Novità fiscali del 4 luglio 2008: trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri facoltativa per tutti: la defiscalizzazione del misuratore fiscale non è possibile per i bar; corrispettivi conseguiti nell’ambito del commercio elettronico diretto: sempre obbligatoria la fattura; regime per i contribuenti minimi: non vi può accedere chi ha sostenuto spese per prestito di personale


 






Indice:


 


1) Imposta di registro: Contratto di affitto di diritti all’aiuto comunitario in favore dell’agricoltura (PAC)


 


2) Trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri facoltativa per tutti: La defiscalizzazione del misuratore fiscale non è possibile per i bar


 


3) Personale comandato appartenente a ruoli di Amministrazioni statali: Adempimenti su ritenute


 


4) Piani di stock option anche per l’ex dipendente


 


5) Organismi privati che svolgono corsi: Riconoscimento per l’esenzione da IVA


 


6) Soggetti su cui non si applicano i limiti alla deduzione degli interessi passivi


 


7) Software di compilazione del Credito d’imposta per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate


 


8) Corrispettivi conseguiti nell’ambito del commercio elettronico diretto: E’ sempre obbligatoria la fattura


 


9) Regime per i contribuenti minimi: Non vi può accedere anche chi ha sostenuto spese per prestito di personale


 


10) Soppressi i codici tributo SC15, SA15, SD15, SE15, SF15, SG15


 


11) Credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero


 


 


1) Imposta di registro: Contratto di affitto di diritti all’aiuto comunitario in favore dell’agricoltura (PAC)


Nell’ipotesi di registrazione dei contratti di affitto di PAC e di contestuale affitto di terreni agricoli, l’imposta di registro é dovuta una sola volta nella misura di 168 euro, giacché unica é la formalità di registrazione dell’atto.


In particolare, nel caso di specie, già oggetto di chiarimento nella ris. n. 168/E del 24/07/2007, qualora per la registrazione del contratto di affitto di PAC e contestuale contratto di affitto di terreni agricoli, l’imposta di registro proporzionale dovuta per ciascuna delle pattuizioni negoziali sia complessivamente inferiore all’importo minimo fissato (dall’art. 41, comma 2, del Testo Unico Registro), detta imposta va una sola volta nella misura fissa di 168 euro.


Peraltro, l’adeguamento all’importo minimo di 67 euro, previsto per l’affitto di immobili, non si può applicare nel caso di specie, poiché relativo a disposizioni eterogenee, alcune delle quali diverse dall’affitto di immobili.


Occorre aggiungere che, in relazione a più disposizioni negoziali interne al medesimo contratto, per le quali l’imposta di registro sia dovuta in misura proporzionale, si hanno le seguenti fattispecie:


1) l’imposta proporzionale dovuta per ciascun negozio giuridico é inferiore all’importo minimo fissato dalla legge, mentre l’importo complessivamente dovuto è superiore a quello minimo (ad esempio: l’imposta proporzionale dovuta per ciascuna disposizione è di 100 euro). In questo caso l’imposta di registro da corrispondere é pari alla somma degli importi


dovuti per ciascun negozio (nell’esempio: 200 euro);


2) l’imposta proporzionale dovuta per ciascuna disposizione è inferiore all’importo minimo di legge ed é inferiore a detto valore anche la somma degli importi dovuti per ciascuna disposizione (ad esempio: 50 euro). In questo caso l’imposta di registro deve essere corrisposta in misura fissa una sola volta, giacché la formalità della registrazione, alla quale va sottoposto il contratto contenente più disposizioni (per l’esecuzione della quale il legislatore ha previsto un importo minimo) é unica (nell’esempio: 168 euro).


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/07/2008, n. 272)


 


 


2) Trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri facoltativa per tutti, ma la defiscalizzazione del misuratore fiscale è possibile solo per l’attività commerciale e non anche per i bar (somministrazione di alimenti e bevande)


La Legge prevede la facoltà e non l’obbligo per i soggetti interessati di trasmettere in via telematica i corrispettivi.


