Novità fiscali del 31 luglio 2008: manovra 2009: tutte le principali norme fiscali (diario “speciale”); stampa dei registri contabili; proroga dei versamenti di agosto: reso noto il Decreto; codice tributo credito imposta assunzioni sud; agevolazioni fiscali a favore ppc; joint-venture company; auto Ue: istruzioni per immatricolare







 


Indice:


 


1) Manovra 2009: Tutte le principali norme fiscali (speciale: Diario)


 


2) Stampa dei registri contabili ed aggiornamento dei libri sociali entro dicembre


 


3) Proroga dei versamenti di agosto: Reso noto il Decreto


 


4) Credito per nuove assunzioni al sud: Istituito codice tributo


 


5) Agevolazioni fiscali a favore della piccola proprietà contadina: Decadenza


 


6) Qualifica fiscale di una joint-venture company


 


7) Auto Ue: Istruzioni per immatricolare


 


8) Brevi fiscali


 


 


 1) Manovra 2009: Tutte le principali norme fiscali (speciale: Diario)






E’ stato pubblicato sulla G.U. il D.L. 25 giugno 2008, n. 112, contenente disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria.


All’interno di questo decreto sono presenti numerose norme in materia tributaria.


Ecco le più importanti.


Ora all’esame del Parlamento l’emendamento che sostituisce interamente l’articolo unico del disegno di legge di conversione del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria (C1386).


Di seguito le novità fiscali più rilevanti prima dell’approvazione definitiva del maxi emendamento.


Start up di società – Plusvalenze sulla cessione delle partecipazioni – Esenzione


– Nella disciplina dei redditi diversi (art. 68 del T.U.I.R.) è aggiunta la disposizione secondo cui le plusvalenze conseguite da persone fisiche, derivanti dalla cessione di partecipazioni al capitale in società di persone e di capitali (escluse le società semplici e gli enti ad esse equiparati), costituite da non più di sette anni, possedute da almeno tre anni, non concorrono alla formazione del reddito imponibile in quanto esenti qualora e nella misura in cui, entro due anni dal loro conseguimento, siano reinvestite in società che svolgono la medesima attività, mediante la sottoscrizione del capitale sociale o l’acquisto di partecipazioni al capitale delle medesime, semprechè si tratti di società costituite da non più di tre anni.


– La medesima disposizione si applica alla cessione degli strumenti finanziari assimilati alle azioni dei contratti di associazione in partecipazione con apporto di capitale, relativi alle medesime società, rispettivamente posseduti e stipulati da almeno tre anni.


– L’importo dell’esenzione non può in ogni caso eccedere il quintuplo del costo sostenuto dalla società le cui partecipazioni sono oggetto di cessione, nei cinque anni anteriori alla cessione, per l’acquisizione o la realizzazione di beni materiali ammortizzabili, diversi dagli immobili, e di beni immateriali ammortizzabili, nonchè per spese di ricerca e sviluppo.


Sterilizzazione dell’IVA sugli aumenti petroliferi


– Le misure delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti ovvero come combustibili per riscaldamento per usi civili, sono diminuite al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto derivanti dalle variazioni del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio.


– Il relativo decreto è adottato, con cadenza trimestrale, se il prezzo di cui al medesimo comma aumenta in misura pari o superiore, sulla media del periodo, a due punti percentuali rispetto esclusivamente al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nel Documento di programmazione economico-finanziaria.


Strumenti di pagamento – Elevazione di limiti e abrogazione di divieti


– Nelle disposizioni antiriciclaggio previste dall’art. 49 D.Lgs. n. 231/2007, il limite di 5.000 euro, per le transazioni in contanti o assimilate, è elevato a euro 12.500.


– E’ abolita la disposizione secondo cui sugli assegni (e titoli similari) ciascuna girata deve recare, a pena di nullità, il codice fiscale del girante.


– Sono abolite le disposizioni secondo cui gli esercenti arti e professioni dovevano:


– tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali fare affluire, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese;


– riscuotere i compensi in denaro esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 100 euro.


