Novità fiscali del 18 marzo 2008: guida al regime dei minimi: imprenditori agricoli e quadro IRAP; procedura dei pagamenti da parte delle PP.AA. per importi superiori a 10.000 euro


 






Indice:


 


1) Guida al regime dei minimi: Imprenditori agricoli


 


2) Nuova scheda del 5 per mille disponibile sul sito delle Entrate


 


3) Procedura dei pagamenti da parte delle PA per importi superiori a 10.000 euro


 


4) Comunicazioni elettroniche e consumatori: Controversie tra operatori e utenti


 


5) Società non operative: Ulteriori chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate


 


6) INAIL Impresa  agricola e familiari: Modalità  di compilazione del modello IRAP


 


7) Brevi fiscali


 


 


1) Guida al regime dei minimi: Imprenditori agricoli


Basta calcolare il reddito, facendo la differenza tra i ricavi e i costi, secondo il principio di cassa, e pagare solo un’imposta sostitutiva del 20%.


I cosiddetti contribuenti “minimi”, ovvero le persone fisiche esercenti attività d’impresa o arti e professioni con ricavi o compensi non superiori a 30mila euro che aderiscono al regime agevolato, non pagano più Irpef, comprese le addizionali regionali e comunali, Iva e Irap.


E’ stata ultimata il 15/3/2008, la nuova Guida fiscale dell’Agenzia delle Entrate dedicata ai “Contribuenti minimi. Si tratta di una  guida che illustra “il fisco facile per piccoli imprenditori e professionisti”, come recita il sottotitolo.


L’opuscolo, che verrà distribuito – gratuitamente e fino a esaurimento – presso gli uffici dell’Agenzia, spiega l’applicazione del nuovo regime introdotto dalla Finanziaria 2008 per semplificare gli adempimenti di taluni contribuenti, snellendo gli adempimenti e riducendo le imposte.


I contribuenti minimi sono esonerati dall’applicazione degli studi di settore, da tutti gli adempimenti Iva (versamenti, dichiarazioni, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri), dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili e dall’invio degli elenchi clienti e fornitori.


Inoltre, non devono più aggiungere l’Iva sulle fatture emesse mentre l’Iva pagata su quelle ricevute diventa per loro un costo deducibile dal reddito.


Gli unici obblighi sono di continuare a numerare e conservare tutte le fatture di acquisto e le bollette doganali e continuare a certificare i corrispettivi.


Imprenditori agricoli


I produttori agricoli, qualora esercitino l’attività nei limiti dell’art. 32 del D.P.R. n. 917/1986, ancorché assoggettati ai fini IVA al regime speciale di cui all’arti. 34 del D.P.R. n. 633/1972, si possono avvalere del regime dei contribuenti minimi con riguardo alle altre attività di impresa arti e professioni eventualmente svolte.


Se invece all’attività agricola, produttiva di reddito d’impresa, si applica il regime ordinario dell’IVA, il contribuente in presenza dei requisiti dovrà applicare (salvo opzione) il regime dei contribuenti minimi sia all’attività agricola che per le ulteriori attività d’impresa arte o professione eventualmente esercitate.


Tuttavia il contribuente può scegliere di non applicare il regime dei minimi e, quindi, di determinare il reddito seguendo le disposizioni del TUIR ed in particolare di applicare le specifiche regole dettate dall’art. 56, comma 5, e 56-bis.


In tal caso, la scelta per l’applicazione delle regole del testo unico, con la conseguente esclusione dal regime dei minimi, varrà anche per le ulteriori attività di impresa, arte o professione esercitate.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa  – e guida n. 1/2008 – del 15/3/2008)


 


 


 


2) Nuova scheda del 5 per mille disponibile sul sito delle Entrate


La scheda per effettuare la scelta del 5 per mille tenendo conto delle novità introdotte con il decreto milleproroghe é quella pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate il 4/3/2008 in sostituzione della scheda pubblicata il 10/1/2008.


La modifica del modello si é resa necessaria per recepire le modifiche introdotte dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, di conversione del c.d. milleproroghe, che ha ammesso al beneficio per l’esercizio finanziario 2008.


Nuovi soggetti


In particolare, sono passati da tre a quattro i settori d’attività che possono essere sostenuti e finanziati: Oltre agli enti del volontariato, agli enti della ricerca scientifica e dell’università ed a quelli della ricerca sanitaria, vanno ora ad aggiungersi le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI ai fini sportivi.


Inoltre, nell’ambito del volontariato sono ora comprese anche le fondazioni nazionali di carattere culturale.


