Le zone franche urbane: aree di fiscalità di vantaggio per piccole imprese…


Le Zone Franche Urbane disciplinate dal legislatore italiano individuano aree di fiscalità di vantaggio per piccole imprese che intraprendono una nuova attività economica e rappresentano strumenti di contrasto della disoccupazione, della delinquenza e della depressione sociale ed economica del territorio. Lo status giuridico e fiscale di vantaggio, introdotto e disciplinato dalle Leggi n. 296/06 e n. 244/07 prevede aree di sviluppo con un numero di abitanti non superiore a 30.000 e con una dotazione di un Fondo del Ministero dello Sviluppo Economico pari a 100 milioni di euro per il 2008 e 2009.



         La Legge 244 stabilisce, nei commi 561 e 562, le modalità di determinazione delle Zone Franche in tutto il territorio nazionale e dispone, contestualmente, una serie di agevolazioni vincolate ad apposite coperture di bilancio:


a) esenzione dalle Imposte sui Redditi, totale per i primi cinque periodi di imposta, pari al 60% nei seguenti cinque periodi di imposta, al 40% per il sesto e settimo periodo successivo e al 20% per l’ottavo ed il nono. Tale agevolazione spetta fino a concorrenza dell’importo di 100.000 per il reddito derivante dall’attività svolta nell’area urbana, maggiorato, a decorrere dal 2009 e per ciascun periodo d’imposta seguente, di un importo pari a 5.000, ragguagliato ad anno, per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato, residente all’interno del sistema locale di lavoro in cui ricade l’area esentata;


b) esenzione dall’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, per i primi cinque periodi di imposta, fino a concorrenza di 300.000 del valore della produzione netta per ciascun periodo di imposta;


c) esenzione dall’Imposta Comunale sugli Immobili, a decorrere dall’anno 2008 e fino all’anno 2012, per gli immobili di impresa siti nelle Z.F.U., posseduti e utilizzati per l’esercizio delle nuove attività economiche;


d) esonero dal versamento dei Contributi sulle Retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione, definito con decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza   Sociale,   per   i   contratti   a   tempo  indeterminato  o   a   tempo mise,minato, di durata non inferiore a dodici mesi, con la condizione che almeno il 30% degli occupati risieda nel territorio oggetto di agevolazione.          L’agevolazione diventa, invece, il 60% nei successivi cinque anni, il 40% nel sesto e settimo, il 20% nell’ottavo e nono anno. Tale esonero riguarda anche i titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attività all’interno della Zona Franca.


         La delibera n. 5/2008 del C.I.P.E. pubblicata nella G. U. n. 131 del 6 giugno 2008, ha definito e approvato, di recente, i criteri e gli indicatori necessari per  l’individuazione  e la delimitazione delle zone franche urbane, attribuendo al Ministero dello  Sviluppo Economico – Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione (MISE-DPS)  il compito di individuare gli elementi tecnici e procedurali per la preparazione e presentazione dei progetti di agevolazione tributaria e contributiva.


         Il provvedimento stabilisce che le caratteristiche socioeconomiche, demografiche e amministrative delle aree agevolate devono essere individuate dai vari Comuni in circoscrizioni, quartieri o aree urbane caratterizzate da particolari svantaggi sotto il profilo sociale ed economico, e da un marcato bisogno di strategie e interventi per lo sviluppo produttivo e l’occupazione. I progetti devono essere finalizzati alla riqualificazione delle aree attraverso l’incentivazione di attività imprenditoriali localizzate ed attraverso la realizzazione di interventi socio-assistenziali volti a ridurre le condizioni di disagio della popolazione ivi residente.


         In una seconda fase le Regioni vagliano i progetti di ZFU e li trasmettono al MISE-DPS il quale, a sua volta, valuta l’ammissibilità, sulla base di un indice di disagio socio-economico (IDS) finalizzato a misurare il livello di esclusione sociale nelle predette aree, ottenuto dalla combinazione di quattro indicatori di esclusione socioeconomica:


a)     Tasso di disoccupazione, misurato con il rapporto tra la popolazione di 15 anni e più in cerca di occupazione, e le forze di lavoro della stessa classe di età (DIS).


b)    Tasso di occupazione, misurato con il rapporto tra la popolazione occupata con 15 anni e più, ed il totale della popolazione della stessa classe di età. (OCC).


c)     Tasso di concentrazione giovanile, misurato dal rapporto tra la popolazione residente di età inferiore a 24 anni sul totale della popolazione (GIOV).


d)    Tasso di scolarizzazione, misurato con il rapporto tra la popolazione maggiore di 6 anni con almeno un diploma di scuola secondaria, ed il totale della popolazione della stessa classe di età (SCOL). 


