Novità fiscali del 14 gennaio 2009: Decreto-Legge “anticrisi”: sintesi degli emendamenti approvati. Associazioni sportive: rimane l’obbligo di iscrizione al CONI

 






 


Indice fisco:


 


1) Quote in usufrutto: Sentenza della Corte Ue


 


2) Decreto Legge anticrisi: Sintesi degli emendamenti approvati – associazioni sportive rimane l’obbligo di iscrizione al CONI


 


3) Agenzia Entrate: Modelli di certificazione relativi ad imprese coreane


 


 


1) Quote in usufrutto: Sentenza della Corte Ue


Detenere quote in usufrutto non è partecipare nel capitale: È la conclusione a cui è pervenuta la Corte Ue con la sentenza pubblicata il 22 dicembre nel procedimento C-48/07


“Con la sentenza del 22 dicembre 2008, resa nel procedimento C-48/07, la Corte di giustizia Ue ha sentenziato, in materia di regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati membri diversi, che la nozione di partecipazione nel capitale di una società di un altro Stato membro, ai sensi dell’art. 3 della direttiva del Consiglio n. 90/435/CEE, non comprende la detenzione di quote in usufrutto, precisando però che, conformemente alle libertà di circolazione garantite dal Trattato CE e applicabili alle situazioni transfrontaliere, quando uno Stato membro, al fine di evitare la doppia imposizione di dividendi percepiti, esenta da imposta sia i dividendi che una società residente percepisce da un’altra società residente nella quale detenga quote come proprietaria a pieno titolo, sia quelli che una società residente percepisce da un’altra società residente nella quale detenga quote in usufrutto, tale Stato membro deve applicare, ai fini dell’esenzione dei dividendi percepiti, lo stesso trattamento ai dividendi percepiti da una società stabilita in un altro Stato membro da parte di una società residente che detenga quote come proprietaria a pieno titolo ed a tali dividendi percepiti da parte di una società residente che detenga quote in usufrutto”.


(di Mauro di Biasi in nuovofiscoggi.it del 13.01.2009)


 


 


2) Decreto Legge anticrisi: Sintesi degli emendamenti approvati – associazioni sportive rimane l’obbligo di iscrizione al CONI


Il governo ha posto la fiducia sul D.L. anticrisi. E’ stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito a comunicare la decisione dell’esecutivo intervenendo in aula a Montecitorio.


L’esame del provvedimento nell’Aula della Camera è ripreso il 13.01.2009 alle 15 dopo che la notte scorsa si era concluso il dibattito generale.


Le opposizioni avevano ridotto gli emendamenti.


”La fiducia – ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento – viene posta sul testo approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze”.


In pratica tutte le modifiche apportate dalle due commissioni al decreto varato dal governo sono state inserite in un maxiemendamento sul quale la Camera voterà la fiducia.


Di seguito, riguardo gli emendamenti approvati in sede parlamentare il 12.01.2009 per il D.L. n. 185/2008 (cd. Decreto anticrisi in corso di conversione in Legge), si riportano le principali novità nel settore fiscale (così come evidenziate dalle schede di letture del Servizio Studi del Parlamento):


Deduzione dall’IRES della quota di IRAP relativa al costo del lavoro e degli interessi (art. 6)


Nell’art. 6 sono stati aggiunti i commi 4-bis e 4-ter. In particolare, il comma 4-bis estende alcune disposizioni contenute D.L. n. 162 del 2008 e concernenti i territori dell’Umbria e delle Marchecolpiti da calamità naturali nel corso del 1997, anche alle zone delle province di Campobasso e Foggia maggiormente colpite dagli eventi sismici del 31 ottobre 2002, con lo scopo di definire la posizione tributaria e contributiva dei soggetti che hanno beneficiato di provvedimenti di sospensione dei relativi pagamenti.


Si estende ai citati territori la decurtazione degli importi da pagare al 40% dell’ammontare dovuto per ciascun tributo o contributo sospeso, nonché la dilazione del pagamento in 120 rate mensili e l’ambito soggettivo di applicazione di tali benefici.


Con apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate si determinano le modalità di effettuazione degli adempimenti tributari, da effettuarsi entro il 16 gennaio 2009.


Sono anche previste le conseguenze del mancato versamento delle somme dovute per la definizione, e per il recupero delle somme non corrisposte alle prescritte scadenze.


A tal fine è autorizzata la spesa di 59,4 milioni di euro per l’anno 2009, 32 milioni per l’anno 2010 e 7 milioni per l’anno 2011, nonché 4 milioni a decorrere dal 2012 e fino al 2019, che viene iscritta in un apposito fondo presso il Ministero dell’economia e delle finanze.


Vengono poi aggiunti i comma 4-quater e 4-quinquies, in materia di detrazioni fiscali per carichi di famiglia in favore dei soggetti non residenti, disponendo la proroga del beneficio per l’anno 2010.


