Novità fiscali del 22 giugno 2009: modello unico 2009 PF: spese sanitarie sostenute dal familiare non a carico per particolari patologie; rinvenimento di brogliacci: non validi senza riscontri contabili; studi di settore: territorialità rafforzata; utilizzo del codice E.O.R.I. nelle dichiarazioni doganali


 

 

Indice:

 

1) Modello Unico 2009 PF: Spese sanitarie sostenute dal familiare non a carico per particolari patologie

 

2) Rinvenimento di brogliacci: Non validi senza riscontri contabili

 

3) Studi di settore: Territorialità rafforzata

 

4) Federalismo: Introduzione del collegio dei revisori dei conti anche nelle regioni

 

5) Utilizzo del codice E.O.R.I. nelle dichiarazioni doganali

 

6) Brevi fiscali: Vademecum sugli adempimenti tributari del custode giudiziario nelle esecuzioni immobiliari

 

 

1) Modello Unico 2009 PF: Spese sanitarie sostenute dal familiare non a carico per particolari patologie

Il contribuente che, nell’interesse di un familiare titolare di redditi tali da non potere essere considerato fiscalmente a carico, sostiene spese sanitarie per patologie esenti dal ticket (e che quindi possono riguardare anche i disabili) come cardiopatie, allergie o trapianti, può considerare onere detraibile dall’Irpef la parte di spesa che non ha trovato capienza nell’imposta dovuta dal familiare stesso.

In questo caso, l’ammontare massimo delle spese sanitarie, sulle quali il familiare può fruire della detrazione del 19% (dopo aver tolto la franchigia di 129,11 euro), è complessivamente pari a 6.197,48 euro.

In relazione al Modello Unico 2009 PF, quadro RP, il rigo RP2 deve essere compilato da parte del soggetto che ha sostenuto spese sanitarie per familiari non a carico, affetti da patologie esenti.

La documentazione occorrente

Per fruire delle agevolazioni è necessario essere in possesso del certificato attestante la disabilità rilasciato dalla commissione medica di cui alla Legge 104/1992 o del certificato d’invalidità rilasciato da una commissione medica pubblica incaricata ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc..

I grandi invalidi di guerra di cui all’art. 14 del T.U. n. 915 del 1978, e le persone a loro equiparate, sono considerati portatori di handicap e non sono assoggettati agli accertamenti sanitari da parte della Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della Legge n. 104/1992.

In tal caso è sufficiente la documentazione rilasciata agli interessati dai ministeri competenti al momento della concessione dei benefici pensionistici.

I soggetti, già riconosciuti portatori di handicap, possono attestare la sussistenza delle condizioni personali richieste anche mediante autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dalla Legge (dichiarazione sostitutiva di atto notorio, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore), facendo riferimento a precedenti accertamenti sanitari effettuati da organi abilitati all’accertamento di invalidità.

Sia per gli oneri per i quali è riconosciuta la detrazione d’imposta, sia per le spese sanitarie deducibili dal reddito complessivo occorre conservare la documentazione fiscale rilasciata dai percettori delle somme (fatture, ricevute o quietanze), per poi poterla esibire o trasmettere, a richiesta degli uffici finanziari.

In particolare:

acquisto di medicinali, la spesa deve essere certificata da fattura o da “scontrino parlante” che riporta il codice fiscale del destinatario, la natura (dicitura “farmaco” o “medicinale”), la quantità e la qualità dei farmaci acquistati.

Non sono deducibili o detraibili gli integratori e i parafarmaci.

Nel caso di spese sostenute all’estero occorre una documentazione, rilasciata dalla farmacia, attestante le informazioni richieste e non indicate nel documento di spesa.

Spese di assistenza specifica: parcella, fattura o ricevuta quietanzata da cui risulti la prestazione eseguita.