Applicabilità degli studi di settore


– Le disposizioni in materia di accertamenti basati sugli studi di settore (art. 10 legge n. 146 del 1998), si applicano a partire dal periodo d’imposta nel quale entrano in vigore gli studi di settore.


A partire dall’anno 2009 gli studi di settore devono essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana entro il 30 settembre del periodo d’imposta nel quale entrano in vigore.


Per l’anno 2008 il termine di cui al periodo precedente è fissato al 31 dicembre.


Abrogazione dell’elenco clienti e fornitori


– E’ abrogato l‘obbligo di presentazione dell’elenco dei clienti e dei fornitori (art. 8-bis, comma 4-bis, del D.Lgs. n. 322/1998);


– E’ abrogata la disposizione che prevede una sanzione pecuniaria per l’omissione della comunicazione dati IVA, ovvero degli elenchi clienti e fornitori, nonché per l’invio degli stessi con dati incompleti o non veritieri.


Accesso agli elenchi dei contribuenti


– Al fine di attuare il principio di trasparenza nell’ambito dei rapporti fiscali in coerenza con la disciplina prevalente negli altri Stati comunitari, sono emanate disposioni in materia di pubblicazione degli elenchi dei contribuenti (art. 69 del D.P.R. n. 600/1973)


– Gli elenchi sono depositati per la durata di un anno sia presso lo stesso ufficio delle imposte, sia presso i Comuni interessati.


Nel predetto periodo è ammessa la visione e l’estrazione di copia degli elenchi nei modi e con i limiti stabiliti dalla disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi. Per l’accesso non sono dovuti tributi.


– Fuori dai casi sopra previsti, la comunicazione o diffusione, totale o parziale, con qualsiasi mezzo, degli elenchi o di dati personali ivi contenuti, ove il fatto non costituisca reato, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da cinquemila euro a trentamila euro.


– La somma può essere aumentata sino al triplo quando risulta inefficace in ragione delle condizioni economiche del contravventore.


Ricorsi pendenti in Commissione tributaria centrale


– Relativamente ai soli processi pendenti su ricorso degli uffici dell’Amministrazione finanziaria, innanzi alla Commissione tributaria centrale alla data di entrata del 1° maggio 2008 per i quali non è stata ancora fissata l’udienza di trattazione alla data di entrata in vigore del 25 giugno 2008, i predetti uffici depositano presso la competente segreteria, entro sei mesi, apposita dichiarazione di persistenza del loro interesse alla definizione del giudizio.


– In assenza di tale dichiarazione i relativi processi si estinguono di diritto e le spese del giudizio restano a carico della parte che le ha sopportate.


Imprese operanti nel settore petrolifero – Valutazione delle rimanenze – Imposta sostitutiva


– La valutazione delle rimanenze finali di materie prime, semilavorati, merci e prodotti finiti, è effettuata secondo il metodo della media ponderata o del FIFO, anche se non adottati in bilancio, dalle imprese il cui volume di ricavi supera le soglie previste per l’applicazione degli studi di settore, esercenti le attività di:


a) ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi;


b) raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, di gas di petrolio liquefatto e di gas naturale.


– La precedente disposizione si applica anche ai soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali e costituisce deroga ai sensi dell’art. 2423-bis del codice civile.


– La disposizione ha effetto a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 25 giugno 2008.


– Il maggior valore delle rimanenze finali che si determina per effetto della prima applicazione delle norme di cui sopra non concorre alla formazione del reddito in quanto escluso, ed è soggetto ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, dell’IRES e dell’IRAP, con l’aliquota del 16%.


– L’imposta sostitutiva dovuta è versata in un’unica soluzione contestualmente al saldo dell’imposta personale dovuta per l’esercizio di prima applicazione.


Alternativamente, su opzione del contribuente può essere versata in tre rate di eguale importo contestualmente al saldo delle imposte sul reddito relative all’esercizio di prima applicazione e dei due esercizi successivi.