Rileva la superficie complessiva del punto vendita (250 mq), all’interno del quale vengono svolte sia l’attività principale sia altre attività di diversa natura.


In assenza di apposito provvedimento, tale procedura agevolata può essere utilizzata esclusivamente dai soggetti della grande distribuzione che svolgono attività commerciale.


il legislatore ha voluto comprendere tra i corrispettivi cui si applica la trasmissione telematica quelli relativi alle prestazioni di servizi strettamente strumentali alla cessione principale.


Nel caso di specie, ad esempio, possono essere inclusi nell’invio telematico i corrispettivi delle prestazioni di trasporto e montaggio dei mobili, trattandosi di prestazioni strumentali all’operazione principale, costituita dalla cessione del bene.


Viceversa, non é funzionalmente collegata all’attività commerciale principale (vendita di mobili) la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (presso i “bar” e i “ristoranti self service”); a conferma di ciò, inoltre, per il pagamento delle prestazioni di ristorazione non é possibile l’utilizzo delle casse destinate al pagamento dei beni merce.


Pertanto, nel caso di specie, la suddetta società può procedere alla trasmissione telematica dei corrispettivi e alla conseguente defiscalizzazione dei propri misuratori fiscali solo per l’attività di commercio al dettaglio di mobili, complementi d’arredo ed articoli per la casa (attività principale) e la vendita dei prodotti di generi alimentari.


Di contro, per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, svolta presso i “bar” e i “ristoranti self service” siti all’interno di ciascun punto vendita, trattandosi di prestazioni di servizi, la S.r.l. non può defiscalizzare i relativi misuratori fiscali pur avendo facoltà di trasmettere telematicamente i corrispettivi relativi ad essa anche al fine di fornire all’Amministrazione finanziaria un dato completo e uniforme.


Trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri


L’art. 1, comma 429 della legge 30/12/2004, n. 311, dispone che le imprese operanti nel settore della grande distribuzione possono trasmettere, tramite canale telematico, all’Agenzia delle Entrate, distintamente per ciascun punto vendita, l’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui agli artt. 2 e 3 del D.P.R. n. 633/1972.


Tale disposizione prevede la facoltà e non l’obbligo per i soggetti della grande distribuzione di trasmettere in via telematica i corrispettivi.


Infatti, anche se l’art. 37, commi da 33 a 37, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223 (convertito, con nella legge 4 agosto 2006, n. 248) ha previsto l’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri per tutti i contribuenti che svolgono attività di commercio al minuto e assimilati in locali aperti al pubblico, di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972 (tra cui i soggetti della grande distribuzione), tuttavia, per effetto di successive modifiche (da ultimo


l’art.1, comma 327, della legge 27 dicembre 2006, n. 296) detto obbligo non é stato ancora attuato.


La trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri sostituisce l’obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, fermo restando l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente (art. 1, comma 431, della legge n. 311/2004).


L’impresa che accede alla suddetta procedura può chiedere la “defiscalizzazione” del misuratore fiscale e, successivamente, può rilasciare titoli senza rilevanza fiscale,  specificandolo sugli stessi (provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate dell’8 luglio 2005, circolare del 23 febbraio 2006, n. 8/E).


Per poter accedere alla procedura di trasmissione telematica dei corrispettivi occorre, comunque, che il punto vendita abbia le caratteristiche dimensionali previste dal comma 430 del citato art. 1 della legge n. 311/2004, secondo cui sono “imprese di grande distribuzione commerciale, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettere e) ed f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, le aziende distributive che operano con esercizi commerciali definiti media e grande struttura di vendita aventi, quindi, superficie superiore a 150 metri quadri nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti, o superficie superiore a 250 metri quadri nei comuni con popolazione residente superiore ai 10.000 abitanti.


