Finanziaria 2008: nuovo regime tributario dei contribuenti minimi e marginali – una prima analisi e prime riflessioni

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 15 ottobre 2007



L’art. 4 del D.D.L. alla Finanziaria 2008 (al 08.10.2007 in Senato) contiene anche le semplificazioni fiscali per i contribuenti minimi e marginali.

In sostanza, viene introdotto un nuovo regime fiscale per tali piccoli contribuenti

Requisito soggettivo

Vengono considerati contribuenti minimi le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni che:

a) nell'anno solare precedente:

1) hanno conseguito ricavi o hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 30.000 euro;

2) non hanno effettuato cessioni all'esportazione;

3) non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori;

b) nel triennio solare precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto e di locazione, pure finanziaria, per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro.

Inizio attività

Le persone fisiche che iniziano l'esercizio di imprese, arti o professioni possono avvalersi del regime dei contribuenti minimi comunicando, nella dichiarazione di inizio di attività di presumere la sussistenza dei citati requisiti.

I soggetti esclusi dal nuovo regime fiscale

Non sono considerati contribuenti minimi:

a) le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell'IVA;

b) i soggetti non residenti;

c) i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all' articolo 10, n. 8), del DPR n. 633/1972, e di mezzi di trasporto nuovi di cui all'art. 53, comma 1, del D.L. n. 331/1993, convertito dalla legge n. 427/1993;

d) gli esercenti attività d'impresa o arti e professioni in forma individuale che contestualmente partecipano a società di persone o associazioni di cui all'art. 5 del TUIR, o a S.r.l. di cui all'art. 116 del medesimo testo unico.

Adempimenti

I contribuenti minimi non possono addebitare, ai propri clienti, l'IVA a titolo di rivalsa e, per le operazioni ricevute dai propri fornitori, non hanno diritto alla detrazione dell'IVA assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti (anche intracomunitari e sulle importazioni).

Peraltro, tali contribuenti, per gli acquisiti intracomunitari e per le altre operazioni per le quali risultano debitori dell'imposta, devono integrare la fattura con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta, per poi versarla entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.

Rettifica della detrazione

L'applicazione del nuovo regime comporta la rettifica della detrazione di cui all'art. 19-bis2, del DPR n. 633/1972.

La stessa rettifica si applica se il contribuente transita, anche per opzione, al regime ordinario dell'IVA.

In tali eventualità, il versamento va effettuato in un'unica soluzione, o in cinque rate annuali di pari importo senza applicazione degli interessi.

La prima o unica rata va versata entro il termine per il versamento a saldo dell'IVA relativa all'anno precedente a quello di applicazione del regime dei contribuenti minimi; le successive rate vanno versate entro il termine per il versamento a saldo dell'imposta sostitutiva del 20% (prevista quale unico carico fiscale per tale neo regime, si veda meglio in seguito).

Il debito può essere estinto anche mediante compensazione ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997.

Nella dichiarazione relativa all'ultimo anno in cui è applicata l'IVA nei modi ordinari si deve tenere conto anche dell'IVA sulle operazioni con IVA ad esigibilità differita (ultimo comma dell'art. 6 del DPR n. 633/1972), per le quali non si è ancora verificata l'esigibilità.

L'eccedenza detraibile emergente dalla dichiarazione, presentata dai contribuenti minimi, relativa all'ultimo anno in cui l'IVA è applicata nei modi ordinari può essere chiesta a rimborso o può essere utilizzata in compensazione.

Esclusione da IRAP

I contribuenti minimi non sono considerati soggetti passivi dell'imposta regionale sulle attività produttive.

Determinazione della base imponibile su cui si applica l’imposta sostitutiva

Il reddito di impresa o di lavoro autonomo è costituito dalla differenza tra l'ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell'esercizio dell'attività di impresa o dell'arte o della professione.

In particolare, questi sona gli elementi da considerare per calcolare la base imponibile:

ENTRATE IMPRENDITORIALI O PROFESSIONALI

USCITE IMPRENDITORIALI O PROFESSIONALI

 

- RICAVI O COMPENSI

 

- PLUSVALENZE

 

COSTI O SPESE

 

- MINUVALENZE

 

- CONTRIBUTI PREVIDENZIALI OBBLIGATORI (1)

 

(1) Non vanno, quindi, indicati nel quadro P del modello Unico tra gli oneri deducibili, ciò poiché la norma dispone che, altresì, concorrono alla formazione del reddito le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all'impresa o all'esercizio di arti o professioni, e che i i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge si deducono dal reddito determinato ai sensi del presente comma.

