Novità fiscali del 29 settembre 2008. In evidenza: fermo del veicolo: ricorso in commissione tributaria; studi di settore: alcune novità; riorganizzazioni aziendali: imposta sostitutiva

    Indice:   1) Fisco & riorganizzazioni aziendali: imposta sostitutiva ammessa in via transitoria anche per le operazioni effettuate entro il 2007   2) Studi di settore: Alcune novità   3) Cinque per mille, per accelerare i pagamenti 2006   4) Fermo del veicolo: Ricorso in commissione tributaria se mancante degli elementi di chiarezza […]

 






 


Indice:


 


1) Fisco & riorganizzazioni aziendali: imposta sostitutiva ammessa in via transitoria anche per le operazioni effettuate entro il 2007


 


2) Studi di settore: Alcune novità


 


3) Cinque per mille, per accelerare i pagamenti 2006


 


4) Fermo del veicolo: Ricorso in commissione tributaria se mancante degli elementi di chiarezza


 


5) Lavoro irregolare – Sanzioni amministrative e civili: Le istruzioni INPS


 


 


1) Riorganizzazioni aziendali: Imposta sostitutiva ammessa in via transitoria anche per le operazioni effettuate entro il 2007


L’opzione per l’imposta sostitutiva può essere esercitata, in via transitoria, anche in relazione ad operazioni di riorganizzazione aziendale effettuate entro il 31 dicembre 2007, procedendo al versamento della prima rata entro il termine per la presentazione di Unico 2008.


E’ questo uno dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 57/E del 25/9/2008, con cui l’Agenzia delle Entrate ha illustrato la disciplina alla luce delle novità introdotte dalla Finanziaria 2008.


In particolare, la Finanziaria 2008 ha previsto, in relazione alle operazioni di conferimento d’azienda, di fusione e di scissione, realizzate a partire dal periodo d’imposta 2008, un regime opzionale di imposizione sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap.


Ebbene, a tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa all’esercizio in cui é stata realizzata l’operazione di riorganizzazione o, al più tardi, in quella relativa all’anno successivo.


Inoltre l’esercizio dell’opzione compete sempre alla conferitaria, anche nel caso in cui si tratti di un soggetto fiscalmente “trasparente”.


Infine, la citata circolare ha spiegato come avviene il conferimento di partecipazioni di controllo e di collegamento, la disciplina del conferimento d’azienda e delle operazioni di fusione e scissione e ha fornito chiarimenti sulla questione dell’applicazione dell’imposta sostitutiva ai disallineamenti pregressi.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 25/9/2008, n. 57/E)


 


 


2) Studi di settore: Alcune novità


Il D.L. n. 112/2008 ha ridotto i tempi di approvazione degli studi di settore.


Le novità entrano in vigore tra la fine del 2008 e l’anno 2009.


Inoltre, viene prevista l’approvazione di nuovi studi di settore su base regionale e comunale in modo da tenere in maggiore considerazione il requisito della territorialità.


La disciplina degli studi di settore


La disciplina degli studi di settore è stata introdotta nel nostro ordinamento dall’art. 62-bis del D.L.  n. 331/1993, convertito dalla legge 29 ottobre 1993 n. 427.


Derivano da un accordo di reciproca collaborazione tra Amministrazione finanziaria, associazioni di categoria e ordini professionali.


I cluster


La parola “cluster” (che significa “gruppo omogeneo”) identifica un sottoinsieme di imprese o di professionisti – all’interno dello stesso settore di attività – contrassegnato da comuni caratteristiche strutturali.


La metodologia utilizzata da Ge.Ri.Co., si basa sull’applicazione di tecniche statistiche che consentono di definire, per ogni singola attività economica, gruppi omogenei di imprese o di esercenti arti e professioni in base a caratteristiche strutturali comuni.


Congruità,  normalità economica e coerenza


Il software Ge.Ri.Co consente, tramite l’inserimento di dati contabili ed extra-contabili, di effettuare tre diverse analisi in base a cui verificare la posizione del contribuente in ordine alla sua “normalità statistica”:


 1. analisi della congruità;


 2. analisi della normalità economica (introdotta dalla finanziaria 2007);


 3. analisi della coerenza.


Analisi della normalità economica


Gli indicatori di normalità economica individuati dal decreto del 20/3/2007 sono i seguenti:


– per i titolari di reddito d’impresa:


    . incidenza dei costi dei beni strumentali mobili rispetto al valore storico degli stessi;


    . rotazione del magazzino o durata delle scorte;


    . valore aggiunto per addetto;


    . redditività dei beni strumentali mobili.


– per i titolari di reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni:


    . rapporto ammortamenti su valore storico dei beni strumentali mobili;


    . maggior compenso risultante dall’applicazione della resa oraria per addetto o della resa oraria del professionista.