Nel nuovo caso, oggetto di chiarimento della risoluzione n. 273 del 03/07/2008, ciascun punto vendita della S.r.l. (che  opera nel settore della grande distribuzione, svolgendo l’attività di commercio al dettaglio di mobili, complementi d’arredo ed articoli per la casa -attività principale –  in tredici punti vendita, ciascuno dei quali ha una superficie di vendita complessiva superiore a 250 metri quadri, e che, inoltre, svolge anche l’attività di somministrazione di alimenti e bevande – “bar” e “ristorante self service” – e di vendita di prodotti alimentari, che costituiscono attività accessorie e strumentali), estendendosi su una superficie superiore ai 250 metri quadri, rispetta i limiti dimensionali richiesti, poiché rileva la superficie complessiva del punto vendita, all’interno del quale vengono svolte sia l’attività principale sia altre attività di diversa natura.


In particolare, non rileva il fatto che le altre attività sono svolte in aree dedicate di dimensioni inferiori ai 250 metri quadri, a condizione che le stesse siano organizzate all’interno di un unico punto vendita che soddisfi il limite dimensionale normativamente previsto e che il soggetto commerciale che le pone in essere sia unico, ossia identificato da un unico REA della Camera di Commercio e gestisca in modo unitario gli spazi, i servizi e il personale.


Dopo avere fatto tale importante chiarimento, l’Agenzia delle Entrate, si è poi soffermata, sulle altre attività diverse da quella principale, esercitate dalla citata società, ove occorre distinguere l’attività commerciale (vendita di prodotti alimentari e vendita di mobili e complementi d’arredo) dall’attività di somministrazione di alimenti e bevande (“bar” e “ristorante self service”).


A tal fine, l’art. 1, comma 1, del citato provvedimento dell’ 8 luglio 2005, dispone che i soggetti che beneficiano della procedura di trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri sono “esclusivamente” le imprese della grande distribuzione commerciale, così come definiti dall’articolo 1, comma 430, della legge n. 311/2004 e dall’art. 4, comma 1, lettere e) ed f), del decreto legislativo n. 114 del 1998.


Inoltre, l’art. 1, comma 430-bis, della legge n. 311/2004, introdotto dall’art. 1, comma 130 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, ha stabilito che tale agevolazione può essere estesa anche ad altre imprese, da individuarsi con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, in possesso dei requisiti dimensionali sopra elencati ed obbligate al collegamento telematico, quali, ad esempio, le grandi imprese che svolgono prestazioni di servizi o attività di somministrazione di alimenti e bevande.


In assenza del suddetto provvedimento, la citata procedura agevolata può essere utilizzata esclusivamente dai soggetti della grande distribuzione che svolgono attività commerciale.


In particolare, per attività commerciale si intende “l’attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende” direttamente al consumatore finale ovvero ad altri utilizzatori professionali (art. 4 del decreto legislativo n. 114 del 1998), configurandosi, in tale ipotesi, una cessione di beni.


Diversamente, l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, ossia “…la vendita per il consumo sul posto, che comprende tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell’esercizio o in una superficie aperta al pubblico, all’uopo attrezzati.” (art. 1, comma 1, della legge 25 agosto 1991, n. 287) non si può qualificare come attività commerciale di cui al D.Lgs. n. 114/1998, ma costituisce una prestazione di servizi.


Né si può invocare, a proprio favore, il richiamo alle “prestazioni di servizi” di cui all’art. 3 del D.P.R. n. 633/1972, contenuto nel comma 429, per giustificare l’applicazione di tale agevolazione anche all’attività di somministrazione e ristorazione; difatti, con il richiamo contenuto nella norma il legislatore ha inteso ricomprendere tra i corrispettivi cui si applica la trasmissione telematica quelli relativi alle prestazioni di servizi strettamente strumentali alla cessione principale.


Nel caso di specie, ad esempio, possono essere inclusi nell’invio telematico i corrispettivi delle prestazioni di trasporto e montaggio dei mobili, trattandosi di prestazioni strumentali all’operazione principale, costituita dalla cessione del bene.


Viceversa, non é funzionalmente collegata all’attività commerciale principale (vendita di mobili) la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (presso i “bar” e i “ristoranti self service”); a conferma di ciò, inoltre, per il pagamento delle prestazioni di ristorazione non é possibile l’utilizzo delle casse destinate al pagamento dei beni merce.


