Novità fiscali del 7 aprile 2008: I.C.I.: nuovo modello; bilancio: valutazione delle commesse di durata ultrannuale; la corretta procedura per evitare la presunzione di cessione e di acquisto; Modello 730: Risposte ai dubbi dei Caf


 






Indice:


 


1) Detrazione fiscale per apparecchi televisivi e digitali


 


2) Imposte sui redditi – Riallineamento: applicazione dell’imposta sostitutiva e relativi effetti


 


3) Soggetti a ritenuta i canoni corrisposti a software house non residente


 


4) Bilancio: Valutazione delle commesse di durata ultrannuale


 


5) Addizionale comunale IRPEF: Soppressi i codici tributo 3816-3860


 


6) Prodotti ortofrutticoli: La corretta procedura per evitare la presunzione di cessione e di acquisto


 


7) Niente deduzioni Irap per i compensi ai soci amministratori


 


8) Ici – Imposta comunale sugli immobili: Nuovo modello che tiene conto delle recenti novità


 


9) Modello 730: Le risposte ai dubbi dei Caf


 


 


1) Detrazione fiscale per apparecchi televisivi e digitali


Per agevolare il rinnovo degli apparecchi televisivi in possesso dei consumatori italiani ed in vista del passaggio definitivo del sistema TV italiano dall’analogico al digitale l’art. 1, comma 357, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007) ha introdotto, a fronte dell’acquisto di un apparecchio televisivo dotato anche di sintonizzatore digitale integrato, una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 20% delle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2007 ed effettivamente rimaste a carico, fino ad un totale delle stesse di euro 1.000,00.


Condizione per poter beneficiare della menzionata detrazione è quella di avere pagato regolarmente il canone di abbonamento Rai.


Detrazione Irpef spetta anche a residenti in Sardegna e Valle d’Aosta


I contribuenti residenti nelle regioni Sardegna e Valle d’Aosta che hanno beneficiato del contributo di 70 euro per l’acquisto di un decoder potranno beneficiare della detrazione Irpef introdotta dalla Finanziaria 2007 per l’acquisto di apparecchi televisivi e digitali a condizione che si tratti di apparati diversi da quelli per i quali hanno già beneficiato del contributo.


L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 33/E ha, infatti, fornito l’esatta lettura delle istruzioni relative ai modelli di dichiarazione 730 e Unico 2008, rispettivamente alle pagine 43 e 52, al fine di evitare ogni equivoco circa la possibilità per i residenti nelle due regioni di beneficiare della detrazione nella prossima dichiarazione dei redditi.


La circolare ha precisato che lo stesso contribuente può usufruire delle due agevolazioni su due apparecchi diversi.


Il beneficio introdotto con la Finanziaria 2007, pari ad una detrazione del 20% delle spese sostenute per un importo massimo delle stesse di 1.000 euro, può raggiungere 200 euro.


(Agenzia delle Entrate, circolare n. 33 del 3/4/2008)


 


 


2) Imposte sui redditi – Riallineamento: applicazione dell’imposta sostitutiva e relativi effetti


Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha individuato i destinatari della disciplina dettata dall’art. 1, comma 49, legge n. 244/2007, in materia di esercizio dell’opzione per l’imposta sostitutiva del 6% sull’ammontare delle differenze tra valori civili e valori fiscali degli elementi patrimoniali da riallineare (ai sensi degli artt. 115, comma 11, 128 e 141 D.P.R. n. 917/1986, relativi, rispettivamente, ai regimi di trasparenza delle società di capitali, consolidato nazionale e mondiale).


(D.M. Ministero economia e finanze 18/03/2008, G.U. 03/04/2008, n. 79)


 


 


3) Soggetti a ritenuta i canoni corrisposti a software house non residente


Nell’ambito di un contratto di concessione di vendita in cui il fornitore non residente cede i propri prodotti (nel caso di specie software) al distributore residente affinché possa distribuirli sul territorio italiano, i compensi corrisposti dal distributore alla software house costituiscono royalties, soggette alla ritenuta prevista dall’art. 25, ultimo comma, D.P.R. n. 600/1973.


