Novità fiscali del 4 dicembre 2008: guida al versamento dell'acconto imposta sul TFR; in scadenza a breve anche il versamento dell’acconto IVA 2008; prospetti esplicativi spese alberghi e pasti; tantissime novità fiscali del giorno

 






 


Indice fisco:


 


1) In scadenza il termine di versamento dell’imposta sostitutiva sul TFR


 


2) In scadenza anche il Versamento dell’acconto IVA 2008


 


3) Spese alberghiere e somministrazione di alimenti e bevande: Prospetti esplicativi


 


4) Altre notizie fiscali del giorno


 


 


1) In scadenza il termine di versamento dell’imposta sostitutiva sul TFR


Mancano 12 giorni alla scadenza (16/12/2008) per pagare l’acconto dell’imposta sostitutiva sul TFR, e a tal fine l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 03/12/2008 sul proprio sito la seguente guida di ausilio a tale adempimento.


L’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi va applicata nella misura dell’11% sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi per il trattamento di fine rapporto


Il versamento di tale imposta, che è a carico del sostituto, avviene in acconto (entro il 16 dicembre) e a saldo (entro il 16 febbraio dell’anno successivo).


Peraltro, la citata guida ha rammentato che, per i soggetti che aderiscono ad una forma pensionistica complementare la problematica non si pone (nel senso che non si applica l’imposta sostitutiva) giacché sono privi del trattamento di fine rapporto che viene interamente destinato al fondo pensione.


La rivalutazione del TFR


Il fondo TFR accantonato al 31/12 di ogni anno (escluso le quote maturate nell’anno stesso) deve essere rivalutato sulla base di un coefficiente composto da un tasso fisso dell’1,50% e da uno variabile pari al 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall’ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente.


La rivalutazione si effettua alla fine di ciascuno anno o al momento della cessazione del rapporto di lavoro.


In quest’ultimo caso l’indice ISTAT è quello risultante nel mese in cui è avvenuta la cessazione del rapporto di lavoro.


Calcolo dell’acconto


L’acconto dell’imposta sostitutiva di dicembre si può determinare utilizzando due metodi:


– Storico;


– previsionale.


Metodo storico


Il calcolo mediante il metodo storico prevede che il sostituto applichi la percentuale del 90% alle rivalutazioni maturate nell’anno solare precedente, tenendo conto anche delle rivalutazioni relative ai TFR, eventualmente, erogati nel corso dello stesso anno.


Metodo previsionale


In alternativa, il sostituto d’imposta può scegliere di calcolare l’acconto, presuntivamente, nella misura pari al 90% delle rivalutazioni che maturano nello stesso anno per il quale l’acconto è dovuto.


Dipendenti cessati prima del 16 dicembre


Se prima del 16 dicembre di ciascun anno tutti i dipendenti hanno cessato il rapporto di lavoro è possibile applicare l’acconto non sulla quota di rivalutazione dell’anno precedente ma sulla quota di rivalutazione maturata nello stesso anno in cui si versa l’acconto.


Calcolo del saldo


Il saldo dell’imposta sostitutiva da versare entro il 16 febbraio dell’anno successivo all’anno a cui si riferisce la quota di rivalutazione sulla quale l’imposta è stata calcolata, viene calcolato prendendo come riferimento la fine dell’anno e applicando l’aliquota dell’11% sulle rivalutazione del TFR determinatesi nell’anno stesso.


L’importo da versare è al netto di quanto già versato a titolo di acconto.


Modalità e termini di versamento


Come premesso, le scadenze per il versamento dell’imposta sostitutiva sono le seguenti:


– Acconto: 16 dicembre di ogni anno;


– saldo: 16 febbraio dell’anno successivo.


In caso di cessazione del rapporto di lavoro, in corso d’anno, i termini di versamento restano invariati. Per il versamento, che va fatto utilizzando il modello F24 , sono previsti i seguenti codici tributo:


– 1712, per l’acconto;


– 1713, per il saldo.


