Acquista concretezza la sinergia Entrate-Comuni


          Con la pubblicazione del provvedimento dirigenziale prot. 2008/175466 del 26 novembre 2008 (consultabile sul sito www.agenziaentrate.it), acquista concretezza la collaborazione fra comuni e agenzie fiscali per lotta all’evasione.


          In queste stesse pagine vedi articolo del 31 ottobre 2008, abbiamo avuto modo di illustrare in dettaglio l’istituto della partecipazione del comuni all’accertamento erariale, anche alla luce del restyling operato dapprima con l’art. 1 del D.L. 203/2005 e, più di recente, con l’art. 83 del D.L. 112/2008.


          Mancava  solo (si fa per dire) l’ultimo tassello, costituito dalla concreta definizione dei collegamenti informatici, indispensabili per la trasmissione, da parte dei comuni, delle “segnalazioni qualificate” individuate con il precedente provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 3 dicembre 2007,  emanato d’intesa con la conferenza Stato-città ed autonomie locali e con il direttore dell’Agenzia del territorio.


          Il decreto (art. 1) conferma l’utilizzabilità di S.I.A.T.E.L. (Sistema di Interscambio Anafrafe Tributaria e Enti Locali) per la trasmissione delle informazioni suscettibili di utilizzo ai fini dell’accertamento dei tributi statali, trattandosi di sistema ormai ampiamente collaudato, che garantisce la congruenza dei dati da trasmettere con quanto previsto dall’allegato tecnico al provvedimento, nonchè  la  conformità al d.lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) che offre le massime garanzie sul fatto che le informazioni inserite nei sistemi informativi dell’Agenzia delle entrate sono trattate secondo i principi di necessità, pertinenza e non eccedenza stabiliti dalla medesima normativa, estendendo analoga assicurazione anche all’accessibilità dei predetti dati i soli soggetti che possiedono i requisiti previsti per l’esecuzione dei controlli fiscali.


 


          Non è fuor di luogo ricordare che SIATEL è un servizio dell’Agenzia delle Entrate che consente ai Comuni, alle Regioni, alle Province, alle ASL e ad altri Enti Pubblici di accedere gratuitamente via web ai dati anagrafici, alle dichiarazioni dei redditi e agli atti del registro dei contribuenti (persone fisiche e società) e ai dati delle Commissioni Tributarie.


          Inoltre, al fine di evitare che, come in passato, si ricada nella tacita disapplicazione della norma, il decreto (art. 2) assegna agli enti locali un preciso termine per l’invio delle segnalazioni, disponendo che “Per i periodi d’imposta i cui termini per l’esercizio dell’attività d’accertamento decadono il 31 dicembre dell’anno nel quale si effettua la segnalazione, la trasmissione telematica di cui al punto precedente è effettuata entro e non oltre il giorno 30 del mese di giugno”.


          La scadenza è rispettosa della previsione normativa originaria di cui all’art. 44 del D.P.R. n. 600/1973  che imponeva agli uffici finanziari di trasmettere ai comuni di domicilio fiscale dei soggetti passivi, entro il 1° luglio dell’anno in cui scade il termine per l’accertamento, le proprie proposte di accertamento in rettifica o d’ufficio. In questo caso, non saranno più gli uffici ad inviare ai comuni  le proposte di accertamento, ma viene dato carico agli enti locali di comunicare i nuovi  elementi reddituali  in termini utili per consentire una ordinata e proficua attività accertativa, nel rispetto dei termini di decadenza.


 


          Il provvedimento dirigenziale non trascura di intervenire anche sul fronte dell’incentivazione economica (art. 6). Abbiamo già avuto modo di osservare che la partecipazione dei singoli Comuni all’accertamento fiscale è incentivata (art. 1, comma 1, del D.L. 203/2005) con il riconoscimento della quota pari al 30 per cento delle maggiori somme relative ai tributi statali riscosse a titolo definitivo, a seguito dell’intervento del Comune che abbia contribuito all’accertamento stesso


          Oggi il decreto del 26 novembre 2008 chiarisce che “La partecipazione di più Comuni all’accertamento di una medesima posizione soggettiva dà luogo alla ripartizione in uguale misura della quota pari al 30 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo, a seguito dell’intervento dei Comuni che abbiano contribuito al medesimo accertamento. La quota pari al 30 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo spettante ai Comuni è calcolata sugli importi dovuti a titolo di imposta o maggiore imposta oggetto dell’avviso d’accertamento, sui relativi interessi e sugli importi riscossi a titolo di sanzioni, ove dovute”.


 


          A tutto ciò si aggiunge l’incessante attività che l’Agenzia delle entrate ha intrapreso in questi ultimi mesi per siglare accordi con singoli comuni o associazioni (in Sardegna un protocollo d’intesa Agenzia/ANCI ha coinvolto tutti i 377 comuni della regione in uno sforzo comune di contrasto ai fenomeni evasivi ed elusivi, con particolare riguardo all’economia sommersa ed all’utilizzo del lavoro nero. Nella stessa direzione vanno analoghi accordi siglati con le Entrate dalle ANCI regionali di Emilia Romagna e Friuli-Venezia Giulia), rendendo disponibili flussi informativi relativi a elementi di particolare rilevanza per gli enti locali, quali bonifici bancari e postali per ristrutturazioni edilizie, contratti di somministrazione di energia elettrica, gas e acqua e contratti di locazione di immobili.


          Per dare maggiore concretezza ed operatività alla collaborazione istituzionale, sarebbe forse opportuno – almeno nei comuni più grandi – che la Convenzione individuasse anche precisi referenti in ciascun dipartimento comunale,  titolare di dati e/o notizie utili all’accertamento, in modo da agevolare il flusso di informazioni dal Comune all’Agenzia e viceversa.


 


Valeria Fusconi


1 Dicembre 2008


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