In particolare, i compensi corrisposti a una software house non residente dal distributore residente costituiscono royalties, giacché la licenza per la distribuzione del programma informatico al pubblico tramite appositi supporti magnetici configura un trasferimento parziale del diritto d’autore.


In assenza della specifica licenza, la commercializzazione del software comporterebbe una violazione del diritto d’autore.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 128 del 03/04/2008)


 


 


4) Bilancio: Valutazione delle commesse di durata ultrannuale


Per le “vecchie commesse” valutate al costo in bilancio, l’agevolazione resta.


Ciò nonostante l’abrogazione del beneficio, le società con opere pluriennali avviate ante 1/1/2007. Possono ancora goderne purché rispettino tutte le condizioni previste dalla norma


Le società operanti su “vecchie commesse” ultrannuali possono continuare ad avvalersi del metodo della commessa completata, abrogato con la Finanziaria 2007, e differire l’imposizione della commessa sugli utili al periodo d’imposta di completamento lavori, soltanto se rispettano tutte le condizioni previste ex lege: Contabilizzazione in bilancio col criterio di costo e adozione dello stesso per tutte le opere, forniture e servizi ultrannuali.


Per le vecchie commesse, avviate entro il periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006 e non ancora concluse, è possibile continuare ad avvalersi del criterio della commessa completata (abrogato dalla legge n. 296/2006 per le commesse iniziate dal 1° gennaio 2007), fermo restando il rispetto – dal punto di vista civilistico – di tutte le condizioni previste dalla norma: Contabilizzazione in bilancio con il metodo del costo e adozione di tale metodo contabile per tutte le opere, forniture e servizi di durata ultrannuale.


L’abrogazione (ad opera della legge Finanziaria 2007) dell’art. 93, comma 5, D.P.R. n. 917/1986, ha eliminato la possibilità di valutare con il metodo della commessa completata le commesse iniziate a partire dal 1° gennaio 2007 (per le quali è divenuto obbligatorio il criterio dei corrispettivi pattuiti).


La società che (come nel caso di specie) ha abbandonato contabilmente i criteri del costo per le commesse iniziate ante 2007 e adotta il criterio della percentuale di completamento per tutte le commesse ultrannuali (indipendentemente dalla data del loro avvio) non rispetta le suddette condizioni, pertanto non può usufruire dell’agevolazione di cui all’art. 93, comma 5, D.P.R. n. 917/1986.


Per poter continuare ad usufruire dell’agevolazione il contribuente, in bilancio, deve   valutare al costo tutte le commesse, fermo restando l’obbligo di effettuare una variazione in aumento in sede di dichiarazione per assoggettare a tassazione il maggiore valore, rispetto al costo, delle commesse iniziate a partire dal 1° gennaio 2007.


Inoltre, in materia di lavori ultrannuali, il legislatore ha previsto espressamente solo per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali la possibilità di continuare a valutare fiscalmente con il criterio del costo anche qualora in bilancio venga adottato il criterio dei corrispettivi pattuiti.


Infatti, l’art. 13, comma 3, del D.Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38. (c.d. “Decreto IAS”) stabilisce che le società che, nell’esercizio di prima applicazione dei principi contabili internazionali, anche per opzione, cambiano la valutazione delle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale in corso di esecuzione di cui all’art. 93 del citato TUIR, passando dal criterio del costo a quello dei corrispettivi pattuiti, possono per tali commesse continuare ad adottare ai fini fiscali i precedenti criteri di valutazione.


In tal caso, per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali (che in base allo IAS 11 sono obbligati, salvo casi straordinari, a valorizzare in bilancio le commesse ultrannuali con il metodo della percentuale di completamento), si crea, per le commesse in corso di esecuzione nell’esercizio di prima applicazione degli IAS diverse da quelle avviate a decorrere dal 1 gennaio 2007 (comunque soggette alla valutazione in base ai corrispettivi pattuiti), un disallineamento tra valori civilistici e valori fiscali.


