Le novità del modello unico PF 2007: redditi di impresa e di lavoro autonomo


Premessa


Le novità normative che riguardano il modello Unico PF 2007 (1), sulla disciplina del reddito d’impresa, sono le seguenti:


– Misure di contrasto all’evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria (D.L. n. 203/2005);


– Disposizioni per la formazione del bilancio dello Stato (n. 266/2005, Finanziaria 2006);


– D.L. n. 23/2006;


– Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale (D.L. n. 223/206);


– Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria (D.L. n. 262/2006);


– Disposizioni per la formazione del bilancio (Legge n. 296/2006, Finanziaria 2007).


Tali novità saranno riproposte in maniera più dettagliata nella parte successiva, oltre all’elencazione della novità che hanno interessato i nuovi indicatori di normalità economica e la disciplina degli studi di settore.


Di seguito esaminiamo, invece, altre novità riguardanti, tra l’altro, gli artisti e i professionisti.


 


Perdite d’impresa e di lavoro autonomo


Il comma 27, dell’art. 36 del D.L. 223/06, ha modificato l’art. 8 del Tuir prevedendo, anche per i  lavoratori autonomi e le imprese minori, come già previsto per i soggetti in contabilità ordinaria, la possibilità di dedurre le perdite unicamente dai redditi della stessa categoria di quella che le ha generate. Tali disposizioni si rendono applicabili ai redditi ed alle perdite realizzati dal periodo di imposta in corso alla data del 4 luglio 2006.


Ai sensi del comma 3 dell’art. 8 del Tuir, le perdite derivanti dall’esercizio di attività commerciali e quelle derivanti da partecipazioni in società in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché quelle derivanti dall’esercizio di arti e professioni anche esercitate attraverso società semplici e associazioni di cui all’art. 5 del TUIR, possono essere compensate in ciascun periodo d’imposta con i relativi redditi derivanti dalle predette attività e/o partecipazioni (sia in contabilità ordinaria che semplificata) e limitatamente all’importo che trova capienza in essi. L’eccedenza può essere portata in diminuzione dei relativi redditi derivanti dalle predette attività e/o partecipazioni negli esercizi successivi ma non oltre il quinto.


La descritta compensazione delle perdite d’impresa e di lavoro autonomo con i redditi d’impresa e di lavoro autonomo conseguiti dallo stesso soggetto si effettua, nel quadro RE, RF o RG, e/o RH, e/o RD, in cui è stato conseguito un reddito.


 


Perdite riportabili senza limiti di tempo


Ai sensi dell’art. 84, comma 2, del Tuir, le perdite realizzate nei primi tre periodi di imposta dalla data di costituzione possono essere computate in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi senza alcun limite di tempo a condizione che si riferiscano ad una nuova attività produttiva.


 


Reddito (o perdita) delle attività professionali ed artistiche


Come è noto a seguito delle recenti modifiche normative (D.L. n. 223/2006), adesso anche i professionisti possono riportare nell’anno successivo le perdite conseguite nell’esercizio di arti o professioni (dal 2006 in poi), ciò indipendentemente dal tipo di contabilità adottata (semplificata o ordinaria), stessa cosa vale ora pure per le imprese (in contabilità ordinaria o in semplificata).


Recitano le neo istruzioni ministeriali che nel rigo RE25 va indicata l’eventuale perdita derivante dal reddito di partecipazione in associazioni tra artisti e professionisti.


Poiché l’art. 36 del D.L. 223/2006 ha modificato l’art. 8 del TUIR, relativamente alle perdite di lavoro autonomo e di imprese minori, la perdita residua deve essere indicata nel campo 1 del rigo RS10 del prospetto delle perdite di lavoro autonomo non compensate nell’anno, se riportabile con limiti temporali, o nel rigo RS10 colonna 2 se si tratta di perdite riportabili senza limite di tempo.


 


Perdite di lavoro autonomo non compensate nell’anno


Il prospetto delle perdite di lavoro autonomo non compensate nell’anno è riservato ai soggetti che nel periodo di imposta 2006 hanno rilevato una perdita di lavoro autonomo da quadro RE, ai fini del riporto della stessa negli anni successivi ai sensi dell’art. 8, comma 3, del TUIR.


Pertanto, occorre riportare nella colonna 1 del rigo RS10 la perdita di rigo RE23 del quadro RE.