Sulla seconda e terza rata maturano interessi al tasso annuo semplice del 3%.


– Il maggior valore assoggettato ad imposta sostitutiva si considera fiscalmente riconosciuto dall’esercizio successivo a quello di prima applicazione; tuttavia fino al terzo esercizio successivo:


a) le svalutazioni determinate sulla base del valore normale dei beni, fino a concorrenza del maggior valore assoggettato ad imposta sostitutiva non concorrono alla formazione del reddito, ma determinano la riliquidazione della stessa imposta sostitutiva.


In tal caso l’importo corrispondente al 16% di tali svalutazioni è computato in diminuzione delle rate di eguale importo ancora da versare; l’eccedenza è compensabile a valere sui versamenti a saldo ed in acconto dell’imposta personale sul reddito;


b) nel caso di conferimento dell’azienda comprensiva di tutte o parte delle rimanenze, il diritto alla riliquidazione e l’obbligo di versamento dell’imposta sostitutiva si trasferiscono sul conferitario, solo nel caso in cui quest’ultimo non eserciti prima del conferimento le attività del conferente e adotti lo stesso metodo di valutazione del conferente.


In caso contrario, si rende definitiva l’imposta sostitutiva in misura corrispondente al maggior valore delle rimanenze conferite così come risultante dall’ultima riliquidazione effettuata dal conferente; fino a concorrenza di tale maggiore valore le svalutazioni determinate dal conferitario sulla base del valore normale dei beni, concorrono alla formazione del reddito per il 50% del loro ammontare fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2011.


Fino al termine dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2011, nel caso di cessione dell’azienda comprensiva di tutte o parte delle rimanenze di cui sopra, l’imposta sostitutiva in misura corrispondente al maggior valore delle rimanenze cedute così come risultante dall’ultima riliquidazione effettuata dal cedente si ridetermina con l’aliquota del 27,5%.


Deducibilità degli interessi passivi per banche e assicurazioni


– Nei confronti:


– delle banche e degli altri soggetti finanziari indicati nell’ art.v1 del D.Lgs. n. 87/1992 (con l’eccezione delle società che esercitano in via esclusiva o prevalente l’attività di assunzione di partecipazioni in società esercenti attività diversa da quelle creditizia o finanziaria);


– delle imprese di assicurazione;


– nonchè delle società capogruppo di gruppi bancari e assicurativi, gli interessi passivi sono deducibili dalla base imponibile IRES nei limiti del 96% del loro ammontare.


– Per i medesimi soggetti, nell’ambito del consolidato nazionale, l’ammontare complessivo degli interessi passivi maturati in capo a soggetti partecipanti al consolidato a favore di altri soggetti partecipanti sono integralmente deducibili sino a concorrenza dell’ammontare complessivo degli interessi passivi maturati in capo ai soggetti partecipanti a favore di soggetti estranei al consolidato.


La società o ente controllante opera la deduzione integrale degli interessi passivi di cui al periodo precedente in sede di dichiarazione, apportando la relativa variazione in diminuzione della somma algebrica dei redditi complessivi netti dei soggetti partecipanti.


– Ai fini IRAP, per le banche, per gli altri enti e società finanziari, e per le imprese di assicurazione (artt. 6 e 7 D.Lgs n. 447/1997), gli interessi passivi concorrono alla formazione del valore della produzione nella misura del 96% del loro ammontare.


– In deroga allo Statuto dei diritti del contribuente, le disposizioni di cui sopra si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 25 giugno 2008.


Limitatamente al medesimo periodo d’imposta gli interessi passivi sono deducibili nei limiti del 97% del loro ammontare.


– Nella determinazione degli acconti dovuti ai fini dell’IRES e dell’IRAP per il medesimo periodo di imposta in corso alla data del 25 giugno 2008, in sede di versamento della seconda o unica rata, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni dei commi precedenti.


