Novità fiscali del 3 ottobre 2008. In evidenza: correzione della dichiarazione dei redditi con verifica fiscale in corso; cessione d’azienda: niente automatismi nell'accertamento fiscale tra imposta di registro e imposte dirette; pianificazione fiscale per IRES e IRAP 2008

    Indice:   1) Fisco & cessione d’azienda:  niente automatismo tra imposta di registro e imposte dirette per l’AIDC   2) Dichiarazione dei redditi: Tempi lunghi per la rettifica (la verifica in corso non è di ostacolo)   3) Invio delle dichiarazioni: Adeguato il compenso agli intermediari   4) Pianificazione fiscale per IRES e […]

 






 


Indice:


 


1) Fisco & cessione d’azienda:  niente automatismo tra imposta di registro e imposte dirette per l’AIDC


 


2) Dichiarazione dei redditi: Tempi lunghi per la rettifica (la verifica in corso non è di ostacolo)


 


3) Invio delle dichiarazioni: Adeguato il compenso agli intermediari


 


4) Pianificazione fiscale per IRES e IRAP 2008


 


5) Notizie in Breve


 


 


1) Cessione d’azienda:  Niente automatismo tra imposta di registro e imposte dirette per l’AIDC (1)


L’Associazione italiana Dottori Commercialisti, con la nuova norma di comportamento n. 171, ha sostenuto che, nell’ipotesi di cessione d’azienda, la rettifica del valore di cessione ai fini dell’imposta di registro non è un elemento sufficiente per giustificare un accertamento automatico anche ai fini delle imposte sui redditi.


La norma di comportamento si è, quindi, espressa in maniera opposta rispetto alla più recente giurisprudenza.


A tal fine, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 19830 depositata il 18/7/2008, aveva, invece, stabilito che spetta al contribuente dimostrare la mancata corrispondenza, ai fini delle imposte sui redditi, del prezzo incassato con il valore di mercato accertato in sede di applicazione dell’imposta di registro.


Pertanto, nelle fattispecie diverse dalla cessione di beni immobili, come nel caso di cessione d’azienda, la prova del fondamento della pretesa tributaria grava sull’Amministrazione finanziaria e deve essere motivata e adeguata alla disciplina della specifica imposta.


Per conseguenza, nella motivazione dell’accertamento ai fini delle imposte dirette non è sufficiente la sola indicazione dell’importo definito ai fini dell’imposta di registro, senza ulteriori elementi di prova in relazione al maggior prezzo di realizzo che l’Amministrazione finanziaria assume come conseguito.


In tal senso si veda quanto statuito dalla medesima Corte di Cassazione, sentenze 5/11/2001 n. 13667 e 4/5/2005 n 16700, e dalla Commissione tributaria regionale Liguria, sentenza 12/4/2005, n. 4.


Rimane comunque la possibilità per l’Amministrazione finanziaria di provare l’eventuale occultamento di una parte del corrispettivo utilizzando i poteri di verifica e controllo messi a sua disposizione dalla legge, ivi compresa la possibilità di effettuare indagini finanziarie.


(Associazione italiana Dottori Commercialisti norma di comportamento n. 171/2008)


 


 


2) Dichiarazione dei redditi: Tempi lunghi per la rettifica (la verifica in corso non è di ostacolo)


La dichiarazione dei redditi può essere rettificata anche dopo l’avvenuto inizio di una verifica fiscale.


E’ quanto ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Ferrara, con la sentenza n. 4/05/2008, che si è così pronunicata in tema di rettifica della dichiarazione dei redditi.


Secondo i giudici di tale C.T.P., la dichiarazione dei redditi va considerata come una manifestazione di scienza del contribuente; pertanto, è sempre rettificabile per mezzo della dichiarazione integrativa di cui all’art. 2, commi 8 e 8-bis, DPR n. 322/1998.


Tutto ciò anche perché, a differenza del ravvedimento operoso, nessuna disposizione normativa impedisce che la dichiarazione integrativa possa essere presentata anche dopo l’avvenuto inizio di una verifica fiscale.


