Novità fiscali del 30 novembre 2007. In evidenza: le modalità di calcolo dell’acconto IVA 2007; biglietto aereo elettronico è idoneo per documentare la spesa


1) E’ rimasta al 27.12.2007 la scadenza per pagare l’acconto IVA 2007


Scadrà, il 27.12.2007, il termine per versare l’acconto Iva dovuto per l’anno 2007.


Sono obbligati tutti i soggetti che eseguono le operazioni mensili e trimestrali di liquidazione e versamento dell’Iva.


Soggetti esonerati


Sono esonerati dal versamento dell’acconto:


–  soggetti che devono versare meno di 103,29 Euro;


–  soggetti che hanno iniziato l’attività nel 2007;


–  soggetti cessati prima del 30.11.2007 (mensili) o del 30.9.2007 (trimestrali);


–  soggetti che risultavano a credito nell’ultimo periodo (mese o trimestre) del 2006;


–  soggetti ai quali, applicando il metodo “analitico”, dalla liquidazione dell’imposta al 20.12.2007 risulterà un’eccedenza a credito;


–  soggetti che applicano i regimi fiscali agevolati di cui agli artt.13 (c.d. neo-attività) e 14 (c.d. contribuenti marginali) della L. n. 388/2000;


– I contribuenti minimi in franchigia di cui all’art. 32-bis del D.P.R. n. 633/1972 giacché esonerati dagli adempimenti ai fini IVA;


–  soggetti produttori agricoli in regime semplificato o agricoltori che fuoriescono da detto regime ed applicano per la prima volta il regime ordinario;


–  soggetti che esercitano attività di spettacoli e giochi in regime speciale;


–  associazioni sportive dilettantistiche, associazioni senza fini di lucro e pro-loco in regime speciale (Legge n. 398/1991);


–  soggetti raccoglitori e rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esoneri dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo;


–  imprenditori individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda prima del 30 novembre (mensili) o del 30 settembre (trimestrali), a condizione che non esercitino altre attività soggette ad Iva;


–  soggetti che presumono di chiudere l’anno 2007 a credito,


–  soggetti che nell’ultimo periodo (mese o trimestre) dell’anno 2006 presentano un debito non superiore a 116,72 Euro (il cui 88% è inferiore a 103,29 euro);


–  soggetti che nell’ultimo periodo (mese o trimestre) del 2007 presumono di calcolare un debito non superiore a 116,72 Euro (il cui 88% è inferiore a 103,29 euro).


 Modalità e codici di versamento


L’acconto, che non è dovuto nel caso in cui risulti inferiore a € 103,29, si versa tramite modello di pagamento F24 (on line, cioè per via telematica), senza applicare alcuna maggiorazione a titolo di interessi, utilizzando alternativamente uno dei seguenti codici tributo:


– 6013, per i contribuenti che effettuano la liquidazione dell’Iva mensilmente;


– 6035, per i contribuenti che effettuano la liquidazione dell’Iva trimestralmente.


L’importo versato a titolo di acconto verrà detratto dal debito che risulta:


– per i mensili: dalla liquidazione del mese di dicembre 2007 da versare entro il prossimo 16.1.2008;


– per i trimestrali speciali: dalla liquidazione dell’ultimo trimestre 2007 (ottobre-novembre-dicembre) da versare entro il prossimo 18.2.2008;


– per i trimestrali per opzione: dalla liquidazione dell’ultimo trimestre 2007 (ottobre-novembre-dicembre) da versare entro il prossimo 17.3.2008.


 Per chi non procede nel termine del 27.12.2007 al versamento dell’acconto Iva o lo esegue in misura insufficiente è possibile rimediare ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso, il quale consente la riduzione delle sanzioni ordinariamente applicabili (pari al 30%) unitamente al pagamento degli interessi nella misura del tasso legale (attualmente il 2,5%) per i giorni di ritardo.


In particolare la misura della sanzione è pari:


–  al 3,75% (1/8 del 30%) se il pagamento avviene entro 30 giorni dalla scadenza (26.1.2008)


– al 6% (1/5 del 30%) se il pagamento avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa (dal 27.1.2008 al 31.7.2008).