 

Applicazione dell’imposta sostitutiva

Sul reddito, come sopra determinato, si applica un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali in misura del 20%.

Nel caso di imprese familiari (art. 5, comma 4, del TUIR), l'imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è, comunque, dovuta soltanto dall'imprenditore. Quindi, si tratta solo di una semplificazione amministrativa, poiché in questo caso il carico tributario per l’erario rimane immutato.

Si applicano le disposizioni in materia di versamento dell'imposta sui redditi delle persone fisiche.

Norme di natura transitoria

I componenti positivi e negativi di reddito riferiti a esercizi precedenti a quello da cui ha effetto il nuovo regime, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata in conformità alle disposizioni del TUIR che consentono o dispongono il rinvio, partecipano per le quote residue alla formazione del reddito dell'esercizio precedente a quello di efficacia del predetto regime solo per l'importo della somma algebrica delle predette quote eccedente l'ammontare di 5.000 euro. Mentre, nel caso di importo non eccedente il predetto ammontare di euro 5.000, le quote si considerano azzerate e non partecipano alla formazione del reddito del suddetto esercizio. In caso di importo negativo della somma algebrica lo stesso concorre integralmente alla formazione del predetto reddito.

Le perdite fiscali che si sono generate nei periodi d'imposta anteriori a quello da cui decorre il neo regime e quelle generatesi nel corso del predetto regime possono essere computate in diminuzione del reddito secondo le regole ordinarie stabilite dal TUIR.

Esonero da adempimenti

Ai fini delle imposte sui redditi, fermo restando l'obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi, i contribuenti minimi sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili.

Tuttavia, ai fini reddituali, deve essere presentata annualmente la dichiarazione dei redditi.

Viceversa, ai fini dell'IVA, i contribuenti minimi sono esonerati dal versamento dell'imposta e da tutti gli altri obblighi previsti, ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali e di certificazione dei corrispettivi (quindi, non salta anche l’obbligo di emissione degli scontrini fiscali per i dettaglianti, su questo ed altre, eventuali, problematiche però vedremo meglio in seguito, appena si saranno conclusi i lavori parlamentari).

Inoltre, detti contribuenti minimi sono esonerati dalla presentazione degli elenchi (art. 8-bis, comma 4-bis, del DPR n. 322/1998).

Nuovo regime dei contribuenti minimi: Opzione per l’applicazione del regime ordinario IVA

Il nuovo regime dei contribuenti minimi è di tipo naturale, per cui coloro che rientrano nel regime dei contribuenti minimi possono optare per l'applicazione dell’IVA e delle imposte sul reddito nei modi ordinari.

L'opzione, valida per almeno un triennio, va comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.

Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime normale, l'opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata, per cui non vi è in seguito la necessita di rinnovare l’opzione.

Cessazione del regime dei contribuenti minimi

Il regime dei contribuenti minimi cessa di avere applicazione dall'anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni sopra elencate o si verifica una fattispecie ostativa sopra indicata.

Il regime cessa di avere applicazione dall'anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti superano il previsto limite di oltre il 50%.

In tal caso é dovuta l'IVA sui corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell'intero anno solare, determinata mediante scorporo ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 27 del DPR n. 633/1972 per la frazione d'anno antecedente il superamento del predetto limite o la corresponsione dei predetti compensi.

In tale eventualità è possibile avvalersi del diritto alla detrazione dell'imposta sugli acquisti relativi al medesimo periodo.

Esclusione dalla disciplina degli studi di settore

I contribuenti minimi sono esclusi dall'applicazione degli studi di settore.

Per l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso, si applicano, ove compatibili, le ordinarie disposizioni in materia di imposte dirette, IVA e IRAP. I

n caso di infedele indicazione da parte dei contribuenti minimi dei dati attestanti i requisiti e le condizioni, le previste misure delle sanzioni sono aumentate del 10% se il maggiore reddito accertato supera del 10% quello dichiarato.

Decorrenza del nuovo regime dei minimi

Le novità si applicano a decorrere dal 01.01.2008.