Indicatori di normalità per gli studi dei professionisti


Indicatori di normalità introdotti per gli studi dei professionisti approvati a decorrere dal periodo d’imposta 2007


Per la maggior parte degli studi relativi alle attività professionali, approvati in evoluzione a decorrere dal periodo d’imposta 2007, si applica, alternativamente, uno dei seguenti indicatori di normalità:


a) rendimento orario.


b) rendimento giornaliero;


La descrizione degli indicatori è contenuta nella circolare n. 44/E del 2008.


Analisi della coerenza


Le anomalie riscontrate negli indici di coerenza possono essere utilizzate per la selezione delle posizioni da sottoporre a controllo, pur in presenza di ricavi o compensi congrui, utilizzando metodi di accertamento diversi da quello basato sugli studi di settore.


l’ufficio deve comunque verificare se la mancata coerenza deriva da inefficiente organizzazione dell’attività.


Studi e manovra estiva


Il D.L. n. 112/2008 convertito, con modificazioni, nella L. n. 133/2008 è intervenuto con due disposizioni che hanno introdotto alcune novità in materia di studi di settore.


Sono stati ridotti sensibilmente i tempi di approvazione degli studi di settore;


Inoltre, si prevede la partecipazione dei Comuni e delle  regioni alla elaborazione.


Approvazione ed applicazione degli studi di settore













Data di approvazione


Periodo di imposta di applicazione


Entro il 31 dicembre 2008


– Periodo di imposta 2008


Entro il 30 settembre 2009


– Periodo di imposta 2009


Applicazione degli studi di settore più elastica: Niente accertamenti automatici


Gli indicatori di normalità economica hanno natura sperimentale e i relativi maggiori ricavi, compensi o corrispettivi costituiscono presunzioni semplici.


Pertanto, i contribuenti che dichiarano dei ricavi, compensi o corrispettivi inferiori rispetto a quelli desumibili dagli indicatori non sono soggetti ad accertamenti automatici e in caso di accertamento spetta all’ufficio accertatore motivare e fornire elementi di prova per gli scostamenti riscontrati.


Le novità in materia di accertamento basato sugli studi di settore


Per effetto del D.L. n. 223/2006, già dai ricavi e compensi conseguiti nel 2005, l’accertamento mediante studi di settore è stato generalizzato, potendo essere applicato a prescindere dal tipo di contabilità adottato ed anche in caso di scostamento per un singolo periodo d’imposta, salva la possibilità per i contribuenti di adeguare i ricavi e i compensi risultanti dalla contabilità alle risultanze degli studi, entro il termine di presentazione della dichiarazione (art. 2 del D.P.R. n. 195/1999).


Indicatori di normalità economica


A seguito dell’introduzione degli indicatori di normalità economica (di seguito INE), prevista dai commi 13 e 14 della Finanziaria 2007, è necessario, però, distinguere nella disciplina degli studi di settore una disciplina “a regime” e una “transitoria”.


La disciplina a regime riguarda gli studi revisionati a partire dal 2008 in cui i ricavi o compensi congrui sono definiti tenendo conto degli INE definitivi.


La disciplina transitoria riguarda gli studi elaborati prima del 2008 in cui i ricavi o compensi congrui sono definiti tenendo conto degli INE transitori previsti dalla Finanziaria 2007.


Accertamenti da studi motivati


Con la circ. n. 41/E del 6 luglio 2007 l’Agenzia ha chiarito che è necessario motivare gli eventuali accertamenti posti in essere sulla base degli studi di settore fornendo ulteriori elementi probatori per avvalorare i maggiori ricavi e compensi derivanti dall’applicazione di GERICO.


Tali accertamenti non possono essere effettuati nei confronti dei contribuenti che, anche per effetto di adeguamento, si collocano tra il livello minimo dei ricavi derivante dall’applicazione degli INE e il livello di congruità puntuale previsto dagli studi.


Studi e legge finanziaria 2008


La legge Finanziaria 2008 ha ulteriormente ribadito che, ai fini dell’accertamento, l’Agenzia delle Entrate ha l’onere di motivare e fornire elementi di prova per avvalorare l’attribuzione di maggiori ricavi o compensi derivanti dall’applicazione degli INE transitori, questo fino all’entrata in vigore degli studi di settore revisionati.


Valenza probatoria degli studi di settore secondo le Entrate


L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che gli INE “transitori” non hanno una piena capacità di rappresentare adeguatamente l’effettiva situazione produttiva del contribuente.


– I maggiori ricavi o compensi da essi desumibili costituiscono, a parere dell’Agenzia, una “presunzione semplice”.


Mancato contradditorio


Secondo la circolare n. 5/2008 anche nel caso in cui il contraddittorio non si sia svolto per assenza del contribuente – l’ufficio deve evidenziare nell’atto le ragioni per le quali ha ritenuto “gravi” le incongruenze rilevate tra i ricavi dichiarati dal contribuente e quelli desumibili dagli studi.


