi comportamenti da cui possono derivare diverse conseguenze.

1 – Presentazione della dichiarazione Irap, versamento e rimborso

Tale decisione fornisce la sicurezza di evitare l’irrogazione delle sanzioni, ma comporta:

– Il versamento nei termini dell’imposta nella misura dichiarata;

– l’onere di dimostrare la mancanza della causa che giustifichi il prelievo;

– la lentezza e l’incertezza della procedura di rimborso.

2 – Omessa presentazione della dichiarazione Irap

La mancata presentazione della dichiarazione Irap è apparsa in Dottrina (2) la strada implicitamente indicata dall’Agenzia delle Entrate a seguito dell’eliminazione del “blocco informatico”, attuato in precedenza, che si risolve automaticamente da quest’anno per l’autonomia della dichiarazione Irap.

Così facendo, dovrà essere l’Ufficio del fisco a dimostrare, con atto di accertamento, la sussistenza dei presupposti per l’applicazione dell’Irap, non essendo sufficiente, a tal fine, che l’Amministrazione si limiti a constatare il mero esercizio dell’attività di lavoro autonomo da parte del contribuente.

Un possibile deterrente a tale soluzione, che appare più fisiologica, deriva dalla circostanza che “se il contribuente soccombe in giudizio, saranno applicate le sanzioni per l’omessa dichiarazione (dal 120 al 240% dell’imposta dovuta) e potrà essere esperito un accertamento induttivo”.

3 – Presentazione della dichiarazione Irap ma si omette il versamento

Infine, se si dovesse scegliere di presentare la dichiarazione Irap, omettendo il relativo versamento, il contribuente andrà incontro, con ogni probabilità, ad un’iscrizione a ruolo a titolo definitivo per omesso versamento ex art. 36-bis del D.P.R. 29.09.1973, n. 600 per l’intero importo del tributo, oltre alla sanzione pari al 30% di quanto dovuto e agli interessi.

“In tal caso, spetterà al contribuente contestare la fondatezza della pretesa, in sede di impugnazione della cartella di pagamento recante l’iscrizione a ruolo del tributo non versato”.

 

Dichiarazione di non assoggettamento ad Irap (3)

Il sottoscritto ………………., nato/a a ………………………………….. il ………………… e residente a ………………….., Cap. ……………. in via …………., n. …….., tel. …………………., E-mail ……………………………….., Cod. Fiscale/Partita IVA ……………………………….

In qualità di

􀂉 Professionista

􀂉 Legale rappresentante dello studio associato/società semplice ………………………………………….

􀂉 Agente di commercio

􀂉 Promotore finanziario

Premesso che

– è stato informato dallo studio …………………………………………… della vicenda giurisprudenziale in merito alla

debenza Irap per l’attività esercitata;

– è stato informato dallo studio …………………………………………… del significato attribuito al concetto di “attività autonomamente organizzata” attribuito dalla giurisprudenza, che si basa nello specifico su:

– assenza di inserimento in strutture organizzative riferibili alla responsabilità di altri;

– impiego di beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile;

– assenza di lavoro altrui non meramente occasionale;

– Unità locale destinata all’esercizio dell’attività.

– Beni strumentali.

Dichiara di svolgere la propria attività senza autonoma organizzazione e, pertanto, di non essere soggetto passivo dell’Irap;

Richiede allo studio …………………………………………… di:

􀂉 non redigere la dichiarazione Irap per l’anno …………………….,

􀂉 non procedere al versamento dell’Irap per l’anno …………………….;

consapevole delle conseguenze di tale scelta e sollevando lo Studio da qualunque responsabilità in merito alle eventuali sanzioni tributarie derivanti da tale comportamento.

Lì, ……………………..

 

 

Modello Irap 2009

Riguardo all’Irap 2009, periodo d’imposta 2008, la rilevante novità è stata data dalla circostanza che il modulo non fa più parte di Unico; infatti, dovrà essere presentato separatamente, sempre in via telematica, all’Agenzia delle Entrate, che poi provvederà ad inviare alla regione di competenza i dati ricevuti.

Le istruzioni ministeriali al modulo avvertono che il presupposto dell’imposta è l’esercizio abituale, nel territorio delle regioni, di attività autonomamente organizzate dirette alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.

 

Note :

(1)  Corriere Tributario n. 28/2009

(2) Ratio n. 7/2009

(3) fac-simile pubblicato in Ratio n. 7/2009

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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