I contribuenti che abbiano ricevuto il Modello CUD dai propri datori di lavoro contenente la scheda del 5 per mille nella versione precedente (senza, cioé, la previsione del campo per la scelta in favore delle associazioni sportive), e che devono utilizzare tale scheda perché esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi, possono scaricare il modello e le istruzioni dal sito internet dell’Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it, nell’area “modulistica”, “modelli di dichiarazione 2008”) o richiedere la nuova versione della scheda al sostituto d’imposta.


In ogni caso, le scelte che sono state espresse utilizzando i vecchi modelli sono a tutti gli effetti valide.


Coloro che, pur avendo espresso la propria scelta con la precedente scheda, intendono modificarla in favore di categorie o soggetti prima non previsti (associazioni sportive dilettantistiche o fondazioni di carattere culturale) possono compilare e trasmettere una nuova scheda, esprimendo una diversa volontà di scelta.


La nuova scheda inviata va a sostituire la scelta espressa in precedenza.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa  del 14/3/2008)


 


 


3) Procedura dei pagamenti da parte delle PA per importi superiori a 10.000 euro


E’ stato pubblicato in G.U. 14 marzo 2008, n. 63, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 18 gennaio 2008, n. 40, che ha attuato l’art. 48-bis del DPR 602/73 in materia di pagamenti effettuati dalle pubbliche amministrazioni.


In base a tale provvedimento gli enti pubblici, prima di effettuare il pagamento di importi superiori a 10.000 euro, devono assicurarsi che a carico del creditore non risultino debiti nei confronti dell’Erario.


Qualora risultino inadempienze:


– l’Ente pubblico non procede al pagamento fino alla concorrenza del debito;


– la sospensione del pagamento dura 30 giorni, ovvero il tempo a disposizione per notificare l’ordine di versamento delle somme all’Erario;


– trascorsi i 30 giorni, l’Ente pubblico procede al pagamento del debito.


Tale misura non è ancora operativa per le società a prevalente partecipazione pubblica, per le quali è prevista l’emanazione di un apposito decreto.


I soggetti pubblici, prima di effettuare il pagamento di un importo superiore a diecimila euro, procedono alla verifica inoltrando apposita richiesta a Equitalia Servizi S.p.A. 2.


Equitalia Servizi S.p.A. controlla, avvalendosi del sistema informativo, se risulta un inadempimento a carico del beneficiario e ne da’ comunicazione al soggetto pubblico richiedente entro i cinque giorni feriali successivi alla ricezione della richiesta.


Se Equitalia Servizi S.p.A. risponde alla richiesta  comunicando che non risulta un inadempimento, ovvero se non fornisce alcuna risposta, il soggetto pubblico procede al pagamento a favore del beneficiario delle somme ad esso spettanti.


Se Equitalia Servizi S.p.A. comunica che risulta un inadempimento, la richiesta del soggetto pubblico costituisce segnalazione ai sensi dell’art. 48-bis, comma 1, del DPR n. 602 del 1973. La comunicazione contiene l’indicazione dell’ammontare del debito del beneficiario per cui si é verificato l’inadempimento, comprensivo delle spese esecutive e degli interessi di mora dovuti.
Con la stessa comunicazione, Equitalia Servizi S.p.A. preannuncia l’intenzione dell’agente della riscossione competente per territorio di procedere alla notifica dell’ordine di versamento di cui all’art. 72-bis del DPR n. 602 del 1973.


Il soggetto pubblico non procede al pagamento delle somme dovute al beneficiario fino alla concorrenza dell’ammontare del debito comunicato  per i trenta giorni successivi a quello della comunicazione.


Qualora il pagamento sia relativo ai crediti di cui all’art. 545, terzo comma, del codice di procedura civile, il soggetto pubblico sospende il pagamento nei limiti previsti.


Se durante la sospensione e prima della notifica dell’ordine di versamento intervengono pagamenti da parte del beneficiario o provvedimenti dell’ente creditore che fanno venire meno l’inadempimento o ne riducono l’ammontare, Equitalia Servizi S.p.A. lo comunica prontamente al soggetto pubblico, indicando l’importo del pagamento che quest’ultimo può conseguentemente effettuare a favore del beneficiario.


Decorso il termine  senza che il competente agente della riscossione abbia notificato l’ordine di versamento di somme per l’importo, il soggetto pubblico procede al pagamento delle somme spettanti al beneficiario.


Il soggetto pubblico comunica ad Equitalia Servizi S.p.A. la documentazione contenente i dati anagrafici ed il codice fiscale dell’operatore incaricato di procedere al servizio di verifica, nonchè l’indirizzo di posta elettronica cui ricevere le segnalazioni, al fine di consentire che quest’ultimo possa procedere alla propria registrazione. 