(Commissione Tributaria Provinciale di Ferrara, sentenza n. 4/05/2008, in notiziario Seac Editore del 02/10/2008)


 


 


3) Invio delle dichiarazioni: Adeguato il compenso agli intermediari


E’ stato adeguato il compenso per l’invio telematico delle dichiarazioni.


Il direttore dell’Agenzia ha firmato il provvedimento che ha fissato per il 2007 (periodo 1 gennaio – 30 novembre) l’importo spettante ai soggetti incaricati della trasmissione tramite il servizio telematico Entratel delle dichiarazioni a 0,53 euro rispetto a 0,52 euro precedenti.


Si tratta in pratica dell’adeguamento del compenso all’indice Istat previsto dal D.p.r.  n. 322/1998.


Il compenso, che a partire dalle dichiarazioni inviate dal 1° dicembre 2007 sale a 1 euro, come previsto dal D.L. collegato alla finanziaria 2008, viene erogato secondo le modalità e i criteri previsti dal decreto del ministero dell’Economia 13 luglio 2005.


Il provvedimento è consultabile sul sito internet dell’Agenzia www.agenziaentrate.gov.it.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 02/10/2008)


 


 


4) Pianificazione fiscale per IRES e IRAP 2008


Si avvicina il periodo nel quale occorre procedere a pianificare i debiti fiscali per il periodo di imposta 2008.


Pertanto, occorre (tenuto conto della Legge Finanziaria 2008 che ha modificato radicalmente i rapporti tra bilancio di esercizio e reddito imponibile) tenere in considerazione per una corretta pianificazione fiscale per il periodo di imposta 2008), peraltro, le seguenti novità:


– La riduzione delle aliquote IRES e IRAP;


– la nuova disciplina degli interessi passivi;


 l’abrogazione di ammortamenti anticipati e deduzioni extracontabili;


– la nuova durata dei contratti di locazione finanziaria;


 la profonda rivisitazione dell’IRAP.


La determinazione delle imposte per il 2008 deve tenere conto delle molteplici disposizioni che hanno influenzato la determinazione della base imponibile:


il contribuente, quindi, si trova a dover/poter scegliere metodologie differenti di determinazione dell’acconto ai fini IRES e IRAP.


Riduzione delle aliquote IRES e IRAP


L’art. 1, comma 33, lett. e), della Finanziaria 2008 modificando l’art. 77 del D.P.R. n. 917/1986 stabilisce che “l’imposta è commisurata al reddito complessivo netto con l’aliquota del 27,5%” e, quindi, diminuisce la tassazione in capo alle società di capitali e agli altri soggetti IRES dal 33% al 27,5%.


Tale riduzione non deve essere vista come un minore onere fiscale per le società, ma va coordinata con le altre modifiche apportate sempre dalla legge Finanziaria per il 2008 in tema di ampliamento della base imponibile e di aumento della quota imponibile dei dividendi e delle plusvalenze “qualificati” (che passa dal 40% al 49,72%).


L’art. 1, comma 34, primo periodo stabilisce che la nuova disposizione si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007.


L’art. 1, commi da 50 a 52, della Legge n. 244/2007 modifica sostanzialmente sia i criteri di determinazione della base imponibile IRAP sia l’aliquota che dal 2008 scende al 3,9%.


Revisione della fiscalità differita


Occorre prestare attenzione alla circostanza che la riduzione delle aliquote IRES/IRAP comporta la revisione della fiscalità differita accantonata in bilancio con l’obiettivo di adeguare gli stanziamenti eseguiti alle nuove aliquote limitatamente alle sole differenze rilevanti che verranno riversate dal 2008 a seguire.


Riforma IRAP


La rivoluzione attuata dal legislatore in ordine all’IRAP prevede nuove regole per la determinazione della base imponibile in cui assumono rilevanza non più le variazioni operate ai fini delle imposte sui redditi ma le risultanze contabili in ossequio ai principi contabili.


Nell’agganciare la base imponibile IRAP al bilancio (senza considerare le variazioni fiscali) il legislatore impone che i comportamenti civilisticamente corretti assumano rilevanza anche ai fini fiscali:


Un esempio è quello dell’ammortamento la cui quota civilisticamente ammessa è parametrata alla residua possibilità di utilizzo del cespite e non, come avviene nel tributario, sulla base di coefficienti ministeriali rappresentativi dell’usura dei cespiti.