Inoltre, i datori di lavoro possono, eventualmente, compensare, direttamente nel modello F24, l’imposta sostitutiva con eventuali crediti maturati.


Infine, l’Agenzia delle Entrate ha rimarcato che, l’art. 11, comma 4-bis del D.Lgs. n. 47/2000, ha esteso anche al versamento dell’imposta sostitutiva, la possibilità di usufruire, qualora esistente, del credito derivante dall’anticipo d’imposta sui trattamenti di fine rapporto previsto dall’art. 3 della legge n. 662/1996.


Tale credito, può essere utilizzato mediante modello F24, fino a compensazione dell’imposta sostitutiva dovuta, indipendentemente dalla procedura disciplinata dal richiamato art. 3.


In tal caso, l’importo compensato non rileva ai fini della determinazione del limite annuo massimo di compensazione.


Casi particolari


In caso di operazioni di fusione o di scissione che comportano l’estinzione dei soggetti preesistenti, gli obblighi di versamento dell’acconto (ed anche del saldo) dell’imposta sostitutiva sono adempiuti:


– Dagli stessi soggetti fino alla data di efficacia della fusione o della scissione;


-dalla società incorporante, beneficiaria o comunque risultante dalla fusione o dalla scissione, successivamente alla suddetta data di efficacia dell’operazione.


(Agenzia delle Entrate, guida del 03/12/2008)


 


 


 


2) In scadenza anche il Versamento dell’acconto IVA 2008


Il 29/12/2008 (il 27 dicembre cade di sabato) è il termine ultimo per versare l’acconto IVA dovuto in relazione alle liquidazioni periodiche di chiusura, ossia alle liquidazioni riguardanti l’ultimo mese o l’ultimo trimestre dell’anno.


Lo ha ricordato l’Agenzia delle Entrate che ha, peraltro, pubblicato sul proprio sito il 03/12/2008, una altra guida incentrata interamente su tale scadenza annuale ormai consolidata.


Questi di seguito sono i contenuti di tale vademecum delle Entrate.


Ambito soggettivo ed esonero dal versamento


Sono obbligati al versamento dell’acconto tutti i contribuenti mensili e quelli trimestrali sottoposti agli obblighi di liquidazione e di versamento previsti dalla disciplina Iva.


Vi rientrano anche gli enti pubblici territoriali che esercitano attività rilevanti ai fini Iva.


Sono esonerati dal versamento dell’acconto i soggetti che non dispongono di uno dei due dati (quello “storico” o quello “previsionale”), su cui sostanzialmente si basa il calcolo.


Ad esempio, relativamente all’acconto Iva 2008, è il caso dei soggetti che:


– Hanno cessato l’attività, anche per decesso, entro il 30/11/2008 se mensili o entro il 30/9/2008 se trimestrali oppure hanno iniziato l’attività nel corso del 2008;


– hanno chiuso l’anno 2007 con un credito di imposta (risultante anche dalla liquidazione Iva periodica);


– pur avendo effettuato un versamento per il mese di dicembre o per l’ultimo trimestre del 2007, oppure in sede di dichiarazione annuale per il 2007, prevedono di chiudere la contabilità Iva per il 2008 con una eccedenza detraibile di imposta.


Non sono, inoltre, obbligati al versamento, i contribuenti per i quali risulta un importo dovuto a titolo d’acconto inferiore a euro 103,29.


Si tratta, in particolare, dei soggetti che:


– Nell’ultima liquidazione periodica dell’anno 2007 hanno evidenziato un debito d’imposta non superiore a euro 116,72 (il cui 88% è inferiore a euro 103,29);


– presumono di chiudere l’ultima liquidazione dell’anno con un debito d’imposta non superiore a euro 116,72 (il cui 88% è inferiore a euro 103,29).


