Novità fiscali del 22 giugno 2007. In evidenza: Irap autonomi (senza autonoma organizzazione): le scelte più opportune che possono adottare i professionisti nel Modello Unico 2007; in caso di errore materiale resta valida l’opzione espressa dai soci per il regime di tassazione in trasparenza fiscale; l’iscrizione all’albo dei ragionieri è incompatibile con quella dei mediatori creditizi


1) CONFERIMENTO TACITO DEL TFR: PLURALITÀ DI FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI


Anche la COVIP ha fornito talune precisazioni sul conferimento del TFR nel caso in cui sussistano una pluralità di forme pensionistiche complementari.


(Nota COVIP 13/06/2007)


 



2) FALLIMENTO: L’AVVISO DEL PAGAMENTO IVA NON BASTA PER L’AMMISSIONE AL PASSIVO DI SANZIONI ED INTERESSI


In presenza di una dichiarazione IVA non oggetto di contestazione, la somma capitale, per la quale non è sorta alcuna contestazione, può essere ammessa al passivo, mentre, invece, le sanzioni accessorie e gli interessi legali sono ammissibili nel passivo fallimentare solo a condizione che si siano cristallizzati in un atto autonomamente impugnabile e suscettibile di diventare definitivo (come nel caso della cartella esattoriale).


Per cui le somme (Debito/credito) risultanti dalla dichiarazione IVA possono essere ammesse al passivo, non è invece possibile per le eventuali sanzioni cui occorre attendere l’arrivo della cartella di pagamento (atto impugnabile).


(Tribunale Reggio Calabria, Sentenza, Sez. I, 13/03/2007, n. 355)


  


3) L’ISCRIZIONE ALL’ALBO DEI RAGIONIERI E’ INCOMPATIBILE CON L’ISCRIZIONE ALL’ALBO DEI MEDIATORI CREDITIZI


Non è possibile essere iscritti sia nell’albo dei ragionieri commercialisti sia nell’albo dei mediatori creditizi.


Unica alternativa è data dalla possibilità di iscrizione nell’Elenco Speciale dell’albo dei Commercialisti (che, tuttavia, costituisce, comunque, un elenco di professionisti non esercenti la libera professione).


Per tale problematica occorre individuare l’art. 4 del D.Lgs. n. 139/05 (costitutivo dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili), che ha trovato immediata applicazione, a differenza delle altre disposizioni contenute nel suddetto D.Lgs.,  le quali, invece, decorrono dal 10/1/2008.


In particolare, tale art. 4, nel comma 4, sancisce “Le ipotesi di incompatibilità sono valutate con riferimento alle disposizioni di cui al presente articolo anche per le situazioni in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo”.


Proprio il suddetto art. 4, a differenza dell’art. 3 del D.P.R. n. 1068/53, prevede tra le specifiche ipotesi d’incompatibilità lo svolgimento di attività “intermediaria nella circolazione di beni o servizi, tra cui ogni tipologia di mediatore.


Pertanto, ai sensi della citata normativa, l’esercizio della professione di mediatore creditizio risulta oggi incompatibile con l’iscrizione all’Albo e consente unicamente, ai sensi del combinato disposto dell’art. 29, comma V del D.P.R. n. 1068/53 e dell’art. 4 del D.Lgs n. 139/05, l’iscrizione nell’Elenco Speciale dell’albo dei Commercialisti.


(Parere del Consiglio Nazionale dei Ragionieri e Periti commerciali del 2/5/2007, protocollo 2069/07)


 



4) IRAP AUTONOMI (SENZA AUTONOMA ORGANIZZAZIONE): LE SCELTE PIU’ OPPORTUNE CHE POSSONO ADOTTARE I PROFESSIONISTI NEL MODELLO UNICO 2007 CONSIGLIATE DALLA FONDAZIONE LUCA PACIOLI


Il professionista non è soggetto ad IRAP quando (manca il requisito dell’autonoma organizzazione) il  professionista operi senza l’ausilio di dipendenti, collaboratori e procuratori di ogni tipo (esterni o interni) e senza consistenti beni strumentali.