Tuttavia, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze verranno dettate le disposizioni necessarie per l'attuazione del nuovo regime.

Regimi soppressi

L'introduzione del nuovo regime per i contribuenti minimi comporterà la soppressione dei seguenti regimi (poiché il D.D.L. ne prevede l'abrogazione):

- Regime dei cd. contribuenti minimi in franchigia (art. 32-bis del DPR 633/1972);

- regime fiscale per le attività marginali (art. 14 della legge 388/2000), mentre rimarrebbe in vigore quello (regime fiscale) agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (art. 13 della Legge 388/2000) previsto solo per l’inizio dell’attività (si vedrà meglio in seguito su tale aspetto), ciò poiché il testo provvisorio menziona come abrogato solo l’art. 14 (potrebbe essere che l’anomalia, ove si rivelasse tale, venga risolta in seguito, durante l’approvazione del testo in Senato o alla Camera dei deputati).

- regime super-semplificato (commi da 165 a 170, art. 3 della legge 662/1996).

Tuttavia, per i contribuenti in regime di franchigia rimane valida, fino a scadenza, l'efficacia della opzione già esercitata in precedenza.

Alcune considerazioni

Il nuovo regime ha il pregio di eliminare l’IRAP per i piccoli contribuenti, siano imprese o professionisti, e, dunque, elimina il contenzioso in tal senso, almeno per il futuro, in merito, all’IVA, invece, non si dovrebbero registrare vantaggi o svantaggi particolari, considerato che tale imposta non dovrà più essere pagata all’Erario, ma non dovrà più neppure essere riscossa dai propri clienti, tranne per casi particolari, come nel caso di imprese con aliquote IVA sulle vendite più basse rispetto a quelle sugli acquisti, che portano a rimborsi d’imposta non più invocabili ove si permanga nel nuovo regime dei contribuenti minimi.

Riguardo l’IRPEF, occorre pure attentamente valutare le singole posizioni dei contribuenti per decidere se optare per il regime ordinario.

Tuttavia, la non applicazione dell’accertamento da studi di settore potrebbe fare propendere per la permanenza nel nuovo regime, per tutti coloro ne avranno i requisiti.

Insomma, il nuovo regime appare assai interessante (si pensi anche alla possibilità di non dovere aggiornare le scritture contabili, ma solo di conservare le fatture di acquisto e di certificare i corrispettivi).

 

Vincenzo D'Andò

 

15 Ottobre 2007

 

 

NOTE:

 

1) Regime super-semplificato: Commi da 165 a 170, art. 3 della legge 662/1996, ora abrogati:

165. Le   persone    fisiche   esercenti  imprese  ovvero  arti  o professioni possono adempiere    agli    obblighi    documentali  e contabili agli effetti dell'imposta sul   valore   aggiunto   e agli effetti della determinazione del reddito di  impresa e di lavoro autonomo secondo le disposizioni del comma 166 a condizione che nell'anno solare precedente:                                

a) non   abbiano  realizzato un volume d'affari superiore a 30 milioni di lire per le   attivita'  di prestazioni di servizi e superiore a 50 milioni di lire negli altri   casi;   a  tal fine si tiene conto anche dei corrispettivi e dei compensi delle operazioni non rilevanti ai fini dell'applicazione dell'imposta sul valore   aggiunto,   effettuate,  ai sensi dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nel periodo di imposta e, per i  contribuenti che esercitano contemporaneamente attivita' di cessioni di beni e    di    prestazioni    di    servizi,  si fa riferimento all'attivita' prevalentemente esercitata;                                                  

b) non abbiano effettuato acquisti per un ammontare, al netto dell'imposta sul valore aggiunto,   superiore a 35 milioni di lire se l'attivita' esercitata e' la rivendita, ovvero a 20 milioni di lire negli altri casi;                  

c) non abbiano utilizzato beni strumentali di costo complessivo al netto degli ammortamenti superiore a 50 milioni di lire;                                 

d) non   abbiano   corrisposto,   a  dipendenti o altri collaboratori stabili, compensi complessivi,   tenendo   conto  anche dei contributi previdenziali ed assistenziali, superiori   al   70   per cento del volume d'affari di cui alla lettera a).                                                                  

