Novità fiscali del 22 settembre 2008: trasferimento di quote di SRL autenticate da commercialisti e non da notai: prime indicazioni operative; perdite fiscali: termini di prescrizione per l’accertamento; aiuti di Stato, modello per il recupero


 






 


Indice:


 


1) Aiuti di Stato – Rivalutazioni ASR: pronto il modello per il recupero


 


2) Agenzia delle Entrate: riorganizzazione operativa dal 1/1/2009


 


3) Atti di trasferimento di quote di S.r.l.: prime indicazioni operative per il deposito  da parte degli intermediari abilitati


 


4) Perdite fiscali: termini di prescrizione per l’accertamento


 


5) Brevi fiscali


 


 


1) Aiuti di Stato – Rivalutazioni ASR: pronto il modello per il recupero


Fisco – L’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello di dichiarazione (e le relative istruzioni) per il recupero dell’aiuto di Stato – Rivalutazioni (ASR) che i soggetti tenuti alla restituzione degli incentivi fiscali devono compilare e consegnare ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate.


Ciò al fine di adeguare la normativa italiana alla decisione della Commissione UE C(2008)869.
Il modello deve essere consegnato a mano e in originale, entro il 3 ottobre 2008, all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale della società beneficiaria, in relazione al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2003 per il quale all’epoca è stata presentata la dichiarazione UNICO 2004-SC.
Sono tenuti a restituire l’aiuto gli istituti di credito oggetto di riorganizzazione societaria che hanno usufruito del regime d’imposta sostitutiva previsto dalla Finanziaria 2004.


Recupero Aiuto di Stato: Consegna del modello all’Agenzia entro il 3 ottobre 2008


In particolare, l’Agenzia delle Entrate con il comunicato stampa del 18/09/2008 ha precisato quanto segue:


Approvato, con un provvedimento firmato il 18/09/2008 dal direttore dell’Agenzia, il modello di dichiarazione per il recupero dell’Aiuto di Stato – Rivalutazioni (ASR) che i soggetti tenuti alla restituzione degli incentivi fiscali devono compilare e consegnare ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate.


In particolare, sono tenuti a restituire l’aiuto gli istituti di credito oggetto di riorganizzazione societaria che hanno usufruito del regime d’imposta sostitutiva di cui all’art. 2, comma 26, della Finanziaria 2004.


Ciò sulla base di quanto disposto dall’art. 83 del D.L. 112/2008 per adeguare la nostra normativa alla decisione della Commissione europea C(2008)869 dello scorso 11 marzo.


Il modello di dichiarazione “ASR” deve essere consegnato a mano e in originale, entro il 3 ottobre 2008, all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale della società beneficiaria, in relazione al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2003 per il quale all’epoca è stata presentata la dichiarazione modello Unico 2004 SC.


Il testo del provvedimento, il modello e le relative istruzioni sono disponibili sul sito


internet dell’Agenzia, www.agenziaentrate.gov.it


(Provvedimento Agenzia delle Entrate 18/09/2008, n. prot. 2008/138511)


 


 


2) Agenzia delle Entrate: Riorganizzazione definita entro il 30/11 ed operativa dal 1/1/2009


Comitato di gestione, Marco Di Capua nuovo vicario del direttore Prima riunione del nuovo Comitato di gestione dell’Agenzia delle Entrate.


Dell’organismo, presieduto dal direttore Attilio Befera, fanno parte Marco Di Capua, direttore centrale Amministrazione, Luigi Magistro, direttore centrale Accertamento, il professor Francesco Ricotta e il consigliere Italo Volpe, capo ufficio legislativo Finanze del Mef.


Il Comitato ha proceduto alla nomina di Marco Di Capua a vicario del direttore e ha esaminato le questioni legate alla riorganizzazione dell’Agenzia.


E’ stato deciso che il


nuovo assetto sarà definito entro il prossimo 30 novembre e sarà operativo dal primo gennaio 2009.


La riorganizzazione sarà attuata tenendo conto delle misure in materia di razionalizzazione della pubblica amministrazione introdotte dal decreto legge 112, che prevede la riduzione del 15% delle posizioni dirigenziali non di vertice e del 20% delle posizioni dirigenziali di vertice.