Esempio


Si prenda in considerazione un cespite che ha una “vita residua” di un solo anno: la relativa quota di ammortamento (pari al 50%) deve essere imputata a conto economico e tale importo assume rilevanza anche ai fini dell’IRAP, mentre, ai fini dell’IRES, la quota eccedente i limiti fissati con il Decreto ministeriale 31 dicembre 1998 deve essere considerata indeducibile.


L’elencazione che evidenzia tale “distonia” potrebbe proseguire con le regole relative ai costi sostenuti per l’acquisto degli autoveicoli aziendali, alle spese per servizi telefonici e alle spese di rappresentanza.


Nuova durata dei contratti di locazione finanziaria


Un’altra rilevante novità da valutare per il 2008 riguarda i criteri di deduzione dei canoni di locazione finanziaria da parte dell’impresa utilizzatrice, per i quali viene allungato il periodo di durata minima dei contratti, con conseguente riduzione delle rate annuali deducibili.


In base al “nuovo” comma 7 dell’art. 102 del D.P.R. n. 917/1986 è ora previsto che per l’impresa utilizzatrice che imputa a conto economico i canoni di leasing, la deduzione è ammessa a condizione che la durata del contratto non sia inferiore ai 2/3 del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito dal D.M. 31 dicembre 1988 in relazione all’attività esercitata (la durata minima risultava prima fissata nella metà del periodo di ammortamento).


Nel caso dei beni immobili, qualora dall’applicazione della predetta regola risulti un periodo inferiore ad 11 anni ovvero superiore a 18, la deduzione è ammessa se la durata del contratto non è, rispettivamente, inferiore ad 11 anni ovvero almeno pari a 18 anni.


Da notare che la modifica riguarda i contratti di leasing stipulati a partire dal 1° gennaio 2008.


Tuttavia, per le autovetture e, più in generale, i veicoli di cui all’art. 164, comma 1, lett. b), del T.U.I.R., viene stabilito che, ai fini della deduzione dei canoni, la durata del contratto deve risultare non inferiore al periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito dal D.M. del 31 dicembre 1998 (e, quindi, pari a 48 mesi).


Esempio


I canoni di leasing di un immobile con coefficiente di ammortamento pari al 3%, corrispondente ad un periodo di ammortamento di 33,33 anni, dovranno essere dedotti in 18 anni.


I comportamenti da tenere per i beni concessi in locazione finanziaria saranno i seguenti:


per l’impresa concedente imputa a conto economico i relativi canoni deducendo quote di ammortamento determinate in ciascun esercizio nella misura risultante dal relativo piano di ammortamento finanziario;


per l’impresa utilizzatrice deduce i canoni di locazione finanziaria imputati a conto economico, a condizione che la durata del contratto non sia inferiore ai due terzi del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito in relazione all’attività esercitata dall’impresa stessa;


per i beni immobili, qualora il risultato derivante dal calcolo dei 2/3 è inferiore a 11 anni o superiore a 18 anni si dovranno prendere questi valori;


– la quota di interessi impliciti desunta dal contratto è soggetta alle nuove regole di deducibilità dell’art. 96 del D.P.R. n. 917/1986.


Le disposizioni si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 e per quanto concerne la disposizione relativa alla durata minima dei contratti di locazione finanziaria, a decorrere dai contratti stipulati a partire dal 1° gennaio 2008.


(di Paolo Parisi, in Pratica Fiscale e Professionale n. 38 del 6/10/2008)


 


 


5) Notizie in Breve






 


– AGEVOLAZIONI: sperimentale avvio per le zone franche (2)


Il primo elenco delle zone franche urbane, dove le aziende potranno beneficiare di incentivi e agevolazioni fiscali e previdenziali, comprende undici regioni: Sicilia (Catania, Gela, Erice), Calabria (Crotone, Rossano e Lamezia Terme), Basilicata (Matera), Puglia (Taranto, Lecce, Andria), Campania (Napoli, Torre Annunziata, Mondragone), Molise (Campobasso), Sardegna (Cagliari, Quartu S. Elena, Iglesias), Lazio (Velletri, Sora), Abruzzo (Pescara), Toscana (Massa Carrara), Liguria (Ventimiglia). Il provvedimento verrà ora sottoposto alla valutazione del Cipe e notificato alla Direzione Generale Concorrenza della CE.