166. Fermi   restando,   se   prescritti,   gli  obblighi di fatturazione e di certificazione dei  corrispettivi, in deroga a quanto previsto dal decreto del Presidente della   Repubblica   29   settembre 1973, n. 600, e dal decreto del Presidente della   Repubblica   26   ottobre  1972, n. 633, le persone fisiche esercenti imprese, arti o professioni di cui al comma 165 possono:           

a) annotare   l'ammontare complessivo, distinto per aliquota, delle operazioni fatturate o, in mancanza del relativo obbligo, effettuate in ciascun mese, con riferimento a  tale mese, entro il giorno 15 del mese successivo, nei registri previsti ai    fini    dell'imposta    sul  valore aggiunto ovvero in apposito prospetto, che   tiene   luogo degli stessi, conforme al modello approvato con decreto del  Ministro delle finanze, tenuto e conservato a norma dell'articolo 39 del   citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. Entro la stessa data e secondo le stesse modalita' devono essere annotati i compensi ed i   corrispettivi  delle operazioni non rilevanti agli effetti dell'imposta sul valore  aggiunto e, entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi, il valore delle eventuali rimanenze;                                

b) annotare    entro    il    termine previsto per le liquidazioni trimestrali dell'imposta sul   valore  aggiunto l'importo complessivo imponibile mensile o trimestrale degli    acquisti    e   delle importazioni, indicando la relativa imposta, nel registro di cui all'articolo 25 del citato decreto del Presidente della Repubblica   n.  633 del 1972 o nel prospetto di cui alla lettera a); la documentazione degli   acquisti   oggetto dell'attivita' propria dell'impresa, arte o   professione,   dovra' essere comunque richiesta e conservata ai sensi dell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973;

c) conservare,   ai   sensi  dell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29   settembre 1973, n. 600, la documentazione degli altri costi di cui si intenda effettuare la deduzione ai fini delle imposte sui redditi.    

167. Con  decreto del Ministro delle finanze sono stabilite le caratteristiche dei prospetti   in  cui effettuare le annotazioni di cui al comma 166 e in cui indicare i  dati relativi alle liquidazioni periodiche dell'imposta sul valore aggiunto.                                                                    

168. I   soggetti che intraprendono l'esercizio di impresa, arti o professioni possono avvalersi   delle  disposizioni dei commi 165 e 166 qualora attestino, nella dichiarazione di inizio di attivita' di cui all'articolo 35 del predetto decreto del   Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, di presumere di non superare nel corso dell'anno i limiti di cui al comma 165.                   

169. Qualora uno dei requisiti di cui al comma 165 risulti eccedente in misura non superiore   al 50 per cento rispetto a quelli ivi indicati, si applica, in luogo delle   sanzioni   di  cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,   n.   600,   e  al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n. 633, la pena pecuniaria da lire 500.000 a lire 5 milioni; la sanzione non si applica se le difformita' risultano prive di rilevanza.       

170. Con   regolamento emanato ai sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400, le disposizioni di   cui   ai   commi   da 165 a 169 potranno essere modificate o integrate, anche   per   particolari categorie di soggetti, per tener conto di specifici aspetti   dell'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui   redditi   e   dovranno comunque essere adeguate alla progressiva applicazione degli    studi    di    settore    di cui all'articolo 62-bis del decreto-legge 30   agosto   1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive modificazioni.        

 

2) Legge del 23/12/2000 n. 388, art. 13

Regime  fiscale agevolato  per le  nuove iniziative  imprenditoriali e di lavoro autonomo.

1. Le persone fisiche che intraprendono un’attivita' artistica o professionale ovvero d' impresa, ai sensi, rispettivamente, degli articoli 49 e 51 del testo unico delle   imposte  sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22   dicembre   1986,   n.   917, possono avvalersi, per il periodo d'imposta in  cui l'attivita' e' iniziata e per i due successivi, di un regime fiscale agevolato    che    prevede    il  pagamento di un'imposta sostitutiva dell'imposta sul   reddito   delle   persone fisiche, pari al 10 per cento del reddito di   lavoro autonomo o d'impresa, determinato rispettivamente ai sensi dell’articolo 50   o   dell'articolo   79  del citato testo unico. Nel caso di imprese di   cui  all'articolo 5, comma 4, dello stesso testo unico, l'imposta sostitutiva e' dovuta dall'imprenditore.                                      