Viceversa, secondo la Corte di Cassazione l’IRAP si applica al libero professionista quando ricorrono congiuntamente le due seguenti condizioni:


– Il professionista sia responsabile dell’organizzazione e non sia inserito in strutture organizzative riferibili all’altrui responsabilità o interesse (Cass., nn. 3676, 3677 e 3678 del 2007);


l’attività professionale sia svolta con l’utilizzo di fattori idonei ad accrescerne la produttività;


– I fattori utilizzati devono essere idonei a fare presumere che quanto prodotto non è frutto della sola attività del professionista, ma anche della struttura, costituita proprio al fine di potenziare la produzione di ricchezza (VAP) a vantaggio di tutti coloro che vi collaborano.


Onere della prova


In tutte le sentenze la Suprema Corte ha evidenziato che l’onere di dimostrare la mancanza della causa che giustifica il prelievo è sempre a carico del contribuente che agisce in ripetizione di indebito contro il silenzio-rifiuto o il diniego espresso di rimborso da parte dell’amministrazione delle somme pagate a titolo di IRAP.


Pertanto il contribuente che abbia pagato l’IRAP e ne chieda il rimborso per la mancanza di un’autonoma organizzazione deve provare:


– l’avvenuto pagamento dell’imposta;


– l’autonomia dell’attività da terzi (responsabilità dell’organizzazione in capo al contribuente stesso);


– l’inesistenza di elementi rilevanti di organizzazione (lavoro altrui o beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile).


Riguardo i mezzi probatori utilizzabili, in alcune sentenze  è stato suggerito il riscontro dei dati di autonoma organizzazione nella dichiarazione dei redditi, con particolare riferimento a quelli contenuti nei righi del Quadro RE.


La dichiarazione IRAP 2007


Dopo avere accertato che nella propria situazione non vi sia la presenza di un’autonoma organizzazione, il professionista deve tradurre la propria scelta nella dichiarazione modello UNICO.


Il professionista che ritiene di esercitare la sua attività senza un’autonoma organizzazione,


ha le seguenti  alternative:


1) compilare il quadro IQ di UNICO, versando la relativa imposta, e avviare poi la procedura di rimborso, eventualmente anche in sede contenziosa.


Questa soluzione, che è quella voluta dall’Agenzia delle entrate, ha il pregio di evitare l’irrogazione di ogni sanzione, ma presuppone il versamento nei termini dell’IRAP nella misura dichiarata e comporta la lunghezza dei tempi della procedura di rimborso;


2) omettere la compilazione del Quadro IQ, ovvero, forzando il sistema, annullare l’effetto dell’errore bloccante ed inviare ugualmente telematicamente la dichiarazione.


In tal caso il professionista potrà essere raggiunto da un avviso di accertamento ex art. 42 DPR n. 600/1973 per omessa presentazione della dichiarazione e l’imposta sarà determinata induttivamente.


Gli uffici potranno richiedere, oltre all’IRAP, anche le sanzioni (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta) e gli interessi;


3) compilare il quadro IQ, abbattendo la base imponibile


Nel compilare il Quadro IQ, il professionista potrà inserire deduzioni tali da azzerare interamente il valore della produzione.


In tal modo si commette un’irregolarità punibile come infedele dichiarazione.


Ciò comporta l’applicazione di una sanzione (tra il 100% ed il 200% della maggiore imposta dovuta) e degli interessi moratori (art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 471/97);


4) compilare il quadro IQ ed omettere il versamento della relativa imposta, sia in saldo che in acconto.


Naturalmente, in tale evenienza, il professionista dovrebbe poi ricevere la cartella di pagamento per l’omesso versamento del tributo dichiarato.


(Fondazione Luca Pacioli, Circolare n. 14 del 20/06/2007)


  


5) NOTIFICA RICORSO PER CASSAZIONE: VALORE DEL TIMBRO DATARIO DELL’UFFICIALE GIUDIZIARIO


Riguardo la notifica del ricorso per cassazione, la prova della tempestiva consegna all’Ufficiale giudiziario dell’atto da notificare,  può derivare anche dal timbro apposto su tale atto recante il numero cronologico e la data.


