Fisco: le novità del 15 maggio 2008. In evidenza: telefonia fissa e mobile: trattamento fiscale; taglio dell’ICI; le regole per la dilazione dei debiti fiscali

  Indice:   1) Debiti fiscali: Dilazione di pagamento semplice   2) TFR e crediti di lavoro: Aggiornati a aprile 2008   3) Procura speciale: Se redatta contestualmente e in pari data agli atti di appello non sconta un’ulteriore imposta di bollo   4) Telefonia fissa e mobile: Trattamento fiscale   5) Provvedimento di fermo […]

 






Indice:


 


1) Debiti fiscali: Dilazione di pagamento semplice


 


2) TFR e crediti di lavoro: Aggiornati a aprile 2008


 


3) Procura speciale: Se redatta contestualmente e in pari data agli atti di appello non sconta un’ulteriore imposta di bollo


 


4) Telefonia fissa e mobile: Trattamento fiscale


 


5) Provvedimento di fermo amministrativo: Tutela del contribuente


 


6) Taglio dell’ICI


 


 


1) Debiti fiscali: Dilazione di pagamento semplice


Equitalia ha emanato una direttiva al fine di impartire regole semplici e omogenee per tutti i contribuenti che – trovandosi in una temporanea situazione di difficoltà economica – non possono pagare in un’unica soluzione il debito indicato nella cartella di pagamento.


In particolare, Equitalia ha fornito le istruzioni comuni di comportamento sulle regole da seguire per concedere la dilazione di pagamento delle somme iscritte a ruolo, fino a un massimo di 72 rate.


Infatti, se l’importo da rateizzare è:


– inferiore a 5.000 euro, basta la semplice richiesta motivata;


– superiore a tale soglia, vengono fissati parametri di accesso e modalità di calcolo differenziate a seconda che i richiedenti siano:


– persone fisiche e titolari di ditte individuali di limitate dimensioni (si utilizzerà la certificazione ISEE – Indicatore della situazione economica equivalente – del nucleo familiare);
– società (si farà riferimento ad alcuni indici di bilancio).


Gli agenti della riscossione possono accordare la rateazione alle domande dei contribuenti giustificate da motivi non prevedibili (per esempio, la cessazione del rapporto di lavoro per un lavoratore dipendente; l’insorgenza, nel nucleo familiare, di una grave patologia con cure costose), purché idoneamente documentate.


A breve, infine, sarà caricato sui siti Internet delle società del Gruppo, un simulatore che determinerà automaticamente l’esatto numero di rate accordabile alle persone fisiche.


Ricordiamo di seguito la situazione che si è venuta a creare dopo le recenti novità:


































































Dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo (art. 19 D.P.R. 602/1973)


 


In vigore sino al 30 dicembre 2007


In vigore il 31 dicembre 2007


In vigore dal 1° gennaio 2008 al 29 febbraio 2008


In vigore dal 1° marzo 2008


Soggetto che concede la rateazione


Ufficio


Ufficio


Ufficio


Agente della riscossione


Condizione richiesta


Situazione di temporanea difficoltà


Situazione di temporanea difficoltà


Situazione di temporanea difficoltà


Situazione di temporanea difficoltà


Numero massimo di rate


60 ovvero sospensione 1 anno e poi 48 rate


48


48


72


Necessità di garanzia per importi superiori


Euro 25.822


Euro 25.822


Euro 50.000


Euro 50.000


Tipo di garanzie


Polizza fideiussoria, fideiussione bancaria


Polizza fideiussoria, fideiussione bancaria


Polizza fideiussoria, fideiussione bancaria, garanzia Confidi, ipoteca ex art. 77, ipoteca immobiliare


Polizza fideiussoria, fideiussione bancaria, garanzia Confidi, ipoteca ex art. 77, ipoteca immobiliare


Richiesta di rateazione


Precedente inizio procedura esecutiva


Precedente inizio procedura esecutiva


Precedente inizio procedura esecutiva


Eliminato limite temporale


Mancato pagamento della prima rata o di due successive rate


Decadenza da rateazione; importo riscuotibile in unica soluzione; carico non più rateizzabile


Decadenza da rateazione; importo riscuotibile in unica soluzione; carico non più rateizzabile


Decadenza da rateazione; importo riscuotibile in unica soluzione; carico non più rateizzabile


Decadenza da rateazione; importo riscuotibile in unica soluzione; carico non più rateizzabile


Scadenza rate


Ultimo giorno di ciascun mese


Ultimo giorno di ciascun mese


Ultimo giorno di ciascun mese


Ultimo giorno di ciascun mese


Decadenza da rateazione


Garante deve versare entro 30 gg. da invito, altrimenti esercitabile riscossione coattiva


Garante deve versare entro 30 gg. da invito, altrimenti esercitabile riscossione coattiva


Garante deve versare entro 30 gg. da invito, altrimenti esercitabile riscossione coattiva


Garante deve versare entro 30 gg. da invito, altrimenti esercitabile riscossione coattiva


Debiti sotto i 5mila euro (come rilevato dal quotidiano Il Sole 24 Ore)


“Per i debiti di importo limitato e dunque sotto i cinque mila euro Equitalia invita gli agenti della riscossione a seguire una strada che semplifichi la vita sia ai cittadini che agli stessi uffici e pertanto se il contribuente presenta un’istanza di rateazione di «piccolo importo» la dilazione «dovrà essere concessa a semplice richiesta motivata di parte» ma secondo una preciso rapporto tra numero di rate e importo del debito:


* 18 rate per importi fino a 2. 000 euro;


* 24 rate per importi fino da 2001,00 a 3.500,00 euro;


* 36 rate per importi da 3.501,00 a 5.000 euro.