Il Comitato ha anche deciso che il nuovo provvedimento terrà conto, ove compatibili, delle disposizioni contenute nel precedente atto di organizzazione del 18 marzo.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 18/09/2008)


 


 


3) Atti di trasferimento di quote di S.r.l.: Prime indicazioni operative per il deposito  da parte degli intermediari abilitati


La Camera di Commercio del Triveneto ha fornito le Prime indicazioni operative di carattere provvisorio (datate 15/9/2008) in merito agli Atti di trasferimento di quote di s.r.l. sottoscritti con firma digitale dai contraenti e depositati a cura di un intermediario abilitato.


Come è noto dopo l’entrata in vigore, dal 22 agosto 2008, dell’art. 36 co. 1-bis della legge 6 agosto 2008, n. 133 di conversione del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, viene previsto che:


A) l’atto di trasferimento di cui al secondo comma dell’articolo 2470 del codice  civile può essere sottoscritto con firma digitale, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti informatici;


B) lo stesso è depositato, entro trenta giorni, presso l’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale, a cura di un intermediario abilitato ai sensi dell’articolo 31, comma 2-quater, della legge 24 novembre 2000, n. 340;


C) in tale caso, l’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci ha luogo, su richiesta dell’alienante e dell’acquirente, dietro esibizione del titolo da cui risultino il trasferimento e l’avvenuto deposito, rilasciato dall’intermediario che vi ha provveduto ai sensi del presente comma;


D) resta salva la disciplina tributaria applicabile agli atti di cui al presente comma.


Il documento della Camera di Commercio del Triveneto ha, quindi, esaminato i seguenti vari aspetti della novità normativa dal punto di vista applicativo;


 


“PUNTO A)


Ai fini dell’applicazione della norma in esame per trasferimento di quote deve intendersi il solo trasferimento del diritto di proprietà per atto tra vivi e a titolo oneroso.


La norma riconosce ai contraenti la facoltà di sottoscrivere con firma digitale – conformemente alla normativa relativa alla sottoscrizione dei documenti informatici – l’atto di trasferimento di quote.


In quanto facoltà saranno i contraenti a decidere di avvalersene ovvero di ricorrere all’attività professionale del notaio che provvederà al deposito secondo le modalità attualmente previste.


Condizione imprescindibile per l’esercizio della facoltà di cui trattasi è che tutti i contraenti siano dotati di firma digitale con certificato di sottoscrizione valido.


Per atto sottoscritto con firma digitale deve intendersi un atto, in formato digitale, sottoscritto digitalmente dal cedente e dal cessionario (tale è il contratto scritto con un software di videoscrittura – recante in calce i nominativi dei sottoscrittori – trasformato in formato pdf e firmato digitalmente da entrambe le parti contrattuali).


 


N.B. Non può essere quindi domandata l’iscrizione di un atto di trasferimento di quote redatto su supporto cartaceo, firmato in maniera autografa dai contraenti, scansionato e sottoscritto digitalmente dalle parti; in tal caso infatti si avrebbe una copia digitale semplice (si veda art. 23 D. Lgs 82/2005), diversa sia dall’originale che dalla copia autentica (le due uniche modalità previste ai fini dell’iscrizione nel Registro Imprese).


Al fine di determinare la data certa dell’atto di trasferimento di quote l’originale informatico deve essere sottoscritto digitalmente dai contraenti apponendo la marcatura temporale; la data dell’ultima sottoscrizione digitale in ordine cronologico – come attestata dalla marcatura temporale – costituirà la data dell’atto che dovrà essere riportata nel modulo S6 nel riquadro relativo agli estremi dell’atto.


 


PUNTO B)


Le parti contraenti dunque possono sottoscrivere digitalmente l’atto di trasferimento di quote ma non possono anche richiedere l’iscrizione dello stesso presso il Registro delle Imprese.


Infatti la competenza a richiederne l’iscrizione entro 30 giorni, viene riconosciuta all’intermediario abilitato ai sensi dell’articolo 31, comma 2-quater, della legge 24 novembre 2000, n. 340 e quindi agli iscritti negli Albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, muniti della firma digitale e allo scopo incaricati.


