Il rimborso della ritenute subite è sempre possibile


            Secondo l’amministrazione finanziaria è sempre possibile, anche in assenza di presentazione della dichiarazione dei redditi, ottenere il rimborso delle imposte che sono state oggetto di ritenuta da parte del sostituto di imposta in modo erroneo.


            Tale orientamento rappresenta il parere dell’Agenzia delle Entrate che ha emanato, in riferimento ad una istanza di interpello ai sensi dell’articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n.212(cd. Statuto del Contribuente), la  risoluzione  n. 25/E del 30 gennaio 2008.


 


            In particolare oggetto del quesito è l’esatta applicazione dell’articolo 38 del DPR 602 del 1973; tale norma, infatti, stabilisce “Il soggetto che ha effettuato  il  versamento  diretto  può  presentare all’intendente  di  finanza   nella   cui   circoscrizione   ha   sede   il concessionario presso il quale è stato eseguito il  versamento  istanza  di rimborso, entro il termine di decadenza di quarantotto mesi dalla data  del versamento  stesso,  nel  caso  di  errore   materiale,   duplicazione   ed inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento”. 


            Entrando più nel dettaglio la  motivazione dell’istanza di interpello riguarda il caso specifico di un Presidente di un CAF che nel corso del 2007 si era trovato nella situazione in cui alcuni  contribuenti non avevano presentato il modello Unico   poiché l’imposta da versare non era superiore a euro 10,33 e di conseguenza non vi era alcun obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi; a  fronte di questo “non obbligo”  però,  alcuni sostituti di imposta, non avendo tenuto conto delle deduzioni spettanti ai sostituiti  (es. carichi familiari) avevano  operato maggiori ritenute irpef  rispetto a quelle effettivamente  dovute.  


           


            La conseguenza di tale comportamento, secondo l’istante, determina che i contribuenti ai quali erano  state operate le ritenute, non essendo obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi,  dovevano presentare istanza di rimborso dell’imposta versata in


eccedenza secondo quanto stabilito dall’articolo 38 del DPR 602/73; il problema, tuttavia, era che il contribuente disponeva  solo del modello CUD rilasciato dal sostituto di imposta e quindi doveva  presentare l’istanza con un proprio prospetto riepilogativo dei calcoli.


 


            L’Agenzia delle Entrate, nell’analizzare l’istanza di interpello, richiama il contenuto dell’articolo 1, quarto comma, del DPR 600/1973, il quale afferma che  sono esonerati dall’obbligo della presentazione  della dichiarazione dei redditi   le  persone  fisiche   non obbligate alla tenuta di scritture contabili che possiedono soltanto redditi esenti, redditi soggetti a ritenuta alla  fonte  a  titolo  di  imposta,  nonché  gli altri  redditi  per  i  quali  la  differenza  tra  l’imposta  lorda complessiva e  l’ammontare spettante delle detrazioni  e le ritenute operate risulta non  superiore  a  euro 10,33.  


            Il comportamento dei contribuenti, quindi, è conforme a quanto indicato sia dalla normativa, sia dalla prassi la quale prevede, nelle istruzioni allegate alla dichiarazione dei redditi,  l’esenzione per coloro che hanno i requisiti suindicati.


 


            Il richiamato articolo 38, comma 2, del DPR 600/72, tuttavia,  prevede che l’istanza di rimborso delle somme può essere presentata anche dal percipiente delle somme  assoggettate  a  ritenuta  entro  il  termine  di decadenza di quarantotto mesi  dalla  data  in  cui  la  ritenuta  è  stata operata.  Per l’Agenzia delle Entrate, quindi, il contribuente che non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi, che non può presentare di conseguenza una dichiarazione integrativa e di conseguenza non può percorrere l’ipotesi contenuta nell’articolo 2, comma 8-bis, del DPR  22 luglio 1998, n. 322,  è legittimato,  al fine di recuperare le maggiori ritenute operate dal sostituto di imposta in maniera erronea, a  recuperare  l’eccedenza versata tramite un’ istanza di rimborso ai sensi dell’articolo 38 del citato DPR 602/73;  a tale istanza dovrà essere allegata, la documentazione  composta di una copia del modello CUD dove si evincono le ritenute operate e un prospetto riepilogativo dei calcoli. 


            Si ritiene, infine, che come  prospetto riepilogativo può essere utilizzato, come fac-simile,  quello della dichiarazione dei redditi correttamente compilato  con le deduzioni spettanti per la progressività dell’imposizione e per i carichi familiari.


 


Federico Gavioli


14 Febbraio 2008


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