Nella colonna 2 del rigo RS10, vanno indicate le perdite di lavoro autonomo non compensate nell’anno riportabili senza limite di tempo ai sensi dell’art. 84, comma 2, del TUIR, a seguito di richiamo dell’art. 8, comma 3, del TUIR.


 


Prospetto delle perdite d’impresa


Il prospetto delle perdite d’impresa è riservato ai contribuenti che hanno subito perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali indicate nel quadro RF (o nel quadro RG per i soggetti in contabilità semplificata), e ai soci di società in nome collettivo e in accomandita semplice (indicate nel quadro RH, Sezione I – codice 1) e/o in società che abbiano optato per la trasparenza di cui all’art. 116 del TUIR (indicate nel quadro RH, Sezione II) per la parte non utilizzata per compensare altri redditi d’impresa dell’anno, distinguendo le perdite realizzate nei primi tre periodi d’imposta dal contribuente ovvero nella società in cui partecipa.


Pertanto nel rigo RS11, nelle colonne da 1 a 6, vanno riportate le perdite non compensate dei periodi indicati nel prospetto, rispettando l’anno di formazione delle medesime.


Nel rigo RS12, colonna 2, va indicato il totale delle perdite realizzate nei primi tre periodi d’imposta non compensate nell’anno (art. 84, comma 2, del TUIR), compreso l’importo indicato in colonna 1, relativo alle perdite maturate nell’anno non compensate.


 


Corrispettivi derivanti dall’assunzione di particolari obblighi (quadro RL)


Nel rigo RL15, indicare i corrispettivi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere (esempio: La c.d. indennità di rinuncia percepita, per la mancata assunzione del personale, avviato al lavoro)


 


Quadro RL – sezione II-B: Attività sportive dilettantistiche e prestazioni rese a favore di cori, bande musicali e filodrammatiche


In questa sezione vanno dichiarate:


– le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i percepiti dai direttori artistici e dai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale rese in favore di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche (art. 1, comma 299 della legge 27 dicembre 2006, n. 296);


– le indennità di trasferta;


– i rimborsi forfetari di spesa;


– i premi ed i compensi percepiti per l’esercizio di attività sportive dilettantistiche erogati dal Coni, dalle federazioni sportive nazionali, dall’unione nazionale per l’incremento delle razze equine (Unire), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegue finalità dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto;


– le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, in relazione a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche (art. 90 comma 3, lett. a) della L. 27 dicembre 2002 n. 289).


Per tali compensi, percepiti nel 2006, è prevista la seguente modalità di tassazione:


– i primi euro 7.500,00 complessivamente percepiti nel periodo d’imposta non concorrono alla formazione del reddito;


– sugli ulteriori euro 20.658,28 viene operata una ritenuta a titolo di imposta (con aliquota del 23%);


– sulle somme eccedenti l’importo complessivo di euro 28.158,28, viene operata una ritenuta a titolo d’acconto (con aliquota del 23%).


Sono, peraltro, esclusi dall’imposizione i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio ed al trasporto, sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale, che pertanto non vanno indicati in tale sezione.


 


Quadro RE – Redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni


Come è noto il quadro RE deve essere utilizzato per dichiarare i redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni indicati. Nel rigo RE3, colonna 2, va indicato l’ammontare lordo complessivo degli altri proventi, tra cui i corrispettivi percepiti a seguito di cessione della clientela.


Infatti, ai sensi della nuova disposizione di cui all’art. 54, comma 1-quater, del TUIR, introdotta dall’art. 36, comma 29 del D.L. n. 223/2006, concorrono a formare il reddito di lavoro autonomo i corrispettivi percepiti a seguito di cessione della clientela o di elementi immateriali comunque riferibili all’attività artistica o professionale.


Tuttavia, ai sensi della nuova lettera g-ter, del comma 1 dell’art. 17 del TUIR, inserita dal citato comma 29, nel caso in cui il compenso derivante dalla cessione della clientela o di elementi immateriali sia riscosso interamente nel periodo d’imposta, il contribuente può scegliere di assoggettare tali importi a tassazione separata.


Nel rigo RE4, occorre indicare, ai sensi dell’art. 54, commi 1-bis e 1-ter, del TUIR, come modificato dall’art. 36, comma 29, del suddetto D.L. n. 223/2006, le plusvalenze dei beni strumentali, esclusi gli immobili e gli oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione se realizzate mediante cessione a titolo oneroso o mediante il risarcimento, anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni e qualora i beni siano destinati al consumo personale o familiare dell’esercente l’arte o la professione o a finalità estranee all’arte o professione.