Si prevede che le agevolazioni potranno essere attive ed erogate entro la prossima primavera.


Il piano è indirizzato principalmente alla nascita di nuove micro imprese che potranno beneficiare di esenzione per cinque anni di imposte sui redditi, Irap, Ici, contributi previdenziali.


Le aziende già attive nelle zone franche prima del 2008 potranno beneficiare degli aiuti rispettando i limiti del “de minimis”.


(news Commercialistatelematico.com del 02/10/2008)


 


– Gestione separata: precisazioni INPS sull’aliquota contributiva  (3)


L’INPS, con la Circolare n. 88 del 1° ottobre 2008, ha fornito chiarimenti in merito all’aliquota contributiva da versare alla Gestione separata per:


– soggetti che hanno usufruito dell’incentivo al posticipo del pensionamento (cosiddetto “bonus pensione”);


. collaboratori non residenti in Italia già sottoposti in un Paese straniero ad un regime di previdenza obbligatoria;


– medici in formazione specialistica.


– borse di studio integrative per il sostegno alla mobilità internazionale degli studenti.


(INPS, circolare n. 88 del 1/10/2008)


 


– ENPALS: Ripristinato il lavoro a chiamata per gli artisti


L’Enpals con la circolare n. 18/2008 ha precisato che anche in assenza di una  regolamentazione da parte del CCNL, i datori di lavoro possono assumere con contratto a chiamata i lavoratori da destinare alle attività discontinue indicate al numero 45 dell’elenco approvato dal RD n. 2657/1923.


Inoltre, con riferimento alla possibilità di assumere lavoratori a chiamata per periodi predeterminati nell’anno, del mese o della settimana l’Enpals riporta, a titolo d’esempio, l’ipotesi degli steward, cioè del personale da utilizzare durante le manifestazioni sportive.


 


 


 


____________________________


A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


Appendice:


 


1) Cessione d’azienda – Accertamento: nessun automatismo tra registro e dirette


Norma di comportamento 01/10/2008, n. 171 – Associazione Italiana Dottori Commercialisti: Sintesi a cura di Ipsoa Editore


“In caso di cessione d’azienda, la definizione di un maggior valore ai fini dell’imposta di registro non assume automatica efficacia ai fini delle imposte dirette.


Gli elementi presi a base dell’accertamento ai fini dell’imposta di registro concernono il valore (non il corrispettivo percepito) e possono rappresentare solo una presunzione semplice da integrare con elementi aggiuntivi.


Per la determinazione del valore di un’azienda trasferita a titolo oneroso:


ai fini dell’imposta di registro, si ha riguardo al valore venale in comune commercio del bene;


ai fini delle imposte dirette, la plusvalenza è costituita dalla differenza realizzata tra il corrispettivo conseguito e il costo non ammortizzato.


Sono pertanto diversi i presupposti per la determinazione dell’imposta nella cessione d’azienda ai fini della applicazione dell’imposta di registro e delle imposte dirette; ne consegue che la definizione di un accertamento ai fini dell’imposta di registro non ha automatica efficacia ai fini di un accertamento   (sia analitico, sia induttivo) delle imposte sul reddito.


In particolare, in sede di:


accertamento analitico del reddito d’impresa, l’Amministrazione Finanziaria può procedere alla rettifica del corrispettivo di cessione dell’azienda contabilizzato solo in presenza di fatti certi o di ulteriori presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti, che siano aggiuntive rispetto ad un accertamento definito ai fini dell’imposta di registro e che provino che l’effettivo corrispettivo è superiore a quanto contabilizzato;


accertamento induttivo, atteso che in tale ipotesi il reddito è determinato sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti, il dato relativo alla definizione ai fini dell’imposta di registro può solamente costituire un utile elemento da utilizzare, congiuntamente ad altri elementi, per accertare un maggior corrispettivo rispetto a quanto contabilizzato, poiché in tale caso l’Ufficio può avvalersi anche di presunzioni prive dei requisiti necessari in caso di accertamento analitico.


