Novità fiscali del 18 ottobre 2007. In evidenza: Finanziaria 2008: incentivi fiscali per spese fatte dai docenti scolastici, per gli abbonamenti per gli autobus di linea locali, per il settore cinematografico; fallimento: pubblicato in G.U. il decreto correttivo della riforma


1) FINANZIARIA 2008: PROPOSTA L’INTRODUZIONE DELLA DETRAZIONE IRPEF PER LE SPESE FATTE DA TUTTI I DOCENTI SCOLASTICI PER L’AUTO FORMAZIONE


L’art. 5, comma 35 del Disegno di Legge per la Finanziaria 2008, in discussione al Senato, prevede l’introduzione ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, per l’anno 2008, dellla detraibilità del 19% delle spese documentate sostenute ed effettivamente rimaste a carico per l’auto aggiornamento e per la formazione dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale.


L’importo massimo di spesa detraibile è pari a 500 euro.


 



2) FINANZIARIA 2008: PROPOSTA LA DETRAIBILITÀ DELLE SPESE PER L’ACQUISTO DI ABBONAMENTI AI SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE


L’art. 6, comma 7 del Disegno di Legge per la Finanziaria 2008, in discussione al Senato, propone, per il solo anno 2008, la detraibilità, fino al massimo di 250 euro, del 19% delle spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale ed interregionale.


In atto, come è noto, tale agevolazione fiscale non è prevista. Si tratterebbe, quindi, di una altra rilevante novità nel panorama fiscale.



 


3) FINANZIARIA 2008: INCENTIVI FISCALI PER  IL SETTORE CINEMATOGRAFICO (INVESTIMENTO FINALIZZATO ALLA PRODUZIONE, ALLA DISTRIBUZIONE ED ALL’ESERCIZIO CINEMATOGRAFICO)


L’art. 7 del Disegno di Legge per la Finanziaria 2008, in discussione al Senato, si ripropone di concedere una serie di agevolazioni fiscali al settore cinematografico.


In particolare, per gli esercizi 2008 e 2009 ai soggetti passivi dell’IRES e dell’IRPEF esercenti attività di impresa, non appartenenti al settore cinematografico ed audiovisivo e associati in partecipazione ai sensi dell’art. 2549 e 2554 del codice civile, verrà riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 40% dell’apporto in denaro effettuato per la produzione di opere cinematografiche riconosciute di nazionalità italiana.


Il credito d’imposta potrà essere utilizzato anche ai fini del pagamento delle addizionali regionali e comunali dell’IRPEF nonché in compensazione, senza alcun limite.


Tale credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP ed sarà concesso fino all’importo massimo di euro 1.000.000,00 per ciascun periodo d’imposta.


Le imprese di produzione che andranno a beneficiare dell’investimento hanno poi l’obbligo di utilizzare l’80% delle risorse nel territorio nazionale.


Inoltre, sempre per gli esercizi 2008 e 2009 verrà riconosciuto un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione, in favore delle imprese di produzione, distribuzione ed esercizio cinematografico soggetti passivi dell’IRES e dell’IRPEF, nelle seguenti misure:


a) per le imprese di produzione cinematografica in misura pari al 15% del costo complessivo di produzione di opere cinematografiche riconosciute di nazionalità italiana e, comunque, fino all’ammontare massimo annuo di curo 3.500.000,00 per ciascun periodo di imposta, condizionato al sostenimento sul territorio italiano di spese di produzione per un ammontare complessivo non inferiore, per ciascuna produzione, all’80% del credito d’imposta stesso;


b) per le imprese di distribuzione cinematografica, il credito d’imposta sarà pari:


1) al 15% delle spese complessivamente sostenute per la distribuzione nazionale di opere di nazionalità italiana riconosciute di interesse culturale ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs. 22.01.2004, n. 28, con un limite massimo annuo di euro 1.500.000,00 per ciascun periodo di imposta;


2) al 10% delle spese complessivamente sostenute per la distribuzione nazionale di opere di nazionalità italiana espressione di lingua originale italiana, con un limite massimo annuo di euro 2.000.000,00 per ciascun periodo di imposta;


3) al 20% dell’apporto in denaro effettuato mediante i contratti di cui agli artt. 2549 e 2554 del codice civile, per la produzione di opere filmiche di nazionalità italiana riconosciute di interesse culturale con un limite massimo annuo di euro 1.000.000,00 per ciascun periodo di imposta;


c) per le imprese di esercizio cinematografico, il credito d’imposta è pari:


1) al 30% delle spese sostenute per l’introduzione e l’acquisizione di impianti e apparecchiature destinate alla proiezione digitale con un limite massimo annuo, non eccedente, per ciascuno schermo, euro 50.000.


