Novità fiscali dell’8 agosto 2008: dal prossimo 20/8/2008 comunicazione unica a regime; cessione quote di S.R.L.; novità per gli studi di settore; IVA su cessione di immobile a favore di un ente

 






Indice:


 


1) Apertura attività commerciale: Dal 20/08/2008 comunicazione unica a regime


 


2) Cessione quote di S.r.l.


 


3) Manovra d’estate 2008: Novità per gli studi di settore


 


4) Anche il lavoro saltuario può essere subordinato


 


5) Affidamento dei beni sequestrati


 


6) Affidamento di distribuzione del gas: Trattamento IVA applicabile al canone (e alla somma una tantum) dovuto al comune


 


7) Cessione di immobile a favore di un ente: Conseguenze IVA


 


 


1) Apertura attività commerciale: Dal 20/08/2008 comunicazione unica a regime


Finita la sperimentazione, la comunicazione unica, introdotta dal dl n. 7/2007, dal 20 agosto entrerà a regime. Nella comunicazione unica confluiscono tutti gli adempimenti relativi all’iscrizione al registro imprese, all’ottenimento del codice fiscale e della partita Iva, ai fini previdenziali, per la comunicazione di modifiche o cessazione di attività.


La comunicazione deve essere effettuata in modo telematico utilizzando il software ComUnicaImpresa.


Il modello di comunicazione unica, disponibile sul sito del ministero, è stato definito con il decreto del 2 novembre 2007 dal ministro dello sviluppo economico. Il decreto 6 febbraio 2008 ha modificato la modulistica elettronica e le modifiche sono state illustrate con la circolare ministeriale n. 3615/C dell’8 febbraio 2008.


In particolare, l’Assonime, con la circolare n. 49 del 6 agosto 2008, ha ribadito che, a partire dal prossimo 20 agosto, tutte le imprese, anche individuali, dovranno trasmettere per via telematica o su supporto informatico la comunicazione unica al registro delle imprese. La comunicazione assolve anche agli adempimenti fiscali, assistenziali e previdenziali. L’adempimento può essere affidato a professionisti o ad altri intermediari.


 


 


2) Cessione quote di S.r.l.


Come è noto l’approvazione della manovra economica estiva avvenuta il 05 agosto 2008 ha reso definitivo il testo dell’art. 36 sulla cessione delle quote delle srl.


I commercialisti possono inviare telematicamente la scrittura privata.


A tale fine, come ha rilevato Laura Cavestri, in Il Sole 24 Ore del 7 agosto 2008, tuttavia la disposizione non trasferisce ai commercialisti tutti gli adempimenti di verifica preliminare sulla disponibilità delle quote, assenso di eventuali terzi o vincoli di Statuto che possono rendere l’atto illegittimo.


Tali controlli continuano a far parte dei doveri del notaio e che invece, negli altri casi, sono rimessi all’iniziativa del singolo.


In pratica anche dopo l’approvazione della disposizione spetterà solo al notaio verificare se sulla quota non gravano pegni o se a seguito delle previsioni statutarie la predetta quota sia o meno cedibile.


Potrebbe dunque verificarsi una sorta di suddivisione di compiti tra le due categorie professionali. Il commercialista affiderà la certezza sull’identità delle parti all’utilizzo della firma digitale. Invece restano di competenza del notaio gli accertamenti relativi alla posizione del soggetto venditore.


Relativamente a questi adempimenti il notaio continuerà a rispondere sul piano professionale.


L’invio telematico resta l’ultimo atto del processo.


Mentre secondo il parere di Siciliotti, Presidente dei Commercialisti, “Nessuno, se non i cittadini e le imprese del nostro Paese esce rafforzato da questa semplificazione, così come nessuno ne esce ridimensionato.


 Più di altri, notai e commercialisti possono essere sembrati ad alcuni osservatori in reciproca contrapposizione rispetto a questa mini-rivoluzione, ma in realtà non esistono contrasti tra categorie che si rispettano e che rifuggono da logiche di sovrapposizione di competenze specifiche, limitandosi piuttosto a contribuire ad una evoluzione del quadro normativo di pari passo con l’evoluzione della società e del progresso tecnologico”.