Per il pagamento della sanzione va utilizzato nel modello F24 il codice tributo 8904 relativo alle violazioni Iva, mentre gli interessi legali vanno versati unitamente al tributo (codici 6013 o 6035), tuttavia è stato istituito un nuovo codice tributo 1991 per gli interessi da ravvedimento in materia di IVA da indicare separatamente (ciò potrebbe avvenire ad esempio quando l’acconto IVA sia stato pagato non tenendo conto del ravvedimento operoso). Ma secondo le prime interpretazioni di dottrina (R.Aiolfi e R. Artina, in P.F. Ipsoa n. 44/2007), in ogni caso gli interessi si devono esporre nel modello F24 separatamente (la risoluzione n. 109/2007, che ha introdotto i nuovi codici, non pare avere chiarito tale aspetto).


Metodologie di determinazione dell’acconto


Per la determinazione dell’acconto, come di consueto, si può utilizzare, alternativamente, uno dei seguenti tre metodi: storico, analitico, o previsionale.


Metodo storico


Con il metodo storico, l’acconto è pari all’88% dell’Iva dovuta per il:


–  mese di dicembre 2006 per i contribuenti mensili;


–  saldo dell’anno 2006 per i contribuenti trimestrali;


–  4° trimestre dell’anno precedente (ottobre-novembre-dicembre 2006), per i contribuenti trimestrali “speciali” (ad. es. autotrasportatori, distributori di carburante).


In tutti i casi il calcolo si esegue sull’importo dell’Iva dovuta al lordo dell’acconto eventualmente versato nel mese di dicembre 2006 e al netto degli eventuali interessi (trimestrali).


Variazioni di regime


Se, a seguito della variazione del volume d’affari, la cadenza dei versamenti Iva è cambiata nel 2007 rispetto a quella adottata nel 2006, passando da mensile a trimestrale o viceversa, nel calcolo dell’acconto con il metodo storico occorre considerare quanto segue:


–  contribuente mensile nel 2006 che è passato trimestrale nel 2007: l’acconto dell’88% è pari alla somma dell’Iva versata (compreso l’acconto) per gli ultimi tre mesi del 2006, al netto dell’eventuale eccedenza detraibile risultante dalla liquidazione relativa al mese di dicembre 2006;


–  contribuente trimestrale nel 2006 che è passato mensile nel 2007: l’acconto dell’88% è pari ad un terzo dell’Iva versata (a saldo e in acconto) per il quarto trimestre del 2006; nel caso in cui nell’anno precedente si sia versato un acconto superiore al dovuto, ottenendo un saldo a credito in sede di dichiarazione annuale, l’acconto per il 2007 è pari ad un terzo della differenza tra acconto versato e saldo a credito da dichiarazione annuale.


Metodo analitico


Con il metodo analitico, l’acconto é pari al 100% dell’Iva risultante da una liquidazione straordinaria, effettuata considerando:


–  le operazioni attive effettuate fino al 20.12.2007, anche se non sono ancora state emesse e registrate le relative fatture di vendita;


–  le operazioni passive registrate fino alla medesima data del 20.12.2007.


Tale metodo può essere conveniente per i soggetti a cui risulta un debito Iva inferiore rispetto al metodo storico.


L’opportunità di utilizzare tale metodo, rispetto a quello “previsionale”, descritto di seguito, deriva dal fatto che, sebbene più lungo sotto il profilo operativo, non espone il contribuente al rischio di vedersi applicare sanzioni nel caso di versamento insufficiente, una volta liquidata definitivamente l’imposta.


Metodo previsionale


Analogamente a quanto avviene nel calcolo degli acconti delle imposte sui redditi, con questo criterio l’acconto da versare si determina nella misura pari all’88% dell’IVA che si prevede di dovere versare per il mese di dicembre del 2007 per i contribuenti mensili o per l’ultimo trimestre del 2007 per i contribuenti trimestrali.


Anche tale metodo risulta conveniente per il contribuente nelle ipotesi in cui il versamento dovuto risulti inferiore a quello derivante dall’applicazione del metodo storico.


Con questo metodo, contrariamente agli altri due, vi è il rischio di vedersi applicare sanzioni nel caso di versamento che risulta, una volta liquidata definitivamente l’Iva, inferiore al dovuto.