La domanda di iscrizione, dunque, deve essere sottoscritta con firma digitale da un professionista iscritto all’Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili.


Il professionista che firma digitalmente con dispositivi di firma emessi dalla Certification Authority “Certicomm Firma Qualificata” e con riportato il ruolo di professionista non deve ulteriormente comprovare la propria qualifica di iscritto negli Albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali.


Diversamente, il professionista non dotato di un dispositivo di firma che contiene il certificato di ruolo deve riportare nel Modulo NOTE del Modello S6 una dichiarazione del seguente tenore:


Il sottoscritto …., nato a ….. il …/../…., consapevole delle responsabilità penali previste in caso di falsa dichiarazione, ai sensi degli artt. 46 e 47 D.P.R. n. 445/2000, dichiara di essere iscritto nella sezione A Commercialisti dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di ………… al numero ………


Dichiara, inoltre, di non avere a proprio carico provvedimenti disciplinari ostativi all’esercizio della professione e di espletare il presente incarico su designazione delle parti contraenti.


Nel caso la richiesta di iscrizione venga effettuata oltre i 30 giorni dalla data dell’atto – coincidente con la data


dell’ultima sottoscrizione digitale in ordine cronologico – come attestata dalla marcatura temporale –


l’intermediario abilitato alla trasmissione sarà soggetto alla sanzione amministrativa prevista dall’art. 2194 c.c.


 


PUNTO C)


Per quanto riguarda le modalità relative all’iscrizione a libro soci dell’atto di trasferimento quote, si omette di trattare l’argomento in quanto non rilevante ai fini dell’iscrizione dell’atto di cui trattasi al Registro delle Imprese.


 


PUNTO D)


La norma fa espressamente salva la disciplina tributaria applicabile agli atti in questione; si ritiene dunque che anche gli atti redatti in forma elettronica sono soggetti a registrazione.


Pertanto l’atto di trasferimento di quote – prima del deposito al Registro delle Imprese- dovrà essere sottoposto a preventiva registrazione presso l’Agenzia delle Entrate.


La prova della registrazione dovrà essere data mediante produzione di copia informatica (ottenuta mediante scansione) dell’originale cartaceo della ricevuta rilasciata dall’Agenzia delle Entrate per l’assolvimento dell’imposta di registro;


 


APPOSIZIONE MARCATURA TEMPORALE


Un atto di cessione di quote deve avere necessariamente almeno 2 firme digitali (una del cedente e una del cessionario) che potrebbero essere apposte anche in momenti diversi. Al fine di attribuire data ed ora certa ad un file firmato digitalmente è necessaria l’apposizione della cosiddetta “marcatura temporale”.


L’utilizzo del servizio di marcatura temporale prevede l’acquisto preventivo delle relative marche, che può essere effettuato tramite il negozio on-line del sito Infocert: https://www.firma.infocert.it.


Apposizione delle firme digitali e della marcatura temporale


· la prima firma digitale dovrà essere apposta al file in formato pdf, generando un file con estensione “p7m”;


· per aggiungere ogni altra firma si dovrà richiamare il file “p7m” con le firme già apposte precedentemente;


· il file “p7m” contenente tutte le firme digitali verrà marcato temporalmente, assumendo l’estensione “m7m”


 


Considerato che:


1. i documenti informatici possono essere marcati temporalmente una sola volta;


2. dopo l’apposizione della marcatura temporale, i file “m7m” non possono più essere firmati digitalmente


 


la marcatura temporale potrà essere effettuata solo dopo che sono state apposte tutte le firme digitali dei contraenti sull’atto di trasferimento quote o, in alternativa, all’atto dell’apposizione dell’ultima firma digitale (mediante la funzione “marca e firma”).


 


 


Perciò l’intermediario, prima di apporre la marcatura temporale, dovrà verificare che tutte le firme digitali siano


valide, utilizzando la funzione di verifica all’interno di Dike.


