I criteri di elaborazione degli studi di settore


Si parla tanto di studi di settore, ma non tutti sono a conoscenza della metodologia con la quale gli stessi sono stati elaborati nonché del tentativo – a dire il vero tutt’altro che raggiunto – di ottenere una normalità statistica che consenta di ricostruire un’imponibile quanto più vicino alla realtà economica del settore di attività .


Può essere utile tuttavia ripercorrere le tappe con le quali è stato elaborato tale automatismo accertativo.


Gli studi di settore sono stati realizzati rilevando, per ogni singola attivita` economica, le relazioni esistenti tra le variabili contabili e quelle strutturali, sia interne (il processo produttivo, l’area di vendita, ecc.) che esterne all’azienda (l’andamento della domanda, il livello dei prezzi, la concorrenza), ed esaminando le diverse fasi dell’attivita` per individuare le possibili ragioni degli eventuali scostamenti tra i ricavi risultanti dallo studio e quelli dichiarati.


Gli studi di settore, inoltre, tengono conto delle caratteristiche dell’area territoriale in cui opera l’azienda, dal momento che la capacita` di attrazione e la domanda indotta dipendono dal luogo ove la specifica attività è collocata:


·         il livello dei prezzi;


·         le condizioni e le modalita` operative;


·         le infrastrutture esistenti e utilizzabili;


·         la capacita` di spesa;


·         la tipologia dei fabbisogni.


Infatti, a parita` di ogni altra condizione, i fattori che si riferiscono direttamente o indirettamente alla realta` territoriale possono incidere notevolmente sulla capacita` della singola azienda di produrre ricavi e pertanto sono attentamente valutati anche con il coinvolgimento delle strutture periferiche dell’Amministrazione finanziaria e degli esperti indicati dalle associazioni di categoria. E’ questo il compito che è stato assegnato agli osservatori provinciali.


I criteri seguiti per la elaborazione dei singoli studi di settore sono analiticamente illustrati nelle note tecniche e metodologiche allegate ai decreti di approvazione degli studi di settore stessi.


In estrema sintesi, si può affermare che gli studi:


·         perseguono la finalita` di determinare un “ricavo potenziale“, tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di determinare il risultato di un’impresa;


·         nell’ambito dello studio, sono state individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell’espletamento dell’attivita`;


·         al fine di conoscere le informazioni relative alle strutture produttive in oggetto sono stati inviati ai contribuenti interessati appositi questionari contenente informazioni definite in stretto rapporto con le organizzazioni di categoria (sui questionari sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute).


Per segmentare le imprese oggetto dell’analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, e` stata adottata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche:


·         una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, “Analyse des données” e, nella fattispecie, come una “Analisi in Componenti Principali“. Si tratta di una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie di una matrice di dati quantitativi in un numero inferiore di nuove variabili, dette componenti principali, tra loro indipendenti che spieghino il massimo possibile della varianza totale delle variabili originarie, per rendere minima la perdita di informazione; le componenti principali (fattori) sono ottenute come combinazione lineare delle variabili originarie;


·         un procedimento di “Cluster Analysis” che e` una tecnica statistica che, in base ai fattori dell’analisi in componenti principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo le imprese che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili.


Per limitare l’impatto di tale problematica, la classificazione dei contribuenti e` stata effettuata a partire dai risultati dell’analisi fattoriale, basandosi quindi su un numero ridotto di variabili (i fattori), che consentono, comunque, di mantenere il massimo delle informazioni originarie.


In un procedimento di clustering di tipo multidimensionale, quale quello adottato, l’omogeneita` dei gruppi deve essere interpretata non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate, che contraddistinguono il gruppo stesso e che concorrono a definirne il profilo. Le variabili prese in esame nell'”Analisi in Componenti Principali” sono quelle presenti in tutti i quadri di cui si compongono i questionari inviati ai contribuenti, ad eccezione del quadro che contiene gli stessi dati contabili presenti nella dichiarazione dei redditi. Tale scelta nasce dall’esigenza di caratterizzare le imprese in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie di clientela, all’area di mercato, alle diverse modalita` di espletamento dell’attivita` (tipo di prodotto, servizi offerti), etc.; tale caratterizzazione e` possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realta` economiche e produttive di una impresa.


I fattori risultanti dall'”Analisi in Componenti Principali” sono stati analizzati in termini di significativita` sia economica sia statistica, al fine di individuare quelli che colgono i diversi aspetti strutturali delle attivita` oggetto dello studio.


La “Cluster Analysis” ha consentito di identificare i diversi gruppi omogenei di imprese.


Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei si e` determinata, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all’andamento dei ricavi delle imprese appartenenti al gruppo in esame. Per determinare tale funzione si e` ricorso al metodo della “regressione multipla“.


La stima della “funzione di ricavo” e` stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e alcuni dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).