Imprese di assicurazione – Variazione della riserva sinistri


– Per le imprese di assicurazione, la variazione della riserva sinistri relativa ai contratti di assicurazione dei rami danni, per la parte riferibile alla componente di lungo periodo, è deducibile nell’esercizio in misura pari al 30% dell’importo iscritto in bilancio; l’eccedenza è deducibile in quote costanti nei diciotto esercizi successivi.


– E’ considerato componente di lungo periodo il 75% della medesima riserva sinistri.


Le residue quote dell’ammontare complessivo delle variazioni della riserva sinistri, che eccedono il 60% dell’importo iscritto in bilancio, formate negli esercizi precedenti a quello in corso al 25 giugno 2008 e non ancora dedotte, sono deducibili per quote costanti fino al raggiungimento del diciottesimo esercizio successivo a quello di loro formazione.


– In deroga allo Statuto dei diritti del contribuente le disposizioni di cui sopra si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 25 giugno 2008; nella determinazione degli acconti dovuti per il medesimo periodo di imposta, in sede di versamento della seconda o unica rata, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni stesse.


Enti crediti e finanziari – Svalutazione dei crediti


– Per gli enti creditizi e finanziari, le svalutazioni dei crediti risultanti in bilancio, per l’importo non coperto da garanzia assicurativa, che derivano dalle operazioni di erogazione del credito alla clientela, sono deducibili in ciascun esercizio nel limite dello 0,30% del valore dei crediti risultanti in bilancio, aumentato dell’ammontare delle svalutazioni dell’esercizio.


L’ammontare complessivo delle svalutazioni che supera lo 0,30% è deducibile in quote costanti nei diciotto esercizi successivi; le svalutazioni si assumono al netto delle rivalutazioni dei crediti risultanti in bilancio.


Se in un esercizio l’ammontare complessivo delle svalutazioni è inferiore al limite dello 0,30%, sono ammessi in deduzione, fino al predetto limite, accantonamenti per rischi su crediti. Gli accantonamenti non sono più deducibili quando il loro ammontare complessivo ha raggiunto il 5% del valore dei crediti risultanti in bilancio alla fine dell’esercizio.


– Le residue quote dell’ammontare complessivo delle svalutazioni eccedenti la misura deducibile in ciascun esercizio, formate negli esercizi precedenti a quello in corso al 25 giugno 2008 e non ancora dedotte, sono deducibili per quote costanti fino al raggiungimento del diciottesimo esercizio successivo a quello in cui esse si sono formate.


– In deroga allo Statuto dei diritti del contribuente le disposizioni di cui sopra si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 25 giugno 2008; nella determinazione degli acconti dovuti per il medesimo periodo di imposta, in sede di versamento della seconda o unica rata, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni stesse.


Fondi di investimento immobiliari “familiari”


– A partire dal periodo d’imposta in corso al 25 giugno 2008, ai fondi d’investimento immobiliare chiusi (art. 37 D.Lgs n. 58 del 1998) si applica un’imposta patrimoniale sull’ammontare del valore netto dei fondi. La società di gestione preleva un ammontare pari all’1% a titolo di imposta patrimoniale. Il valore netto del fondo deve essere calcolato come media annua dei valori risultanti dai prospetti redatti ai sensi di legge. Nel caso di fondi comuni avviati o cessati in corso d’anno, in luogo del patrimonio all’inizio dell’anno si assume il patrimonio alla data di avvio del fondo ovvero in luogo del patrimonio alla fine dell’anno si assume il patrimonio alla data di cessazione del fondo. Ai fini dell’applicazione della presente disposizione non concorre a formare il valore del patrimonio netto l’ammontare dell’imposta patrimoniale dovuta per il periodo d’imposta e accantonata nel passivo.


– L‘imposta è corrisposta entro il 16 febbraio dell’anno successivo.


Per l’accertamento, la riscossione e le sanzioni dell’imposta non dichiarata o non versata si applicano le disposizioni stabilite in materia di imposte sui redditi.