Sono, inoltre, esonerati dal versamento dell’acconto:


– I contribuenti che, nel 2008, hanno effettuato soltanto operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;


– i produttori agricoli esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo;


– i soggetti che esercitano attività di spettacoli e giuochi in regime speciale;


– le associazioni sportive dilettantistiche, nonché le associazioni senza fini di lucro e quelle pro loco, in regime forfetario;


– gli imprenditori individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda, entro il 30/9/2008, se contribuenti trimestrali o entro il 30/11/2008, se contribuenti mensili, a condizione che non esercitino altre attività soggette all’Iva;


– i soggetti che usufruiscono del regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali anche nel primo anno di fuoriuscita dal regime per decorrenza del triennio o per superamento dei limiti previsti per i ricavi ed i compensi;


– i contribuenti che adottano il regime dei “minimi”.


Modalità di calcolo


L’acconto IVA può essere calcolato scegliendo, in base alla convenienza, tra tre diversi metodi di calcolo.


In particolare, è possibile adottare uno dei seguenti metodi:


– Storico;


– previsionale;


– analitico.


Metodo storico


Applicando il metodo storico, l’acconto Iva è pari all’88% del versamento effettuato, o che avrebbe dovuto essere effettuato, per il mese o trimestre dell’anno precedente.


Il versamento preso a base del calcolo deve essere al lordo dell’acconto dovuto per l’anno precedente.


Metodo previsionale


Con il metodo previsionale l’acconto viene calcolato sulla base di una stima delle operazioni che si ritiene di effettuare fino al 31 dicembre.


In pratica, con l’utilizzo di tale metodo, per l’anno 2008, l’acconto è pari all’88% dell’Iva che si prevede di dovere versare:


– Per il mese di dicembre 2008, se si tratta di contribuenti mensili;


– in sede di dichiarazione annuale Iva 2009 o di Unico 2009, se si tratta di contribuenti trimestrali ordinari;


– per il quarto trimestre 2008, per i contribuenti trimestrali “speciali”.


Metodo analitico


Il calcolo con il metodo analitico si basa sulle operazioni effettuate fino al 20 dicembre 2008.


In particolare, l’acconto è pari al 100% dell’importo risultante da un’apposita liquidazione che tiene conto dell’Iva relativa alle seguenti operazioni:


– Operazioni annotate nel registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi) dal 1° dicembre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti mensili) o dal 1° ottobre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti trimestrali);


– operazioni effettuate, ma non ancora registrate o fatturate, dal 1° novembre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti mensili) o fino al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti trimestrali);


– operazioni annotate nel registro delle fatture degli acquisti dal 1° dicembre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti mensili) o dal 1° ottobre al 20 dicembre (se si tratta di contribuenti trimestrali).


Modalità di versamento


Il versamento dell’acconto deve essere effettuato utilizzando il modello F24 , in modalità esclusivamente telematica.


E’ possibile compensare, liberamente, l’importo dovuto a titolo d’acconto con eventuali crediti di imposte o contributi di cui il contribuente abbia la disponibilità.
A differenza di quanto previsto per le liquidazioni periodiche, i contribuenti trimestrali ordinari non devono applicare la maggiorazione degli interessi dell’1%.
L’acconto versato deve essere, inoltre, scomputato dall’Iva da versare per il mese di dicembre (per i contribuenti mensili), in sede di dichiarazione annuale Iva (per i contribuenti trimestrali) o da quanto dovuto per la liquidazione del 4° trimestre (per i contribuenti trimestrali speciali).


Codici tributo


I codici tributo da utilizzare nell’F24 per il versamento dell’acconto Iva sono i seguenti:


– 6013 per i contribuenti mensili;


– 6035 per quelli trimestrali.


Casi particolari


Infine, la guida dell’Agenzia delle Entrate contiene anche le seguenti informazioni riguardo i seguenti casi particolari.


