Prorogati i termini di approvazione dei bilanci 2008 per gli enti locali



E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  n. 302 del 31 dicembre 2007, il decreto del Ministro dell’Interno del 20 dicembre 2007 con il quale  è stata disposta la proroga  al 31 marzo 2008 per la deliberazione  del bilancio di previsione  degli enti locali per il 2008.  L’articolo 151  del decreto legislativo  18 agosto  2000, n.267  (cd. T.U.E.L.),  prevede che gli enti locali deliberano entro il 31 dicembre, termine tra l’altro mai rispettato e sistematicamente prorogato dal legislatore con norme ad hoc, il  bilancio  di previsione  per  l’anno  successivo,  osservando  i  principi   di   unità, annualità, universalità ed integrità, veridicità,  pareggio  finanziario  e pubblicità. Tale termine, sempre secondo quanto disposto dal citato articolo 151 del TUEL,   può  essere  differito  con  decreto  del  Ministro dell’interno, d’intesa con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentita la Conferenza  Stato-città  ed  autonomie locali, in presenza di motivate esigenze.


Alla base di queste continue proroghe vi è il motivo che  gli enti locali, in sede di predisposizione dei bilanci di previsione per l’anno successivo di riferimento (es. 31.12.2007 per approvazione del previsionale  2008), non dispongono di dati certi  in  ordine  ai trasferimenti erariali, in quanto le leggi  finanziarie  che disciplinano spesso importanti variazione e novità, sono approvate sempre a ridosso di tale periodo. Un esempio evidente può essere dato dalla Finanziaria per il 2008  approvata in via definitiva dal Parlamento il 21 dicembre 2007, è divenuta legge  24 dicembre 2007, n. 244,  pubblicata  sul S.O. n. 285/L alla Gazz. Uff. n. 300 del 28 dicembre 2007.  


A seguito, quindi, del D.M. del Ministro dell’Interno anche per quest’anno, per effetto della proroga, il Comuni e le Province avranno più tempo sia per approvare i bilanci, sia per deliberare aliquote e tariffe e modificare i regolamenti comunali in materia.


Su questo aspetto deve essere tenuto in considerazione l’importante norma introdotta dal legislatore con la Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n.296)  dove all’articolo 1, comma 169, è previsto che gli enti locali deliberano le tariffe e  le  aliquote  relative  ai tributi di loro competenza entro la data fissata da  norme  statali  per  la deliberazione del


bilancio di  previsione.  Dette  deliberazioni,  anche  se approvate successivamente all’inizio dell’esercizio purché entro il  termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1° gennaio dell’anno di riferimento.  In caso di mancata approvazione entro il suddetto  termine,  le  tariffe  e  le aliquote si intendono prorogate di anno in anno.


Sul problema della modifiche di  tariffe e  delle aliquote contestualmente all’approvazione del bilancio di previsione la nota n. 5602 del Dipartimento Programmazione Finanziaria  del 16 marzo 2007, ha avuto modo di fare alcune particolari precisazioni in merito.  In tale occasione, infatti, era stato chiesto all’amministrazione finanziaria con un apposito quesito  se era corretto  l’operato del Comune che aveva approvato , nella seduta di una ventina di giorni prima  il  bilancio  di previsione per l’anno 2007 e, solo successivamente il regolamento e le aliquote dell’addizionale comunale all’Irpef e  la variazione delle tariffe della Tarsu. Il Dipartimento della Programmazione Finanziaria richiamando un parere della Corte dei Conti (n. 14/2006 del 12 luglio 2006 , depositato  il 21 luglio 2006-Sezione regionale di controllo per la Lombardia-) ha precisato che  le deliberazioni con le quali  vengono  approvate  le  aliquote  e  le tariffe dei tributi locali, l’aliquota dell’addizionale comunale  all’Irpef, le tariffe dei servizi pubblici locali, nonché i regolamenti riguardanti  le entrate tributarie, devono necessariamente precedere l’adozione del bilancio di previsione dell’ente. La nota del DPF cita la disposizione contenuta nel comma 169 della L. 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007) che ha espressamente attribuito efficacia retroattiva alle deliberazioni di determinazione delle tariffe e delle aliquote dei  tributi  locali.