Poiché il legislatore non ha previsto una disposizione dello stesso tenore per i soggetti che non applicano i principi contabili internazionali, l’Agenzia delle Entrate ritiene che per questi ultimi – che hanno la facoltà di scegliere tra il criterio del costo (art. 2426, n. 9, del Codice Civile) e il criterio dei corrispettivi maturati (art. 2426, n. 11, del Codice Civile):


– l’agevolazione prevista dall’abrogato comma 5 si può continuare ad applicare solo se vengono rispettate tutte le condizioni previste per derogare al criterio ordinario di valutazione.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 129 del 03/04/2008)


 


 


5) Addizionale comunale IRPEF: Soppressi i codici tributo 3816-3860


L’Agenzia delle Entrate ha soppresso i codici tributo 3816 (addizionale comunale all’IRPEF trattenuta dal sostituto d’imposta – saldo) e 3860 (addizionale comunale all’IRPEF trattenuta dal sostituto d’imposta – acconto).


Dunque, vanno in soffitta i codici tributo 3816 e 3860 utilizzati per il pagamento delle ritenute a titolo di addizionale comunale all’Irpef sugli emolumenti corrisposti sino al 31 dicembre 2007.


Dal 1 gennaio 2008, infatti, l’imposta va versata direttamente al comune di riferimento, secondo quanto disposto dalla Finanziaria 2007, con le modalità operative dettate dal decreto Mef 5/10/2007 e utilizzando i codici istituiti con la risoluzione 368/2007.


La soppressione dei due “vecchi” codici decorre dal quinto giorno lavorativo successivo alla risoluzione.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 130 del 04/04/2008)


 


 


6) Prodotti ortofrutticoli: La corretta procedura per evitare la presunzione di cessione e di acquisto


La presunzione di cessione e di acquisto dei prodotti ortofrutticoli soggetti a condizionamento non vale se si documenta la loro distruzione.


I prodotti avviati a smaltimento sfuggono alla presunzione di cessione/acquisto se la distruzione è provata non solo dalla documentazione di smaltimento, ma anche da copia dei prospetti analitici, da cui deve emergere la quantità di merce scartata per ciascun acquisto dal fornitore, e da annotazione nel registro della merce scartata.


Riguardo alle modalità di certificazione ai fini fiscali delle cessioni di merce soggetta a “condizionamento” ai sensi del Regolamento CE n. 1148/2001 del 12 giugno 2001, l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 131/2008 ha precisato quanto segue.


L’art. 6, comma 1, del D.P.R. n. 633/72 prevede che: “Le cessioni di beni si considerano effettuate (…) nel momento della consegna o spedizione se riguardano beni mobili. Tuttavia le cessioni i cui effetti traslativi o costitutivi si producono posteriormente, (…) si considerano effettuate nel momento in cui si producono tali effetti e comunque, se riguardano beni mobili, dopo il decorso di un anno dalla consegna o spedizione”.


L’art. 1, comma 1, del D.M. del 15 novembre 1975, prevede, inoltre, che: “per le cessioni di beni il cui prezzo, in base a disposizioni legislative, usi commerciali, accordi economici collettivi o clausole contrattuali, è commisurato ad elementi non ancora conosciuti alla data di effettuazione dell’operazione la fattura può essere emessa entro il mese successivo a quello in cui i suddetti elementi sono noti o il prezzo è stato determinato”.


Il successivo art. 2 del medesimo D.M. dispone che: “Le cessioni di cui all’articolo precedente devono risultare da annotazioni nei libri o registri previsti dall’art. 53, terzo comma (…), ovvero dai documenti di trasporto o dagli altri idonei documenti di cui all’art. 21, quarto comma, i quali devono contenere anche il riferimento al presente decreto.”


Nel caso di specie, alla data di effettuazione della consegna delle merci non é possibile determinare con precisione la quantità dei prodotti che saranno ceduti ed il relativo prezzo; pertanto, il fornitore deve indicare nel documento di trasporto la quantità della merce consegnata e la norma regolamentare di riferimento, la quale consente di determinare il peso e il prezzo effettivo solo dopo che l’istante ha effettuato l’operazione di condizionamento.