Contabilità presso terzi


I contribuenti mensili che affidano la tenuta della contabilità a terzi possono determinare l’acconto in misura pari a due terzi e cioè al 66% dell’Iva dovuta in base alla liquidazione del mese di dicembre 2007 che prende in considerazione le annotazioni eseguite nel mese di novembre 2007.


Tale facoltà deve essere manifestata dal contribuente, mediante opzione nella dichiarazione annuale Iva 2008 relativa all’anno 2007.


Casi particolari


In alcuni casi il versamento dell’acconto potrebbe presentare alcune difficoltà, con riferimento alla puntuale determinazione della base di calcolo.


Per esempio:


–  nel caso di contabilità separate: In questo caso il versamento dell’acconto avviene sulla base di tutte le attività gestite con contabilità separata, compensando gli importi a debito con quelli a credito, con un unico versamento complessivo;


–    nel caso di liquidazione dell’Iva di gruppo (società controllanti e controllate): ai fini dell’acconto si deve tenere in considerazione che in assenza di modificazioni, l’acconto deve essere versato dalla controllante cumulativamente, con riferimento al dato del gruppo, mentre nel caso di variazioni della composizione, le controllate che sono “uscite” dal gruppo devono determinare l’acconto in base ai propri dati, mentre la controllante, nel determinare la base di calcolo, non terrà conto dei dati riconducibili a dette società;


–    nel caso di operazioni di fusione: Nelle ipotesi di fusione, propria o per incorporazione, la società risultante dalla fusione o l’incorporante assume, alla data dalla quale ha effetto la fusione, i diritti e gli obblighi esistenti in capo alle società fuse o incorporate, che risultano estinte per effetto della fusione stessa.


Acconto soggetti speciali


Infine, esiste una quarto metodo di calcolo dell’acconto IVA introdotto dal comma 471, art. 1, Legge n. 331/2004, modificato dall’art. 4, comma 1, lett. cquinquies, D.L. 14 marzo 2005, n. 35, che ha introdotto un nuovo criterio di calcolo dell’acconto IVA solo per determinati contribuenti e solo qualora abbiano versato l’IVA nell’anno solare precedente per un ammontare superiore a due milioni di euro; tali contribuenti sono:


– I soggetti che gestiscono il servizio dei rifiuti solidi urbani ed assimilati ed il servizio di fognatura e depurazione; soggetti che effettuano somministrazione di acqua, gas, energia elettrica, vapore e teleriscaldamento urbano e soggetti che gestiscono il servizio di lampade votive nei cimiteri (regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze n. 370/2000);


– i soggetti operanti nel settore delle telecomunicazioni (regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze n. 366/2000).


Tale particolare metodo di calcolo prevede la determinazione dell’acconto annuale applicando l’aliquota del 97% all’importo corrispondente alla media dei versamenti trimestrali eseguiti o che sarebbe stato necessario eseguire con riferimento alle liquidazioni operate nei primi tre trimestri dell’anno in corso.


Per il calcolo dell’acconto IVA 2007 occorre, quindi, considerare i versamenti effettuati nei seguenti trimestri:


– gennaio – marzo 2007;


– aprile – giugno 2007;


– luglio – settembre 2007.


Qualora il contribuente sia tenuto al versamento dell’IVA mensilmente, l’IVA relativa al trimestre si ottiene sommando l’imposta liquidata nei mesi che costituiscono il trimestre (per ulteriori dettagli si veda la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 54/E del 2005).


Versamento con modello F24 on line


Tutti i soggetti titolari di partita IVA sono obbligati ad effettuare il versamento unitario delle imposte e dei contributi per via telematica, direttamente oppure avvalendosi di intermediari.


 


 


2) In G.U. il nuovo modello di certificazione degli utili


È stato pubblicato in G.U. n. 276 del 27.11.2007, il Provvedimento 12.11.2007 con il quale l’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo schema di certificazione degli utili corrisposti, delle ritenute operate e delle imposte sostitutive applicate.


Il nuovo modello, relativo ai proventi percepiti nel corso del 2007, sostituisce quello di cui al Provvedimento 27 dicembre 2006.


 


 


3) Convertito in legge il Decreto collegato alla Legge Finanziaria 2008


Il 28.11.2007, il Senato ha convertito in Legge il D.L. 1.10.2007, n. 159 (collegato alla Legge Finanziaria 2008).