– L’imposta è dovuta qualora il fondo sia costituito con apporto di immobili, diritti reali immobiliari o partecipazioni in società immobiliari per la maggior parte del suo patrimonio e qualora:


a) le quote del fondo siano detenute, da meno di 10 partecipanti, salvo che almeno il 50% di tali quote siano detenute da uno o più soggetti istituzionali, ovvero da imprenditori individuali, società ed enti se le partecipazioni sono relative all’impresa commerciale;


b) e, in ogni caso, se si tratta di fondi riservati o fondi speculativi (artt. 15 e 16 del regolamento 24 maggio 1999, n. 228), e più dei due terzi delle quote siano detenute complessivamente, nel corso del periodo d’imposta, al di fuori dell’esercizio d’impresa, da persone fisiche legate fra loro da rapporti di parentela o affinità, nonchè da società ed enti di cui le persone fisiche medesime detengano il controllo ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, ovvero il diritto di partecipazione agli utili superiore al 50% e da trust di cui siano disponenti o beneficiari.


– Sui proventi derivanti dalla partecipazione a fondi comuni d’investimento immobiliare la società di gestione del risparmio opera una ritenuta del 20%.


– Ai fini della soggettività passiva dell’IRES, salvo prova contraria, si considerano residenti nel territorio dello Stato le società o enti che detengano più del 50% delle quote dei fondi di investimento immobiliare chiusi e siano controllati direttamente o indirettamente, per il tramite di società fiduciarie o per interposta persona, da soggetti residenti in Italia.


Reddito di lavoro dipendente – Stock options


– Concorre a formare il reddito di lavoro dipendente, la differenza tra il valore delle azioni al momento dell’assegnazione e l’ammontare corrisposto dal dipendente, a prescindere dalle condizioni di esonero prima previste (che il predetto ammontare fosse almeno pari al valore delle azioni stesse alla data dell’offerta; e che le partecipazioni, i titoli o i diritti posseduti dal dipendente rappresentassero una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria o di partecipazione al capitale o al patrimonio inferiore al 10%), ora abrogate.


– La precedente disposizione si applica in relazione alle azioni assegnate ai dipendenti a decorrere dalla data del 25 giugno 2008.


Cooperative a mutualità prevalente – Destinazione obbligatoria degli utili


– Le cooperative a mutualità prevalente (art. 2512 del codice civile) che presentano in bilancio un debito per finanziamento contratto con i soci superiore a 50 milioni di euro, sempre che tale debito sia superiore al patrimonio netto contabile, comprensivo dell’utile d’esercizio, così come risultanti alla data di approvazione del bilancio d’esercizio, destinano il 5% dell’utile netto annuale al fondo di solidarietà per i cittadini meno abbienti, secondo le modalità e i termini stabiliti con decreto non regolamentare emanato dal Ministro dell’economia e delle finanze.


– La disposizione precedente si applica in relazione agli utili evidenziati nei bilanci relativi all’esercizio in corso alla data del 25 giugno 2008 e a quello successivo.


Disposizioni per le società cooperative


– Sugli interessi corrisposti dalle società cooperative e loro consorzi ai propri soci persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, relativamente ai prestiti erogati (alle condizioni stabilite dall’art. 13 del D.P.R. n. 601/1973) si applica una ritenuta a titolo di imposta nella misura del 20%.


– La disposizione secondo cui non concorrono a formare il reddito imponibile delle società cooperative e dei loro consorzi, le somme destinate alle riserve indivisibili, a condizione che sia esclusa la possibilità di distribuirle tra i soci sotto qualsiasi forma, sia durante la vita dell’ ente che all’ atto del suo scioglimento, non si applica per la quota del 55% degli utili netti annuali delle società cooperative di consumo e loro consorzi.


– In deroga allo Statuto dei diritti del contribuente le disposizioni di cui sopra si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 25 giugno 2008; nella determinazione degli acconti dovuti per il medesimo periodo di imposta, in sede di versamento della seconda o unica rata, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni stesse.