Poi, dopo avere effettuato il condizionamento dei prodotti, si deve inviare al fornitore, secondo gli accordi commerciali, il prospetto analitico nel quale vanno indicati:


a) i dati identificativi dei due operatori (cedente e cessionario);


b) il numero del documento di trasporto con il quale i prodotti sono stati consegnati;


c) la classificazione dei prodotti distinti per categoria, quantità e prezzo;


d) la quantità di prodotti non commercializzabili.


Sulla base di tale prospetto il fornitore emette la relativa fattura nei termini di cui al citato D.M. del 1975.


Al fine di consentire la corretta individuazione dell’operazione di cessione, nella fattura vanno riportati anche gli estremi del documento di trasporto e del prospetto analitico ricevuto dall’istante.


Riguardo la merce ricevuta dal fornitore e scartata senza che sia restituita o fatturata, occorre valutare se la soluzione proposta dall’istante consenta di superare la presunzione di cessione e di acquisto di cui agli artt. 1 e 3 del DPR 10 novembre 1997, n. 441.


Al riguardo L’Agenzia delle Entrate ha osservato che, ai sensi dell’art. 1, comma 1, del DPR n. 441 del 1997: “Si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni, nè in quelli dei suoi rappresentanti (…)”.


Il comma 2 del medesimo articolo stabilisce che la presunzione di cui al comma 1 non opera se è dimostrato che i beni stessi:


a) sono stati impiegati per la produzione, perduti o distrutti;


b) sono stati consegnati a terzi in lavorazione, deposito, comodato o in dipendenza di contratti estimatori, di contratti di opera, appalto, trasporto, mandato, commissione o di altro titolo non traslativo della proprietà.


Con riferimento agli acquisti, invece, l’art. 3, comma 1, prevede che: “I beni che si trovano in uno dei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni si presumono acquistati se lo stesso non dimostra di averli ricevuti in base ad un rapporto di rappresentanza o ad uno degli altri titoli di cui all’articolo 1, nei modi ivi indicati”.


Inoltre, il comma 2 del medesimo articolo dispone che: “Il titolo di provenienza dei beni che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa e che siano rinvenuti nei luoghi indicati nell’articolo 1, comma 1, risulta dalla fattura, dallo scontrino o dalla ricevuta fiscale (…), ovvero dal documento previsto all’articolo 1, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n. 472, progressivamente numerato dal ricevente, oppure da altro valido documento di trasporto. In mancanza, la presunzione può essere superata da un’apposita annotazione nel libro giornale o in altro libro tenuto a norma del codice civile (…) ovvero nel registro previsto dall’articolo 25 dello stesso decreto, contenente l’indicazione delle generalità del cedente, la natura, qualità e quantità dei beni e la data di ricezione degli stessi”.


Infine, l’Amministrazione finanziaria,  con circolare n. 193 del 23 luglio 1998, ha chiarito che nel caso di avvio a distruzione dei beni propri mediante consegna a soggetti autorizzati all’esercizio di tali operazioni in conto terzi (ai sensi delle vigenti leggi sullo smaltimento dei rifiuti), la distruzione va dimostrata mediante il formulario di identificazione di cui all’art. 15 del D.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 (sostituito dall’art. 193 del D.Lgs 3 aprile 2006, n. 152 – Norme in materia ambientale), il quale deve contenere almeno i seguenti dati:


a) nome ed indirizzo del produttore e del detentore;


b) origine, tipologia e quantità del rifiuto;


c) impianto di destinazione;


d) data e percorso


dell’istradamento;


e) nome ed indirizzo del destinatario.


Pertanto, affinchè la procedura sia idonea a superare le presunzioni sopra richiamate, è necessario che la documentazione relativa allo smaltimento (che riepiloga genericamente la quantità di rifiuti inviata alla discarica) sia corredata da copia dei singoli prospetti analitici da cui deve emergere la quantità di merce scartata per ciascun acquisto, in modo da consentire una riconciliazione tra quantità e qualità di prodotti classificati come scarto e rifiuti mandati alla discarica.