Pertanto, nel caso di specie, la suddetta società può procedere alla trasmissione telematica dei corrispettivi di cui al citato art. 1, commi 429 e ss., della legge n. 311/2004 e alla conseguente defiscalizzazione dei propri misuratori fiscali solo per l’attività di commercio al dettaglio di mobili, complementi d’arredo ed articoli per la casa (attività principale) e la vendita dei prodotti di generi alimentari.


Di contro, per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, svolta presso i “bar” e i “ristoranti self service” siti all’interno di ciascun punto vendita, trattandosi di prestazioni di servizi, la S.r.l. non può defiscalizzare i relativi misuratori fiscali pur avendo facoltà di trasmettere telematicamente i corrispettivi relativi ad essa anche al fine di fornire all’Amministrazione finanziaria un dato completo e uniforme.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/07/2008, n. 273)


 


 


3) Personale comandato appartenente a ruoli di Amministrazioni statali: Adempimenti su ritenute


L’INPS sulle somme non aventi carattere fisso e continuativo da esso corrisposte al personale comandato appartenente ai ruoli delle Amministrazioni dello Stato o ad enti diversi, in servizio presso i propri uffici, deve operare la ritenuta prevista dal comma 1, lett. b), dell’art. 29 del DPR n. 600/1973 e deve trasmettere all’ente di appartenenza, entro il 12 gennaio dell’anno successivo, tutti i dati relativi ai compensi accessori corrisposti a ciascun dipendente comandato, al fine di consentire a quest’ultimo la corretta effettuazione delle operazioni di conguaglio nonchè il rilascio della certificazione unica fiscale e previdenziale.


L’INPS, deve, inoltre, esporre nel quadro ST del proprio Modello 770 le ritenute operate e versate sui compensi accessori erogati al personale che presta servizio presso detto Istituto in posizione di comando.


Le Amministrazioni dello Stato e gli enti di provenienza del personale comandato presso l’INPS sono tenuti ad effettuare il conguaglio fiscale di cui all’art. 23, comma 3, del DPR n. 600/1973, ed a rilasciare il modello CUD in cui sono esposti anche i dati fiscali e previdenziali comunicati dall’INPS, nonchè a compilare la dichiarazione dei sostituti d’imposta.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/07/2008, n. 271)


 


 


4) Piani di stock option anche per l’ex dipendente


Il fatto che il dipendente non sia più legato da alcun rapporto di lavoro al momento dell’esercizio dei diritti d’opzione e della conseguente acquisizione delle azioni, non rileva ai fini della possibilità di fruire del regime fiscale di favore di cui all’art. 51, comma 2, lettera g-bis), del TUIR (1), fermo restando il rispetto di tutte le condizioni espressamente previste dalla norma.


E’ rilevante il fatto che l’ex dipendente attenda il decorso del triennio per esercitare i diritti di opzione rispettando, in tal modo, il dettato della lettera a) del comma 2-bis del citato art. 51.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/07/2008, n. 270)


 


Nota (1)


Stock option (art. 82, commi 23 e 24, D.L. n. 112/2008)


Da ricordare che il D.L. 25/06/2008, n. 112, pubblicato in G.U. 24/06/2008, n. 147, ha abolito le agevolazioni in materia di stock option.


Infatti, è stata disposta l’abrogazione della lettera g-bis), comma 2, dell’art. 51 del Tuir., includendo quindi le plusvalenze da stock option tra i redditi che concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente.


La disposizione si applica in relazione alle azioni assegnate ai dipendenti a decorrere dalla entrata in vigore del presente decreto (25/06/2008).


 


 


5) Organismi privati che svolgono corsi nelle materie presenti negli ordinamenti scolastici di competenza del Ministero dell’Istruzione, dell’università; Riconoscimento per l’esenzione da IVA


Ai fini dell’esenzione da IVA delle prestazioni didattiche rese da istituti privati operanti in più regioni nelle materie di competenza del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la richiesta di riconoscimento va presentata alla Direzione Regionale delle Entrate di domicilio fiscale degli enti interessati.