Le modalità per eseguire la procedura di registrazione sono rese disponibili sul portale www.acquistinre tepa.it


A seguito della procedura di registrazione Equitalia Servizi S.p.A. assegna all’operatore il codice utenza, che, unitamente alla parola chiave scelta dall’operatore stesso, abilita ad accedere al servizio di verifica attraverso il portale wwwv.acquistinretepa.it   
Per effettuare la verifica l’operatore inserisce il codice fiscale del beneficiario, l’importo da corrispondere ed il numero identificativo del pagamento da effettuare.


(Decreto Ministero economia e finanze 18/01/2008, n. 40, G.U. 14/03/2008, n. 63, in Notiziari Seac ed Ipsoa)


 


 


4) Comunicazioni elettroniche e consumatori: Controversie tra operatori e utenti, interpretazione e integrazione del regolamento


L’Authority ha pubblicato la delibera riguardante l’nterpretazione  e integrazione dell’art. 5, comma 2, lettera a), del regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori  di  comunicazioni  elettroniche  ed  utenti, approvato con delibera   n.  173/07/CONS  del  19 aprile  2007. 


L’art. 5 del predetto regolamento, rubricato «Provvedimenti temporanei in materia di sospensione del servizio» che, nel testo attualmente in vigore, dopo aver previsto, al comma 1, che «… l’operatore (…) può disporre la sospensione del servizio solo con riferimento al servizio interessato dal mancato pagamento», al comma 2, lettera A) specifica: «non può intendersi come mancato pagamento il pagamento parziale di una o più fatture da parte dell’utente, qualora il pagamento omesso riguardi addebiti oggetto di contestazione, con riferimento ai quali sia pendente una procedura di reclamo ovvero di risoluzione della controversia ai sensi degli articoli 3 e 14 del presente regolamento».


Lo scopo della predetta norma è quello di assicurare che, nei confronti dell’utente che abbia azionato gli strumenti di tutela a sua disposizione per la contestazione di pretesi crediti da parte dell’operatore, quest’ultimo non possa avvalersi della sospensione del servizio come se egli fosse inadempiente.


L’attuale formulazione della norma, se interpretata secondo la necessaria buona fede, implica chiaramente che il divieto di sospensione del servizio in pendenza di «una procedura di reclamo ovvero di risoluzione della controversia ai sensi degli articoli 3 e 14» del regolamento adottato con la delibera n. 173/07/CONS debba riferirsi anche alle fasi temporali che inevitabilmente intercorrono tra la comunicazione del rigetto del reclamo da parte dell’operatore, che deve avvenire con le modalità e i tempi previsti dall’art. 5, comma 1, del regolamento allegato alla delibera n. 418/07/CONS, e il momento dell’avvio della procedura di conciliazione, come pure, analogamente, in caso di mancato accordo all’esito di tale procedura, tra la data del verbale di conciliazione e quella dell’invio, da parte dell’utente, dell’istanza di definizione della controversia agli organismi competenti.


Benché non vi sia dubbio che il divieto di sospensione del servizio riguardi anche le predette fasi temporali intermedie, appare tuttavia opportuno, al fine di evitare il generarsi di possibili situazioni di incertezza, integrare sul punto il testo della norma esplicitando quanto precede. 


Peraltro, in caso di rigetto del reclamo o di esito negativo della conciliazione, l’onere dell’utente di attivarsi per far valere le proprie ragioni nelle competenti sedi richiede una delimitazione temporale, in assenza della quale si determinerebbero situazioni di incertezza suscettibili di protrarsi indefinitamente


A tal fine è opportuno indicare il termine di 6 mesi dalla definizione della procedura di reclamo o, rispettivamente, della procedura di conciliazione, in linea con quanto già previsto dall’art. 14, comma 2, del regolamento adottato con la delibera n. 173/07/CONS, che indica il termine massimo entro cui l’utente può attivarsi, dopo la conclusione della procedura conciliativa, per instaurare la successiva ed eventuale fase di definizione della controversia dinanzi all’Autorità.


Inoltre, per realizzare in maniera efficace il fine di tutela espresso dalla norma di cui all’art. 5, comma 2, lettera a), é necessario che gli utenti ricevano informazioni chiare e precise sulle procedure di reclamo e di soluzione delle controversie nonché sul connesso divieto di sospensione del servizio in pendenza delle stesse, come interpretato e integrato nella presente delibera.