Le corrispondenti minusvalenze vanno indicate nel successivo rigo RE18.


Inoltre, nel rigo RE7 vanno, tra le altre spese, indicati:


Il 25% (e non più il 50%) delle quote di ammortamento delle autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli, limitatamente ad un solo veicolo, senza tener conto della parte di costo di acquisto che eccede euro 18.075,99 per le autovetture e autocaravan, euro 4.131,66 per i motocicli ed euro 2.065,83 per i ciclomotori;


– l’ammontare delle quote di ammortamento dei veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti


nel limite dell’importo che costituisce reddito di lavoro dipendente.


Nel rigo RE8 vanno, tra l’altro, indicati:


il 25% dei canoni di locazione finanziaria per le autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli, con riferimento ad un solo veicolo, senza tener conto dell’ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di detti veicoli che eccede euro 18.075,99 per le autovetture e autocaravan, euro 4.131,66 per i motocicli e euro 2.065,83 per i ciclomotori, ragguagliati ad anno (vedere nelle “Novità della disciplina del reddito d’impresa e di lavoro autonomo”);


Nel rigo RE9 vanno pure indicati:


il 25% cento dei canoni di locazione e/o di noleggio senza tenere conto dell’ammontare dei canoni che eccede euro 3.615,20 per le autovetture e gli autocaravan, euro 774,69 per i motocicli e euro 413,17 per i ciclomotori, ragguagliati ad anno, limitatamente d un solo veicolo;


– l’ammontare dei canoni di locazione e/o di noleggio dei veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti nel limite dell’importo che costituisce reddito di lavoro dipendente.


 Nel rigo RE15, colonna 1, si deve indicare l’ammontare delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande in pubblici esercizi sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate in fattura, integralmente deducibili dal reddito di lavoro autonomo ai sensi della nuova formulazione del comma 5 dell’art. 54 del TUIR, modificato dall’art. 36, comma 29, del D.L. n. 223/2006.


Mentre nella colonna 2 occorre indicare l’intero ammontare delle stesse spese effettivamente sostenute dal professionista.


Infine, nella colonna 3, si deve indicare l’importo deducibile, corrispondente alla somma di colonna 1 più colonna 2.


L’importo deducibile di colonna 2 non può essere superiore al 2% dell’ammontare dei compensi percepiti.


Nel rigo RE19 vanno, altresì,  indicati:


– Il 25% delle spese sostenute nel periodo d’imposta, limitatamente a un solo veicolo, per l’acquisto di carburanti, lubrificanti e simili (benzina, gasolio, metano, ecc.) utilizzati esclusivamente per la trazione di ciclomotori e motocicli, nonché l’intero ammontare di tali spese sostenute relativamente ai detti veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti nel limite dell’importo che costituisce reddito di lavoro dipendente;


– il 25% delle altre spese (diverse da quelle sostenute per l’acquisto di carburanti, lubrificanti e simili), utilizzati esclusivamente per la trazione e limitatamente ad un solo veicolo, relative alle autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli, nonché l’intero ammontare di tali spese sostenute relativamente ai veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti nel limite dell’importo che costituisce reddito di lavoro dipendente.


 


 


LE NOVITA NEL MODELLO UNICO 2007 PF PER LE IMPRESE


 


D.L. 30.09.2005, n. 203, convertito dalla legge 02.12.2005, n. 248


Il D.L. n. 203/2005, ha introdotto una serie di modifiche al TUIR.


In particolare, viene previsto che le minusvalenze realizzate ai sensi dell’art. 101 del TUIR sulle azioni, quote e strumenti finanziari similari alle azioni che non possiedono i requisiti di esenzione di cui all’art. 87 del TUIR non rilevano fino a concorrenza dell’importo non imponibile dei dividendi, o dei loro acconti, percepiti nei 36 mesi precedenti il realizzo.


Tale disposizione si applica anche alle differenze negative tra i ricavi dei beni di cui all’art. 85, comma 1, lettere c) e d) del TUIR e i relativi costi, e, con riferimento alle azioni, quote e strumenti finanziari similari alle azioni acquisite nei trentasei mesi precedenti il realizzo, sempre che soddisfino i requisiti per l’esenzione di cui alle lettere c) e d) dell’art. 87 del TUIR.