La stessa direzione avvia l’istruttoria per la preventiva valutazione e richiede il parere tecnico all’ufficio scolastico della medesima regione. Sono esclusi dall’onere di presentare domanda di riconoscimento gli istituti che in passato hanno ottenuto la presa d’atto sulle attività che continuano a svolgere.


L’amministrazione finanziaria ha, così, fornito ulteriori chiarimenti riguardo la circolare n. 22/E del 18 marzo 2008.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/07/2008, n. 269)


 


 


6) Soggetti su cui non si applicano i limiti alla deduzione degli interessi passivi


La lista delle società a cui non si applicano le limitazioni alla deducibilità degli interessi passivi è tassativa e non può essere allargata a soggetti che svolgono attività assimilabili a quelle dettagliatamente elencate dalla legge.


In particolare, la norma stabilisce che gli interessi passivi sono deducibili in ciascun periodo d’imposta fino a concorrenza degli interessi attivi e proventi assimilati.


L’eventuale eccedenza è deducibile nel limite del 30% del risultato operativo lordo (Rol) della gestione caratteristica.


Come è noto, per Rol viene intesa, la differenza tra il valore e i costi della produzione così come elencati dall’art. 2425 del Codice civile alle lettere A) e B) ed escludendo gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali e i canoni di locazione finanziaria di beni strumentali.


Tuttavia, tale disciplina, per esplicita previsione normativa, non si applica alle banche e ad altri soggetti finanziari (ad eccezione delle società che svolgono in via esclusiva o prevalente l’attività di assunzione di partecipazioni in società che svolgono attività diversa da quella creditizia e finanziaria); alle imprese di assicurazione, alle capogruppo di gruppi bancari e assicurativi; alle società consortili fondate per l’esecuzione unitaria, totale o parziale, dei lavori; alle società di progetto che stipulano contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture; alle società costituite per la realizzazione e l’esercizio di interporti e infine alle società il cui capitale sociale è sottoscritto in prevalenza da enti pubblici, che costruiscono o gestiscono impianti per la fornitura di acqua, energia e teleriscaldamento e sistemi per lo smaltimento e la depurazione.


Da ciò deriva l’esclusione del consorzio svolgente attività esterna e, come tale, non é incluso nell’elenco di cui al comma 5 dell’art. 96 del TUIR.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/07/2008, n. 268)


 


 


7) Software di compilazione del Credito d’imposta per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate


Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata resa disponibile la versione software: 1.0.0 del 03/07/2008.


Il software CreditoAssunzioni consente la compilazione delle istanza di attribuzione del credito d’imposta per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate (mod. IAL).


Il prodotto CreditoAssunzioni può essere utilizzato sia da chi intende trasmettere direttamente la propria Istanza di attribuzione del credito sia dagli intermediari che trasmettono l’Istanza per conto di altri.


L’istanza può essere presentata a partire dalle ore 10.00 del 15 luglio 2008 utilizzando tale software, reso disponibile gratuitamente a partire dal 3 luglio 2008.


(Agenzia delle Entrate nota del 03/07/2008)


 


 


8) Corrispettivi conseguiti nell’ambito del commercio elettronico diretto: E’ sempre obbligatoria la fattura


E’ sempre obbligatoria l’emissione della fattura per la certificazione dei corrispettivi relativi alle operazioni di commercio elettronico diretto, ciò vale anche se siano stati incassati tramite intermediari finanziari (gestori delle carte di credito utilizzate dagli acquirenti dei servizi prestati dalla società).


Infatti, è vero che il legislatore ha previsto la semplificazione degli adempimenti contabili e formali in capo ai contribuenti operanti nel commercio elettronico con l’intervento di intermediari finanziari abilitati, riguardo alla possibilità di escludere l’obbligo di emissione della fattura.


Tuttavia, tale semplificazione, essendo stata subordinata all’emanazione di ulteriori regolamenti, non si può ancora applicare.