Con 158 voti favorevoli, 151 contrari e 1 astenuto, il Senato ha dato il via libera definitivo al D.D.L. n. 1819-B, recante interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l’equità sociale.


Vi è tra l’altro, la conferma del bonus fiscale a favore dei contribuenti la cui imposta netta, nel 2006, è risultata pari a zero.


A tali soggetti verrà riconosciuta, per l’anno 2007:


– Una detrazione fiscale pari a euro 150 quale rimborso forfetario di parte delle maggiori entrate tributarie affluite all’erario;


– un’ulteriore detrazione fiscale pari a euro 150 per ciascun familiare a carico.


Peraltro, le modalità di erogazione dei relativi importi sono già state definite con Decreto del Ministero dell’Economia che sarà pubblicato sulla G.U. non appena entrerà in vigore la legge di conversione del Decreto legge n. 159/2007.


(Comunicato stampa Senato della Repubblica 28.11.2007)


 


 


4) INPS: Scompare l’avviso bonario per i crediti da riscuotere


L’INPS con il messaggio n. 28577 del 28.11.2007 ha comunicato la cancellazione della preventiva fase di emissione degli avvisi bonari per procedere direttamente all’iscrizione a ruolo di tutti i debiti contributivi.


Tutti i crediti accertati dall’Istituto di previdenza, compresi quelli relativi al 2007, dovranno essere subito iscritti a ruolo anche nel caso in cui non siano stai oggetto di precedente comunicazione di irregolarità.


Primi interessati saranno i datori di lavoro (che versano con il sistema DM), per proseguire con le aziende agricole per i crediti accertati in sede di ispezione.


Per i lavoratori autonomi la riscossione sarà proceduta da una fase di aggiornamento degli archivi, per consentire l’elaborazione dei ruoli sulla base delle reali situazioni debitorie.


 


 


5) SIIQ: Approvato il modello per la scelta del regime di tassazione speciale


L’Agenzia delle Entrate ha approvato il provvedimento che disciplina le modalità di scelta del regime speciale SIIQ e il relativo modello, che le società in possesso dei requisiti dovranno compilare ed inviare alla direzione regionale dell’Agenzia entro la chiusura dell’esercizio precedente a quello in cui si decide di entrare nel regime semplificato (per i soggetti interessati il cui bilancio coincide con l’anno solare, entro il 31.12.2007).
Il nuovo regime, introdotto dalla legge Finanziaria 2007 (art. 1, commi da 119 a 141, legge n. 296/2006) per le società per azioni residenti, le cui azioni sono negoziate in mercati regolamentati e che svolgono in via prevalente l’attività di locazione immobiliare, scatta dal 2008 e prevede al momento dell’ingresso l’introduzione di un’imposta sostitutiva dell’IRES e dell’IRAP con aliquota al 20% da applicarsi sulla plusvalenza totale al netto di eventuali minusvalenze derivante dalla differenza tra:


– Il valore normale degli immobili destinati alla locazione e dei diritti reali sugli stessi;


– quello risultante alla data di chiusura dell’ultimo bilancio in regime ordinario.


Una volta entrata nel regime, la società, per la parte di reddito d’impresa derivante dall’attività di locazione immobiliare, viene, sostanzialmente esentata dall’IRES e dall’IRAP.


Fermo restando il requisito dello svolgimento di attività di locazione immobiliare, l’opzione può essere esercitata anche dalle società residenti non quotate (SIINQ).


Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate disciplina:


– Alcuni aspetti che determinano la decadenza dal regime (il requisito che almeno il 35% delle azioni sia detenuto da soci che non possiedono direttamente o indirettamente più dell’1% dei diritti di partecipazione agli utili, indispensabile nella fase di prima adesione, non determina la cessazione automatica dal regime se perso successivamente);


– le comunicazioni da effettuare in caso di operazioni straordinarie (quali fusioni, scissioni e conferimenti).


