Novità fiscali del 7 luglio 2007; in evidenza: proroghe UNICO 2007; studi di settore con adeguamento al minimo; proroga versamento anche per contributo annuale C.C.I.A.A.


1) PROROGA DELLE SCADENZE PER I SOGGETTI CUI SI APPLICANO GLI STUDI DI SETTORE: DECRETO PUBBLICATO IN G.U.


È stato pubblicato in G.U. 5/7/2007, n. 154, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14/6/2007 che ha differito, per l’anno 2007, i termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore.


In virtù del D.P.C.M. detti citati contribuenti, che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascun studio di settore dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze, effettuano i versamenti:


– Entro il 9/7/2007, senza alcuna maggiorazione;


– dal 10/7/2007 al 8/8/2007, maggiorando le somme da versare dello 0,40% a titolo di interesse.


Per i particolari, si veda l’articolo di V. D’Andò sulle novità fiscali del 5 luglio 2007, pubblicato in tale data su Commercialistatelematico.com.


(D.P.C.M. 14/6/2007, pubblicato in G.U. n. 154 del 5/7/2007)


 


 


2) STUDI DI SETTORE CON ADEGUAMENTO AL VALORE MINIMO


Il 4/7/2007, è stato firmato il Decreto Ministeriale, in corso di pubblicazione in G.U., con il quale vengono inserite alcune nuove disposizioni al Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 20/3/2007, concernente l’approvazione di specifici indicatori di normalità economica.


Tale Decreto consentirà al contribuente un livello di adeguamento che può attestarsi su un valore più basso rispetto a quello calcolato da GERICO e cioè pari al maggiore tra il “Ricavo minimo ammissibile” risultante dall’analisi di congruità e normalità economica e il “Ricavo puntuale di riferimento” risultante dall’analisi di congruità, senza tenere conto dei nuovi indicatori (si veda l’articolo di V. D’Andò sulle novità fiscali del 5 luglio 2007, pubblicato, in pari data, su Commercialistatelematico.com).


(Si veda Il Sole 24 Ore del 6 luglio 2007)


 


 


3) STUDI SETTORE: SONO STATI RIDIMENSIONATI GLI INDICATORI DI NORMALITA’ ECONOMICA, ELIMINATO IL VALORE AGGIUNTO PER ADDETTO


Nella fase di accertamento non verranno utilizzati i maggiori valori “puntuali” comprensivi dell’applicazione degli indicatori di normalità economica (I.N.E.), mentre i maggiori importi derivanti dall’analisi della normalità economica dovranno specificamente essere motivati da parte dell’Ufficio nell’avviso di accertamento, fornendo gli ulteriori elementi probatori idonei, in relazione alle specifiche condizioni del contribuente e dell’attività svolta, a giustificare la pretesa tributaria.


Dal prossimo anno l’indicatore “valore aggiunto per addetto” verrà sostituito con un altro indicatore.


La congruità, anche per effetto dell’adeguamento in dichiarazione, alle risultanze degli  studi di settore per il periodo d’imposta 2006, andrà verificata avuto riguardo al maggiore valore tra il livello minimo risultante dall’applicazione degli studi di settore, che tiene conto dei maggiori ricavi o compensi derivanti dagli indicatori di normalità economica, ed il livello puntuale di riferimento derivante dalla sola analisi di congruità.


Ad esempio, un contribuente che dichiara ricavi/compensi per 105.000 euro, superiore al ricavo/compenso puntuale determinato senza tenere conto degli indicatori di normalità, pari a 100.000 euro, ma inferiore a quello minimo con indicatori pari a 110.000 euro per adeguarsi dovrà dichiarare un maggior ricavo di 5.000 euro.


Il contribuente per essere congruo deve adeguarsi al maggiore dei due riferimenti indicati.