La certificazione fiscale nel commercio elettronico diretto


Una S.r.l. (che ha posto un quesito in materia all’Agenzia delle Entrate) ha quale oggetto sociale la realizzazione, la pubblicazione di opere di interesse musicale, attraverso tutti i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia come la stampa, l’editoria, la produzione di cd, video, cd rom, sistemi informatici ecc., ed il loro commercio in tutte le forme giuridiche previste.


La società, vuole avviare il commercio elettronico diretto di spartiti e documenti musicali di propria produzione, nell’ambito del quale l’ordine, la consegna e il pagamento avvengono in tempo reale con modalità elettroniche e l’operazione si conclude interamente via internet.


Tale società ha chiesto se l’incasso delle somme derivanti dal commercio elettronico diretto nei confronti dei privati (direttamente accreditate nel proprio conto corrente in quanto il pagamento avviene con carta di credito) possa essere certificato, in alternativa all’emissione della fattura, mediante riepilogo giornaliero nel registro dei corrispettivi tenuto manualmente nella sede della società.


L’Agenzia delle Entrate, ha prima osservato che tali operazioni realizzate dalla società sono state correttamente inquadrate tra le operazioni di commercio elettronico diretto e, come tali, considerate ai fini IVA come prestazioni di servizi.


In tal senso l’art. 56 della direttiva n. 2006/112/CE, entrata in vigore il 1 gennaio 2007, che, nell’individuare il luogo di tassazione di alcune prestazioni di servizio, elenca, tra gli altri, al paragrafo 1, lettera k), “i servizi prestati per via elettronica, segnatamente quelli di cui all’allegato II”, precisando, peraltro, che “2. Il solo fatto che un prestatore di servizi e il suo destinatario comunichino per posta elettronica non implica che il servizio reso sia un servizio elettronico ai sensi del paragrafo 1, lettera k).”






Tra le prestazioni di servizi riportate nell’allegato II – recante l'”Elenco indicativo dei servizi forniti per via elettronica di cui all’articolo 56, paragrafo 1, lettera k)” -, figurano:


“1) Fornitura di siti web e web-hosting, gestione a distanza di programmi e attrezzature;


2) fornitura di software e relativo aggiornamento;


3) fornitura di immagini, testi e informazioni e messa a disposizione di basi di dati;


4) fornitura di musica, film, giochi, compresi i giochi di sorte o d’azzardo, programmi o manifestazioni politici, culturali, artistici, sportivi, scientifici o di intrattenimento;


5) fornitura di prestazioni di insegnamento a distanza.”


Le operazioni realizzate dalla società sono, quindi, riconducibili alla casistica descritta al punto 3) del sopra citato allegato II (fornitura di immagini e testi).


Poiché si tratta di prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA, ricorre l’obbligo di documentazione dell’operazione ai sensi dell’art. 21 del D.P.R.n. 633/1972, nei termini di cui all’art. 6, comma terzo, del medesimo decreto, secondo il quale il momento di effettuazione si considera coincidente normalmente con il “pagamento del corrispettivo”.


In merito all’obbligo della fatturazione, ha poi osservato che dette operazioni sono riconducibili ad alcuno dei casi di esonero dagli obblighi di certificazione previsti dalla normativa IVA, nè possono essere considerate operazioni rientranti nell’ambito applicativo dell’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972, mancando le condizioni previste per beneficiare dell’esonero dall’obbligo di emissione della fattura.


Infatti, per le operazioni il cui corrispettivo sia pagato direttamente on-line tramite carta di credito, l’art. 101 della legge 21 novembre 2000, n. 342 prevede l’emanazione di appositi regolamenti al fine di semplificare gli adempimenti contabili e formali, “inclusi anche quelli relativi alla effettuazione di transazioni di commercio elettronico aventi ad oggetto beni o servizi regolati con l’intervento di intermediari finanziari abilitati a tal fine potendosi prevedere la non obbligatorietà dell’emissione della fattura in presenza di idonea documentazione.