Inoltre, poiché il contribuente rientra tra i soggetti obbligati a tenere il registro di carico e scarico dei rifiuti previsto dall’art. 190 del D.Lgs. del 3 aprile n. 152/2006, occorre la corretta annotazione nel citato registro della merce scartata, dopo la procedura di condizionamento, e in seguito portata in discarica.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 131 del 04/04/2008)


 


 


7) Niente deduzioni Irap per i compensi ai soci amministratori


Le agevolazioni spettano solo per i contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato.


Non spettano, quindi, sconti Irap per le collaborazioni coordinate e continuative e per i compensi corrisposti ai soci di una Srl per l’attività di amministratore.


Le deduzioni dalla base imponibile Irap, infatti, spettano a condizione che l’impresa abbia alle proprie dipendenze lavoratori assunti con contratti di lavoro a tempo indeterminato.


E’ quanto ha ribadito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 132/2008 a seguito di una istanza di interpello presentata da una S.r.l..


(Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 132 del 04/04/2008)


 


 


8) Ici – Imposta comunale sugli immobili: Nuovo modello che tiene conto delle recentii novità in materia di ICI


E’ stato approvato il nuovo modello di bollettino di conto corrente postale (Decreto 3/4/08 – Modello semplice – Modello meccanizzato).


Tali documenti sono disponibili sul sito www.finanze.it.


Il nuovo modello è stato dovuto alla novità introdotta dall’art. 1, comma 5, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che ha riconosciuto al soggetto passivo dell’imposta comunale sugli immobili la possibilità di detrarre un ulteriore importo pari all’1,33 per mille della base imponibile dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, il cui onere è a totale carico del bilancio dello Stato.


Oltre alla necessità di inserire, nel modello di bollettino di conto corrente postale per il versamento dell’imposta comunale sugli immobili, alcune caselle aggiuntive che consentano al contribuente di riportarvi l’importo dell’ulteriore detrazione per l’abitazione principale di cui al citato comma 2-bis dell’art. 8 del Dlgs n. 504/1992.


(Ministero Economia e Finanze, nota del 4 aprile 2008)


 


 


9) Modello 730: Le risposte ai dubbi dei Caf


Scontrini non parlanti validi con un’unica autocertificazione.


Tutte le spese sanitarie sostenute dal 1 luglio al 31 dicembre dell’anno scorso possono essere certificate per la detrazione o deduzione Irpef con una sola autodichiarazione integrativa che contenga l’indicazione del numero identificativo di ogni scontrino, del codice fiscale del destinatario del medicinale e della natura, qualità e quantità dei farmaci acquistati.


E’ solo uno dei chiarimenti forniti dalla circolare n. 34/E del 4/4/2008, con cui l’Agenzia delle Entrate ha fornito le risposte ufficiali agli interrogativi sollevati dalla consulta nazionale dei Centri di assistenza fiscale sulle corrette modalità di compilazione del modello 730/2008.


Tra i numerosi argomenti trattati, il documento di prassi riserva particolare attenzione alle questioni interpretative legate alle detrazioni per figli a carico di persone diverse dai genitori, di genitori separati o di genitori non residenti in Italia.


In primo piano anche le precisazioni sulle spese per canoni di affitto di studenti universitari fuori sede e sul bonus destinato ai giovani inquilini di età compresa tra i venti e i trenta anni. Non mancano poi i riferimenti alle agevolazioni fiscali per lo svolgimento di attività sportive da parte dei ragazzi fino a 18 anni e per l’acquisto di apparecchi televisivi digitali.


Bonus “incapienti”


Chi, per un errore nella compilazione della dichiarazione, non ha ricevuto – per sé o per il familiare a carico – il bonus pari a 150 euro destinato ai soggetti con reddito complessivo inferiore a 50mila euro e imposta netta pari a zero nel 2006, può richiedere il bonus se, sulla base della dichiarazione integrativa, risulta in possesso dei requisiti.