(Provvedimento Agenzia delle Entrate del 28.11.2007, n. prot. 2007/185065)


 


 


6) IVA- Metodo inversione contabile: Caso in cui non si applica


La fatturazione dei corrispettivi previsti per i contratti di subappalto e di subfornitura stipulati da una società operante nel settore della fabbricazione di macchine per la produzione di energia, deve avvenire con l’applicazione dell’IVA nei termini ordinari, non potendo trovare attuazione il meccanismo del reverse charge di cui all’art. 17, commi 5 e 6, D.P.R. n. 633/1972.


La Società si è identificata con il codice 29.12.0 della tabella Atecofin 2004 che corrisponde all’attività di “fabbricazione di pompe, compressori e sistemi idraulici”.


In particolare, dall’istanza di interpello presentata da una S.r.l., questa non è risultata essere un soggetto operante nel campo dell’edilizia, ma in quello della fabbricazione di macchine per la produzione di energia.


Infatti, in base a quanto dichiarato, la stessa commercializza aerogeneratori per la produzione di energia eolica ed è identificata con il codice (Fabbricazione di pompe, compressori e sistemi idraulici)


Per tali motivi, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che nel caso di specie non ricorrano i presupposti previsti per l’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile (c.d. reverse-charge) e, pertanto, le fatture emesse dai soggetti sub appaltatori (e sub fornitori) nei confronti della S.r.l., vanno assoggettate alle regole ordinarie previste per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto.


 (Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 347/E del 28.11.2007)


 


 


7) Previdenza complementare: Decide la COVIP sulla possibilità per il soggetto già pensionato di iscriversi ad un nuovo fondo


Sono di competenza della COVIP le questioni attinenti al profilo civilistico della disciplina della previdenza complementare, nel caso di specie le possibilità, per un soggetto già pensionato, di iscriversi ad un nuovo fondo di previdenza complementare, conservando la posizione nel fondo negoziale fino al raggiungimento dei requisiti previsti per l’erogazione della prestazione.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 346/E del 28.11.2007)


 


 


8) IVA: Documentazione da esibire ai fini della prova dell’avvenuta cessione intracomunitaria


L’Agenzia delle Entrate ha illustrato quale documentazione deve essere esibita ai fini della prova dell’avvenuta cessione intracomunitaria di beni verso operatori stabiliti in altro Stato membro UE.


In particolare, oer dimostrare l’avvenuta spedizione di merci in altro Paese comunitario occorra conservare per il periodo previsto dalle disposizioni vigenti:


– La fattura di vendita all’acquirente comunitario, emessa ai sensi dell’art. 41 del D.L. n. 331/1993;


– gli elenchi riepilogativi relativi alle cessioni intracomunitarie effettuate;


– un documento di trasporto “CNR’ firmato dal trasportatore per presa in carico della merce e dal destinatario per ricevuta;


– rimessa bancaria dell’acquirente relativa al pagamento della merce.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 345/E del 28.11.2007)


 


 


9) Assistenza fiscale resa dai sostituti d’imposta: Rettifica della liquidazione delle imposte e termine di trasmissione all’Amministrazione finanziaria


E’ il contribuente, una volta venutone a conoscenza di errori, che deve presentare la dichiarazione “730-integrativo” ad un CAF- dipendenti o ad un professionista abilitato, anche se l’assistenza era stata precedentemente prestata dal sostituto d’imposta”, e successivamente trasmettere all’Amministrazione finanziaria entro il 31.12.2007 da parte degli stessi soggetti riceventi.


Nella contraria ipotesi di minore rimborso o un maggiore debito il contribuente può presentare, invece, una dichiarazione integrativa utilizzando il modello UNICO 2007 entro i termini ordinari di presentazione.


Un sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale ai contribuenti ai sensi dell’art. 37 del D.Lgs. n. 241/1997, aveva chiesto di sapere all’Agenzia delle Entrate se possa trasmettere all’Agenzia delle entrate, anche oltre il termine ordinario del 31.7.2007 i dati, successivamente rettificati, delle dichiarazioni dei redditi rese con il modello 730/2007, da inviare comunque all’Amministrazione finanziaria entro il 31 dicembre successivo.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 348/E del 28.11.2007)


 


 


10) IVA: Biglietto aereo elettronico è idoneo per documentare la spesa


L’emissione del titolo di viaggio (documento conforme alle disposizioni contenute nel DM 30.6.1992), sia pure in formato elettronico non modificabile e contraddistinto da una numerazione progressiva, mantiene la sua “attitudine a documentare il corrispettivo” in capo alla ditta di trasporto.