Una volta acclarata, dal punto  di  vista  normativo,  la  retroattività delle deliberazioni concernenti le tariffe e le aliquote relative ai tributi di competenza degli enti locali, analogamente a quanto già  previsto  per  i regolamenti delle entrate, occorre chiarire il rapporto tra le deliberazioni suddette e quella di approvazione del bilancio di previsione.


In proposito, sempre secondo il citato parere n. 14/2006, la Corte dei Conti,  considerata  la  circostanza che le leggi finanziarie, contengono numerose disposizioni che intervengono in maniera anche ampia sulla finanza locale e che,  pertanto,  una  corretta manovra di bilancio non può essere anticipata ad una data anteriore al 31 dicembre di ciascun esercizio e la stretta correlazione che esiste fra la determinazione dell’ammontare delle entrate e la formulazione delle previsioni contenute nel bilancio, è più che ragionevole pensare, secondo il parere del Dipartimento Programmazione Finanziaria, che le delibere di determinazione delle aliquote dei tributi locali e dei costi dei servizi pubblici locali si applicano a partire dal 1°  gennaio  dell’anno  di  riferimento,  sempreché siano approvate prima del Bilancio di previsione dell’Ente.”


Se la previa adozione delle deliberazioni con le quali vengono approvate le aliquote e le tariffe dei tributi e dei costi dei servizi pubblici locali rappresenta non  una  mera  facoltà,  bensì un  obbligo da rispettare ai fini della validità della deliberazione di approvazione  del bilancio, sarà lo stesso organo che  ha  approvato  l’atto  deliberativo  in questione a porre in essere un’idonea azione di rimedio, approvando una deliberazione successiva a quelle con  le quali sono stati adottati il regolamento e le  aliquote dell’addizionale  comunale all’Irpef   e la variazione delle tariffe della Tarsu.


Con riferimento alla variazione dell’aliquota  dell’addizionale comunale e la relativa soglia di esenzione si sottolinea che il regolamento deve essere approvato dal consiglio comunale; si ricorda, inoltre, che con il provvedimento del 18 dicembre 2007 (G.U. n. 297 del 22 dicembre 2007)  è stato dato il via libera da parte del Direttore dell’Agenzia del Territorio per l’accertamento dell’operatività del sistema di circolazione e fruizione dei dati catastali per i Comuni. Il cd. “Decreto Visco-Bersani” di cui al  decreto legge 223/06, convertito con modifiche in legge 4 agosto 2006, n. 248,  prevedeva che a  decorrere dall’anno 2007, era  soppresso l’obbligo di  presentazione della dichiarazione ai fini dell’imposta comunale sugli immobili (ICI), di cui all’articolo, comma 4, del decreto legislativo 30 dicembre  1992,  n. 504, ovvero della comunicazione prevista dall’articolo 59,  comma  1, lettera l), n. 1), del  decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Tuttavia fino alla data di  effettiva  operatività  del  sistema  di circolazione e fruizione dei dati catastali, da accertare con provvedimento del direttore dell’Agenzia del territorio, rimaneva  in  vigore  l’obbligo di presentazione della dichiarazione ICI, ovvero della comunicazione ICI se istituita nell’apposito regolamento comunale. Con il via libera al provvedimento del Direttore dell’Agenzia del Territorio l’obbligo della dichiarazione ICI per i terreni e i fabbricati è soppresso. In forza di questo i Comuni dovranno modificare i propri regolamenti ICI per il 2008  a seguito della soppressione  dell’obbligo della comunicazione ICI e , in parte, quello di presentare la dichiarazione ICI (rimane l’obbligo dell’adempimento per le imprese che sono tenute a dichiarare il valore dell’immobile sulla base delle scritture contabili fino all’anno di attribuzione delle rendite).


 


Federico Gavioli


7 Gennaio 2008


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