Esso, può essere inoltre richiesto dagli eredi (in dichiarazione o tramite l’apposito modello), per i contribuenti in possesso dei requisiti che sono deceduti, senza necessità di ragguagliarlo all’anno.


Detrazioni per figli a carico


La detrazione per figli a carico non può essere ripartita liberamente tra i genitori separati. La circolare spiega che, nel caso di affidamento ad un solo genitore, essa spetterà interamente a quest’ultimo, salvo la possibilità di accordo per suddividere la detrazione al 50% tra i genitori oppure per attribuire l’intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato.
In caso, invece, di affidamento congiunto, la detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori salvo la possibilità di accordarsi per attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito più elevato. Solo nel caso in cui il genitore originariamente beneficiario della detrazione non può fruirne per limiti di reddito, la detrazione non fruita può essere attribuita, per intero, in favore dell’altro genitore. Quest’ultimo dovrà in tal caso riversare all’altro genitore un importo pari all’intera detrazione (o, in caso di affidamento congiunto pari al 50% della detrazione), salvo la possibilità di accordarsi diversamente.


La possibilità di attribuire la detrazione al genitore con reddito con reddito più basso è, in sostanza, riconosciuta esclusivamente ai genitori separati e limitatamente nel caso in cui l’altro genitore non possa fruirne per incapienza dell’imposta.


Ancora in tema di detrazioni per figli a carico la circolare si sofferma sui requisiti e sulla documentazione necessaria per poterne fruire, nel caso si sia residenti in un paese comunitario. La Finanziaria 2007 ha infatti attribuito anche ai soggetti non residenti, limitatamente agli anni 2007, 2008 e 2009, le detrazioni per carichi di famiglia. Esse spettano però a condizione che i soggetti richiedenti dimostrino che le persone alle quali le detrazioni si riferiscono non possiedano un reddito complessivo superiore, al lordo degli oneri deducibili, a 2.840,51 euro, compresi i redditi prodotti al di fuori del territorio dello Stato. E’ inoltre richiesto che il soggetto richiedente non goda nel Paese di residenza, o in altro, di benefici fiscali connessi ai carichi di famiglia.


Quanto all’ulteriore detrazione introdotta per le famiglie con almeno quattro figli a carico, il documento spiega che non rilevano gli accordi intervenuti tra i genitori relativamente alla detrazione ordinaria: l’ulteriore detrazione, pari a 1.200 euro, è comunque ripartita tra gli stessi al 50 per cento. Se però la percentuale di carico varia durante l’anno, sarà necessario calcolare la media ponderata delle percentuali, seguendo l’esempio riportato nella circolare.


Detrazioni per canoni di locazione


Ampio spazio è dedicato poi al bonus del 19% per gli studenti universitari fuori sede che affittano un appartamento. La detrazione d’imposta, spiega l’Agenzia, spetta anche nel caso in cui il contratto di locazione è intestato al genitore che sostiene la spesa e non allo studente stesso, purché, naturalmente, il ragazzo si trovi nelle condizioni richieste (università ubicata in un comune diverso, distante almeno 100 chilometri da quello di residenza, e comunque situato in una provincia diversa).


Resta comunque fermo il limite dei 2.633 euro, anche nell’ipotesi in cui i figli universitari a carico siano più di uno.


Quanto alle modalità di ripartizione della detrazione tra i genitori, essa spetta al genitore a cui è intestato il documento che prova la spesa sostenuta. Se l’intestatario è il figlio, la spesa può essere ripartita tra i genitori al 50% o in diversa percentuale. Va da sé che se uno dei coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione spetta per intero a quest’ultimo.
Un utile chiarimento riguarda poi il bonus per i giovani tra i 20 e i 30 anni che vanno a vivere in affitto: la detrazione introdotta dall’ultima Manovra spetta per i contratti stipulati a partire dal 2007, e non quindi per quelli sottoscritti precedentemente, per tre annualità. Il requisito dell’età si intende soddisfatto anche se ricorre solo per una parte del periodo d’imposta in cui si fruisce della detrazione.