La facoltà di stampa del documento in un momento successivo alla sua emissione, infatti, non incide sulla sua funzione suppletiva di scontrino fiscale, né sugli ulteriori adempimenti di rendicontazione e contabilizzazione ai fini civilistici e fiscali, sempre che la “electronic itinerary receipt” contenga, seppure in formato elettronico, tutte le indicazioni obbligatorie elencate dall’articolo 1, comma 3, del citato DM essenziali a qualificare il titolo di viaggio, nonché ogni altra informazione utile ad individuare il tipo di servizio reso (ad esempio, cognome e nome del passeggero, itinerario completo del viaggio, compresa l’indicazione degli aeroporti di imbarco e scalo, numero e data del volo, il peso del bagaglio).


E’ necessario che, in ogni caso, la “electronic itinerary receipt”, già dal momento dell’acquisto del servizio, sia resa disponibile per la stampa a cura dello stesso cliente secondo le modalità dal medesimo prescelte (direttamente con mezzi propri, tramite macchine self-service presso le aerostazioni), che la medesima costituisca titolo legittimante per la fruizione del servizio di trasporto e, all’occorrenza, strumento gestionale e di controllo per l’impresa di trasporto.


Inoltre, la procedura di vendita del servizio descritta nell’istanza (che prevede l’attribuzione di un codice univoco di identificazione del contratto concluso con il cliente che coincide con il codice di prenotazione) nonché il pagamento tramite mezzi elettronici (con conseguente rilevazione dei dati identificativi dell’intestatario), garantiscono il rispetto degli ulteriori adempimenti formali e sostanziali previsti dalla disciplina fiscale.


Occorre, in ogni caso, che sia eseguita una rendicontazione e contabilizzazione giornaliera delle operazioni e dei relativi introiti negli appositi registri IVA e che la stessa sia dettagliata (ossia con la rilevazione della tratta percorsa, dell’offerta commerciale, del numero dei viaggiatori, del numero di volo, del corrispettivo pagato, delle modalità di pagamento, del codice IVA ai tini del relativo trattamento, del codice di viaggio).


E’ necessario, inoltre, che l’aggregazione dei dati concernenti le vendite tenga conto del trattamento contabile e fiscale delle singole operazioni sottostanti e che la rilevazione contabile degli introiti nel registro dei corrispettivi sia eseguita con riferimento al giorno di emissione del titolo di viaggio sul sito internet, ciò al fine di assolvere agli obblighi di registrazione disposti dalla normativa in materia di IVA e, nel contempo, permettere la corretta liquidazione dell’imposta di periodo.


Qualora, inoltre, il cliente chieda il rimborso delle somme pagate mediante la procedura informatica, la società deve istituire una c.d. “pratica di rimborso” (con attribuzione di un numero di identificazione) contenente tutti i dati ed i documenti relativi all’originaria prestazione di servizio ed alla sua risoluzione (generalità’ del cliente, ammontare del prezzo rimborsato distinto in imponibile ed imposta, i dati di riferimento del titolo di viaggio da rimborsare), nonché ogni informazione idonea a fornire garanzie in merito alla certezza dell’operazione di rimborso.


Altresì, è possibile effettuare l’archiviazione in formato elettronico di tutta la documentazione relativa ai titoli di viaggio emessi via internet, purché siano rispettati gli obblighi in merito previsti dalla recente disciplina contenuta nel DM 24.1.2004, e non sia compromessa l’eventuale ricostruzione dei corrispettivi in sede di controllo.


Questi sono, infine, gli elementi che deve contenere il biglietto aereo elettronico, ai fini dell’adempimento degli obblighi di certificazione, dall’articolo 1 del DM 30.6.1992:


a) ragione sociale, logos distintivo e numero di partita IVA della società;


b) descrizione delle caratteristiche del trasporto;


c) ammontare dei corrispettivi dovuti, con l’evidenza delle tasse che vi gravano;


d) numero progressivo;


e) data di emissione e di utilizzazione.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 349/E del 28.11.2007)


 ___________________________


(A cura di Vincenzo D’Andò)


Partecipa alla discussione sul forum.