Variazione del regime dei versamenti


In caso di modifica delle scadenze di liquidazione tra un anno e l’altro, ai fini del calcolo del dato storico, valgono le seguenti regole:


– Passaggio da regime mensile a regime trimestrale: Occorre calcolare l’acconto con riferimento alle liquidazioni degli ultimi tre mesi dell’anno precedente;


– passaggio da regime trimestrale a regime mensile: L’acconto deve essere calcolato su 1/3 dell’imposta versata per il quarto trimestre.


Soggetti con contabilità separate


I contribuenti che, ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 633/1972, tengono la contabilità separata, devono determinare distintamente l’importo riferibile a ogni attività svolta e, quindi, sono tenuti ad effettuare distinte liquidazioni dell’imposta.
Pertanto, l’acconto Iva deve essere calcolato sommando i dati relativi ad ogni attività compensando in tal modo gli importi a debito con quelli a credito.


(Agenzia delle Entrate, guida del 03/12/2008)


 


 


3) Spese alberghiere e somministrazione di alimenti e bevande: Prospetti esplicativi


Lo studio del Dott. Righetti ha pubblicato sul proprio sito (www.studiorighetti.it) il 03/12/2008 i seguenti prospetti esplicativi riguardo le spese alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande, anche a seguito delle recenti novità (D.L. 112/2008) e del Decreto che ha disciplinato le spese di rappresentanza.


Le seguenti tabelle (redatte dal citato Studio Rigetti) sintetizzano la nuova relativa disciplina  (IVA e reddito) per singoli soggetti (S.p.A., S.r.l., società personali, professionisti, ecc.) per una immediata lettura e veloce applicazione pratica nella fase contabile delle fatture ricevute (inoltre, tiene conto della situazione pregressa, fino al 31/8/2008 e corrente, dal 1/9/2008):


 




























































SPA – SRL


SPESE ALBERGHIERE E SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE


COSTO SOSTENUTO


ANNO 2008


Detraibilità IVA


Deducibilità costo
IRES / IRAP


FINO AL 31/08/2008


DAL 01/09/2008


Spese sostenute per amministratore in trasferta aziendale


0%


100% Fattura contestata a società e amministratore


Limiti giornalieri trasferte fuori dal comune:


In Italia € 180,76 all’estero € 258,23


Spese sostenute per dipendenti/collaboratori in trasferta aziendale


0%


100%


Fattura cointestata a società e dipendente


Limiti giornalieri trasferte fuori dal comune:


in Italia € 180,76 all’estero € 258,23


Costi di partecipazione a convegni, corsi e simili


100%


100%


100%


Spese mensa aziendale (interna, esterna, convenzione, ecc.)


100%


100%


100%


Spese buoni pasto


0%
Salvo casi particolari


100%


100 %


Cena aziendale per la generalità dei dipendenti (o categorie)


0%


100%


100% nel limite del 5 per mille delle spese annue di lavoro dipendente


Spese di rappresentanza


0% salvo acquisto di BENI di imponibile unitario inferiore ad € 25,82
(100%)


0% salvo acquisto di BENI di imponibile unitario inferiore ad € 25,82


(100%)


100% se beni di valore < € 50,00; negli altri casi:


100% se si rispettano requisiti di inerenza e congruità, 0% se non si rispettano


Viaggi, vitto e alloggio di clienti


0%


100%


100%


Spese sostenute per soggetti terzi all’attività (costi non inerenti)


0%


0%


0%


 


 






















SNC – SAS


SPESE ALBERGHIERE E SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE


COSTO SOSTENUTO


ANNO 2008


Detraibilità IVA


Decucibilità costo IRPEF/IRAP


FINO AL 31/08/2008


DAL 01/09/2008


Spese sostenute per amministratore in trasferta aziendale


0%


100%


Fattura contestata a società e amministratore


Limiti giornalieri trasferte fuori dal comune:


In Italia € 180,76 all’estero € 258,23

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