(Deliberazione Autorità per le garanzie nelle comunicazioni 19/02/2008, n. 95/08/CONS, G.U. 14/03/2008, n. 63, in Notiziario Ipsoa)


 


 


5) Società non operative: Ulteriori chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate


La modifica del criterio di determinazione della base imponibile dell’IRAP, introdotta dalla


Legge Finanziaria 2008, non comporta un cambiamento nella disciplina che si applica, a tali fini, alle cd. “società di comodo”.


E’ questo uno dei chiarimenti contenuti nella Circolare 21/E dell’Agenzia delle Entrate che, rispondendo ai quesiti trasmessi dalle Direzioni Regionali, ha fatto il punto sulla normativa delle società non operative alla luce delle modifiche Irap definite nell’ultima Finanziaria.


Nei casi in cui le società non operative dichiarino un reddito Ires superiore a quello minimo presunto, prosegue la Circolare, o qualora le stesse abbiano ottenuto un provvedimento di accoglimento dell’istanza per la disapplicazione parziale della disciplina sulle società di comodo con effetto ai soli fini delle imposte sui redditi, dovranno comunque dichiarare un valore della produzione non inferiore a quello minimo incrementato delle componenti normalmente non deducibili dalla base Irap.


Riguardo la possibilità di accedere allo scioglimento agevolato, riproposto dalla Finanziaria 2008, che si caratterizza per l’applicazione di aliquote d’imposta sostitutive meno onerose rispetto a quelle previste dalla Finanziaria 2007, la Circolare ricorda che questa eventualità è  subordinata alla circostanza che la società abbia deliberato lo scioglimento o trasformazione nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2008 e il 31 maggio 2008.


Pertanto, non possono beneficiare delle nuove aliquote d’imposta sostitutiva, più vantaggiose di quelle precedenti, le società che, pur essendosi avvalse dello scioglimento agevolato previsto dalla Finanziaria 2007, hanno deliberato la liquidazione entro il 31 maggio 2007 e chiuso le relativa procedura nel corso del 2008.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 17/03/2008 n. 21)


 


 


6) Contributi INAIL riguardanti il titolare dell’impresa  agricola e i suoi familiari coadiuvanti: Modalità  di compilazione del modello IRAP


L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti su come indicare nel modello IRAP i contributi contro gli infortuni sul lavoro versati dal titolare dell’impresa agricola per se stesso e per i familiari coadiuvanti.


In particolare, sono stati chiesti chiarimenti in merito alla compilazione del Modello IRAP – ed in particolare della nuova sezione denominata “deduzioni per lavoro dipendente” – in presenza di contributi contro gli infortuni sul lavoro versati dal titolare dell’impresa agricola per se stesso e per gli eventuali familiari coadiuvanti.


Tali contributi, oltre a quelli relativi al personale dipendente, sono deducibili dal valore della produzione sulla base di quanto affermato dalla circolare n. 141 del 4 giugno 1998 (paragrafo 3.4.2.).


Con riferimento al modello IRAP Persone fisiche 2008, viene precisato che tali contributi in vanno indicati sia nel rigo IQ23 colonna 1, denominato “Deduzioni art. 11, c.1, lett. a)” sia nel rigo IQ101 colonna 2 specificatamente riferito ai contributi assicurativi.


Quest’ultimo rigo anche se inserito nella sezione IX “Deduzioni per lavoro dipendente”, è destinato ad accogliere i contributi versati anche per soggetti che non risultano legati all’impresa da un contratto di lavoro dipendente.


Inoltre, che i contributi relativi al titolare dell’impresa ed i suoi familiari coadiuvanti non sono soggetti alla regola prevista dal comma 4 – septies dell’articolo 11 del D.Lgs. n. 446 del 1997 la quale prevede che “Per ciascun dipendente l’importo delle deduzioni ammesse dai precedenti commi 1, 4-bis.1 e 4-quater, non può comunque eccedere il limite massimo rappresentato dalla retribuzione e dagli altri oneri e spese a carico del datore di lavoro…”.


Per tale motivo i contributi in oggetto vanno altresì esposti, per pari importo, sia nel rigo IQ101, colonna 2, relativo ai contributi assicurativi, sia nel rigo IQ100 relativo alle retribuzioni, oneri e spese relative ai dipendenti per i quali si fruisce di una o più deduzioni IRAP al fine di neutralizzare la loro eventuale esclusione.


Tale modalità espositiva deve essere osservata in quanto nelle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei modelli IRAP è stato inserito un controllo di rispondenza che prevede per il rigo IQ109 “Somma delle eccedenze delle deduzioni rispetto alle retribuzioni” un importo minimo pari alla differenza tra la somma delle deduzioni da IQ101 a IQ106 e le retribuzioni di cui al rigo IQ100.