 


Legge 23.12.2005, n. 266 (Finanziaria 2006)


A seguito delle modifiche apportate al comma 3 dell’art. 103 del TUIR, le quote di ammortamento del valore di avviamento iscritto nell’attivo del bilancio sono deducibili in misura non superiore a 1/18 del valore stesso, anche con riferimento alle residue quote di ammortamento del valore di avviamento iscritto in periodi di imposta precedenti.


 


D.L. 01.02.2006, n. 23, convertito dalla legge 03.03.2006, n. 86


L’art. 2 del D.L. n. 23/2006, per l’anno 2006, ha previsto, per i proprietari degli immobili locati ai conduttori, che il reddito dei fabbricati non concorre a formare il reddito imponibile per la durata della sospensione legale dell’esecuzione (sfratto esecutivo) e fino ad un massimo di sei mesi.


 


D.L. 04.07.2006, n. 223, convertito dalla legge 04.08.2006, n. 248


L’art. 36 del D.L. n. 223/2006 contiene disposizioni rivolte al recupero di base imponibile.


Concorrono per il loro intero ammontare alla formazione del reddito del percettore anche gli utili erogati indirettamente in Italia attraverso altra società non residente in un Paese “black list”.


E’ rimasta la possibilità di esercitare l’interpello di cui all’art. 167, comma 5, lett. b), del TUIR.


Con la modifica dell’art. 102, comma 3, del TUIR, è stato esclusa, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 04.07.2006, la possibilità di dedurre quote di ammortamento anticipato per taluni mezzi di trasporto a motore utilizzati “promiscuamente” nell’esercizio d’impresa, anche se acquistati nel corso di precedenti periodi di imposta.


Riguardo alla deducibilità dei canoni di leasing su tali beni viene subordinata la deduzione fiscale alla condizione che la durata del contratto di leasing non sia inferiore al periodo di ammortamento corrispondente all’applicazione delle aliquote previste dal D.M. 31.12.1988 al costo del bene. Tale modifica si applica ai canoni relativi a contratti di locazione finanziaria stipulati a decorrere dal 12.08.2006.


Per i fabbricati strumentali, il D.L. n. 262/2006 ha stabilito che, ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili, il costo degli stessi deve essere assunto al netto del costo delle aree occupate dalla costruzione e di quelle che ne costituiscono pertinenza; è previsto altresì che il costo da attribuire alle predette aree, ove non autonomamente acquistate in precedenza, è quantificato in misura pari al maggiore valore tra quello esposto in bilancio nell’anno di acquisto e quello corrispondente al 20% e, per i fabbricati industriali, al 30% del costo complessivo stesso.


Per fabbricati industriali si intendono quelli destinati alla produzione o trasformazione di beni.


Peraltro, le suddette disposizioni si applicano, con riguardo alla quota capitale dei canoni, anche ai fabbricati strumentali in locazione finanziaria.


Infine, in deroga alle disposizioni in materia di Statuto dei diritti del contribuente (legge 27 luglio 2000, n. 212), è stato previsto che le norme si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 4.7.2006, anche per le quote di ammortamento e i canoni di leasing relativi ai fabbricati acquistati o acquisiti a partire da periodi d’imposta precedenti.


In tal caso, ai fini della individuazione del maggiore valore, si tiene conto del valore delle aree esposto nell’ultimo bilancio approvato prima della data di entrata in vigore del D.L. n. 223/2006 e del valore derivante dall’applicazione delle citate percentuali al costo complessivo del fabbricato, risultante dal medesimo bilancio, assunto al netto dei costi incrementativi capitalizzati e delle rivalutazioni effettuate.


Per ciascun fabbricato il residuo valore ammortizzabile è pari alla quota di costo riferibile allo stesso al netto delle quote di ammortamento dedotte nei periodi d’imposta precedenti calcolate sul costo complessivo.


Altresì, é stato modificato l’art. 115, comma 3, del TUIR, con l’introduzione del limite all’utilizzo delle perdite dei soci relative ad esercizi anteriori all’inizio del regime della trasparenza fiscale e con effetti anche ai fini di quanto previsto dall’art. 116 del TUIR.


Tali perdite non possono più essere utilizzate per compensare i redditi imputati dalle società partecipate.