Motivazione con presunzioni gravi


Circolare n. 5/2008: Poiché la soglia di scostamento tra la misura dei due valori (dichiarato e rettificato in base a studi di settore) non è predeterminata dalla legge, ma lasciata all’apprezzamento dell’ufficio, quest’ultimo nella motivazione deve dare conto dei criteri in base ai quali ha valutato l’incongruenza nel caso concreto come grave, pena la nullità dell’atto per vizio di motivazione.


Studi di settore: E’ giustificato il contribuente che non si è adeguato a GERICO


Secondo la Commissione tributaria regionale Sicilia, Sentenza, Sez. XXIX, 10/06/2008, n. 57 va giustificato lo scostamento dalle risultanze sulla base degli studi di settore in presenza di contabilità regolare e a causa della crisi economica del territorio.


Ciò anche quando il contribuente non si non sia voluto adeguare a tali risultati derivanti dal software GERICO


Necessitano, pertanto, ulteriori prove a sostegno delle presunte violazioni contestate al contribuente.


Contabilità regolarmente tenuta: Niente studi di settore


I valori derivanti da elaborazioni sulla base di studi settoriali costituiscono solo un insieme di dati statistici che non possono intaccare una contabilità regolarmente tenuta.


Tali valori, laddove non siano supportati da altre risultanze, non sono idonei  ad integrare i presupposti dell’accertamento fiscale di cui all’art. 39, D.P.R. n. 600/1973.


In tal senso, si era già espressa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14252/07.


Maggiori ricavi su dati statistici


La medesima Cassazione, con sentenza 14252/07 ha stabilito che in presenza di una contabilità regolarmente tenuta, l’accertamento di maggiori ricavi sulla base della difformità della percentuale di ricarico applicata dall’imprenditore rispetto a quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza non ha valore di prova grave precisa e concordante (art. 39 DPR 600/1973)


 


 


 


3) Cinque per mille, per accelerare i pagamenti 2006


Gli enti del volontariato devono comunicare coordinate bancarie.


Per ricevere il contributo del 5 per mille relativo all’esercizio finanziario 2006 più velocemente gli enti del volontariato devono comunicare le proprie coordinate IBAN.


L’Agenzia delle Entrate ricorda che ad oggi, circa 4900 enti non hanno ancora fornito questi dati che consentiranno l’accredito delle somme spettanti direttamente sul conto corrente bancario.


I rappresentanti degli enti interessati possono comunicare i dati attraverso le seguenti


modalità:


– accedere, dal sito dell’Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it) ai servizi telematici e utilizzare l’apposita procedura;


– recarsi presso un ufficio dell’Agenzia e consegnare l’apposito modello scaricabile dal sito dell’Agenzia, nella voce “comunicazioni e domande” della sezione “modulistica”


Le coordinate raccolte verranno trasmesse al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali che procederà ai relativi pagamenti.


Per gli enti che non dispongono di un proprio conto corrente o che non desiderano


utilizzare questo canale di pagamento, l’erogazione delle somme avverrà, a cura del


competente Ministero, con altre modalità.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 26/9/2008)


 


 


4) Fermo del veicolo: Ricorso in commissione tributaria se mancante degli elementi di chiarezza


Tale atto è impugnabile se non é chiaramente leggibile.


Il provvedimento di fermo del veicolo deve contenere tutti gli elementi che consentono al contribuente di esercitare il proprio diritto all’impugnazione.


(Commissione tributaria provinciale Torino, Sentenza, Sez. XIV, 16/07/2008, n. 40, in notiziario Ipsoa del 26/9/2008)


 


 


5) Lavoro irregolare – Sanzioni amministrative e civili: le istruzioni INPS


La disciplina delle sanzioni civili (co. 7 dell’art. 36 bis della L. n. 248/2006) stabilisce in un minimo di 3.000 euro l’importo da irrogare per ciascun lavoratore impiegato in nero. Le sanzioni civili da applicare sono quelle vigenti al momento dell’accertamento, di conseguenza, al lavoratore trovato in nero nel corso di un accertamento compiuto dopo il 12 agosto 2006, si applica sempre la sanzione per evasione con un minimo di 3000 euro per ciascun dipendente.


Qualora il periodo di lavoro in nero fosse per intero trascorso alla data del 12 agosto 2006 e quindi la situazione di evasione fosse già cessata prima dell’entrata in vigore della legge 248/2006, la sanzione civile per tale periodo sarà addebitata secondo le norme in vigore anteriormente alla legge 248/2006 e quindi senza l’applicazione del limite di 3.000,00 euro.


Sulle sanzioni amministrative l’Inps ha precisato che per le violazioni constatate (e per i quali non sia ancora stata irrogata la sanzione) in qualsiasi momento anteriore al 12 agosto 2006 il compito di irrogarle spetta all’Agenzia delle Entrate.


Per tutti gli illeciti constatati dal 12 agosto 2006 in poi la competenza è della Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente secondo al sede del trasgressore. Se lo stesso opera in più province, ma è autorizzato all’accentramento sarà la DPL della sede accentrante.    


(Messaggio INPS 17/09/2008, n. 20551, in notiziario Ipsoa del 26/9/2008)



 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


 

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