Patologie esenti: documentazione relativa alla spesa con l’indicazione del soggetto affetto dalla patologia e del familiare che l’ha sostenuta, tesserino rilasciato dall’ASL e certificazione medica attestante ll’inerenza tra la patologia e la spesa sanitaria sostenuta (o autocertificazione)

protesi, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, occorre acquisire e conservare anche la prescrizione del medico curante, salvo che si tratti di attività svolte, in base alla specifica disciplina, da esercenti arti ausiliarie della professione sanitaria, abilitati a intrattenere rapporti diretti con il paziente.

In questo caso, se la fattura, ricevuta o quietanza non è rilasciata direttamente dall’esercente l’arte ausiliaria, il medesimo dovrà attestare sul documento di spesa di aver eseguito la prestazione.

Anche in questa ipotesi, in alternativa alla prescrizione medica, il contribuente può rendere, a richiesta degli uffici, un’autocertificazione, per attestare la necessità della protesi per il contribuente o per i familiari a carico, e la causa per la quale è stata acquistata;

– sussidi tecnici e informatici, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, occorre acquisire e conservare una certificazione del medico curante, attestante che quel sussidio è volto a facilitare l’autosufficienza e la possibilità.

(Agenzia delle Entrate, Regione Emilia Romagna, Guida alle agevolazioni e contributi del 18.05.2009, pubblicata in giugno 2009)

 

 

2) Rinvenimento di brogliacci: Non validi senza riscontri contabili

La Suprema Corte si è di nuovo pronunciata contraria agli accertamenti fiscali basati su documenti extracontabili.

Difatti, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14014 del 17.06.2009 i giudici supremi, respingendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, hanno stabilito che non sono sufficienti gli accertamenti fiscali fondati su documenti extracontabili in cui la Guardia di finanza o l’ufficio competente non ha provveduto ad effettuare un controllo incrociato tra la contabilità dell’azienda ed i brogliacci.

Entro che limiti i brogliacci di contabilità possono fare prova contro chi li ha tenuti ?

Può il giudice ordinarne la produzione in giudizio quando la parte che li aveva a disposizione ha omesso di farlo ?

In precedenza, la Cassazione (con la sentenza n. 13201 del 09.06.2009) ha, infatti, risposto a tali interrogativi, precisando che i documenti extracontabili rinvenuti (pezzi di carta, ecc.) devono essere allegati al processo verbale di constatazione e vanno prodotti in giudizio dall’Amministrazione Finanziaria, altrimenti l’atto impositivo non è valido.

Peraltro, il giudice tributario non può acquisire d’ufficio detti brogliacci.

 

 

3) Studi di settore: Territorialità rafforzata

Sono stati fissati i criteri e le modalità attuative per l’elaborazione su base regionale e comunale degli studi di settore.

In funzione dell’attuazione del federalismo fiscale, a decorrere dal 01.01.2009, gli studi di settore vengono elaborati su base regionale o comunale.

Entro il 31.12.2013, gli studi di settore saranno progressivamente elaborati su base regionale o comunale, tenuto conto di quanto disposto dall’art. 10-bis, comma 1, della legge n. 146/1998.

Criteri per l’elaborazione degli studi di settore su base regionale o comunale

Il processo di elaborazione degli studi di settore su base regionale o comunale viene realizzato mediante criteri compatibili con la metodologia prevista dal comma 1, dell’art. 62-bis del D.L. n. 331/1993, tenuto conto:

a) del grado di differenziazione a livello territoriale dei prezzi e delle tariffe relativi alle prestazioni di servizi o cessioni di beni operate dalle imprese e dagli esercenti arti e professioni e dei costi di approvvigionamento dei fattori impiegati nel processo produttivo;

b) del grado di differenziazione a livello territoriale dei modelli organizzativi che caratterizzano la specifica attività economica.

Tali criteri consentono di determinare i ricavi o compensi derivanti dalla applicazione degli studi di settore con riferimento alle specificità delle aree territoriali di riferimento.

Partecipazione dei comuni

Gli studi di settore su base regionale o comunale saranno elaborati tenendo conto del parere delle associazioni professionali e di categoria presenti nella commissione degli esperti.