Ai sensi del D.L. n. 262/2006, tale disposizione ha effetti sui redditi delle società partecipate relativi ai periodi d’imposta che iniziano successivamente alla data del 4.7.2006.


Con la modifica nell’art. 84, comma 2, del TUIR, si è previsto che il riporto illimitato delle perdite riguarda quelle maturate nei primi tre periodi d’imposta dalla data di costituzione e a condizione che le stesse si riferiscano ad un attività produttiva effettivamente nuova.


Le disposizioni si applicano alle perdite relative ai primi tre periodi d’imposta che si sono formate a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 4.7.2006.


Le istruzioni ministeriali al modello Unico PF 2007, inoltre, precisano che in presenza delle condizioni inibitorie contenute nel comma 3 dell’art. 84 del TUIR non è più consentito il riporto delle perdite pregresse con riferimento alle partecipazioni acquisite nell’ambito del gruppo; tale modifica si applica ai soggetti le cui partecipazioni sono acquisite da terzi a decorrere dalla data del 4.7.2006.


Ed ancora, con la modifica dell’art. 101, comma 1, del TUIR, è stato disposto, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 4.7.2006, l’indeducibilità delle minusvalenze derivanti dalla destinazione dei beni a finalità estranee all’esercizio dell’impresa.


Con l’abolizione del comma 3 dell’art. 93 del TUIR, è stata escluso, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 4.7.2006, la facoltà di svalutare per rischio contrattuale le rimanenze finali di opere, forniture e servizi di durata ultrannuale.


Come precisato nella prima parte, con la modifica dell’art. 8 del TUIR è stato previsto, anche per i lavoratori autonomi e le imprese minori, come già avviene per i soggetti in contabilità ordinaria, la possibilità di dedurre le perdite unicamente dai redditi della stessa categoria di quella che le ha generate. Tali perdite sono computate in diminuzione dai relativi redditi conseguiti nei periodi d’imposta e per la differenza nei successivi, ma non oltre il quinto, per l’intero importo che trova capienza in essi, e si rendono applicabili anche le disposizioni di cui al comma 2 dell’art. 84 del TUIR (riporto illimitato delle perdite realizzate nei primi tre esercizi di attività). Tali disposizioni si applicano ai redditi ed alle perdite realizzati dal periodo di imposta in corso alla data del 4.7.2006.


Le modifiche normative hanno interessato anche l’art. 54 del TUIR, in tale ambito relativo al reddito di lavoro autonomo è stata data rilevanza reddituale alle plusvalenze e minusvalenze realizzate attraverso l’estromissione di beni strumentali, esclusi gli immobili e gli oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione.


Inoltre, tra i proventi che concorrono a formare il reddito professionale assumono rilevanza anche i corrispettivi conseguiti a seguito della cessione della clientela o di elementi immateriali comunque riferibili all’attività artistica o professionale.


Infine, per quanto riguarda le spese per prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti


e bevande in pubblici esercizi sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate nella fattura, è prevista l’integrale deducibilità dal reddito di lavoro autonomo.


Con la modifica dell’art. 103, comma 1, del TUIR, si é previsto che il limite massimo delle quote di ammortamento deducibili del costo dei diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno, dei brevetti industriali, dei processi e know how è incrementato da 1/3 al 50% e che il limite massimo delle quote di ammortamento deducibili dei marchi di impresa è ridotto da 1/10 a 1/18 del costo. Tali novità si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 4.7.2006 anche per le quote di ammortamento relative ai costi sostenuti nel corso dei periodi di imposta precedenti.


Con riferimento ai brevetti industriali, si è stabilito che la nuova misura dell’ammortamento deducibile si applica limitatamente ai brevetti registrati dalla data del 4.7.2006 o nei cinque anni precedenti.


 


D.L. 03.10.2006, n. 262, convertito dalla legge 24.11.2006, n. 286


Infine, il D.L.  262/2006, ha introdotto le seguenti novità:


E’ inserito nell’art. 110 del TUIR il nuovo comma 12-bis. Pertanto, l’indeducibilità delle spese e degli altri componenti negativi è stata estesa anche alle prestazioni di servizi rese dai professionisti domiciliati in Stati o territori non appartenenti all’Unione Europea aventi regimi fiscali privilegiati.


