Legge finanziaria 2007: territorialità iva su alcune prestazioni di intermediazione e aliquota iva per le ristrutturazioni edilizie nel 2007 (i chiarimenti dal servizio studi del Parlamento)

Il comma 325 dell’art. 1 della Legge Finanziaria per l’anno 2007 (Legge n. 296/2006), ha recepito le nuove disposizioni in tema di rilevanza territoriale, ai fini dell’IVA, delle prestazioni di servizi di intermediazione per fare fronte alle direttive comunitarie.


Secondo organi di giustizia europei, la territorialità delle operazioni di intermediazione (a eccezione di quelle espressamente escluse) viene individuata, in linea generale, nel luogo di effettuazione dell’operazione in cui è avvenuta l’intermediazione.


Peraltro,  la territorialità delle operazioni di intermediazione diverse da quelle relative alle operazioni di trasporto intracomunitario di beni, alle attività accessorie ai trasporti intracomunitari di beni e talune prestazioni di servizio (tra di esse, le prestazioni pubblicitarie, di consulenza, di locazione di beni mobili materiali, esclusi i mezzi di trasporto, le prestazioni di servizi di telecomunicazione, eccetera) viene individuata:


– Nel luogo dove risulta effettuata ai fini Iva l’intermediazioneo se il committente del servizio di intermediazione risulta in possesso di un numero di identificazione Iva attribuito da uno Stato appartenente all’Unione europea, in tale ultimo Stato membro.


Adesso, con l’aggiunta della lettera f-quinquies) all’art. 7, comma 4, del D.P.R. n. 633/72, avvenuta mediante il citato comma 325 della legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007), sono state recepite tali prescrizioni comunitarie, stabilendo che le prestazioni di intermediazione diverse da quelle afferenti le operazioni elencate nella lettera d) dell’art. 7, comma 4, del D.P.R. n. 633/72, le operazioni di trasporto intracomunitario di beni, di cui all’art. 40, comma 5, del D.L. n. 331/1993, e le operazioni accessorie ai trasporti intracomunitari di beni, di cui al successivo comma 6, si considerano effettuate in Italia qualora le operazioni oggetto di intermediazione si considerano ivi effettuate, a meno che il committente non sia un soggetto passivo in uno Stato appartenete all’Unione europea.


Infine, la neo norma dispone che tali servizi si considerano comunque effettuati in Italia se il committente è ivi soggetto passivo Iva.


Si tratta di un intervento che chiarisce i dubbi sorti in passato in merito (su tale tesi si veda l’articolo di Manuela Norcia nel Notiziario fiscale dell’Agenzia delle Entrate del 16.01.2007).


Peraltro, la scheda di lettura del servizio studi parlamentare al suddetto comma 325, ha precisato che tale neo disposizione deve essere così interpretata:


Le prestazioni di intermediazione, relative ad operazioni diverse di quelle di cui alla lettera d) del medesimo comma 4 e da quelle di cui all’art. 40, commi 5 e 6, del D.L. n. 331/1993, si considerano effettuate in Italia quando le operazioni oggetto dell’intermediazione si considerano ivi effettuate, a meno che il committente sia soggetto passivo in un altro stato membro dell’Unione europea; le suddette prestazioni si considerano in ogni caso effettuate in Italia, se  il committente è qui soggetto passivo IVA.


Alla luce di ciò, se ad es. il committente risiede in Germania (ed è soggetto passivo d’imposta in tale paese), anche se la prestazione viene fatta da un nostro (italiano) intermediario in Italia,  la prestazione si considera effettuata in Germania.


Per cui l’intermediario italiano deve emettere al committente tedesco una fattura senza IVA ai sensi dell’art. 40 del D.L. n. 331/1993.


 


SINTESI: Territorialità delle intermediazioni


Il neo comma 325 ha aggiunto al comma 4 dell’art. 7 del DPR n. 633/72 la lett. f- quinquies al fine di disciplinare la territorialità delle prestazioni di intermediazione secondo le ultime direttive UE.


In pratica viene generalizzato il criterio indicato nell’art. 40 c. 8 D.L. n. 331/93 prevedendo che dette prestazioni di intermediazione si considerano effettuate in Italia quando la sottostante operazione è ivi effettuata, salvo che non siano commissionate da un soggetto passivo stabilito in un altro stato membro dell’Ue.


Tali prestazioni, inoltre, si considerano “in ogni caso” effettuate in Italia (indipendentemente, cioè, dal luogo in cui è effettuata l’operazione principale sottostante) se il committente è ivi soggetto passivo d’imposta (norma criticabile perchè in contrasto con quanto previsto al successivo art. 9 punto 7 che rende non imponibili le intermediazioni relative a beni in importazione, esportazione o transito).


 


 


Vincenzo D’Andò


 


Gennaio 2007

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