Tuttavia, se la controparte muova contestazione in ordine alle risultanze del timbro apposto sul ricorso, la idoneità probatoria del timbro-datario viene meno e il ricorrente dovrà farsi carico di esibire una idonea certificazione rilasciata dall’ufficiale giudiziario, il quale deve tenere, ai sensi dell’art. 116, lett. A), D.P.R. n. 1229/1959, un registro cronologico che fa fede fino a querela di falso.


In applicazione di tale principio, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno ritenuto tempestivamente proposto il ricorso, sulla base della certificazione esibita dal ricorrente, e hanno ritenuto infondata la contestazione, proposta nel controricorso, circa l’idoneità del timbro, apposto a margine della prima pagina dell’atto introduttivo del giudizio, sul quale risultava una data anteriore alla scadenza del termine per la notifica e il riferimento al numero del registro cronologico.


Pertanto, le Sezioni unite hanno chiuso il contrasto di giurisprudenza, sollevato con le ordinanze nn. 24942 e 24943 del 2006 della sezione tributaria della Cassazione.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. SS.UU., 20/06/2007, n. 14294)


 



6) SOFTWARE PER LA COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE UNICO SP 2007


E’ disponibile dal 21/06/2007, sul Sito dell’Agenzia delle Entrate, anche la Versione software: 1.0.0 del 21/06/2007.


Il software UnicOnLine SP 2007 consente la compilazione del modello UNICO 2007 per le Società di Persome.


Da questo anno una novità è data dal fatto che i software fiscali sono utilizzabili anche dagli intermediari, oltre che dai contribuenti direttamente. 


 


7) PORTABILITÀ DEL MUTUO – FACOLTÀ DI SURROGAZIONE PER VOLONTÀ DEL DEBITORE: PRIMI CHIARIMENTI DALL’AGENZIA DEL TERRITORIO


L’Agenzia del Territorio è intervenuta a chiarire i dubbi interpretativi sorti con l’applicazione dell’art. 8, D.L. n. 7/2007 (convertito dalla Legge n. 40/2007) in materia di “portabilità” dei mutui, aperture di credito e altri contratti di finanziamento concessi da intermediari bancari e finanziari, in relazione all’esercizio della facoltà di surrogazione per volontà del debitore di cui all’art. 1202 c.c..


La surrogazione é una forma di successione nel diritto di credito che determina il subingresso di un terzo nei diritti del creditore verso un debitore, per effetto dell’adempimento di un’obbligazione.


Nel pagamento con surrogazione si ha successione nella garanzia ipotecaria a favore del terzo che ha reso possibile al debitore il pagamento del debito al creditore originario.


Ai fini dell’eseguibilità dell’annotazione e dell’applicazione prevista dalle norme, occorre verificare la compresenza di entrambi i requisiti:


– La quietanza rilasciata dal creditore originario e la stipula del contratto di mutuo con espressa indicazione della volontà di utilizzare le somme ricavate per l’estinzione di un precedente finanziamento.


Infine, sulle formalità di annotazione si applica il seguente trattamento tributario:


a) esenzione dall’imposta ipotecaria e dall’imposta di bollo;


b) pagamento della tassa ipotecaria (di cui al punto 1.1. della tabella delle tasse ipotecarie allegata al D.Lgs. 31/10/1990, n. 347).


La neo disposizione, nella sua definitiva formulazione, con particolare riferimento al trattamento tributario applicabile previsto dal co. 4-bis (aggiunto dalla legge di conversione), é entrata in vigore in data 3/4/2007.


Pertanto, i Servizi di Pubblicità Immobiliare degli Uffici Provinciali sono chiamati al puntuale rispetto delle indicazioni impartite con la presente circolare.