Pagamento dell’IVA al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo (art. 7)


E’ stato modificato il comma 1 al fine di introdurre a regime, e non più in via transitoria (triennio 2009-2011), l’applicazione del regime di IVA a esigibilità differita (criterio di cassa in luogo di quello della competenza).


Rimborsi fiscali ultradecennali e velocizzazione, anche attraverso garanzie della SACE S.p.a., dei pagamenti da parte della P.A. (art. 9)


E’ stato soppresso il riferimento al comma 139 dell’art. 1 della legge finanziaria per il 2008, che stabilisce la maturazione di interessi giornalieri in relazione a crediti fiscali ultradecennali IRPEF e IRPEG in attesa di essere erogati.


Inoltre, si sostituisce il comma 2, prevedendo, oltre all’abrogazione del comma 140-bis dell’art. 1 della legge finanziaria 2008 (che disponeva che una quota degli stanziamenti previsti per i rimborsi ultradecennali ai fini IRPEF e IRPEG fosse destinata al rimborso dei crediti maturati in data più recente), anche l’abrogazione dei commi 139 e 140 del medesimo art. 1 della legge finanziaria 2008, relativi, rispettivamente, alla maturazione di interessi giornalieri, decorsi più di 10 anni dalla richiesta del rimborso dei crediti fiscali IRPEF e IRPEG, e alla decorrenza del periodo sul quale calcolare i suddetti interessi.


Si modifica anche il comma 3, prevedendo che la disciplina volta a favorire l’intervento della SACE S.p.a e di altre imprese di assicurazione nella prestazione di garanzie finalizzate alla riscossione dei crediti vantati nei confronti delle amministrazioni pubbliche debba prevedere una priorità per i casi nei quali venga contestualmente offerta una riduzione dell’importo del credito originario.


Si aggiunge il comma 3-bis, ai sensi del quale, per l’anno 2009, su istanza del creditore le regioni e gli enti locali hanno facoltà di certificare, nel rispetto dei limiti del Patto di stabilità interno, l’esigibilità del credito vantato per somministrazione, forniture e appalti ai fini della cessione pro soluto ad istituti di credito e a società finanziarie del credito medesimo, previo decreto del Ministro dell’economia da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame. Tale cessione è  valida anche qualora il contratto di fornitura o di servizio con la pubblica amministrazione abbia escluso la cedibilità del credito.


Riallineamento e rivalutazione volontari di valori contabili (art. 15)


Le principali modifiche riguardano:


– Il disallineamento di valore per i soggetti che applicano gli IAS. Alcune tipologie di disallineamento, ed in particolare quelle emerse in sede di prima applicazione degli IAS per valori diversi da quelli relativi a beni fungibili, ammortamenti, rettifiche di valore e accantonamento, vengono spostate dalla lettera b) alla lettera a) del comma 3; ciò comporta una diversa procedura e un diverso onere a carico del contribuente ai fini dell’affrancamento delle divergenze giacché le tipologie previste nella lettera a) possono, su scelta del contribuente, riallineare i valori ai sensi del comma 4 ovvero del comma 5 mentre l’affrancamento delle divergenze previste dalla lettera b) opera esclusivamente ai sensi del comma 7. Inoltre, per i disallineamenti relativi alle rimanenze di merci, prevede la possibilità di applicare il comma 21 dell’articolo 81 del DL 112/2008 (imposta sostitutiva 16%);


– la rivalutazione dei maggiori valori per operazioni straordinarie. Si dispone che, nei casi di fusione, scissione e conferimento, la rivalutazione agevolata di marchi, brevetti e altre attività immateriali possa essere effettuata anche in misura parziale. Relativamente a tali maggiori valori, viene escluso il limite massimo della quota annua di ammortamento. Sul maggior valore attribuito ad altri beni viene precisato che, oltre alle maggiorazioni IRES ed IRAP, si applicano anche le maggiorazioni IRPEF e che, nel caso di rivalutazione dei crediti, l’aliquota di imposta sostitutiva applicata è pari al 20%


Inoltre il comma 12-bis, prevede che l’opzione per la rivalutazione agevolata di cui all’art. 1, comma 48, della legge finanziaria 2008 trova applicazione anche per i disallineamenti verificatisi dai soggetti che hanno applicato per la prima volta gli IAS.


Viene inoltre modificato un errato riferimento normativo contenuto nel comma 22.


Infine, vengono modificati i commi 20 e 21, al fine di:


– Ridurre la misura dell’aliquota dell’imposta sostitutiva dal 10 al 7% per gli immobili ammortizzabili e dal 7 al 4% per gli immobili non ammortizzabili;


– prorogare dal terzo al quinto esercizio successivo il riconoscimento ai fini fiscali dei maggiori valori affrancati;


– ampliare l’arco temporale (dal quarto anno successivo al sesto anno successivo) entro il quale non può essere effettuata la cessione o assegnazione del bene rivalutato ai fini del riconoscimento fiscale dell’affrancamento del maggior valore.


Riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese (art. 16)


Si aggiunge il comma 5-bis, volto a fornire una interpretazione autentica in materia di prestazioni di servizi relative a beni custoditi in un deposito IVA.


In particolare, si chiarisce che i servizi di consegna al depositario di detti beni sono da considerarsi ad ogni effetto come introduzione nel deposito IVA e sono pertanto escluse dalle fattispecie non sottoposte al pagamento dell’imposta stessa.


Si modifica il comma 7, disponendo che l’elenco dei dati identificativi degli iscritti ad ordini di professionisti e collegi, con il relativo indirizzo di posta elettronica, abbia carattere riservato e sia consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni.


Inoltre, si modificano i commi da 6 a 10, ampliando le tipologie di indirizzi di posta elettronica che le imprese costituite in forma societaria, i professionisti iscritti in albi e le amministrazioni pubbliche possono utilizzare.


Altresì sono stato modificati i commi 9 e 11, introducendo norme volte ad agevolare l’uso della posta elettronica certificata, quale l’ordinario strumento di comunicazione, da parte delle imprese e dei cittadini.


Originariamente, il comma 9 prevedeva che le comunicazioni tramite posta elettronica certificata, se intercorse  tra soggetti appartenenti alle pubbliche amministrazioni, non richiedessero che il destinatario dichiarasse previamente la propria disponibilità ad accettarne l’utilizzo.


L’emendamento allarga tale possibilità anche alle imprese costituite in forma societaria nonché ai professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato.


La nuova formulazione del comma 11 è volta ad abrogare esclusivamente il comma 4 – anziché i commi da 4 a 7 – dell’articolo 4 del regolamento per l’utilizzo della posta elettronica certificata, di cui al D.P.R. n. 68/2005.


Si aggiungono poi i commi 10-bis e 10-ter, che dispongono l’obbligo per gli intermediari abilitati al deposito dei bilanci mediante trasmissione telematica – quali dottori commercialisti e ragionieri muniti della firma digitale su incarico dai legali rappresentanti della società – a richiedere per via telematica la registrazione degli atti di trasferimento delle partecipazioni societarie sottoscritte con firma digitale e a pagarne contestualmente l’imposta da essi liquidata e per la quale sono solidalmente obbligati.


Con riferimento all’imposta di bollo rimane ferma la disciplina prevista dalla relativa tariffa.


I tempi e le modalità per l’adempimento dei suddetti obblighi sono stabiliti con provvedimento del Direttore dell’agenzia delle entrate.


Nell’ottica di semplificazione e di riduzione dei costi delle imprese si introducono alcune modifiche al codice civile.


In particolare:


– Il comma 12-bis aggiunge il nuovo art. 2215-bis (Documentazione informatica) che prevede la possibilità di tenuta informatica delle scritture contabili delle imprese. Tale documentazione informatica – i cui obblighi di tenuta, vidimazione e numerazione sono assolti dalla marcatura temporale e dalla firma digitale dell’imprenditore – va sempre resa consultabile e di essa può essere fatta copia per gli usi consentiti dalla legge. La documentazione informatizzata ha la stessa efficacia probatoria di quella ordinaria;


– il comma 12-ter prevede che gli obblighi di bollatura della documentazione informatica di cui all’art. 2215 siano assolti a seguito della comunicazione all’ufficio delle entrate dell’importo e degli estremi dell’avvenuto pagamento;


– il comma 12-quater novella l’art. 2470 individuando, in particolare, nel deposito presso il registro delle imprese (anziché nell’iscrizione nel libro dei soci, di cui non è più obbligatoria la tenuta) il momento di efficacia del trasferimento di partecipazioni societarie;


– i commi 12-quinquies e 12-sexies coordinano il testo degli artt. 2471 e 2742 con la citata soppressione dell’obbligo di tenuta del libro dei soci, rispettivamente, eliminando l’obbligo di iscrizione in detto libro dell’eventuale espropriazione di partecipazioni societarie (art. 2471) e precisando che gli obblighi solidali del venditore della partecipazione per i versamenti ancora dovuti decorrono dall’iscrizione nel registro imprese anziché dal libro dei soci (art. 2472);


– il comma 12-septies novella l’art. 2478 eliminando il libro dei soci dall’elenco dei libri sociali di cui è obbligatoria la tenuta;


–  il comma 12-octies novella l’art. 2478-bis limitando alla copia del bilancio approvato gli obblighi di deposito presso il registro delle imprese;


– il comma 12-nonies modifica l’art. 2479-bis in materia di convocazione dell’assemblea, coordinandone il testo con l’eliminazione dell’obbligo di tenuta del libro dei soci;


– il comma 12-decies, analogamente, novella il comma 1-bis dell’art. 36 del DL 112/2008 (L. 133/2008) eliminando l’obbligo di iscrizione nel libro dei soci del trasferimento di partecipazioni societarie con firma digitale;


– il comma 12-undecies, infine, reca una disposizione transitoria che prevede, in particolare, l’entrata in vigore di parte della nuova disciplina trascorsi 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame.