Infatti, gli elementi presi a base dell’accertamento ai fini dell’imposta di registro concernono il valore – e non il corrispettivo percepito – e possono quindi rappresentare solo una presunzione semplice che deve essere integrata con elementi aggiuntivi.


In caso di cessione d’azienda, conclude la Norma di comportamento n. 171, la prova del fondamento della pretesa tributaria grava sull’Amministrazione Finanziaria e deve essere motivata ed adeguata alla disciplina della specifica imposta. Pertanto, nella motivazione dell’accertamento ai fini delle imposte dirette non è sufficiente la sola indicazione dell’importo definito ai fini dell’imposta di registro, senza ulteriori elementi di prova in relazione al maggior prezzo di realizzo che l’Amministrazione Finanziaria assume come conseguito.


Resta in ogni caso salva in capo all’Amministrazione Finanziaria la possibilità di provare l’eventuale occultamento di una parte del corrispettivo.”


 


 


2) Gestione separata INPS – Modalità per il versamento contributivo in casi particolari


“Riepilogando i pareri ministeriali espressi in merito all’aliquota contributiva applicabile in casi particolari, l’Inps fa presente che:


– per i medici in formazione specialistica deve essere utilizzata sempre l’aliquota piena, indipendentemente dalla loro iscrizione all’ENPAM e dall’eventuale svolgimento di contemporanee attività di tipo professionale


ai lavoratori dipendenti che, nel periodo di fruizione dell’incentivo al posticipo del pensionamento, svolgevano una concomitante attività soggetta all’obbligo contributivo verso la Gestione separata, deve essere applicata, limitatamente ai versamenti alla Gestione separata per la loro attività secondaria, l’aliquota contributiva piena, in quanto, nel medesimo periodo, non hanno versato alcun contributo ad altra gestione previdenziale obbligatoria. I committenti che per i propri collaboratori fruitori del bonus hanno versato i contributi calcolati con aliquota ridotta, dovranno integrare i relativi versamenti ragguagliandoli all’aliquota piena.


le borse di studio integrative per il sostegno alla mobilità internazionale degli studenti si devono considerare, a partire dall’anno 2004, esonerate dalla contribuzione alla Gestione separata, e pertanto l’obbligo di contribuzione rimane valido soltanto nel periodo compreso tra il mese di maggio 2003 (mese di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del D.L. n. 105/2003) e il mese di dicembre del medesimo anno 2003.


per i collaboratori non residenti in Italia che siano contemporaneamente sottoposti ad una forma previdenziale obbligatoria in un Paese straniero, in caso di residenza nei Paesi membri dell’Unione Europea e di Paesi legati all’Italia da convenzioni internazionali di sicurezza sociale, l’aliquota da applicare è quella ridotta. In assenza di alcuna convenzione di diritto internazionale con il Paese straniero di residenza del lavoratore, non avendo rilevanza l’eventuale sottoposizione del lavoratore a regimi previdenziali obbligatori, trova invece applicazione il principio della territorialità. Pertanto il collaboratore sarà soggetto all’iscrizione alla Gestione separata con il versamento dell’aliquota contributiva intera, riferita ai soggetti che non risultino assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria.”


(Circolare INPS 01/10/2008, n. 88, in Notiziario Ipsoa del 02/10/2009)


 


 


3) Zone franche urbane: 22 i Comuni che beneficeranno degli incentivi


Pronta la short list delle Zfu. Sono 22, quattro in più di quelle previste, le Zone franche urbane individuate dal ministero dello Sviluppo economico, che adesso aspettano solamente l’ok del Cipe – Comitato interministeriale per la programmazione economica – e della direzione generale Concorrenza dell’Unione europea.


Si sono chiusi, infatti, il 30 settembre scorso i lavori del gruppo tecnico dipartimentale del ministero, che ha scremato le 64 proposte arrivate dalle Regioni, scegliendo in base ai criteri stabiliti dalla normativa, 22 comuni distribuiti in 11 regioni.