Per consentire la partecipazione dei comuni al processo di elaborazione degli studi di settore su base territoriale, come previsto dall’art. 83, comma 20, del D.L. n. 112/2008, la composizione della commissione degli esperti viene integrata con la partecipazione di due rappresentanti dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, da designare con successivo decreto, tenuto conto delle segnalazioni dell’Associazione nazionale dei comuni italiani.

Infine, al fine di assicurare la partecipazione dei comuni alla fase di individuazione, nell’ambito territoriale della regione, dell’eventuale esistenza di specifiche condizioni di esercizio delle attività economiche a livello locale, rilevanti sia ai fini della revisione degli studi di settore sia della relativa applicazione in sede di accertamento, il direttore dell’Agenzia delle entrate Provvederà a garantire la presenza di un rappresentante dell’Associazione nazionale dei comuni italiani all’interno degli osservatori regionali.

(D.M. Ministero dell’Economia e delle Finanze del 19.05.2009, pubblicato in G.U. n. 139 del 18.06.2009)

 

 

4) Federalismo: Introduzione del collegio dei revisori dei conti anche nelle regioni

Mentre il mondo intero dibatte sulla necessità di un potenziamento e di una standardizzazione dei modelli di controllo legale dei conti e mentre la riforma federale varata dal Parlamento italiano pone sempre più al centro dell’architettura finanziaria e amministrativa del nostro Paese le regioni, queste ultime continuano ad essere a tutt’oggi l’unica forma di governo territoriale che non si assoggetta ad un controllo interno di tipo tecnico da parte di soggetti qualificati ed indipendenti.

Per questo motivi i Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili hanno avanzato la proposta di introdurre anche nelle Regioni controlli interni affidati a tecnici qualificati e non più, come oggi, a personale politico.

Gli enti locali (comuni, province, ecc.) sono tenuti per legge alla nomina di un collegio dei revisori, composto da tre membri, di cui uno scelto tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili e due nell’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (art. 234 del DLgs n. 267/2000), al precipuo fine di assicurare dall’interno dell’ente quel controllo tecnico, da parte di soggetti qualificati ed indipendenti, che non può certo considerarsi fungibile con un controllo di tipo politico, da parte di chi siede nelle assemblee elettive.

Analogo obbligo non sussiste però in via espressa con riferimento alle Regioni, per le quali l’art. 123 della Costituzione si limita a rinviare al singolo statuto regionale che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento.

Le regioni hanno fatto leva su questa ampia autonomia statutaria anche quando, con il DLgs n. 286/1999, è stato previsto l’obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni di dotarsi di strumenti adeguati a garantire il controllo di regolarità amministrativa e contabile: ogni regione ha istituito infatti il suo organismo di controllo interno amministrativo-contabile, ma si tratta in tutti e 15 i casi di organismi in cui siedono consiglieri regionali, anziché soggetti nominati in ragione di qualifiche professionali che ne certificano la competenza tecnica ed in ragione della loro terzietà rispetto all’ente da assoggettare a controllo ed alle sue articolazioni politico organizzative (giunta, consiglio regionale, struttura degli uffici, ecc.).

(Consiglio Nazione dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato stampa del 19.06.2009)

 

 

5) Utilizzo del codice E.O.R.I. nelle dichiarazioni doganali

E’ previsto per il 1° luglio 2009 l’avvio del sistema di registrazione e di identificazione degli operatori economici denominato E.O.R.I. (Economic Operator Registration and Identification).

Il Regolamento (CE) n. 312/2009 stabilisce che gli Stati membri devono provvedere all’attribuzione agli operatori economici e ad altre persone che prendono parte ad attività disciplinate dalla regolamentazione doganale, di un codice identificativo, univoco su tutto il territorio comunitario.

Tale codice va utilizzato nei rapporti tra i predetti soggetti e le Amministrazioni doganali e per lo scambio di informazioni tra le Amministrazioni doganali dei diversi Stati membri.