Si introduce l’articolo 16-bis recante“Misure di semplificazione per le famiglie e per le imprese”, finalizzato a promuovere ulteriormente l’utilizzo delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni tra i cittadini e le imprese e le amministrazioni pubbliche.


In particolare, i commi da 1 a 4 stabiliscono che, con decreto del Ministro della pubblica amministrazione e dell’innovazione e del Ministro dell’interno, vengano dettate nuove modalità per l’effettuazione da parte dei cittadini delle dichiarazioni anagrafiche (iscrizioni, modifiche, cancellazioni) e delle comunicazioni concernenti lo stato civile delle persone (nascite, morti, matrimoni, ecc.).


I commi da 5 a 8 prevedono che, con modalità da definirsi con un successivo D.P.C.M., d’intesa con la Conferenza unificata, venga assegnata, a tutti i cittadini che ne facciano richiesta, una casella di posta elettronica certificata, da utilizzare per le comunicazioni con le amministrazioni pubbliche, con effetto equivalente, ove necessario, alla notificazione per mezzo della posta ordinaria; per la copertura degli oneri viene autorizzato l’utilizzo delle risorse assegnate al “progetto Fondo di garanzia per le PMI” non ancora impegnate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del provvedimento in esame.


Il comma 9 interviene sulle disposizioni, recate dalla legge finanziaria 2008 (L. 244/2007), finalizzate ad introdurre l’obbligo di utilizzare la fattura elettronica per gli operatori che hanno relazioni con l’amministrazione statale e con gli enti pubblici, stabilendo che il decreto attuativo di tali disposizioni, previsto dall’art. 1, comma 213, della L. 244/2007, sia adottato in conformità agli standard del Sistema Pubblico di Connettività e definisca, oltre a quanto indicato dalla disposizione richiamata, anche le regole tecniche atte a garantire l’attestazione della data, l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto della fattura elettronica per ogni fine di legge.


Il comma 10 stabilisce che le stazioni appaltanti pubbliche acquisiscano d’ufficio, anche mediante strumenti informatici, il documento unico di regolarità contributiva (DURC) rilasciato dagli istituti od enti abilitati.


I commi 11 e 12 dispongono che i datori di lavoro domestico assolvano con modalità semplificate gli obblighi di comunicazione all’INPS relativi all’assunzione, cessazione, trasformazione e proroga del rapporto di lavoro. L’INPS trasmette in via informatica ai Servizi competenti, al Ministero del lavoro, all’INAIL e alla Prefettura le comunicazioni semplificate, utilizzando il Sistema Pubblico di Connettività.


Incentivi per il rientro in Italia di ricercatori scientifici residenti all’estero: Estensione del credito d’imposta alle ricerche fatte in Italia anche in caso di incarico da parte di committente estero (art. 17)


E’ stato modificato il comma 1, prevedendo che l’incentivo (assoggettamento del reddito di lavoro dipendente o autonomo dei docenti e ricercatori che operano all’estero nella misura del 10% dell’imponibile ed esclusione ai fini IRAP) si applica a decorrere dal 1° gennaio 2009 nel periodo d’imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato e nei due periodi di imposta successivi, sempre che permanga la residenza fiscale in Italia.


Modificato pure il comma 2, facendo riferimento genericamente a contratti stipulati con imprese residenti o localizzate all’estero (e non più a contratti di commissione).


Rispetto alla residenza o localizzazione delle imprese vengono ricompresi, oltre agli Stati inclusi nella lista degli Stati con i quali è attuabile lo scambio di informazioni ai sensi delle convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito in vigore con la Repubblica italiana, contenuta nel decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, sono ricomprese anche le imprese residenti o localizzate negli Stati membri della Comunità europea e negli Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo (in sostanza vengono ricomprese l’Islanda e il Liechtenstein).


Potenziamento ed estensione degli strumenti di tutela del reddito


Si introduce l’articolo 19-ter recante “Indennizzi per le aziende commerciali in crisi”.


L’articolo ripristina dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2012 gli indennizzi per le aziende commerciali in crisi previsti dal decreto legislativo n. 207/1996.


In particolare, si ripristina per gli operatori del settore commerciale e turistico, costretti a cessare anticipatamente l’attività nei tre anni precedenti il pensionamento di vecchiaia, l’accesso ad indennizzi di importo pari alla pensione minima.


Al fine di far fronte agli oneri derivanti dall’introduzione della misura, la norma dispone contestualmente la proroga fino al 2013 dell’aliquota contributiva dello 0,09% prevista a carico degli iscritti alla Gestione degli esercenti attività commerciali presso l’INPS.