Con effetti a partire dal periodo d’imposta in corso alla data del 3.10.2006 è stata esclusa la possibilità di dedurre il 50% delle spese e degli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa ed è stato stabilito che per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti può essere dedotto solo l’importo costituente reddito di lavoro; è stata ridotta, inoltre, dal 50 al 25% la percentuale di deducibilità dei costi relativi alle autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli per i soggetti esercenti arti e professioni.


 


Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007)


L’art. 1, comma 403 della legge finanziaria per il 2007, ha disposto che relativamente alla determinazione dell’acconto dovuto per l’anno 2007, ai fini delle imposte sul reddito e dell’imposta regionale sulle attività produttive, si assume quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata tenendo conto delle disposizioni di cui ai commi 401 e 402 del medesimo articolo.


Considerato che in base a tali commi le quote di ammortamento, i canoni di locazione e le spese per le apparecchiature telefoniche (telefonia fissa e mobili) sono deducibili all’80% e che la decorrenza è prevista dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2006. Tutto questo comporta che l’acconto Irpef/Irap per il 2007 sia calcolato tenendo conto di tali modifiche, cioè di tale nuova percentuale e non del dato storico.


Infine, il comma 397, ha prorogato per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2006, l’art. 11, comma 106, L. 266/2005 (Finanziaria 2006), in base al quale la deduzione forfetaria per spese non documentate di cui all’art. 66, comma 5, primo periodo, del TUIR, a favore delle imprese di autotrasporto di merci per conto terzi compete anche per i trasporti personalmente effettuati dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35% di quello spettante per i medesimi trasporti nell’ambito della Regione o delle Regioni confinanti.


 


NOVITA’: INDICATORI DI NORMALITÀ ECONOMICA UNICO PERSONE FISICHE


L’art. 1, comma 19, primo periodo, della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007) ha previsto, nei confronti dei contribuenti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, per i quali non si rendono applicabili gli studi di settore, specifici indicatori di normalità economica, idonei a rilevare la presenza di ricavi o compensi non dichiarati o di rapporti di lavoro irregolare.


Al fine di procedere all’applicazione dei predetti indicatori, che saranno in seguito individuati e utilizzati dall’amministrazione finanziaria per la selezione dei soggetti da sottoporre a controllo, vengono richieste alcune informazioni contenute nell’allegato al modello UNICO PF (PERSONE FISICHE).


Detto allegato deve essere compilato dai soggetti per i quali non si rendono applicabili gli studi di settore (di cui all’art. 62-bis del D.L. n. 331/1993, convertito dalla legge n. 427/1993) e che, comunque, non sono tenuti alla compilazione del relativo modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.


In particolare, devono compilare il presente allegato i contribuenti che:


– hanno iniziato l’attività nel corso del periodo d’imposta 2006;


– hanno un periodo d’imposta diverso dai 12 mesi;


– esercitano un’attività per la quale non risultano approvati né gli studi di settore nè i parametri;


– sono tenuti all’applicazione dei parametri di cui al D.P.C.M. 29 gennaio 1996, come modificato dal D.P.C.M. 27 marzo 1997;


– esercitano un’attività per la quale si rendono applicabili i parametri e si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività, sono in liquidazione ordinaria, hanno cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta 2006, o hanno dichiarato ricavi di cui all’art. 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e) del TUIR, o compensi di cui all’art. 54, comma 1, del TUIR, di ammontare superiore a euro 5.164.569;


– esercitano un’attività per la quale si rendono applicabili gli studi di settore e hanno dichiarato ricavi di cui all’art. 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e) del TUIR, o compensi di cui all’art. 54, comma 1, del TUIR, di ammontare superiore a euro 7.500.000.


Non devono compilare l’allegato i soggetti che esercitano un’attività compresa negli studi di settore e si trovano nel periodo d’imposta 2006 in una delle seguenti situazioni:


– dichiarano ricavi di cui all’art. 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e) del TUIR, o compensi di cui all’art. 54, comma 1, del TUIR, di ammontare superiore a euro 5.164.569 e fino ad euro 7.500.000;


– dichiarano di rientrare in una delle cause di esclusione previste nelle ipotesi di cessazione dell’attività, liquidazione ordinaria ovvero di non normale svolgimento dell’attività.


Ciò poiché, ancorché tali soggetti sono esclusi dall’applicazione degli studi, gli stessi sono comunque tenuti a compilare il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.