Inoltre, viene annunciata una prossima circolare del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, curata dall’Istituto di Ricerca, che esaminerà tale importante novità, sia dal punto di vista societario e procedurale, sia dal punto di vista deontologico.


La categoria dei Commercialista viene, insomma, chiamato al massimo impegno professionale per il ruolo pubblico della professione che ricopre.


E’ da prevedere che tale circolare indicherà tutte le procedure da effettuare, prima di inviare l’atto al Registro delle Imprese.


In sostanza, le attuali funzioni notarili di verifica e controllo  di legittimità dell’atto di cessione delle quote saranno analiticamente dettagliate in tale circolare, per ciascun Dottore Commercialista o Esperto Contabile, andrà ad effettuare le medesime attività che in atto svolgono i Notai (doveri di controllo, di verifica, ecc.).


Insomma, non ci si dovrà limitare a fare solo un semplice invio telematico dell’atto di cessione quote.


 


 


3) Manovra d’estate 2008: Novità per gli studi di settore


Questa di seguito sono le delle novità peculiari introdotte dalla manovra economica estiva:


Per effetto del D.L. n. 112/2008, prende corpo la “localizzazione” degli studi di settore, con una norma che, specificamente, dispone come l’elaborazione delle risultanze matematico-statistiche debba avvenire anche su base regionale o comunale, ove compatibile con la metodologia dello strumento.


Ciò deriva dal fatto che più volte è stato dimostrato con simulazioni come il correttivo della “territorialità”, anche da ultimo revisionato con riferimento alla versione 2008 dello strumento, non riesca a cogliere neppure in parte le differenti velocità alle quali si muove il Paese che, conseguentemente, si riflettono sull’andamento delle diverse attività economiche.


E’, certamente, da apprezzare anche la circostanza che la gradualità dell’elaborazione su base regionale o comunale entro il 31 dicembre 2013, con la garanzia che, alla stessa, possano partecipare anche i Comuni, in ulteriore attuazione della partecipazione dell’ente locale all’attività di accertamento erariale.


Altro aspetto determinante delle modifiche intervenute in materia di studi di settore è, certamente, l’eliminazione della previsione secondo la quale gli studi di settore approvati entro il 31 marzo dell’anno “X” trovano applicazione per il periodo d’imposta “X-1″. 
Le nuove disposizioni prevedono, invece, che le elaborazioni si applichino a partire dagli accertamenti relativi al periodo d’imposta nel quale entrano in vigore gli studi di settore: a partire dall’anno 2009, gli studi di settore devono, quindi, essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana entro il 30 settembre del periodo d’imposta nel quale entrano in vigore, mentre, in via transitoria, per l’anno 2008, il termine è fissato al 31 dicembre.


(di Antonio Gigliotti, in Ipsoa del 07/08/2008)


 


 


 


4) Anche il lavoro saltuario può essere subordinato


Prestazioni di lavoro saltuarie se vengono svolte con l’obbligo di osservare particolari disposizioni imposte dal datore, possono rientrare nei termini di lavoro subordinato.


Lo si evince dalla sentenza n. 21031 della Sezione Lavoro della Cassazione.


Secondo i supremi giudici, infatti, l’elemento caratterizzante un lavoro subordinato è la “la disponibilità del prestatore nei confronti del datore di lavoro con assoggettamento alle direttive da questo impartite circa le modalità di esecuzione dell’attività lavorativa”.


Quindi anche se saltuarie, prestazioni specifiche possono far rientrare i lavoratori nel quadro organico dell’azienda come dipendenti e non come “lavoratori autonomi”.


Il caso riguarda degli impiegati “a prestazione” di un’azienda di trasporti di Genova che avevano chiesto il riconoscimento anche dei contributi come lavoratori subordinati.


La Corte d’Appello aveva riconosciuto la natura subordinata dei rapporti di lavoro evidenziando che anche se le prestazioni erano “saltuarie e senza vincolo di restare a disposizione del datore di lavoro tra l’una e l’altra, con la possibilità, per i lavoratori, di rifiutare la prestazione” erano però sottoposti a disposizioni precise, ovvero ‘presentarsi ad un’ora stabilita, scaricare merci, obbligo di osservare le mansioni stabilite dal responsabile del magazzino, utilizzo dei mezzi aziendali per effettuare il lavoro”.