Ma attenzione, secondo quanto dispongono le istruzioni impartire dalla Capogruppo della riscossione, il numero massimo di rate individuate deve comunque essere accordato con gli uffici a meno che il debitore non chieda un numero di rate inferiore”.


Debiti sopra i 5mila euro (come rilevato dal quotidiano Il Sole 24 Ore)


“Per questi importi la Direttiva crea una sorta di doppio binario nella gestione delle istanze. Per le persone fisiche, ditte individuali e soggetti in regimi fiscali semplificati (imprese minori, iniziative imprenditoriali e contribuenti minimi) le istanze di rateizzazione saranno esaminate utilizzando l’indicatore della Situazione Economica Equivalente, meglio noto come Isee, del nucleo familiare. Altro elemento che sarà preso in considerazione sarà l’entità del debito che sarà calcolata con le somme iscritte a ruolo residue e quindi, spiega Equitalia, al netto di eventuali sgravi o pagamenti parziali. Il tutto senza calcolare interessi di mora, aggi e spese esecutive e i diritti di notifica della cartella. Per la documentazione da allegare le istruzioni chiariscono che il contribuente dovrà presentare, necessariamente la certificazione Isee, relativa al nucleo familiare rilasciata da un Comune, un Caf dall’Inps o da un’amministrazione pubblica che eroga prestazioni sociali agevolate.


Per le società di capitali, cooperative, mutue assicuratrici, società di persone ditte individuali in contabilità ordinaria la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica segue necessariamente la temporanea difficoltà ad adempiere prevista espressamente dalla legge fallimentare e relativo alla procedura di amministrazione controllata. In sostanza tutto ruoterà intorno all’effettiva capacità dell’impresa di adempiere ai debiti in scadenza con i mezzi di cui dispone. L’indice da utilizzare sarà quello dei valori di bilancio o meglio il cosiddetto indice di liquidità parametrato poi secondo determinati coefficienti.


I modelli


Per facilitare l’attività degli agenti della riscossione in allegato alla direttiva sono stati predisposti una serie di modelli e prospetti di sintesi con relativi prospettici rateizzazione sia per importi fino a 5.000 euro sia per quelli superiori, così come quelli relative alle polizza fideiussori e per gli atti di fideiussioni per i debiti superiori ai 50mila euro”.


(Direttiva 13/05/2008 Equitalia)


 


 


2) TFR e crediti di lavoro: Aggiornati a aprile 2008


A seguito del comunicato Istat del 14 maggio 2008, che ha stabilito in 133,5 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) (senza tabacchi) con una variazione di più 0,2% rispetto al mese di marzo 2008, sono stati rielaborati i coefficienti validi per il mese di aprile 2008 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro.


(Comunicato stampa ISTAT 14/05/2008, in Ipsoa del 14/05/2008)


 


 


3) Procura speciale: Se redatta contestualmente e in pari data agli atti di appello non sconta un’ulteriore imposta di bollo


La procura speciale è atto strettamente connesso al ricorso e – allorquando viene conferita in calce o a margine del ricorso o dell’appello, e contestualmente ad esso – non sconta un’ulteriore imposta di bollo, ai sensi dell’art. 13, comma 3, punto 15), D.P.R. n. 642/1972.


(Commissione tributaria regionale Sicilia, Sentenza, Sez. XVI, 16/04/2008, n. 42, in Ipsoa del 14/05/2008)


 


 


4) Telefonia fissa e mobile: Trattamento fiscale


Riguardo la deducibilità degli oneri relativi ai telefoni cellulari (parte la deducibilità integrale che è rimasta per  le imprese di autotrasporto) si è avuto il passaggio dalla pregressa misura del 50% alla nuova dell’80%.


La modifica del comma 9 dell’art. 102, D.P.R. 917/1986 ha prodotto i seguenti, rilevanti effetti:


– Gli oneri relativi agli impianti di telefonia fissa passano da una deducibilità integrale


(100%) ad una deducibilità limitata (80%);


la percentuale deducibile delle spese relative ai telefoni cellulari aumenta dal 50% all’80%.


Analoghi criteri sono stati previsti in materia di determinazione del reddito di lavoro autonomo artistico o professionale.


L’attuale formulazione del comma 9 dell’art. 102, D.P.R. 917/1986 stabilisce, quindi, un trattamento fiscale unitario per la telefonia fissa e mobile, fondato su una deduzione parziale nella misura dell’80% di tutti gli oneri/costi.