2. Il beneficio di cui al comma 1 e' riconosciuto a condizione che:          

a) il   contribuente   non   abbia  esercitato negli ultimi tre anni attivita' artistica o   professionale   ovvero   d'impresa,   anche in forma associata o familiare;                                                                   

b) l'attivita'    da    esercitare    non    costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di   altra attivita' precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o   autonomo,   escluso il caso in  cui l'attivita' precedentemente svolta consista  nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;                                                          

c) sia  realizzato un ammontare di compensi di lavoro autonomo non superiore a lire 60   milioni o un ammontare di ricavi non superiore a lire 60 milioni per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi ovvero a lire 120 milioni per le imprese aventi per oggetto altre attivita';                            

d) qualora   venga   proseguita un'attivita' d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto,   l'ammontare   dei   relativi  ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente  quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a   lire 60 milioni per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi ovvero   a   lire  120 milioni per le imprese aventi per oggetto altre attivita';                                                                   

e) siano   regolarmente   adempiuti gli obblighi previdenziali, assicurativi e amministrativi.                                                              

3. Il   regime   agevolato   cessa   di   avere efficacia e il contribuente e' assoggettato a tassazione ordinaria:                                          

a) a  decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello nel quale i compensi o i ricavi conseguiti superano gli importi indicati al comma 2, lettera c);  

b) a  decorrere dallo stesso periodo d'imposta nel quale i compensi o i ricavi superano del 50 per cento gli importi indicati al comma 2, lettera c); in tale caso sara'   assoggettato   a   tassazione  nei modi ordinari l'intero reddito d'impresa o di lavoro autonomo conseguito nel periodo d’imposta.              

4. I   contribuenti   che   si  avvalgono del regime fiscale di cui al comma 1 possono farsi assistere negli adempimenti tributari dall'ufficio delle entrate competente in   ragione  del domicilio fiscale. In tal caso, devono munirsi di un’apparecchiatura informatica corredata di accessori idonei da utilizzare per la connessione   con il sistema informativo del Dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze.                                                     

5. Ai contribuenti che si avvalgono del regime di cui al presente articolo, e' attribuito un   credito  d'imposta, utilizzabile in compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nella misura del 40 per cento della parte del  prezzo unitario d'acquisto dell'apparecchiatura informatica e degli accessori di   cui   al   comma  4. Il predetto credito e' riconosciuto per un importo non    superiore    a    lire   seicentomila e spetta anche in caso di acquisizione dei   beni   in locazione finanziaria. In tale caso il credito e' commisurato al   40   per   cento   del prezzo di acquisto ed e' liquidato con riferimento ai canoni di locazione pagati in ciascun periodo d'imposta, fino a concorrenza di   lire   seicentomila.   Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile e non e' rimborsabile.                     

6. Fermi   restando   l’obbligo   di conservare, ai sensi dell'articolo 22 del decreto del    Presidente    della    Repubblica  29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di   fatturazione   e di certificazione dei corrispettivi, i soggetti ammessi al  regime agevolato previsto al comma 1 sono esonerati dagli obblighi di registrazione   e   di  tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte   dirette,   dell'IRAP e dell'imposta sul valore aggiunto (IVA), nonche' dalle   liquidazioni   e   dai  versamenti periodici rilevanti ai fini dell'IVA previsti   dal decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100.                                                                      

7. Ai    fini    contributivi,    previdenziali ed extratributari, nonche' del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia ai sensi dell'articolo 12, comma  3, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente   della   Repubblica   22   dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, la   posizione   dei   contribuenti che si avvalgono del regime previsto al   comma   1 e' valutata tenendo conto dell'ammontare che, ai sensi dello stesso    comma    1,  costituisce   base  imponibile per l'applicazione dell'imposta sostitutiva.                                                    

8. Per   l'accertamento,   la   riscossione,  le sanzioni e il contenzioso, si applicano, in   quanto  compatibili, le disposizioni in materia di imposte sui redditi. Nei  confronti dei contribuenti che hanno fruito del regime di cui al presente articolo  e per i quali risultino inesistenti le condizioni richieste per fruire   dello   stesso   si applicano, in particolare, le sanzioni di cui all'articolo 1, commi 2 e 3, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.

9. Con  uno  o  piu' decreti del  Ministero  delle  finanze  sono  detta