Non devono comunque compilare il presente allegato i soggetti che determinano il reddito forfetariamente.


L’allegato è, infine, composto da tre sezioni:


 la Sezione I, dovrà essere compilata dalle imprese in regime di contabilità semplificata che compilano il quadro RG;


– la Sezione II, dovrà essere compilata dalle imprese in regime di contabilità ordinaria che compilano il quadro RF;


– la Sezione III, dovrà essere compilata dai soggetti che conseguono redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arti e professioni e che compilano il quadro RE.


 


LE NOVITA’ PER GLI STUDI DI SETTORE


 


Cause di esclusione dall’applicazione dei parametri e degli studi di settore


I soggetti nei confronti dei quali operano cause di esclusione dall’applicazione dei parametri di cui al D.P.C.M. 29 gennaio 1996, come modificato dal D.P.C.M. 27 marzo 1997 o degli studi di settore di cui all’art. 62-bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, devono compilare l’apposita casella posta nel primo rigo dei quadri RE, RF, RG, indicando i seguenti codici:


1. inizio dell’attività nel corso del periodo d’imposta.


2. cessazione dell’attività nel corso del periodo d’imposta;


3. ammontare di ricavi dichiarati di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alla lettera


c), d) ed e) o compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del TUIR, superiore a 5.164.569 e fino a 7,5 milioni di euro (tale codice può essere utilizzato esclusivamente dai soggetti interessati dall’esclusione dagli studi di settore);


4. ammontare di ricavi dichiarati di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alla lettera c), d) ed e) o compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del TUIR, superiore a 7,5 milioni di euro ovvero, in caso di esclusione dall’applicazione dei parametri, superiore a 5.164.569 euro;


5. periodo di non normale svolgimento dell’attività, in quanto l’impresa è in liquidazione ordinaria;  


6. periodo di non normale svolgimento dell’attività, in quanto l’impresa è in liquidazione coatta amministrativa o fallimentare;


7. altre situazioni di non normale svolgimento dell’attività;


8. periodo di imposta di durata superiore o inferiore a dodici mesi, indipendentemente dalla circostanza che tale arco temporale sia o meno a cavallo di due esercizi;


9. determinazione del reddito con criteri “forfetari”;


10. incaricati alle vendite a domicilio;


11. classificazione in una categoria reddituale diversa da quella prevista dal quadro degli elementi contabili contenuto nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore approvato per l’attività esercitata.


Si ricorda che il periodo che precede l’inizio della liquidazione è considerato periodo di cessazione dell’attività.


Costituisce causa di esclusione dall’applicazione degli studi di settore anche la modifica in corso d’anno dell’attività esercitata. È il caso, ad esempio, di un imprenditore che fino ad aprile ha svolto l’attività “Commercio all’ingrosso di prodotti di salumeria” (codice attività – 51.32.2 – compreso nello studio di settore TM21E) e da maggio in poi quella di “Installazione di impianti elettrici e tecnici” (codice attività – 45.31.0 – compreso nello studio di settore TG75U).


L’art. 1, comma 16, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), modificando l’art. 10 della legge n. 146 del 1998, ha previsto inoltre che non costituisce causa di esclusione la cessazione e l’inizio dell’attività, da parte dello stesso soggetto, entro sei mesi dalla data di cessazione, nonché l’inizio dell’attività quando la stessa costituisce mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti.


Per effetto di tali modifiche sono comunque tenuti all’applicazione degli studi di settore e dei  parametri nonché alla compilazione dei relativi modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli stessi:


a) i soggetti che hanno cessato e iniziato l’attività entro sei mesi dalla data di cessazione. L’ipotesi è applicabile anche nel caso in cui la cessazione dell’attività è avvenuta anteriormente al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2006 e l’inizio dell’attività sia avvenuto nel corso del periodo d’imposta 2006, fermo restando la condizione dei sei mesi dalla data di cessazione;


b) i soggetti che hanno iniziato l’attività nel corso del periodo d’imposta quando la stessa costituisce una mera prosecuzione di attività svolta da altri soggetti.


Non costituisce, comunque, causa di esclusione la modifica in corso d’anno dell’attività esercitata qualora le due attività (quella cessata e quella iniziata) siano contraddistinte da codici di attività compresi nel medesimo studio di settore. Non è considerata, inoltre, causa di esclusione dagli studi, l’apertura o la chiusura di un punto di produzion


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