Nel caso in cui il ricavo/compenso risulta superiore ai due valori il contribuente, e questa è  la novità rispetto a prima, manterrebbe la congruità anche se applicando gli indicatori di normalità al ricavo/compenso puntuale, il nuovo valore dovesse risultare superiore a quello dichiarato.


Inoltre, i neo criteri di congruità si applicano anche in relazione alla preclusione degli accertamenti presuntivi nei confronti dei contribuenti congrui alle risultanze degli studi di settore.


In sostanza, l’accertamento presuntivo nei confronti dei contribuenti che risultano congrui secondo i nuovi criteri potrà essere svolto quando l’ammontare delle attività non dichiarate ricostruita presuntivamente risulta superiore al 40% dell’ammontare dichiarato o di importo superiore a 50.000 euro.


Altresì, riguardo la maggiorazione del 3% per chi si adegua in dichiarazione, il contribuente può non applicare la maggiorazione relativamente al periodo d’imposta 2006 qualora il valore di riferimento, cui il contribuente può adeguarsi per evitare l’accertamento sulla base degli studi, risulta pari al ricavo o compenso stimato da Gerico tenendo conto degli indicatori di normalità economica.


Al contrario se l’eventuale adeguamento viene fatto al ricavo o compenso puntuale determinato senza tenere conto degli indicatori di normalità occorre versare la maggiorazione del 3%.


Infine, riguardo l’elaborazione dei prossimi studi di settore che entrano in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2007 non si terrà conto dell’indicatore “Valore aggiunto per addetto” per la stima di eventuali maggiori ricavi o compensi, ma di un nuovo indicatore.


Tuttavia, l’indicatore “Valore aggiunto per addetto” verrà utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per approfondire l’analisi della coerenza di singoli contribuenti rispetto ai valori considerati normali per ogni comparto di attività economica.


Relativamente alla proroga al 9/7/2007 dei versamenti dei contribuenti sottoposti agli studi di settore, in precedenza previsti al 18/6/2007, la proroga si applica anche ai contribuenti che devono dichiarare un reddito imputato per “trasparenza” da un soggetto che esercita attività per la quale sia stato approvato lo studio di settore.


Inoltre, godono della proroga anche i contribuenti interessati da una causa di inapplicabilità o esclusione dello studio di settore.


Sono, invece, esclusi i contribuenti il cui periodo d’imposta non coincide con l’anno solare.


Per chi sceglie il versamento rateale la prima rata coincide con il termine di versamento del saldo o dell’acconto e coincide con la nuova scadenza del 9 luglio (o dell’8 agosto, nel caso in cui si sia optato per il pagamento con la maggiorazione dello 0,40”).


Le rate successive alla prima vanno il giorno 16 di ciascun mese, per i per soggetti titolari di partita Iva, e fine di ciascun mese, per gli altri contribuenti.


(Circolare Agenzia delle Entrate 06/07/2007, n. 41/E)


 


 


4) IMPOSTE SUI REDDITI: REDDITO DERIVANTE DALLA TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTI AGRICOLI (FUNGHI SOTT’OLIO)


Il reddito che deriva dalla commercializzazione dei “funghi sott’olio” è, da considerare, reddito agrario, poiché si è in presenza di attività di manipolazione e successiva cessione relativa a beni specificatamente individuati in apposito Decreto.


Viceversa, il reddito che si ritrae dalla vendita della “pasta al fungo” non può essere qualificato agrario, dal momento che il prodotto commercializzato non rientra tra quelli individuati nel D.M. 19/3/2004, ma  è, da considerare, reddito d’impresa da determinare analiticamente (art. 56 del Tuir).


L’Agenzia delle Entrate ha precisato il trattamento fiscale da applicare, ai fini delle imposte dirette, al reddito conseguito dalla commercializzazione di alcuni prodotti, “funghi sott’olio” e “pasta al fungo”, ottenuti a seguito di procedimenti di trasformazione e conservazione dei funghi coltivati in serra da un imprenditore agricolo.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 05/07/2007, n. 158/E)


 


 


5) ACQUISTO DEL TERRENO CON DIRITTO DI SUPERFICIE: DEDUCIBILITÀ AI FINI DELLE IMPOSTE SUI REDDITI


Il costo sostenuto per l’acquisto di un diritto di superficie di durata limitata è interamente deducibile dal reddito d’impresa.