Norme straordinarie per la velocizzazione delle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale e simmetrica modifica del relativo regime di contenzioso amministrativo (art. 20)


Si modifica il comma 8, in tema di disciplina speciale dell’accesso agli atti ed al contenzioso amministrativo, prevedendo:


– che il termine di trenta giorni per la impugnativa dei provvedimenti adottati in base alla disciplina recata dall’articolo medesimo possa decorrere, oltre che dalla comunicazione del provvedimento, come già previsto, anche dall’avvenuta conoscenza, comunque acquisita, dello stesso;


– che l’ammontare del danno da risarcire non possa eccedere il “decimo dell’importo delle opere che sarebbero state eseguite” dal concorrente, se aggiudicatario, in luogo della “misura di utile effettivo” che il ricorrente avrebbe conseguito se fosse risultato aggiudicatario – come previsto dalla formulazione originaria del comma.


Viene aggiunto il comma 8-bis, che esclude per i contratti stipulati secondo le procedure introdotte dall’articolo, il decorso del periodo minimo di trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento di aggiudicazione ai controinteressati (periodo previsto dall’articolo 11, comma 10, del D.Lgs. n.163/2006, recante il Codice degli appalti).


Riguardo la disciplina speciale per il contenzioso amministrativo, si dispone che qualora in esito al giudizio risulti che la parte soccombente abbia agito o resistito con mala fede o colpa grave, si applichi l’articolo 96 del codice di procedura civile, vale a dire la condanna della parte medesima non solo alle spese ma anche al risarcimento del danno.


Detassazione dei microprogetti di arredo urbano o di interesse locale operati dalla società civile nello spirito della sussidiarietà (art. 23)


Si modifica il comma 2 relativamente al meccanismi di approvazione della proposta per la realizzazione di opere di interesse locale da parte di gruppi di cittadini organizzati, prevedendo che essa si intenda respinta decorsi due mesi dalla sua presentazione, anziché approvata come previsto nel testo in vigore. Si prevede, inoltre, che entro il medesimo termine l’ente locale possa, con delibera motivata, disporre l’approvazione delle proposte formulate dai cittadini, regolandone altresì le fasi del procedimento di realizzazione e i tempi di esecuzione.


Attuazione di decisione europea in materia di recupero di aiuti illegittimi (art. 24)


Viene modificato il comma 1 sostituendo il riferimento normativo richiamato dalla norma – D. Lgs. n. 267 del 2000 “Testo unico degli enti locali” anziché la legge n. 142 del 1990 sull’ordinamento delle autonomie locali – per l’individuazione delle società per azioni a partecipazione pubblica maggioritaria, esercenti servizi pubblici locali, nei confronti delle quali l’Agenzia delle Entrate procede al recupero degli aiuti di Stato equivalenti alle imposte non corrisposte e ai relativi interessi.


Accertamenti (art. 27)


Aggiunti i commi 1-bis, 3-bis, 4-bis e 4-ter e modificati i commi 2, 9 e 14.


In particolare, il comma 1-bis, che novella l’art. 11 del D.Lgs. n. 218/1997, estende l’applicazione dell’istituto dell’adesione agli inviti a comparire anche per le altre imposte indirette, diverse dall’IVA.


Per conseguenza:


– Anche per tale ipotesi, viene disposta l’integrazione contenutistica dell’invito a comparire;


– si rinvia alle norme concernenti le imposte dirette e l’IVA per quanto riguarda le specifiche modalità di adesione, nonché gli aspetti procedurali relativi alla comunicazione dell’adesione;


– l’applicazione delle norme sull’adesione agli inviti a comparire per le altre imposte indirette viene limitata agli inviti emessi a decorrere dalla data di entrata in vigore della relativa disciplina (comma 3-bis);


– si prevede la riduzione alla metà delle relative sanzioni.


Si dispone poi che l’ufficio competente, ai fini dell’accertamento con adesione, definisca in contraddittorio, mediante unico atto, il reddito attribuibile ai soci nell’ipotesi di accertamento relativo a società che hanno optato per la trasparenza fiscale.


Viene abrogata la disposizione che attribuiva, transitoriamente, le relative competenze dell’ufficio distrettuale delle imposte dirette (comma 4-bis).


L’emendamento dispone inoltre la riduzione ad un ottavo delle sanzioni per le violazioni concernenti i tributi oggetto di adesione e il contenuto delle dichiarazioni, ove l’avviso di accertamento e liquidazione non sia stato preceduto dall’invito a comparire, salvo quanto appositamente previsto nel caso di adesione a verbali di constatazione (comma 4-ter).


Sono altresì recate modifiche ai compiti spettanti alle strutture dell’Amministrazione finanziaria incaricate di svolgere attività di accertamento, controllo e riscossione nei confronti i cd. “grandi contribuenti”; in particolare, a tali strutture è attribuita la competenza in tema di rimborso in materia di IVA e di altre imposte indirette relativamente ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2006.


Si modifica anche il comma 5, estendendo l’applicazione delle misure cautelari dell’iscrizione di ipoteca e del sequestro conservativo non soltanto ai tributi e ai relativi interessi vantati dagli uffici e dagli enti e ai crediti derivanti dalle sanzioni amministrative tributarie, ma a tutte le somme dovute per il pagamento dei predetti tributi.