Prima di definire il modello di regressione, e` stata effettuata un’analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di “normalita` economica” nell’esercizio dell’attivita` e per scartare le imprese anomale, al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della “funzione di ricavo“, utilizzando degli indicatori economico contabili specifici delle attivita` in esame, quali, ad esempio, nel settore del commercio, la produttivita` per addetto, il ricarico (ricavi/costo del venduto), la rotazione del magazzino (costo del venduto/giacenza media del magazzino).


Per ogni gruppo omogeneo e` stata calcolata la distribuzione ventilica di ciascuno degli indicatori utilizzati e poi sono state selezionate le imprese che presentavano valori degli indicatori contemporaneamente all’interno di un determinato intervallo, per costituire il campione di riferimento.


Cosi` definito il campione di imprese di riferimento, si e` proceduto alla definizione della “funzione di ricavo” per ciascun gruppo omogeneo.


Per la determinazione della “funzione di ricavo” sono state utilizzate sia variabili contabili sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative e` stata effettuata con il metodo stepwise. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della “funzione di ricavo” si e` ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l’eventuale presenza di variabilita` legata a fattori dimensionali (eteroschedasticita`).


Affinche` il modello di regressione non risentisse degli effetti derivanti da soggetti anomali (outliers), sono stati esclusi tutti coloro che presentavano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell’intervallo compreso tra i valori – 2,5 e + 2,5.


Nella definizione della “funzione di ricavo” si e` tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell’attivita`. A tale scopo si sono utilizzati i risultati di specifici studi relativi alla territorialita` che hanno avuto come obiettivo la suddivisione del territorio nazionale in aree omogenee in rapporto ad una serie di indicatori tratti dalle banche dati pubbliche (ad esempio per il settore del commercio e` stata utilizzata una territorialita` specifica basata sul grado di modernizzazione, sul grado di copertura dei servizi di prossimita`, sul grado di sviluppo socioeconomico).


Sono state pertanto impiegate, nella funzione di regressione, variabili “dummy” applicate ad una variabile indipendente (ad esempio, per il settore del commercio al “costo del venduto”) che hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente nella Cluster Analysis, valori correttivi da applicare al coefficiente della variabile indipendente in oggetto nel calcolo del ricavo.


Per la determinazione del ricavo della singola impresa sono previste due fasi:


·         l’analisi discriminante;


·         la stima del ricavo di riferimento.


Non si e` proceduto nel modo standard di operare dell’analisi discriminante in cui si attribuisce univocamente un contribuente al gruppo di massima probabilita`; infatti, a parte il caso in cui la distribuzione di probabilita` si concentri totalmente su di un unico gruppo omogeneo, sono considerate sempre le probabilita` di appartenenza a ciascuno dei gruppi omogenei.


Per ogni impresa viene determinato il ricavo di riferimento puntuale ed il relativo intervallo di confidenza.


Tale ricavo e` dato dalla media dei ricavi di riferimento di ogni gruppo omogeneo (calcolati come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell’impresa), ponderata con le relative probabilita` di appartenenza.


Anche l’intervallo di confidenza e` ottenuto come media degli intervalli di confidenza, al livello del 99,99%, per ogni gruppo omogeneo ponderata con le relative probabilita` di appartenenza.


Come abbiamo visto, per l’applicazione degli studi di settore si tiene conto di variabili di natura contabile ed extra contabile, contenuta nei decreti di approvazione dei singoli studi di settore.


Le variabili di tipo contabile sono sostanzialmente analoghe a quelle previste per l’applicazione dei parametri, pur se ai fini dell’applicazione degli studi di settore non si tiene conto delle riduzioni e dei correttivi in taluni casi previsti con riferimento ai parametri. Le istruzioni per la determinazione del loro valore sono contenute in quelle relative alla compilazione dei quadri dei modelli di dichiarazione concernenti la determinazione del reddito di impresa.


I dati di carattere extracontabile, disponibili sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, vanno, invece, indicati nel modello riguardante la comunicazione dei dati per l’applicazione degli studi di settore in corso di approvazione.


Nelle istruzioni per la compilazione di tali modelli e` definito il valore da attribuire agli stessi, in analogia a quanto previsto nei questionari gia` inviati ai contribuenti, fatte salve alcune precisazioni che si e` ritenuto utile fornire sulla base delle valutazioni emerse in sede di elaborazione e validazione dei singoli studi.


Alle variabili extracontabili, suscettibili di variazioni in corso d’anno, va attribuito il valore delle stesse alla data indicata nelle istruzioni per la compilazione dei modelli contenenti i dati relativi all’applicazione degli studi di settore (in genere quella corrispondente al giorno in cui ha termine il periodo di imposta: 31 dicembre, se il periodo di imposta coincide con l’anno solare). In caso di significative variazioni delle predette variabili in corso d’anno si potrebbero determinare anomalie in sede di applicazione degli studi di settore che saranno valutate dagli uffici in sede di contraddittorio con il contribuente.


 


Massimo Conigliaro


 


24 Settembre 2007


Partecipa alla discussione sul forum.