Il codice EORI è composto da un codice alfanumerico univoco per lo Stato membro che lo attribuisce, lungo al massimo 15 caratteri, preceduto dal codice ISO alfa 2 di tale Stato (IT per l’Italia).

In particolare, ogni Stato membro, attraverso l’autorità doganale o l’autorità designata, provvede alla registrazione degli operatori economici in esso stabiliti, mentre gli operatori economici non stabiliti sul territorio doganale della Comunità e privi del codice EORI vengono registrati dallo Stato in cui effettuano per la prima volta una delle operazioni indicate dall’art. 4 terdecies del Regolamento (CEE) n. 2454/1993, come modificato dal Regolamento n. 312/2009.

Registrazione automatica in EORI dei soggetti nazionali

Per evitare oneri a carico degli operatori economici e al fine di semplificare al massimo il processo di registrazione nella banca dati EORI, l’Agenzia delle Dogane provvede alla registrazione automatica di tutti i soggetti nazionali che a vario titolo (in qualità di speditore/esportatore, importatore, rappresentante, obbligato principale – caselle 2, 8, 14, 50 del D.A.U. – Documento Amministrativo Unico) hanno effettuato operazioni doganali in Italia nel corso degli ultimi due anni.

Nella fase di registrazione automatica degli operatori in EORI vengono seguiti i seguenti criteri:

– ai soggetti titolari di partita IVA attiva viene attribuito automaticamente un codice EORI corrispondente al codice “IT” seguito da tale partita IVA;

– ai soggetti non titolari di partita IVA attiva e diversi da persona fisica, viene attribuito un codice EORI corrispondente al codice “IT” seguito dagli 11 caratteri del codice fiscale;

– alle persone fisiche – che hanno agito in qualità di dichiarante/rappresentante o di obbligato principale (caselle 14 o 50 del D.A.U.) viene attribuito un codice EORI corrispondente al codice “IT” seguito dai primi 15 caratteri del codice fiscale.

Quindi, per le persone fisiche il codice EORI risulta formato dal codice “IT” e dal codice fiscale attribuito alla persona senza l’ultimo (sedicesimo) carattere. Avendo tale carattere la funzione di “Check digit” o di “controllo” su quelli precedenti, la sua assenza non pregiudica l’univocità del codice EORI.

Nelle dichiarazioni presentate in Italia sarà comunque richiesta l’indicazione del

codice EORI, seguito dal predetto carattere di controllo.

I soggetti italiani che effettueranno, per la prima volta, operazioni doganali dopo il 30 giugno 2009 saranno automaticamente registrati nella base dati EORI all’atto dell’effettuazione della prima di tali operazioni.

Alle persone fisiche che hanno effettuato operazioni in qualità di speditore/esportatore o di destinatario (caselle 2 e 8 del D.A.U.) non sarà attribuito in automatico il codice EORI – né in fase di primo censimento, né a seguito di operazioni effettuate dopo il 30 giugno 2009, in ragione della natura non commerciale che, di regola, tali operazioni rivestono.

Tali soggetti potranno in ogni caso operare, in qualità di speditore/esportatore o di destinatario, utilizzando il proprio codice fiscale, preceduto dalla sigla IT, anche dopo il 30 giugno 2009.

Nel caso di cessazione in Anagrafe tributaria del numero di partita IVA o del codice fiscale collegato ad un codice EORI, tale codice sarà automaticamente cessato anche sulla base dati EORI.

Per l’automatismo del meccanismo di registrazione, nessuna comunicazione sarà fornita ai soggetti nazionali registrati in EORI.

Ai soggetti stabiliti in altro Stato membro o in un Paese terzo, con il quale esistano strumenti giuridici che disciplinano la reciproca assistenza in materia di imposizione indiretta, che abbiano effettuato operazioni doganali in Italia negli ultimi due anni, indicando come codice identificativo nelle dichiarazioni doganali il numero di partita IVA attribuito, non sarà attribuito in modo automatico un codice EORI.