2) al 20% dell’apporto in denaro effettuato mediante i contratti di cui agli artt. 2549  e 2554 del codice civile per la produzione di opere cinematografiche di nazionalità italiana riconosciute di interesse culturale, con un limite massimo annuo di euro 1.000.000,00 per ciascun periodo di imposta.


Gli apporti non potranno superare il limite del 49% del costo di produzione della copia campione dell’opera filmica e la partecipazione complessiva agli utili degli associati non potrà superare il 70% degli utili stessi complessivamente conseguiti.


Incentivi fiscale in favore di imprese di produzione esecutiva e di post produzione.


Per gli esercizi 2008 e 2009, viene pure proposto di riconoscere un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione in favore delle imprese nazionali di produzione esecutiva e di post-produzione in relazione a film, o alle parti di film, girati sul territorio nazionale, utilizzando mano d’opera italiana, su incarico di produzioni estere, in misura pari al 25% del costo di produzione della singola opera e comunque con un limite massimo, per ciascuna opera filmica, di euro 5.000.000,00.


 



4) FINANZIARIA 2008: PROPOSTA LA MODIFICA AL REGIME TONNAGE TAX


L’art. 33, commi 910, del Disegno di Legge per la Finanziaria 2008, in discussione al Senato, intende modificare il regime di determinazione della base imponibile di alcune imprese marittime (c.d. tonnage tax), eliminando le parole “in traffico internazionale” dal comma 1 dell’art. 155 del TUIR.


Ciò al fine di consentire agli armatori, per le navi iscritte nel registro internazionale che effettuano solo servizi di cabotaggio, di potere applicare l’agevolazione di cui agli artt.155 e segg. del TUIR, consistente nel regime forfetario denominato tonnage tax.


La modifica contiene, inoltre, l’estensione del regime forfetario della tonnage tax anche alle società di persone iscritte al registro internazionale.


 



5) DISCIPLINA SUL FALLIMENTO: PUBBLICATO IN G.U. IL DECRETO CORRETTIVO DELLA RIFORMA


È stato pubblicato nella G.U. 16.10.2007, n. 241, il D.Lgs. 12.09.2007, n. 169 che ha parzialmente modificato il D.Lgs. n. 5/2006 in materia di fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa.


Le nuove regole si applicano a decorrere dal 01.01.2008, ma alcune di esse riguardano anche le procedure tuttora pendenti.


Tra le novità di maggiore rilievo:


– I nuovi limiti dimensionali per le imprese per non essere assoggettate a fallimento e concordato preventivo;


– l’onere, in capo all’imprenditore fallendo, di dovere provare di non avere superato tali limiti nel periodo di riferimento.


 


“Art. 1 (Imprese soggette al fallimento e al concordato preventivo).


 – Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori che esercitano una attività commerciale, esclusi gli enti pubblici.


Non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori di cui al primo comma, i quali dimostrino il possesso congiunto dei seguenti requisiti:


a) aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila;


b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività’ se di durata inferiore, ricavi lordi per


un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila;


c) avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila.


I limiti di cui alle lettere a), b) e c) del secondo comma possono essere aggiornati ogni tre anni con decreto del Ministro della giustizia, sulla base della media delle variazioni degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati intervenute nel periodo di riferimento.”.


 



6) TRATTAMENTO CONTABILE DEI COMPENSI REVERSIBILI DEGLI AMMINISTRATORI: NORMA DI COMPORTAMENTO A.D.C.


La Commissione dell’Associazione italiana dottori commercialisti, nella norma di comportamento n. 16972007, ha indicato il trattamento tributario concernente  le imposte sui redditi, Irap e Iva sui compensi reversibili degli amministratori.


La clausola di reversibilità deve essere regolata contrattualmente e prevede che i compensi dell’amministratore di una società vengano pagati direttamente a tale società


Se l’amministratore è un lavoratore dipendente, il compenso di amministratore non è imponibile ai fini Irpef, non è soggetto a ritenuta ed è escluso dal campo di applicazione dell’Iva.


Ciò poiché:


– Per la società che eroga il compenso il costo è deducibile ai fini delle imposte dirette per competenza e non è deducibile ai fini Irap.