Pertanto l’indicazione dei contributi di cui trattasi nel predetto rigo IQ100, per l’importo ad essi corrispondente, ha lo scopo di impedire che il controllo di rispondenza venga attivato.


 


 


7) Brevi fiscali:


 


– Registro imprese: In GU i modelli di certificato-tipo in formato elettronico


Il Ministero dello sviluppo economico ha ritenuto necessario procedere ad una implementazione dei modelli di certificato  di cui all’allegato A al decreto ministeriale del 13 luglio 2004, così come integrato e modificato dal decreto ministeriale del 25 febbraio 2005, al fine di prevedere un modello tipo di certificato del registro delle imprese  in formato elettronico.


Il presente decreto:


a) disciplina  le  modalità  di  richiesta  e di rilascio in via telematica  dei certificati elettronici ed approva i  relativi modelli di richiesta e di rilascio;


b) approva  le  specifiche  tecniche  per  l’individuazione della struttura e del formato dei certificati elettronici.


(Decreto Ministero sviluppo economico 15/02/2008, G.U. 14/03/2008, n. 63, in Notiziario Ipsoa)


 


– Milleproroghe: Rateazione dei debiti contributivi Inps


L’Inps ha aggiornato le istruzioni per la rateazione dei debiti contributivi alla luce delle modifiche introdotte dalla legge 31/2008 di conversione del dl 248/2007 che consente, al concessionario, di concedere dilazioni nei pagamenti fino ad un massimo di 72 rate mensili ai contribuenti in temporanea ed obiettiva difficoltà.


(Messaggio INPS 14/03/2008, n. 6292, in Notiziario Ipsoa)


 


– Accise – Tassazione del gas naturale destinato alla combustione: aliquota agevolata per il settore della distribuzione commerciale


L’art. 2, comma 73, legge n. 296/2006 (di conversione del D.L. n. 262/2006) ha esteso l’ambito applicativo dell’aliquota relativa al gas metano destinato alla combustione per usi industriali anche agli impieghi nel “settore della distribuzione commerciale”. L’Agenzia delle Dogane fornisce chiarimenti per l’individuazione delle attività economiche riconducibili al settore della distribuzione commerciale, ai fini della corretta identificazione dei soggetti ammessi a godere del beneficio fiscale.


(Nota Agenzia Dogane 12/03/2008, n. prot. 4941/V, in Notiziario Ipsoa)


 


– Deduzioni extracontabili eliminate: Possibile la rimozione dei disallineamenti – Definiti i criteri di esercizio dell’opzione per l’imposta sostitutiva


La legge finanziaria per il 2008 (articolo 1, comma 48) consente alle imprese di optare per l’applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap sulle differenze tra i valori civile e fiscale e degli altri elementi indicati nel quadro EC della dichiarazione dei redditi. Il decreto attuativo (ministero dell’Economia e delle Finanze, 3 marzo 2008) ha precisato le modalità, i termini e gli effetti dell’imposta sostitutiva, le cui aliquote (12%, 14%, 16%) sono parametrate all’ammontare delle differenze di valore ad essa assoggettate.


(Decreto ministero Economia e finanze del 3/3/2008, in Notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate del 17/3/2008)


 


– Rimborsi Iva, istanze on line dal secondo trimestre


Pubblicato in Gazzetta il provvedimento che introduce l’obbligo della presentazione telematica


Dal secondo trimestre di quest’anno le istanze di rimborso e compensazione dell’eccedenza Iva dovranno essere presentate esclusivamente in via telematica all’ufficio delle Entrate competente.


E’ approdato, infatti, sulla Gazzetta Ufficiale di sabato il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 3 marzo, che, dando attuazione a una disposizione contenuta nell’ultima Finanziaria, ha stabilito che l’obbligo della trasmissione telematica si applica a partire dal trimestre successivo a quello della pubblicazione del provvedimento sulla G.U.


(Decreto ministero Economia e finanze del 3/3/2008, in Notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate del 17/3/2008)


 


– Accise – Riduzione delle aliquote


Per la tutela del cittadino-consumatore, con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono state ridotte le aliquote di accisa su tutti i principali carburanti (benzina, gasolio e GPL).


Per il gas naturale impiegato in autotrazione è prevista la completa esenzione dall’accisa.


La riduzione opera a decorrere dall’entrata in vigore del decreto sino al 30 aprile 2008.


Il decreto è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.


(Ministero dell’Economia e Finanze, nota del 17/3/2008)


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 


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