 


RICHIESTA DI ISCRIZIONE


La Modulistica da utilizzare è il Modello S6 predisposto avvalendosi del programma FEDRAPlus 6.0 o equivalente.


· codice atto: A18


· Diritti di segreteria pari a Euro 90,00 (con floppy digitale Euro 120,00)


· Imposta di bollo pari a Euro 65,00


 


CONTROLLO DELL’UFFICIO REGISTRO IMPRESE (Art. 11, comma 6, DPR 581/95)


Il controllo dell’ufficio è limitato alla verifica della regolarità formale della domanda presentata e ha ad oggetto:


· la regolare compilazione del modello di domanda;


· la valida sottoscrizione digitale da parte di un professionista abilitato ai sensi dell’art. 31, comma 2 quater, della L. 340/2000;


· il deposito dell’atto di trasferimento di quote in formato digitale, sottoscritto digitalmente e validamente dal cedente e dal cessionario – con successiva apposizione di marcatura temporale;


· l’intervenuta registrazione ovvero la preventiva presentazione dell’atto per la registrazione;


· l’assolvimento dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo.


Non compete all’ufficio alcun controllo circa il merito dell’atto, la validità dello stesso, il rispetto di eventuali clausole di prelazione, gradimento o di intrasferibilità.


 


NOZIONI TECNICHE


FIRMA DIGITALE


È un particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici;


 


MARCATURA O VALIDAZIONE TEMPORALE


È il risultato della procedura informatica con cui si attribuiscono, ad uno o più documenti informatici, una data ed un orario opponibili ai terzi. La marcatura temporale consiste nell’associare una data e un’ora certe ad un documento informatico tramite la firma digitale. InfoCamere garantisce una marcatura temporale riferita al Tempo Universale Coordinato, assicurata dall’Istituto Elettronico Nazionale Galileo Ferraris. È possibile apporre la marcatura temporale ad un documento tramite il software gratuito Dike. Tutti i documenti informatici da inviare alla Pubblica Amministrazione devono essere sottoscritti con la firma digitale qualificata e validati con la marcatura temporale.


 


FIRMA DIGITALE DI RUOLO


È un certificato di firma digitale – ovvero uno strumento informatico che sostituisce la firma autografa – che contiene anche una esplicita indicazione dell’appartenenza del suo titolare all’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili e l’espressa menzione dei relativi dati. Queste informazioni vengono costantemente aggiornate sulla base di comunicazioni effettuate direttamente dall’Ordine.


 


INCARICO PROFESSIONALE


È l’incarico che viene conferito per la prestazione d’opera intellettuale, che, in relazione al particolare adempimento previsto dalla disposizione in commento si ritiene che debba risultare da documento avente la medesima forma dell’atto che deve essere stipulato e trasmesso al registro delle imprese.”


 


 


4) Perdite fiscali: Termini di prescrizione per l’accertamento


L’art. 43 del DPR n. 600/1973 definisce i termini per l’accertamento in materia di imposte dirette.


I termini per l’accertamento decorrono dalla data di formazione della perdita, a nulla influendo che sia utilizzata successivamente.


Ove fosse utilizzata una perdita, è evidente che non si può fare distinzione tra anno di formazione e anno di utilizzo della perdita stessa.


La contraria tesi sostenuta dall’Amministrazione finanziaria, e cioè che si dovrebbe far riferimento all’anno di utilizzo, e non all’anno di formazione della perdita, pare più un estremo tentativo di recuperare materia imponibile, piuttosto che una coerente applicazione delle disposizioni di legge.


Del resto, nel caso di specie, pare se ne sia accorto lo stesso Ufficio delle Entrate, nel momento stesso in cui sostiene che l’accertamento è possibile con riferimento all’utilizzo, e non alla data di formazione della perdita, giacché riguarda solo la determinazione della natura della perdita, non la sua entità.


Invero, natura ed entità devono essere trattati allo stesso modo; quindi, in definitiva, valgono i normali termini per l’accertamento.


Ciò anche se il tutto potrebbe anche prestarsi a comportamenti illeciti.


Si pensi, infatti, ad un utilizzo di perdite fiscali dichiarate, negli anni passati, in misura volutamente esagerata, perdite poi utilizzate negli anni successivi.