Efficienza dell’Amministrazione finanziaria – Controlli fiscali e contributivi


– Al fine di garantire maggiore efficacia ai controlli sul corretto adempimento degli obblighi di natura fiscale e contributiva a carico dei soggetti non residenti e di quelli residenti ai fini fiscali da meno di 5 anni, l’I.N.P.S. e l’Agenzia delle entrate predispongono di comune accordo appositi piani di controllo anche sulla base dello scambio reciproco dei dati e delle informazioni in loro possesso.


– Nel triennio 2009-2011 l’Agenzia delle Entrate realizza un piano di ottimizzazione dell’impiego delle risorse finalizzato ad incrementare la capacità operativa destinata alle attività di revenzione e repressione della evasione fiscale, in misura pari ad almeno il 10%.


– Ai fini di una più efficace prevenzione e repressione dei fenomeni di frode in materia di IVA nazionale e comunitaria l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle dogane e la Guardia di finanza incrementano la capacità operativa destinata a tali attività anche orientando appositamente loro funzioni o strutture al fine di assicurare:


a) l’analisi dei fenomeni e l’individuazione di specifici ambiti di indagine;


b) la definizione di apposite metodologie di contrasto;


c) la realizzazione di specifici piani di prevenzione e contrasto dei fenomeni medesimi;


d) il monitoraggio dell’efficacia delle azioni poste in essere.


– Nell’ambito della programmazione dell’attività di accertamento relativa agli anni 2009-2011 è pianificata l’esecuzione di un piano straordinario di controlli finalizzati alla determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche (art. 38 D.P.R. n. 600/1973), sulla base di elementi e circostanze di fatto certi desunti dalle informazioni presenti nel sistema informativo dell’anagrafe tributaria, nonchè acquisiti in base agli ordinari poteri istruttori.


Nella selezione delle posizioni ai fini dei controlli è data priorità ai contribuenti che non hanno evidenziato nella dichiarazione dei redditi alcun debito d’imposta e per i quali esistono elementi segnaletici di capacità contributiva.


– Ai fini della realizzazione del piano di cui sopra, i Comuni segnalano all’Agenzia delle Entrate eventuali situazioni rilevanti per la determinazione sintetica del reddito di cui siano a conoscenza.


– I Comuni, entro i sei mesi successivi alla richiesta di iscrizione nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero, confermano all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per l’ultimo domicilio fiscale che il richiedente ha effettivamente cessato la residenza nel territorio nazionale.


Per il triennio successivo alla predetta richiesta di iscrizione la effettività della cessazione della residenza nel territorio nazionale è sottoposta a vigilanza da parte dei comuni e dell’Agenzia delle entrate.


Detta specifica vigilanza viene esercitata anche nei confronti delle persone fisiche che hanno chiesto la iscrizione nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero a far corso dal 1 gennaio 2006.


L’attività dei Comuni è incentivata con il riconoscimento della quota pari al 30% delle maggiori somme relative ai tributi statali riscosse a titolo definitivo.


Adesione del contribuente ai verbali di constatazione


– Il contribuente può prestare adesione anche ai verbali di constatazione in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto, che consentano l’emissione di accertamenti parziali.


– L’adesione può avere ad oggetto esclusivamente il contenuto integrale del verbale di constatazione e deve intervenire entro i 30 giorni successivi alla data della notifica del verbale medesimo mediante comunicazione al competente Ufficio delle entrate ed al Reparto della Guardia di finanza che ha redatto il verbale. Entro i 60 giorni successivi alla comunicazione, l’Ufficio delle entrate notifica al contribuente l’atto di definizione dell’accertamento parziale.


– In presenza dell’adesione la misura delle sanzioni applicabili pari ad un ottavo del minimo, e le somme dovute possono essere versate ratealmente senza prestazione di garanzie.


Studi di settore – Elaborazione su base regionale o comunale


– In funzione dell’attuazione del federalismo fiscale, a far corso dal 1° gennaio 2009 gli studi di settore vengono elaborati anche su base regionale o comunale.


– Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono stabilite le modalità di attuazione della precedente disposizione, prevedendo che la elaborazione su base regionale o comunale avvenga con criteri di gradualità entro il 31 dicembre 2013 e garantendo che alla stessa possano partecipare anche i comuni.


Riscossione – Restituzione di versamenti eccedenti


– In caso di versamento di somme eccedenti almeno cinquanta euro rispetto a quelle complessivamente richieste dall’agente della riscossione, quest’ultimo ne offre la restituzione all’avente diritto notificandogli una comunicazione delle modalità di restituzione dell’eccedenza.


Decorsi tre mesi dalla notificazione senza che l’avente diritto abbia accettato la restituzione, ovvero, per le eccedenze inferiori a cinquanta euro, decorsi tre mesi dalla data del pagamento, l’agente della riscossione riversa le somme eccedenti all’ente creditore ovvero, se tale ente non è identificato né facilmente identificabile, all’entrata del bilancio dello Stato, ad esclusione di una quota pari al 15%, che affluisce ad apposita contabilità speciale.


– Resta fermo il diritto di chiedere, entro l’ordinario termine di prescrizione, la restituzione delle somme eccedenti all’ente creditore ovvero allo Stato.


Dilazione di pagamento – Esclusione della garanzia fideiussoria


– L’ufficio, su richiesta del contribuente, può concedere, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso, la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di quarantotto rate mensili; il riconoscimento di tale beneficio non è più subordinato, qualunque sia la somma dilazionata, alla prestazione di idonea garanzia mediante polizza fidejussoria o fidejussione bancaria.


– Sono altresì abrogate le disposizioni in materia di escussione coattiva del fideiussore; ma tali disposizioni continuano a trovare applicazione nei riguardi delle garanzie già prestate anteriormente alla data del 25 giugno 2008.


Espropriazione immobiliare – Prezzo base


– Nell’esecuzione forzata immobiliare, il prezzo base dell’incanto è pari al c.d. “valore automatico” dei beni stabilito ai fini dell’imposta di registro (art. 52, comma 4, D.P.R. n. 131/1986) moltiplicato per tre.


 (Di Carlo Pino, in Pratica Fiscale e Professionale – Ipsoa Editore, Luglio 2008)


 


Iva sulle prestazioni alberghiere (articolo 83, commi da 29-bis a 28-quinquies)


Soppressa la limitazione al diritto di detrazione dell’Iva prevista per i servizi alberghieri e di ristorazione. Dunque l’Iva assolta sulle prestazioni alberghiere e sulle somministrazioni di alimenti e bevande diviene detraibile.


La disposizione si applica alle operazioni effettuate a decorrere dal 1° settembre 2008.


Introdotta una deducibilità ai fini delle imposte sui redditi, nella misura del 75%, delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, nell’ambito delle disposizioni del Tuir che disciplinano la determinazione del reddito di impresa e di lavoro autonomo.


La norma si applica a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008 (ossia dal 2009 per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare).


 


Stock option (articolo 82, commi da 23 a 24-ter)


Assoggettamento al regime di tassazione ordinaria delle plusvalenze relative alle stock option.


Il nuovo regime di tassazione delle stock option si applica in relazione alle azioni assegnate ai dipendenti a decorrere dal 25 giugno 2008 (data di entrata in vigore del decreto n. 112).


Esclusione dalla base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali sui redditi di lavoro dipendente, dei redditi derivanti dall’esercizio di piani di stock options.


Tale esclusione dalla base imponibile contributiva si applica con riferimento alle azioni assegnate ai dipendenti dalla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame.


 


Trasferimento della partecipazione in una società a responsabilità limitata (articolo 36, comma 1-bis).


L’atto di trasferimento della partecipazione di una società a responsabilità limitata può essere sottoscritto con firma digitale, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti informatici.


(Di Nicoletta Curatolo, in Il Sole 24 Ore del 30/07/2008)



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