– Per la società che riceve il compenso, il provento non è soggetto a ritenuta, concorre a formare il reddito imponibile ai fini delle imposte dirette, per competenza, e non rileva ai fini Irap.


Tutto ciò vale anche al caso in cui l’amministratore sia un collaboratore coordinato e continuativo della società che ha il diritto di reversibilità. L’unico elemento di differenza è rappresentato dal regime Iva.


Pertanto, con la suddetta Norma di comportamento n. 169/2007, l’Associazione Dottori commercialisti si è, quindi, occupata del trattamento fiscale da applicare ai compensi reversibili percepiti dagli amministratori di società che siano anche dipendenti o collaboratori di un’altra società.


In particolare, ha disposto che tali somme:


– Per un amministratore lavoratore dipendente, non sono imponibili IRPEF, non sono assoggettate ad alcuna ritenuta e sono escluse da IVA.


Mentre, per la società erogante sono deducibili ai fini delle imposte sui redditi, ma non ai fini IRAP.


Infine per la società che li percepisce concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi, ma non rilevano ai fini IRAP;


– per un amministratore collaboratore vale quanto esposto per l’amministratore lavoratore dipendente, con l’unica differenza che tali somme sono:


– Escluse da IVA se l’amministratore non esercita altra attività di lavoro autonomo;


– assoggettate ad IVA, ex art. 5, comma 2, D.P.R. n. 633/1972, se l’amministratore esercita altra attività di lavoro autonomo.


 


 


7) RIMBORSI IVA AUTO: UFFICIALE IL TERMINE PER LE ISTANZE PROROGATO AD OTTOBRE


Il Decreto pubblicato in G.U, il 16 ottobre 2007, ha confermato le anticipazioni fatte dall’Agenzia delle Entrate con i documenti di prassi (comunicati stampa, risoluzioni, circolari), infatti, il termine del 15 aprile 2007 per la presentazione dell’istanza del rimborso forfetario dell’IVA relativa agli acquisti di auto e moto effettuati nell’esercizio di impresa arte o professione, e delle spese accessorie, già prorogato al 20 settembre 2007, è ulteriormente prorogato al 20 ottobre 2007, che slitta al 22 ottobre 2007 giacché il 20 ottobre cade di sabato.


(D.P.C.M. 18/09/2007, pubblicato in G.U. 16.10.2007, n. 241)



 


8) ACCISE – IMPIANTI STRADALI DI DISTRIBUZIONE: MODALITÀ DI CALCOLO DEI CALI/ECCEDENZE DEI CARBURANTI


Sulla diversificazione dei prodotti commercializzati, benzine e gasoli (come, ad esempio, il prodotto “diesel blu”, commercialmente distinto dal comune diesel), in merito alle modalità di calcolo per determinare i cali/eccedenze dei carburanti, permane l’applicazione dell’art. 21 del Testo Unico delle accise, che individua la suddivisione fiscalmente rilevante dei prodotti sulla base della loro classificazione tariffaria, anziché la mera denominazione commerciale del prodotto.


(Risoluzione Agenzia Dogane del 16.10.2007)



 


9) AIUTI DI STATO DICHIARATI INCOMPATIBILI DALLA COMMISSIONE EUROPEA:


APPROVATE E PUBBLICATE IN G.U. LE SPECIFICHE TECNICHE PER LA TRASMISSIONE TELEMATICA DEI DATI CONTENUTI NELLA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO NOTORIO


Approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nella dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà concernente determinati aiuti di Stato dichiarati


incompatibili dalla Commissione europea.


Attuando il punto 3.1 del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate 06.8.2007, di approvazione della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà concernente determinati aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla Commissione europea, sono state approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel relativo modello di cui all’allegato A.


Precedentemente, il provvedimento del 06.08.2007, pubblicato nella G. U. n. 194 del 22.08.2007, aveva approvato la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà concernente determinati aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla Commissione europea.


Mentre il punto 3.1 di tale provvedimento aveva rinviato ad un successivo atto per la definizione delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nella predetta dichiarazione.


Pertanto, per tale finalità, nell’allegato A al presente provvedimento, vengono adesso definite le predette specifiche tecniche per l’invio telematico che devono essere adottate sia dai soggetti che intendono presentare direttamente la propria dichiarazione sia da parte degli intermediari abilitati.


(Provvedimento Agenzia delle Entrate del 08.10.2007 Pubblicato in G. U. n. 241 del 16.10.2007)


 


Vincenzo D’Andò


 


18 Ottobre 2007


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