Si aggiunge il comma 21-bis, il quale prevede che l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato possa avvalersi, senza costi aggiuntivi a carico della finanza pubblica, del personale del Ministero dell’economia e delle finanze addetto alle Direzioni territoriali del medesimo Ministero al fine di potenziare le capacità di accertamento dell’amministrazione finanziaria.


Inoltre, si aggiunge il comma 21-ter, che novella l’art. 2 del D.L. 143/2008, relativo al “Fondo unico giustizia”.


Una prima modifica (nuovo comma 3-bis) prevede, da parte del Ministero dell’economia, l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria (modulata su quella in materia di imposte dirette) a carico di Poste italiane s.p.a., banche ed altri operatori finanziari che omettano nei termini previsti, di intestare “Fondo unico giustizia” i titoli, i valori, i crediti, i conti, i libretti, nonché i proventi relativi ad attività finanziarie oggetto di sequestro penale e antimafia nonché di trasmettere ad Equitalia per via telematica le informazioni relative ai libretti postali di deposito giudiziari, ai conti correnti bancari, ai depositi a risparmio ed ai conti di deposito titoli.


Per la verifica di detti obblighi il Ministero può avvalersi della Guardia di finanza.


Con la modifica del comma 7, ai fini della determinazione delle quote annuali di risorse del Fondo unico giustizia destinate al Ministero dell’interno, a quello della giustizia ed al bilancio dello Stato (ai sensi delle lettere a), b) e c), viene introdotto il limite di una percentuale non superiore al 20% relativamente alle sole risorse oggetto di sequestro penale e amministrativo.


Viene, infine, aggiunto un comma 7-quater che prevede che detta percentuale del 20% potrà aumentare fino al doppio in funzione del progressivo consolidamento dei dati statistici.


Meccanismi di controllo per assicurare la trasparenza e l’effettiva copertura delle agevolazioni fiscali (art. 29)


Viene sostituita la disciplina recata dai commi da 6 a 11 con un unico comma 6, relativamente alle detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici (articolo 1, commi da 344 a 347, della legge n. 296/2006).


Viene soppressa la limitazione all’utilizzo del credito di imposta nel 2008, prevedendo che, per i periodi imposta successivi a quello in corso alla data del 31 dicembre 2008, i contribuenti interessati inviano all’Agenzia delle entrate apposita comunicazione, secondo i termini e le modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione (legge di conversione).


Il provvedimento può stabilire che la trasmissione avvenga esclusivamente per via informatica, anche mediante i soggetti abilitati, e stabilisce i termini e le modalità di comunicazione all’Agenzia delle entrate dei dati trasmessi dai contribuenti in possesso dell’ENEA ai sensi del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19 febbraio 2007.


Il comma 6 dispone, altresì, l’emanazione, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, di un decreto di natura non regolamentare di modifica del richiamato decreto 19 febbraio 2007 al fine di snellire le procedure e di ridurre gli adempimenti burocratici a carico dei contribuenti.


Per le spese sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2009 per la riqualificazione energetica degli edifici la detrazione d’imposta lorda deve essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo.


Si introduce un nuovo comma 7 disponendo che, nell’ambito delle attività di monitoraggio circa l’effettivo utilizzo dei crediti di imposta per nuove assunzioni e per nuovi investimenti, l’Agenzia delle entrate effettua nel 2009 una ricognizione delle risorse formalmente impegnate ma non utilizzate o non utilizzabili.


Si dispone, altresì, che in relazione ai crediti di imposta per investimenti e per l’occupazione, le risorse finanziarie ad essi destinate, nonché altre risorse relative a rimborsi e compensazioni di crediti di imposta esistenti presso la contabilità speciale 1778 (Fondi di bilancio) siano ridotte di 1.155,6 milioni.


Si sostituisce il comma 2, con una nuova formulazione volta a precisare che le risorse stanziate sono relative al solo credito di imposta per spese per attività di ricerca, di cui all’articolo 1, commi da 280 a 283, della legge n. 296/2006 e che la procedura indicata alle lettere a) e b) per l’accesso al beneficio è applicabile a decorrere dall’anno 2009.


Si modifica il comma 3, circa le procedure per la concessione del credito di imposta per spese per attività di ricerca, sostituendo alla previsione del nulla osta da parte dell’Agenzia delle entrate la procedura del silenzio-assenso decorsi 90 giorni dalla certificazione dell’avvenuta prenotazione per l’accesso al credito.


Infine, si modifica il comma 5, prevedendo, per l’approvazione del formulario per la trasmissione dei dati, che l’emanazione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sia adottato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto in luogo della data di entrata in vigore del decreto stesso.


Controlli sui circoli privati (art. 30)


Vengono modificati i commi 1, 2 e 5, al fine di escludere le organizzazioni di volontariato, iscritte nei registri regionali del volontariato e che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali, dagli obblighi di trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate di dati rilevanti a fini fiscali, necessari per usufruire del regime fiscale agevolato previsto per gli enti di tipo associativo.