Le perdite pregresse sono accertabili solo entro il termine quinquennale (ora divenuto quadriennale); ove l’accertamento non fosse effettuato, le perdite ben potrebbero essere utilizzate successivamente, in un anno che si ritiene non possa più essere accertabile.


In ogni caso, il rischio che corre l’impresa nel dichiarare perdite esagerate appare invero assai limitato, potendo essere accertate solo le riduzioni di perdite portate a nuovo.


La sanzione in questo caso (mera indicazione di perdite non effettive e conseguente mero riporto, senza utilizzo) è solo formale, poca cosa (€ 258). Quindi, praticamente nessun rischio con possibilità di utilizzare «in franchigia» perdite non reali, anche di elevato importo.


Tale espediente sarebbe poi amplificato per le nuove attività produttive, per le quali le perdite possono essere computate in diminuzione del reddito senza limiti di tempo (e quindi oltre il periodo accertabile).


Su questo punto parrebbe razionale attendersi una norma specifica che regolamenti il tutto. Ma con le disposizioni attuali, l’unica interpretazione possibile è quella esposta.


Tale interpretazione è sorretta, peraltro, dalla decisione della Commissione Tributaria Regionale di Venezia (sezione 6, sentenza n. 18/2007, depositata il 12/6/2007) che contiene tale tesi difensiva fatta dal contribuente ed accolta da tale Commissione Tributaria.


(Di Giuseppe Rebecca, in Guida ai controlli fiscali, de Il Sole 24 Ore, n. 9 di settembre 2008)


 


 


5) Brevi fiscali






 


– Liquidazione IVA di gruppo – Mancata prestazione di garanzie: non equivale all’omesso versamento


Nell’ambito della liquidazione IVA di gruppo, l’omessa presentazione delle garanzie richieste per il rimborso accelerato non è assimilabile, ai fini sanzionatori, al mancato versamento dell’imposta.


Nessuna norma consente di assimilare, ai fini sanzionatori, l’omessa presentazione delle garanzie richieste per il rimborso accelerato (eseguito senza preventivo controllo della spettanza) al mancato versamento dell’IVA.


La Corte di Cassazione conferma il principio per cui «la sanzione comminata per il caso di omesso versamento, totale o parziale, dell’imposta risultante dalla dichiarazione annuale, non può essere applicata analogicamente al caso di mancata prestazione della garanzia, per insussistenza della eadem ratio e, soprattutto, per rispetto del principio di stretta legalità che informa tutto il sistema sanzionatorio».


(Commissione tributaria provinciale Reggio Emilia, Sentenza, Sez. I, 17/09/2008, n. 147, in notiziario Ipsoa del 19/09/2008)


 


– Accertamento ICI: Atto nullo se manca un’idonea motivazione


Dalla mancanza di un’idonea motivazione consegue che l’atto impugnato deve essere dichiarato nullo; al giudice é preclusa la valutazione del merito della pretesa tributaria e non sono consentiti interventi correttivi o modificativi sull’atto, nel corso del processo, da parte dell’Ufficio finanziario.


(Commissione tributaria provinciale Bologna, Sentenza, Sez. XII, 21/04/2008, n. 78, in notiziario Ipsoa del 19/09/2008)


 


– Rimborsi – Versamenti di imposte in più parti: Termine di decadenza


Se il versamento dell’imposta è avvenuto in più tranches di acconto e saldo, il diritto al rimborso decorre dal giorno dei singoli versamenti in acconto quando, già all’atto dell’effettuazione, questi risultino parzialmente o totalmente non dovuti.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 09/09/2008, n. 23074, in notiziario Ipsoa del 19/09/2008)


        


Riscossione – Rateazione negata: Le liti vanno rimesse al giudice tributario e non al giudice amministrativo


Il giudice amministrativo non ha giurisdizione sul ricorso con cui una società contesta il rifiuto opposto da Equitalia S.p.A. all’istanza di rateazione del pagamento di somme iscritte a ruolo.


(TAR Friuli Venezia Giulia, Sentenza, Sez. I, 28/08/2008, n. 452)


 


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


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