 


Il MISE-DPS, infine, trasmette i progetti al CIPE corredandoli di  un’apposita relazione tecnica per il finanziamento.


 


proposte progettuali


 


         La sussistenza dei requisiti di ammissibilità del territorio comunale ove individuare le Z.F.U., le modalità di perimetrazione e di calcolo dell’indice di disagio socioeconomico (IDS), i motivi sottesi all’individuazione delle aree agevolate e le modalità di gestione del progetto devono essere specificate in un apposito documento elaborato dai Comuni. Le proposte progettuali devono essere trasmesse alle Regioni entro i termini stabiliti dalle stesse o in mancanza, entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione della citata delibera CIPE (21 luglio 2008).


 


La circolare del Ministero dello Sviluppo Economico (MI.S.E.) n. 1418 del 26 giugno 2008 pubblicata in G.U il 4 luglio 2008, in proposito, disciplina:


 


Area comunale


 


I requisiti di ammissibilitàdel territorio comunale impongono:


 


·        dimensione demografica minima di 25 mila abitanti (ISTAT popolazione residente, 2006);


·        tasso di disoccupazione comunale superiore alla media nazionale nell’anno 2005 (ISTAT Indagine sulla forza lavoro  2005).


 


Zone ammissibili e modalità di perimetrazione.


 


Le zone beneficiarie delle agevolazioni fiscali e contributive devono avere:


 


·        dimensione demografica minima di 7.500 abitanti e massima di 30 mila abitanti (ISTAT, Censimento 2001);


·        popolazione residente inferiore al 30% del totale della popolazione residente nel comune;


·        tasso  di disoccupazione superiore alla media comunale.


 


Le caratteristiche socioeconomiche, demografiche  e amministrative nelle diverse realtà locali, definiscono i parametri di riferimento per l’individuazione delle  aree.  Il  perimetro  della  ZFU è circoscritto aggregando singole sezioni di censimento tra loro contigue, in modo da permettere una precisa delimitazione  dell’area ed un’analisi  socioeconomica  e territoriale necessaria alla selezione.


 


Indice di disagio socioeconomico (IDS)


L’indicatore stabilisce  il  livello di disagio sociale nelle aree candidate come ZFU ed e’ ottenuto dalla media ponderata di indicatori di esclusione socioeconomica che misurano la disoccupazione, l’occupazione, la concentrazione giovanile e la scolarizzazione.


 


Proposta progettuale


 


I Comuni sulla base dei parametri descritti, procedono alla perimetrazione delle ZFU sul proprio territorio, evidenziando le cause di scelta dell’area urbana proposta come potenziale beneficiaria, le condizioni di disagio ed esclusione sociale e le potenzialità di sviluppo del tessuto economico-produttivo.


Le agevolazioni fiscali e contributive sono limitate soltanto a micro imprese e piccole imprese site in aree urbane con livello di disoccupazione almeno superiore alla media nazionale, prevalenza di popolazione giovane, forte incidenza di non diplomati e basso contributo fiscale pro-capite. La Raccomandazione n. 2003/361/CE,in proposito, definisce “piccola impresa” un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro, mentre definisce “microimpresa” un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo, oppure un totale di bilancio annuo, non superiore a 2 milioni di euro.


Le imprese già avviate in Z.F.U. prima del 1° gennaio 2008 possono fruire di tali agevolazioni finalizzate al contrasto dell’esclusione sociale, nel rispetto degli aiuti “de minimis” (ammontare massimo di € 100.000 innalzato dal Regolamento n. 69/2001), mentre le imprese operanti nei settori della costruzione di automobili, della costruzione navale, della fabbricazione di fibre tessili artificiali o sintetiche, della siderurgia e del trasporto su strada, sono escluse in quanto già destinatarie di altre forme di aiuto e sostegno.


 


dott.Cosimo Turrisi


19 Luglio 2008


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