Si modifica il comma 1, specificando che gli enti di tipo associativo, ove intendano usufruire del regime fiscale agevolato, trasmettano all’Agenzia delle entrate dati e notizie rilevanti a fini fiscali per consentire gli opportuni controlli.


Si modifica il comma 2, prevedendo che l’apposito provvedimento dell’Agenzia delle entrate recante le modalità di tale comunicazione definisca altresì le modalità di comunicazione relative alla completezza dei dati e delle notizie trasmesse, in luogo del dell’esclusione dai benefici fiscali ove manchino i presupposti previsti dalla normativa.


Si sopprime il comma 4, ripristinando sia l’applicazione del regime fiscale agevolato per le società sportive dilettantistiche alle società riconosciute ai fini sportivi dal CONI, sia l’obbligo per il CONI di trasmettere annualmente al Ministero dell’economia e finanze l’elenco delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute.


Viene aggiunto il comma 3-bis, che esclude le associazioni pro-loco e gli enti associativi dilettantistici, iscritti al registro del CONI e che non svolgono attività commerciale, dall’applicazione dei controlli sugli enti di tipo associativo, necessari per usufruire del regime fiscale agevolato.


Si sostituisce il comma 4, modificando la disciplina recata dal D.Lgs. n. 460/1997 in tema di organizzazioni non lucrative di utilità sociale.


Si prevede in particolare che si consideri “attività di beneficienza”, rilevante ai fini della configurazione dei requisiti delle ONLUS, anche la concessione di erogazioni gratuite in denaro, con utilizzo di somme provenienti dalla gestione patrimoniale o da donazioni appositamente raccolte,a favore di enti privi di scopo di lucro operanti in alcuni specifici settori, per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale.


Conseguentemente a tale modifica, viene ripristinata sia l’applicazione del regime fiscale agevolato per le società sportive dilettantistiche alle società riconosciute ai fini sportivi dal CONI, sia l’obbligo per il CONI di trasmettere annualmente al Ministero dell’economia e finanze l’elenco delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute.


Sono poi aggiunti i commi da 5-bis a 5-quater, che prevedono in favore delle ONLUS l’assoggettamento delle volture catastali inerenti gli immobili ad imposta catastale in misura fissa (pari a 168 euro).


L’agevolazione si applica sino al 31 dicembre 2009.


Viene introdotto l’articolo 30-bis recante “Disposizioni fiscali in materia di giochi”, relativo alla determinazione del prelievo erariale unico (PREU) sulle somme giocate con apparecchi per il gioco lecito collegati alla rete telematica dei Monopoli di Stato e al finanziamento del CONI e dell’UNIRE.


In particolare il comma 1 determina l’ammontare del PREU relativamente ai singoli soggetti passivi d’imposta, applicando differenti aliquote (dal 12,6% all’8%) per scaglioni di raccolta delle somme giocate rispetto alla raccolta effettuata nel 2008.


Gli importi dei versamenti periodici del PREU dovuti dai soggetti passivi di imposta sono calcolati nella misura del 98% dell’aliquota massima del 12,6% (comma 2).


Il comma 3 prevede la possibilità di rateizzazione delle somme dovute a seguito di controlli automatici, per i casi di comunicazione al contribuente da parte dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) per omessi, carenti o intempestivi versamenti, e di comunicazione definitiva contenente la rideterminazione, in sede di autotutela, delle somme dovute a seguito dei chiarimenti forniti dal contribuente.


Il comma 4 sostituisce i commi 281 e 282 dell’art. 1 della legge finanziaria 2005 (legge n. 3001/2004), disponendo che a decorrere dal 1° gennaio 2011 viene determinata, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, la quota delle entrate erariali ed extraerariali derivanti dai giochi pubblici con vincita in denaro affidati in concessione allo Stato da destinare al CONI per il finanziamento dello sport, e all’UNIRE per il finanziamento del montepremi delle corse.


Con provvedimento dell’AAMS, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, da emanare annualmente entro il 31 marzo, sono definite le modalità operative della determinazione della base di calcolo delle predette entrate erariali ed extraerariali, nonché le modalità di trasferimento periodico delle risorse al CONI e all’UNIRE.


Per gli anni 2009 e 2010 la quota da assegnare al CONI è fissata in 470 milioni, mentre quella per l’UNIRE è determinata in 150 milioni.


Il comma 5 stabilisce che, a valere sulle maggiori entrate determinate dall’aumento del PREU disposto dal comma 1, rilevate annualmente dall’AAMS, una quota pari all’1,4% del PREU sia ripartita in parti uguali – in misura non superiore a 140 milioni per ciascun ente – ed assegnata in funzione del processo di risanamento finanziario e di riassetto dei relativi settori alle attività istituzionali del CONI e dell’ UNIRE, con esclusione delle ordinarie esigenze di funzionamento della medesima UNIRE, nonché all’incremento del monte premi e delle provvidenze per l’allevamento dei cavalli.