Le norme contenute nell’art. 36 commi 7 e 8, D.L. n. 223/2006, relative al trattamento fiscale dei terreni su cui insistono i fabbricati strumentali, non si applicano nel caso in cui il diritto di superficie sia stato acquistato a tempo determinato.


Come è noto, l’art. 36 del D.L. “Visco-Bersani” (Dl n. 223 del 2006) ha introdotto l’obbligo di scorporare il valore del terreno da quello del fabbricato, al fine di consentire l’ammortamento esclusivamente per tale ultimo valore.


In particolare, l’obbligo di rendere fiscalmente indeducibile la quota riferibile al terreno è stata prevista dal legislatore sia nel caso in cui l’immobile sia acquisito in proprietà (comma 7), sia nel diverso caso di acquisto in leasing (comma 7-bis).


L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che tale regime restrittivo non si applica nelle ipotesi in cui il terreno sia acquisito con un diritto di superficie di durata limitata.


In questo caso, infatti, il diritto di superficie costituisce un costo per il soggetto superficiario che, a differenza di quello sostenuto per l’acquisto del terreno, deve necessariamente concorrere al risultato di esercizio e, di conseguenza, risultare fiscalmente deducibile.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 05/07/2007, n. 157/E)


 


 


6) SPESE MEDICHE PER L’ACQUISTO DI FARMACI: CONTENUTO DELLO SCONTRINO PARLANTE E PROBLEMATICHE CONNESSE ALLA PRIVACY


Il contenuto dettagliato dello scontrino fiscale rilasciato dalle farmacie non determina violazione della privacy dei contribuenti.


L’Agenzia delle Entrate ha forniti chiarimenti in merito al contenuto dello scontrino fiscale rilasciato per l’acquisto di farmaci, in considerazione delle recenti modifiche normative intervenute in materia di detraibilità delle spese mediche sostenute per l’acquisto di medicinali.


Secondo l’Agenzia delle Entrate, già prima della modifica normativa introdotta dalla Legge Finanziaria 2007, le informazioni su natura e qualità dei prodotti erano e sono desumibili dalla ricetta medica che, relativamente ai farmaci soggetti a prescrizione, il contribuente può essere chiamato ad esibire agli uffici fiscali per fruire della detrazione/deduzione per le spese sanitarie.


Infine, con la nota del 28/6/2007, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che, per venire incontro alle difficoltà di adeguamento segnalate dagli operatori del settore, fino al 31/12/2007 lo scontrino parlante potrà essere sostituito da una attestazione rilasciata dal farmacista, contestualmente allo scontrino fiscale, nella quale vanno specificate natura, qualità e quantità dei prodotti venduti.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 05/07/2007, n. 156/E)


 


 


7) EDILIZIA – APPALTO PUBBLICO AFFIDATO AL GENERAL CONTRACTOR: APPLICAZIONE DEL REVERSE CHARGE


Il meccanismo dell’inversione contabile si applica alle prestazioni di servizi rese, nel settore edile, da soggetti terzi all’impresa che agisce in qualità di “contraente generale”.


L’affidamento al general contractor della realizzazione di infrastrutture rientra fra le tipologie di contratti di appalto pubblico. All’interno di tale schema, lo stesso contraente generale assume, perciò, il ruolo di appaltatore, con la conseguenza che gli accordi da esso stipulati con altri soggetti, per l’affidamento di lavori, sono giuridicamente inquadrabili come contratti di subappalto.