(Circolare Agenzia Territorio 21/06/2007, n. 9/T)



 


8) IVA: LA NOZIONE DI NEGOZIAZIONE DEI CREDITI DELIMITA IL CAMPO DELL’ESENZIONE


La Corte CE ha stabilito che é applicabile l’esenzione IVA ex art. 13, parte B, lett. d), punto 1, direttiva 77/388/CE, anche alla prestazione di negoziazione di crediti prestata da un soggetto passivo che non sia contrattualmente legato a nessuna delle parti di un contratto di credito, alla cui conclusione egli ha contribuito e che non entri direttamente in contatto con una delle parti.


(Corte di Giustizia Sentenza, Sez. I, 21/06/2007, n. C-453/05)


  


9) IMPOSTA SUI CONFERIMENTI: È ESENTE L’AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE EFFETTUATO INTERAMENTE IN CONTANTI


Nel caso di uno Stato (nel caso di specie il Portogallo) che ha aderito alle Comunità europee con effetto dal 1° gennaio 1986, in mancanza di disposizioni derogatorie nell’atto di adesione di tale Stato o in un altro atto comunitario, l’art. 7, n. 1), della direttiva n. 69/335 (concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali) deve essere interpretato nel senso che l’esenzione obbligatoria prevista vale per tutte le operazioni rientranti nell’ambito di applicazione di tale direttiva che, al 1/7/1984, erano esentate, in tale Stato, dall’imposta sui conferimenti o che erano soggette all’imposta con un’aliquota ridotta inferiore o pari allo 0,50%.


(Corte Giust. CE Sentenza, Sez. IV, 21/06/2007, n. C-366/05)


 



10) SONO ESENTI DALL’IMPOSTA DI BOLLO LE CAUSE DI LAVORO


Si applica l’esenzione dall’imposta di bollo per la copia dell’ordinanza di liquidazione spese emessa dal giudice


La copia dell’ordinanza, con la quale il giudice del lavoro dispone la liquidazione dei compensi dovuti a un consulente tecnico d’ufficio nell’ambito di una causa di lavoro e di previdenza e assistenza obbligatoria, non è, pertanto, soggetta a imposta di bollo.


Difatti, tale documento è un atto necessario per avviare il procedimento esecutivo dinanzi al giudice competente, rientrando quindi tra le ipotesi agevolate previste dall’art. 10 della legge 533/73.


Sulla copia va apposta l’indicazione della norma che comporta l’esenzione dal pagamento del tributo.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 140 del 21/06/2007)


  


11) SE NON INTERVIENE IL NOTAIO NON SI APPLICANO LE AGEVOLAZIONI PREVISTE SULL’IMPOSTA DI REGISTRO


Non si applica il criterio catastale per gli immobili trasferiti con sentenza del tribunale.


In particolare, quando il trasferimento di un immobile avviene per effetto di una sentenza, senza, quindi, l’intervento di un notaio, la base imponibile per l’applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale non è data dal valore catastale, ma da quello venale in comune commercio.


Non è, pertanto, possibile usufruire delle agevolazioni previste dalla normativa poiché manca uno dei presupposti, quale é la richiesta dell’acquirente al notaio, all’atto della cessione, di applicare la tassazione con criterio tabellare, indipendentemente dal corrispettivo pattuito.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 141 del 21/06/2007)


 


12) IN CASO DI ERRORE MATERIALE RESTA VALIDA L’OPZIONE ESPRESSA DAI SOCI PER IL REGIME DI TASSAZIONE IN TRASPARENZA FISCALE


L’errore materiale nell’indicazione del nominativo di un socio partecipante non invalida l’opzione.


Resta, dunque, valida l’opzione per la trasparenza nel caso in cui la società partecipata abbia erroneamente indicato, nella prescritta comunicazione telematica all’Agenzia delle entrate, il nominativo del socio uscente in luogo di quello effettivo.


Tutto ciò, a condizione che, alla data della predetta comunicazione, gli iscritti nel libro dei soci abbiano già formalizzato la loro opzione per l’accesso al regime mediante apposita raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata alla partecipata.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 142 del 21/06/2007)


 


Vincenzo D’Andò


 


Giugno 2007


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