In particolare a tali soggetti, se stabiliti in altro Stato membro il codice EORI sarà attribuito da tale Paese, mentre se stabiliti in un Paese terzo sarà attribuito dallo Stato membro (eventualmente l’Italia) presso il quale effettueranno per la prima volta nella U.E. un’operazione regolata dalla normativa doganale.

I soggetti titolari della partita IVA attribuita dovranno indicare tale codice, preceduto dalla sigla “ID=” nella casella 44 del D.A.U., nonché nell’apposito campo “note” presente nei diversi tracciati telematici per le dichiarazioni doganali.

Utilizzo del codice EORI

Dal 1° luglio 2009 il codice EORI deve essere utilizzato nella compilazione delle dichiarazioni doganali e dei corrispondenti tracciati record pubblicati nell’appendice del manuale per l’utente del servizio telematico doganale.

Pertanto, dal 1° luglio 2009 non sarà più consentita l’indicazione nella casella 14 del D.A.U., nel caso di rappresentanza diretta, della patente del doganalista.

A decorrere da tale data il doganalista iscritto in uno degli albi compartimentali dovrà, in caso di rappresentanza diretta, indicare obbligatoriamente nella casella in parola il proprio codice EORI.

 

 

6) Brevi fiscali:

 

– Tariffa di igiene ambientale: Decisione alla Consulta

La vicenda della tariffa di igiene ambientale (c.d. TIA) sembra non volere giungere alla conclusione: Infatti, per effetto della sentenza della Cassazione n. 13894 del 15.06.2009 la “questione” è passata alla Corte Costituzionale che dovrà decidere definitivamente se tale tariffa sia o meno riconducile nell’alveo del tributo o del corrispettivo e, quindi, di competenza in materia di contenzioso, del giudice tributario o di quello ordinario.

(Corte di Cassazione, ordinanza, sezioni unite, n. 13894 del 15.06.2009)

 

 

– Aggregazioni aziendali: principio contabile internazionale

Il 01.07.2009 entrerà in vigore la versione aggiornata del principio contabile internazionale che disciplina le aggregazioni aziendali.

rà07.2009iteivile Ordinanza, S conclusionero RP, Si tratta dell’Ifrs 3 revised: un principio di impianto non solo aggiornato ma completamente nuovo.

Che, tra l’altro, mette in pratica il principio secondo cui la probabilità che un evento futuro si manifesti o no non può condizionare la sua iscrizione contabile, ma solo il suo fair value.

 

 

– Delibera assembleare di S.r.l. nulla se il socio riceve l’avviso di convocazione in ritardo

Il Tribunale di Napoli con la sentenza n. 1457 del 2009 ha stabilito che le deliberazioni assembleari di una S.r.l. sono nulle se il socio, senza colpa, riceve in ritardo l’avviso di convocazione.

La sentenza riveste particolare interesse poiché si afferma che il mancato ricevimento da parte del socio dell’avviso di convocazione dia luogo non alla mera annullabilità della delibera ma alla nullità o, più precisamente, alla annullabilità assoluta.

 

– IVA sempre dovuta se esposta in fattura anche a seguito errore

La Corte di Giustizia europea, con la sentenza 18.06.2009, procedimento C-566/07, si è espressa in merito all’obbligo di pagamento dell’IVA anche se erroneamente esposta in fattura.

I giudici hanno chiarito quanto segue:

– l’IVA è sempre dovuta dal prestatore per il semplice fatto che è indicata in fattura anche se è di competenza di un altro Stato membro della UE;

– il fornitore può procedere ad una rettifica nei confronti del cliente a condizione che non si realizzi un “arricchimento senza causa” a favore di una delle due parti.

 

 

– Personale artistico e tecnico: La comunicazione obbligatorie vanno fatte anche per il settore dello spettacolo

Il Ministero del lavoro ha chiarito che anche per i rapporti di lavoro del settore spettacolo (Enpals) deve essere utilizzato il modello UNILAV per le assunzioni, proroghe, trasformazioni, distacchi, trasferimenti e cessazioni dei rapporti di lavoro.