L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il meccanismo dell’inversione contabile, ex art. 17, comma 6, D.P.R. n. 633/1972 cosi come modificato dall’art. 1, comma 44, Legge Finanziaria 2007, si applica alle prestazioni di servizi rese, nel settore edile, dai soggetti terzi affidatari nell’ambito dei contratti stipulati con l’impresa appaltatrice, in qualità di contraente generale (general contractor).


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 05/07/2007, n. 155/E)


 


 


8) CAMERE DI COMMERCIO – CONTRIBUENTI SOGGETTI AGLI STUDI DI SETTORE: LA PROROGA SI APPLICA ANCHE AL VERSAMENTO DEL DIRITTO ANNUALE


Si applica anche al versamento del diritto annuale per l’anno 2007 effettuato dai contribuenti soggetti agli studi di settore, la proroga stabilita con D.P.C.M. 14 giugno 2007 (in G.U. 5/7/2007, n. 154), che ha spostato il termine per il pagamento del primo acconto delle imposte per l’anno 2007, per i contribuenti “che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore”.


(Circolare Ministero sviluppo economico 06/07/2007, n. 6982)


 


 


9) IVA: LA COMMISSIONE UE HA DEFERITO L’ITALIA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA


La Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia delle Comunità europee giacché considera alcuni soggetti passivi residenti sul territorio nazionale come operatori non residenti ai fini del recupero dell’imposta dovuta in Italia.


La legislazione italiana prevede che i soggetti passivi residenti in Italia, ma il cui centro di attività principale si trova al di fuori del territorio dello Stato, si devono avvalere delle procedure di rimborso previste dall’VIII o dalla XIII direttiva IVA per i soggetti passivi non residenti.


Per cui, mediante l’invio di una lettera di messa in mora e di un parere motivato, la Commissione ha fatto notare che la legislazione italiana è incompatibile con le finalità di tali direttive e con le disposizioni pertinenti che ne definiscono l’ambito di applicazione.


 La Commissione ritiene che, in linea di massima, i soggetti passivi residenti in Italia devono potere recuperare l’IVA a credito attraverso l’abituale meccanismo di deduzione (e non mediante la procedura di rimborso prevista da tali direttive).
Poiché l’Italia non ha introdotto gli emendamenti necessari nel prescritto termine di due mesi previsto dal parere motivato, la Commissione ha deciso di adire la Corte di Giustizia CE.


(Comunicato stampa Commissione UE 06/07/2007, n. IP/07/1031)


 


 


10) FISCO: LO STATUTO DEI DIRITTI DEL CONTRIBUENTE “VIENE SISTEMATICAMENTE VIOLATO”


“E’ ormai una costante la sistematica violazione dei principi fondamentali dello Statuto dei diritti del contribuente: Basti pensare che in questo preciso istante noi non sappiamo quando si devono pagare le tasse anche perché le norme di legge sono state – di fatto – sostituite dai comunicati stampa.


Tra le altre violazioni dello Statuto che vanno segnalate con forza, quella che impedisce la irretroattività delle norme tributarie, l’eccezionalità delle norme interpretative, come pure il divieto di far uso della decretazione d’urgenza per l’istituzione di nuovi tributi o l’estensione soggettiva di quelli esistenti, e l’esigenza di una loro costituzionalizzazione”.


“Dobbiamo anche denunciare la mancata attuazione dello Statuto nella parte in cui sancisce il diritto del contribuente alla conoscenza degli atti a lui destinati, in considerazione degli ancora frequenti fenomeni di “cartelle pazze” e di iscrizioni ipotecarie effettuate senza alcuna notifica al contribuente.


Si propone di rafforzare la figura del Garante del contribuente attraverso l’attribuzione di poteri sanzionatori nei confronti dell’Amministrazione finanziaria inadempiente nell’attuazione dei principi dello Statuto ed il riconoscimento della sua totale


autonomia ed indipendenza nei confronti dell’Agenzia delle entrate”.


(Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti, Comunicato Stampa 5/7/2007)


 


7 luglio 2007 


 


Vincenzo D’Andò


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