Se Ventimiglia spicca come l’unico comune del Nord, grande assente al Sud è la città di Foggia, che pur essendo stata segnalata dalla Regione Puglia, non è stata selezionata a favore di Taranto, Lecce e Andria. Per ogni Regione, infatti, è stabilito a tre il limite massimo di Comuni che potranno godere di incentivi e agevolazioni fiscali e previdenziali.


La selezione, effettuata dal gruppo tecnico del ministero dello Sviluppo economico, si è svolta sia attraverso la verifica della rispondenza dei progetti presentati a quanto definito dalla normativa di riferimento, che sull’analisi delle strategie di sviluppo articolate per raggiungere un miglioramento del disagio socio-economico di tali aree. In particolare, i parametri di valutazione hanno riguardato in prima istanza la completezza e consistenza delle 11 relazioni tecniche regionali, seguita dal controllo sui valori e sulla misurazione dell’indice di disagio socioeconomico (Ids), l’ammissibilità delle 63 amministrazioni comunali candidate e delle 64 Zfu proposte, il controllo sulla contiguità territoriale delle aree proposte come Zfu, l’analisi dei criteri e delle valutazioni alla base delle indicazioni di priorità contenute nelle relazioni tecniche regionali.


Ai primi posti della lista si trovano le città con il maggior indice di disagio socio-economico, che si sono rivelate Catania, Torre Annunziata, Napoli, Taranto, Cagliari, Gela e Mondragone, mentre al diciassettesimo e diciottesimo posto troviamo Velletri e Sora.


Le Zfu, in prima battuta, dovevano essere infatti diciotto, ma il ministero presenterà al Cipe – che ha il compito di dare l’ok per l’ammissione al finanziamento – la richiesta di estensione per altre quattro città: Pescara, Ventimiglia, Massa Carrara e Matera.


 










































LE ZFU INDIVIDUATE DAL MINISTERO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO


Zone


Regioni


Catania, Gela, Erice


Sicilia


Crotone, Rossano, Lametia T.


Calabria


Matera


Basilicata


Taranto, Lecce, Andria


Puglia


Napoli, Torre Annunziata, Mondragone


Campania


Campobasso


Molise


Cagliari, Quartu S.E., Iglesias


Sardegna


Velletri, Sora


Lazio


Pescara


Abruzzo


Massa Carrara


Toscana


Ventimiglia


Liguria




Le zone franche urbane partiranno per adesso in via sperimentale e i fondi stanziati per il 2009, a favore di questo regime speciale per le microimprese, ammontano a 50 milioni di euro che potrebbero essere erogati entro la prossima primavera. Non si esclude comunque che i fondi non sfruttati previsti per il 2008 potrebbero essere recuperati.


L’introduzione delle Zfu favorirà lo sviluppo di piccole e micro imprese – non riguarderà infatti settori come quello automobilistico, navale, tessile su larga scala, siderurgico e del trasposto su strada – permettendo, a chi aprirà una nuova attività nell’area, di usufruire per i primi cinque anni di agevolazioni sia fiscali che previdenziali.


In particolare, chi aprirà una nuova attività economica nelle zone franche urbane avrà diritto all’esenzione totale dalle imposte sui redditi per i primi cinque anni d’imposta, dal sesto al decimo anno a un’esenzione del 60%, per l’undicesimo e dodicesimo anno del 40% e del 20% per i successivi due anni. L’esenzione riguarderà anche l’Irap per i primi cinque periodi d’imposta, fino al raggiungimento della somma di 300mila euro del valore della produzione netta per ciascun anno. Anche per l’Ici l’esenzione è per i primi cinque anni e riguarderà gli immobili situati nella Zfu di proprietà dell’impresa e utilizzati per l’esercizio della nuova attività. Dal punto di vista previdenziale, l’esonero segue gli stessi criteri delle imposte sui redditi e si applicherà ai contratti a tempo indeterminato e a quelli a tempo determinato di durata come minimo annuale. Inoltre, almeno il 30% dei lavoratori deve risiedere nel Sistema locale di lavoro in cui è situata la Zfu.


(In notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate del 02/10/2008)

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