Gli ermellini hanno confermato la sentenza d’appello anche perché “il vincolo della subordinazione non ha tra i suoi tratti caratteristici indefettibili la permanenza nel tempo dell’obbligo del lavoratore di tenersi a disposizione del datore di lavoro”.


(Fonte Agenzia ANSA del 07/08/2008)


 


 


5) Affidamento dei beni sequestrati


Gli organi di polizia, gli altri organi dello Stato e gli enti pubblici non economici possono ottenere l’affidamento, a titolo gratuito, dei beni mobili registrati sequestrati o confiscati nell’ambito di operazioni anticontrabbando eseguite dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato o dall’Agenzia delle dogane.


Possono essere oggetto di affidamento navi, imbarcazioni, natanti, aeromobili, autovetture, autocarri, autobus, motocicli, ciclomotori.


L’affidamento è concesso per finalità di giustizia, di protezione civile o di tutela ambientale.


Per ciascun bene sequestrato o confiscato è pubblicata in questo sito una scheda, redatta dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di stato o dall’Agenzia delle dogane, con le caratteristiche principali del bene, le sue condizioni al momento del sequestro e la sua valutazione economica, sulla base delle quotazioni di mercato o, in mancanza, di stime periziali.


La scheda indica anche l’ufficio al quale può essere presentata l’istanza di affidamento.


Ciascuna scheda rimane pubblicata nel sito del Ministero delle Finanze (www.finanze.gov.it) per 40 giorni.


(Ministero dell’Economia e Finanze, nota del 07 agosto 2008)


 


 


6) Affidamento di distribuzione del gas: Trattamento IVA applicabile al canone (e alla somma una tantum) dovuto al comune


L’affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale da parte di un Comune nei confronti di un soggetto terzo privato, in presenza del requisito soggettivo, è un’attività rilevante agli effetti dell’Iva e, quindi, sulle somme (sia quelle versate in misura fissa che una tantum) riconosciute dall’aggiudicatario si applica l’Iva.


Nel caso di specie, l’ente locale, obbligandosi a permettere al gestore l’utilizzazione, lo sfruttamento e la realizzazione della rete e degli impianti, pone in essere un prestazione di servizi rilevante ai fini IVA ai sensi dell’art. 3 del DPR n. 633/1972 e percepisce, a fronte di tale obbligazione di permettere, un canone composto sia dall’importo annuo erogato (percentuale fissa del Margine di Distribuzione) sia dall’importo erogato “una tantum”.


Si ha la sussistenza del profilo soggettivo laddove il Comune agisce nell’ambito di un’attività d’impresa e, in particolare, nel momento in cui l’ente locale, nell’affidamento del servizio e nello svolgimento dei poteri di controllo, vigilanza e programmazione previsti dal contratto, realizza un’organizzazione di mezzi e risorse funzionali al raggiungimento di un risultato economico..


Ricorrendo il predetto requisito soggettivo, il canone percepito dal Comune, composto sia dall’importo annuo sia dalla somma versata “una tantum”, va assoggettato all’IVA.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 07/08/2008, n. 348)


 


 


7) Cessione di immobile a favore di un ente: Conseguenze IVA


Se una società cede immobili, solo apparentemente senza remunerazione,  ad un ente pubblico, ai fini Iva, non si ha, comunque, la cessione gratuita agli effetti dell’Iva, per cui non si applica il regime di esenzione di cui al n. 12) dell’art.10, D.P.R.  633/72.


Nel caso di specie, tale cessione, infatti, ha carattere oneroso poiché effettuata mediante un’operazione complessa avente rilevanza economica; é, appunto, inserita in un rapporto giuridico che prevede adempimenti e oneri per ciascuna delle parti interessate.


Altresì, la cessione gratuita di unità immobiliare operata da una società cooperativa a vantaggio di un Comune non può beneficiare dell’esenzione dall’Iva quando il trasferimento non viene effettuato per mero spirito di liberalità, ma, invero, per estinguere una precedente obbligazione assunta nei confronti dell’ente locale, inserendosi, pertanto, in un rapporto di natura sinallagmatica.


(Agenzia delle Entrate, risoluzioni del 07/08/2008, n. 349 e n. 350)


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


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