Il comma 6 dispone la cessazione, a decorrere dal 1° gennaio 2009, degli effetti nei confronti del CONI e dell’UNIRE delle disposizioni recate dall’articolo 1-bis, comma 7, del D.L. n. 149/2008 (legge n. 184/2008): la disposizione richiamata istituisce per il 2009 nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un fondo sul quale affluiscono le entrate derivanti dalle concessioni del diritto di esercizio e raccolta in rete fisica di giochi su base ippica e sportiva. Quota parte delle risorse del fondo viene destinata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze all’incremento del montepremi e delle provvidenze per l’allevamento dei cavalli, ovvero anche alle esigenze finanziarie del CONI e dell’UNIRE in funzione del loro risanamento finanziario e di riassetto dei relativi settori.


La restante parte del Fondo viene versata all’entrata del bilancio dello Stato.


Il comma 7 dispone che agli oneri derivanti dal presente articoli si provvede con le maggiori entrate derivanti dalle modifiche al PREU disposte dal precedente comma 1.


IVA servizi televisivi (art. 31)


Si modifica il comma 3, prevedendo l’estensione della tassazione addizionale prevista per le trasmissioni televisive di contenuto pornografico (c.d. porno-tax) ai soggetti che utilizzano trasmissioni televisive volte a sollecitare la credulità popolare, che si rivolgono al pubblico attraverso numeri telefonici a pagamento.


Si introduce l’articolo 31-bis recante “Regime IVA della vendita di documenti di viaggio relativo ai trasporti pubblici urbani di persone o di documenti di sosta relativi a parcheggi veicolari”.


L’articolo reca una modifica all’art. 74, comma 1, del codice dell’imposta sul valore aggiunto (DPR n. 633/1972) sostituendo la disposizione contenuta alla lett. e) in materia di regime IVA della vendita al pubblico di documenti di viaggio e di sosta.


In particolare si dispone che l’applicazione dell’IVA sulla vendita di documenti di viaggio per trasporto pubblico urbano di persone ovvero sulla vendita di documenti di sosta da parte del gestore di autoparcheggio è calcolata sulla base del prezzo di vendita al pubblico.


Riscossione (art. 32)


Si modifica il comma 1, lettera a), quantificando l’aggio per la remunerazione degli agenti della riscossione in un importo fisso pari al 9%, in luogo del 10%, delle somme iscritte a ruolo e dei relativi interessi di mora.


Si modifica il comma 1, aggiungendo le lettere e-bis) ed e-ter), che modificano i commi 6 e 7-bis dell’art. 17 del D.Lgs. n. 112/1999 in tema di riscossione dei tributi.


Con la modifica al comma 6 del citato art. 17 si dispone che il destinatario delle disposizioni sul rimborso delle spese relative alle procedure esecutive non sia più il concessionario della riscossione, ma l’agente della riscossione.


E’ analogamente previsto, con la modifica al comma 7-bis del citato art. 17 che spetta all’agente della riscossione – e non più al concessionario – il compenso per l’attività di esecuzione comunque svolta, nel caso in cui l’ente creditore emani un provvedimento che riconosce, in tutto o in parte, non dovute le somme iscritte a ruolo.


Si modifica il comma 5, lettera a) specificando che, nel caso di credito tributario o contributivo avente natura chirografaria, di cui si propone il pagamento parziale e dilazionato in sede di concordato preventivo, il trattamento non può essere differenziato, nell’ipotesi di suddivisione in classi, rispetto a quello dei creditori per cui è previsto un trattamento più favorevole.


Inoltre, si modifica il comma 7, estendendo l’ambito applicativo della disciplina che facilita il recupero delle somme dovute dai soggetti che hanno usufruito delle definizioni agevolate disposte dalla legge finanziaria 2003 (legge 289/2002) e che tuttavia hanno omesso i relativi versamenti; si dispone infatti che tali procedure si applichino anche alle definizioni effettuate dai contribuenti e dai sostituti d’imposta che, alla data del 16 aprile 2003, hanno provveduto ai pagamenti delle imposte o delle ritenute risultanti dalle dichiarazioni annuali presentate entro il 31 ottobre 2002, per le quali il termine di versamento è scaduto anteriormente a tale data.


Si aggiunge il comma 7-bis, il quale fissa in un ammontare non inferiore a 10 milioni di euro interamente versati l’importo della misura minima di capitale richiesto alle società per l’iscrizione nell’albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare l’attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e delle altre entrate degli enti locali.


Tale limite di importo non si applica alle società a prevalente partecipazione pubblica.


E’ contestualmente disposta la nullità degli affidamenti a soggetti privi di tale requisito, l’obbligo per i soggetti già iscritti all’albo di adeguarsi alla predetta misura minima di capitale, nonché la decadenza dall’affidamento dei soggetti che non si siano adeguati alle suddette prescrizioni entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione.



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