(Ministero lavoro e politiche sociali, circolare n. 22 del 17.06.2009)

 

 

– Per le prestazioni di servizi la pretesa IVA scatta solo all’avvenuto pagamento del corrispettivo

Non è la mera esecuzione della prestazione, ma il pagamento del corrispettivo, a fondare l’obbligo di fatturare o di autofatturare e di pagare l’IVA.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 13209 del 09.06.2009)

 

 

– Giudici tributari “consulenti”: Linea dura del Consiglio di Stato

Confermata la linea dura: E’ incompatibile lo svolgimento, in qualsiasi forma, dell’attività professionale.

Nuovamente il Consiglio di Stato, con la sentenza 3366 del 29.05.2009, “è tornato a esprimersi sull’incompatibilità dei giudici tributari la cui disciplina, nel tempo, ha acquisito una più rigorosa e onnicomprensiva formulazione ricomprendendo, non solo lo svolgimento diretto della consulenza tributaria, ma anche la trattazione in forma indiretta della stessa, per il tramite di soci o studio associato”.

 

 

– Ritenute su dividendi in ambito Ue: Libertà di stabilimento

La Corte di Giustizia Ue, con la sentenza del 18.06.2009 ha consolidato il proprio orientamento giurisprudenziale in merito alla corretta interpretazione della normativa sulla distribuzione di dividendi tra società residenti in Paesi comunitari diversi, le libertà di stabilimento e di circolazione dei capitali.

Tale sentenza, sulla base dei principi che caratterizzano le libertà di stabilimento e di circolazione dei capitali ma anche tenuto conto dei margini di autodeterminazione normativa da parte degli Stati membri, ha ribadito quanto già statuito nella sentenza C-379/05 del 08.11.2007.

Secondo la Corte Ue, “a prescindere dall’applicazione della direttiva madre-figlia, gli articoli 43 e 48 del Trattato CE ostano a una disciplina fiscale nazionale che, mentre esenta in tutto o in parte da imposizione i dividendi percepiti da società residenti, assoggetta invece ad un prelievo più oneroso quelli corrisposti a società residenti in  altri Stati membri: tale disciplina si risolve infatti in una restrizione discriminatoria alla libertà di stabilimento”.

 

 

– Calamità naturali: Massima attenzione da parte delle Entrate per le istanze e i versamenti dei contribuenti interessati

Massima flessibilità da parte delle Entrate nei confronti dei contribuenti coinvolti dagli eventi sismici degli scorsi anni, ai quali gli uffici dell’Agenzia delle regioni Marche, Umbria, Molise e Puglia continuano a garantire tutta l’assistenza necessaria.

L’Agenzia delle Entrate ha ribadito che eventuali ritardi, errori o inesattezze commessi nella presentazione delle istanze e delle dichiarazioni, nonché nell’esecuzione dei versamenti, saranno valutati con la massima flessibilità, tenuto conto dell’eccezionalità dell’evento e della considerevole platea dei contribuenti interessati.

Considerati i disagi e le criticità provocati dagli eventi calamitosi, dunque, nessun comportamento formalistico sarà messo in atto da parte dell’Amministrazione finanziaria, in modo tale da garantire ai contribuenti coinvolti la possibilità di usufruire delle agevolazioni spettanti.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 19.06.2009)

 

 

– C.N.D.C.E.C.: Vademecum sugli adempimenti tributari del custode giudiziario nelle esecuzioni immobiliari

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, nella seduta del 27.05.2009, ha approvato il documento ed il documento “Funzioni e compiti del custode giudiziario di beni immobill pignorati” elaborati dalla Commissione di studio Esecuzioni immobiliari, mobiliari e custodia giudiziaria.

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, informativa n. 44/2009, protocollo 5544 del 18.06.2009)

 

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò

 


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