Trattamento delle istanze di rimborso delle somme versate a titolo di oblazione per condono edilizio


Rimborsi derivanti da oblazione edilizia prevista dall’art. 32 del D.L. 269 del 2003


 


         Il Decreto Interministeriale del 7 marzo 1997 pubblicato in G.U. 4/10/1997 n. 232 ha precisato che gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono competenti per i rimborsi degli importi versati come oblazioni per i condoni edilizi, previsti dalla l. n. 47 del 1985 e dalla l. n. 724 del 1994 (cioè per le due prime versioni del condono edilizio).


         Al contrario, la legge non ha previsto alcuna attribuzione specifica agli Uffici dell’Agenzia delle Entrate per i rimborsi di oblazioni per il condono edilizio previsto dall’art. 32 del D.L. 269/03 (cioè per l’ultima versione del condono edilizio). Con nota prot. n. 340/variemix/8243 del 24 luglio 2008, l’Ufficio del Coordinamento Legislativo – Economia del Ministro dell’Economia e delle Finanze ha espressamente reso noto che l’Agenzia delle Entrate non è tenuta ad eseguire i rimborsi in argomento e che, qualora fosse in possesso delle istanze relative al condono in oggetto, dovrà provvedere all’inoltro al competente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.


         Al riguardo, l’ufficio Rimborsi della Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti ha emanato la nota prot. n. 120420 del 10.09.2008 che fornisce indicazioni agli uffici di provvedere alla trasmissione delle istanze giacenti al Ministero delle Infrastrutture, sito in Roma, via Nomentana 2 (1).


         E’ stato, quindi, chiarito, anche ai sensi e per gli effetti dell’articolo 7 della legge n. 212/2000 infrastrutture,trasporti,istanze,(cd. statuto del contribuente) che non spetta agli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate ma agli uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la competenza a ricevere le istanze e a disporre i rimborsi delle differenze non dovute e versate a titolo di oblazione per la sanatoria in esame.


 


NOTE


 


1) La sentenza n. 115 del 7 settembre 2005 della CT Regionale di Roma sez. 20 merita di essere segnalata all’attenzione dell’operatore tributaria in quanto ha statuito in tema di controversie di rimborso dell’oblazione edilizia quanto segue: “Non sono soggette alla giurisdizione delle Commissioni tributarie le controversie concernenti le oblazioni relative alle domande di condono edilizio ai sensi dell’articolo 2 del dlgs 546/92 e dell’articolo 35 della legge urbanistica n. 47/85”.


Per quanto concerne l’individuazione del giudice competente a trattare le liti da rimborso dell’oblazione indebitamente versata si ritiene che l’interprete debba fare ausilio del disposto dell’’articolo 35 della legge n. 47/85 che così recita: “ogni controversia relativa all’oblazione è devoluta alla competenza dei Tar i quali possono disporre dei mezzi di prova previsti dall’articolo 16 della legge n. 10/1977: La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo trova, inoltre conforto, nel fatto che l’oblazione non è un tributo di ogni genere e specie ossia ma è un’entrata di natura non tributaria. Trattasi di una somma di denaro determinata con riferimento all’opera abusiva o alla parte abusiva realizzata in relazione al tipo di abuso ovvero di una somma determinata sulla base delle superfici abusive realizzate oppure per alcune tipologie a forfait mentre il tributo (imposte, tasse, contributi) è un’entrata autoritativa o coattiva, la cui obbligatorietà è imposta con un atto dell’autorità senza che vi concorra la volontà del soggetto obbligato, destinata a finanziare le pubbliche spese.  


Sono recessivi e privi di pregio, pertanto, i diversi orientamento giurisprudenziali che attribuiscono al GO o alle CT la competenza sulle controversie di rimborso dell’oblazione edilizia.


 


2) Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 52 del 3 marzo 2006 la Circolare 7 dicembre 2005 n. 2699 con i chiarimenti del Ministero Infrastrutture. La Circolare ribadisce che, per quanto non previsto dalle nuove disposizioni introdotte con D.L. 269/2003, si applicano le norme delle Leggi 47/1985 e 724/1994 (ove compatibili)  L’art. 32, comma 36, del decreto-legge n. 269 del 2003, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2003, n. 326, deve ritenersi illegittimo nella parte in cui non prevede che il reato si estingua anche allorché, anteriormente al decorso di 36 mesi dal pagamento dell’oblazione, sia intervenuta l’attestazione di congruità da parte dell’autorità comunale dell’oblazione corrisposta (CORTE COSTITUZIONALE, 28 marzo 2008, sentenza n. 70).


 


Angelo Buscema


22 Settembre 2008


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