A decorrere dall’esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2006 (a partire dal bilancio


2007 per le imprese e società il cui esercizio coincide con l’anno solare) è, quindi, cancellata la tradizionale distinzione tra telefonia fissa e mobile, che si rifletteva in una disciplina fiscale differenziata, fondata sulla deduzione integrale per la telefonia fissa e sulla deduzione limitata al 50% per quella mobile.


Ambito oggettivo della normativa


In base all’art. 1, comma 1, lett. gg), D.Lgs. 1.8.2003, n. 259, costituiscono servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico quei servizi, forniti di norma a pagamento, consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali su reti di comunicazione elettronica, inclusi:


– I servizi di telecomunicazioni;


i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate per la diffusione circolare radiotelevisiva.


Sono esclusi, invece, i servizi:


– che forniscono contenuti trasmessi utilizzando reti e servizi di comunicazione elettronica


o che esercitano un controllo editoriale su tali contenuti;


– della società dell’informazione di cui all’art. 2, co. 1, lett. a), D.Lgs. 9.4.2003, n. 70, non


consistenti interamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali su reti di comunicazione elettronica.


I cambiamenti possono essere così sintetizzati:
















Tipologie di spese


 


% deducibile fino al 2006 *


 


% deducibile dal 2007 *


 


Telefoni fissi


 


100%


 


80%


 


Cellulari


 


50%


 


80%


 


* Per esercizi solari.


 


Chiarimenti forniti dall’amministrazione finanziaria


La normativa unificata prevede che siano deducibili dal reddito lordo le quote di ammortamento, i canoni di leasing finanziario, di locazione operativa o di noleggio, le spese di impiego e di manutenzione.


Al riguardo, l’Amministrazione finanziaria ha fornito alcuni chiarimenti in via interpretativa con la R.M. n. 104/2007.


In particolare, ha chiarito quanto segue:


– Il comma dell’art. 102 del TUIR, quindi la deduzione nei limiti dell’80%, si applica non solo ai costi direttamente connessi ai servizi telefonici, ma anche ai costi (tra cui, ancora, ammortamenti, canoni di locazione anche finanziaria e di noleggio, spese di impiego e di manutenzione) relativi a beni materiali e immateriali (compreso il software) utilizzati per la connessione telefonica, limitatamente a quelli indispensabili per il collegamento alle suddette linee telefoniche;


l’Agenzia delle Entrate ha precisato che sono deducibili all’80% le spese sostenute per l’acquisto del modem ovvero del router Adsl e dell’eventuale software specifico;


non rientrano, invece, nella sfera applicativa del comma 9 dell’art. 102, D.P.R. 917/1986 i costi relativi ai computer, anche se utilizzati per la connessione.


Tali costi, infatti, sono deducibili secondo i criteri generali di determinazione del reddito di impresa.


(Di Alfonso Ghini, in La Settimana Fiscale, Il Sole 24 Ore, n. 20 di maggio 2008)


 


 


5) Provvedimento di fermo amministrativo: Tutela del contribuente


In base ai principi fondamentali in materia di riparto delle giurisdizioni, spetta al giudice amministrativo la competenza a conoscere delle azioni promosse per l’annullamento del provvedimento di fermo, rientrando, invece, nell’ambito della giurisdizione tributaria, l’accertamento dell’esistenza e della fondatezza delle posizioni di crediti e debiti tributari.


Inoltre, il giudice tributario, se non può annullare né revocare l’atto amministrativo, tuttavia, investito della questione inerente all’accertamento della posizione giuridica soggettiva relativa al sottostante rapporto obbligatorio, deve comunque verificare la regolarità nell’adozione del provvedimento di fermo e solo nel caso in cui ravvisi che la misura cautelare è stata adottata in carenza assoluta di potere, potrà disporne la disapplicazione nel singolo caso concreto, trattandosi di provvedimento emesso in violazione di una precisa norma di legge e, quindi, in carenza di potere.


A tal fine, la Corte di Cassazione ha emanato una significativa sentenza (Cass., 22 settembre 2006, n. 20526) in base alla quale ha disposto che la sentenza che annulla l’atto impositivo, sia pure non in via definitiva, dato che, nel caso di specie, non si è ancora formato il giudicato, non solo blocca le riscossioni provvisorie, che costituiscono oggetto di fermo ai sensi dell’art. 69 del R.D. n. 2440/1923, ma impone anche la restituzione di quanto pagato in via provvisoria dal contribuente poi vittorioso ed impedisce altresì che quel provvedimento sia posto a base di altre misure cautelari che possano ostacolare le pretese di rimborso avanzate dal contribuente.


Pertanto, l’atto amministrativo reputato illegittimo non può pregiudicare la situazione patrimoniale del contribuente, nemmeno sotto il profilo del diritto dell’amministrazione a trattenere quanto versato magari spontaneamente dal contribuente, né si può consentire che l’amministrazione continui a godere di una garanzia il cui fondamento è stato disatteso e dichiarato illegittimo dal giudice.

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