Il legislatore ha, dunque, previsto la semplificazione degli adempimenti contabili e formali in capo ai contribuenti operanti nel commercio elettronico con l’intervento di intermediari finanziari abilitati, con espresso riferimento alla possibilità di escludere l’obbligo di emissione della fattura.


Tuttavia, ha rilevato l’Agenzia delle Entrate, la prevista semplificazione, é stata subordinata all’emanazione di ulteriori regolamenti ai sensi e per gli effetti dell’art. 3, comma 136, della legge n. 662/1996, che ad oggi non sono stati ancora emanati.


Pertanto, in atto, sussiste l’obbligo di emissione della fattura per la certificazione dei corrispettivi relativi alle operazioni in parola, anche se incassati tramite intermediari finanziari (nel caso di specie, i gestori delle carte di credito utilizzate dagli acquirenti dei servizi prestati dalla società).


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/07/2008, n. 274)


 


 


9) Regime per i contribuenti minimi: Non vi può accedere anche chi ha sostenuto spese per prestito di personale


Le spese sostenute per un “prestito di personale” essendo assimilate alle “spese per lavoratori dipendenti”, costituiscono causa di esclusione dal regime per i contribuenti minimi ai sensi del citato art. 1, comma 96, lett. a), punto 3), della legge finanziaria 2008.


Infatti, una diversa interpretazione sarebbe in contrasto con la ratio del nuovo regime per i contribuenti “minimi” che il legislatore ha voluto riservare alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, artistica o professionale di ridotta dimensione economica, individuando a tal fine determinati parametri economici secondo un criterio di semplicità e certezza.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/07/2008, n. 275)


 


 


10) Soppressi i codici tributo SC15, SA15, SD15, SE15, SF15, SG15


A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 102/08, sono stati soppressi i seguenti codici tributo:


– “SC15” denominato “Imposta della Regione Sardegna sulle seconde case ad uso turistico – articolo 3, legge regionale 11 maggio 2006, n. 4”;


– “SA15” denominato “Accertamento dell’imposta della Regione Sardegna sulle seconde case ad uso turistico- articolo 3, legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 -imposta, sanzioni ed interessi”;


 – “SD15” denominato “Imposta della Regione Sardegna sulle plusvalenze dei fabbricati adibiti a seconde case – articolo 2, legge regionale 11 maggio 2006, n. 4”;


– “SE15” denominato “Accertamento dell’imposta della Regione Sardegna sulle plusvalenze dei fabbricati adibiti a seconde case – articolo 2, legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 – Imposta”;


– “SF15” denominato “Accertamento dell’imposta della Regione Sardegna sulle plusvalenze dei fabbricati adibiti a seconde case – articolo 2, legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 – Sanzione”;


– “SG15” denominato “Accertamento dell’imposta della Regione Sardegna sulle plusvalenze dei fabbricati adibiti a seconde case – articolo 2, legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 – Interessi”.


L’efficacia operativa della soppressione di tali codici tributo decorre dal quinto giorno lavorativo successivo alla data della presente risoluzione.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/07/2008, n. 276)


 


11) Credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero


Non esiste la stabile organizzazione di una società all’estero (in Kazakhistan), se i lavori in loco sono stati svolti in un arco temporale inferiore ai 12 mesi (da aprile 2007 fino ottobre 2007).


In tale ipotesi, mancano i presupposti per l’applicazione dell’art. 165 del TUIR, non configurandosi alcuna potestà impositiva da parte del Kazakhstan con riguardo a redditi d’impresa ivi prodotti.


La ritenuta fiscale subita dal contribuente poiché é stata effettuata in assenza dei presupposti richiesti dalla convenzione, ne consegue, che la società deve chiedere il rimborso alle Autorità estere di quanto indebitamente pagato.


Naturalmente, laddove l’attività di installazione del gasdotto avesse superato i 12 mesi, la stabile organizzazione potrebbe configurarsi e di conseguenza, ricorrendo tutte le altre condizioni richieste, vi sarebbe spazio per applicare l’art. 165, comma 1, del TUIR, che disciplina il credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 03/07/2008, n. 277)


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


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