Deduzione/detrazione per spese sanitarie


L’autodichiarazione per gli scontrini fiscali “non parlanti” o incompleti, tramite la quale è possibile certificare le spese sanitarie sostenute nel periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2007 – indicando codice fiscale del destinatario, natura qualità e quantità dei farmaci acquistati – può essere una sola per tutti gli scontrini a patto di indicare, per ciascuno scontrino, il numero identificativo nonché il codice fiscale del destinatario del medicinale e, anche per gruppi di scontrini, la natura, qualità e quantità dei farmaci acquistati. Chi ha acquistato farmaci all’estero e si trova in possesso di scontrino “non parlante”, può riportare il codice fiscale a mano sullo scontrino, mentre la natura, qualità e quantità del farmaco dovranno essere attestate o da una dichiarazione del farmacista o, in alternativa – ma solo per il 2007 – da un’autodichiarazione del contribuente stesso.


Altre detrazioni


La circolare si è poi soffermata sulle detrazioni per gli interessi passivi pagati sui mutui stipulati per la costruzione dell’abitazione principale: per poter fruire dell’agevolazione, il termine dei diciotto mesi dall’inizio della costruzione, entro cui stipulare il mutuo  può essere preso in considerazione da coloro che al 1° dicembre 2007 (data di entrata in vigore del Dl 159/2007, che ha consentito che il mutuo sia stipulato anziché nei sei mesi, nei diciotto mesi successivi all’inizio della costruzione) avrebbero comunque potuto fruire dell’agevolazione in base alla precedente normativa e in particolare da coloro che, alla stessa data, hanno iniziato i lavori da non più di sei mesi.


In merito poi al caso in cui il mutuo contratto per l’acquisto o la costruzione dell’abitazione principale venga estinto anticipatamente e successivamente stipulato un nuovo contratto, di importo non superiore alla residua quota di capitale da rimborsare, è possibile fruire della detrazione degli interessi pagati in relazione al secondo mutuo. Nel diverso caso in cui quest’ultimo è di importo superiore alla residua quota di capitale da rimborsare (maggiorata delle spese e degli oneri correlati), la detrazione degli interessi dovrà essere calcolata in proporzione all’importo residuo del capitale del primo mutuo, e non quindi sull’intero importo degli interessi.


Altre precisazioni hanno poi riguardato il bonus del 55% riconosciuto a chi sostiene delle spese per la riqualificazione energetica di edifici (se il nominativo riportato nella scheda informativa inviata all’Enea e l’intestazione del bonifico o della fattura di pagamento della spesa non coincidono, la detrazione spetta al soggetto avente diritto nella misura in cui ha sostenuto effettivamente la spesa, a condizione che questa circostanza venga annotata sulla fattura); la detrazione del 19% prevista per i compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’abitazione principale (l’agevolazione spetta anche in caso di acquisto dell’usufrutto); e quella, pari al 20%, prevista per l’acquisto di apparecchi tv digitali, con riferimento agli abbonati delle regioni autonome della Sardegna e della Valle d’Aosta.


Riguardo le spese sostenute, nel 2007, per le attività sportive praticate dai figli fino a 18 anni, l’importo da indicare in dichiarazione non deve risultare superiore all’ammontare massimo della detrazione spettante – pari a 210 euro – moltiplicato per il numero dei figli o familiari a carico di età compresa tra i 5 e i 18 anni.


Per potere usufruire dell’agevolazione occorre comunque essere in possesso della seguente (idonea) certificazione della spesa:


Bollettino bancario o postale, oppure fattura, ricevuta o quietanza di pagamento da cui risultino la denominazione della ditta e la sede legale; la causale del pagamento; l’attività sportiva praticata; l’importo corrisposto; i dati anagrafici del ragazzo e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento.


Infine, è corretto considerare gli importi pagati prima che il ragazzo abbia compiuto i 18 anni, anche se nel corso dell’anno in cui é diventato maggiorenne.


(Agenzia delle Entrate, circolare n. 34/E del 4/4/2008)


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


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